Il virus HPV, cosa causa e come ci possiamo proteggere – anche dalle bufale
Questo articolo è il secondo di una serie dedicata al Papillomavirus umano (HPV), che apparirà su Query Online nei prossimi mesi. L’iniziativa è nata nell’ambito di una collaborazione tra il CICAP e la Fondazione, avviata a marzo 2026, volta a sensibilizzare il pubblico sull’importanza della prevenzione contro HPV.
di Salvo Di Grazia
Il virus HPV (Human Papilloma Virus, virus del papilloma umano) è un virus a DNA molto diffuso nell’ambiente e del quale esistono centinaia di tipi diversi (chiamati “ceppi”). Questo virus può causare nell’essere umano diversi disturbi, soprattutto della cute e delle mucose, come le verruche (piccole escrescenze della pelle) o lesioni pretumorali (ovvero che non sono maligne ma che possono diventarle se trascurate), come quelle del collo dell’utero, dell’ano, del pene, della vulva o del cavo orale. Alcuni ceppi sono ad “alto rischio oncogeno” (cioè causano più probabilmente tumori maligni), altri sono a basso rischio (cioè causano più raramente tumori maligni).
Nonostante questo virus sia molto diffuso, la popolazione generale tende a sottostimare i suoi pericoli e conosce pochissimo le sue caratteristiche.
Il contagio del virus avviene soprattutto per contatto sessuale ma ci sono prove che dimostrano un contagio avvenuto anche in altri modi (per contatto con superfici infette, per esempio o con rapporti sessuali non completi). L’unico modo per prevenire i danni di questo virus è la vaccinazione e quella disponibile oggi protegge da nove ceppi di HPV (i più rischiosi); è una vaccinazione molto efficace e con scarsi effetti collaterali, è offerta da tutte le regioni italiane e per alcune fasce di popolazione anche gratuitamente.
Non esiste la “cura” per debellare il virus HPV, sarà il nostro sistema immunitario a eliminarlo o tenerlo sotto controllo, ma quando questo non avviene e l’esposizione al virus dura a lungo, ecco che l’HPV può causare problemi più o meno gravi. I più tipici sono a carico dell’apparato genitale femminile esterno (vulva) o interno (vagina e collo dell’utero).
Esistono alcuni esami che permettono di capire se siamo venuti a contatto con questo virus e se questo ha creato danni. Il più diffuso è il Pap test, un esame semplice e veloce che studia le cellule del collo dell’utero. Se hanno un aspetto anomalo e tipico delle lesioni da HPV si farà un approfondimento, quasi sempre la colposcopia (esame che è più o meno una visita con uno strumento che vede con molti ingrandimenti il collo dell’utero). Un altro esame utilissimo è l’HPV test, che può scoprire se siamo stati infettati dal virus e da quale ceppo, in modo da sapere se siamo più o meno a rischio.
Per capire come affrontare questo virus e le malattie che provoca bisogna conoscerlo bene. Purtroppo però sono comuni le “leggende” e le false notizie diffuse dal passaparola e tra amici e questo contribuisce a non sapersi proteggere dalle malattie causate dall’HPV. Alcune di queste leggende sono molto interessanti.
È per esempio convinzione diffusa quella che vede il virus come “tipico” delle donne, questo perché inizialmente fu scoperto il collegamento tra l’infezione del virus e il tumore del collo dell’utero (quindi tipico delle donne). Negli anni successivi si scoprì però che anche altri tumori che colpiscono entrambi i sessi (ano o cavo orale, per esempio) o solo gli uomini (pene, per esempio) sono causati dallo stesso virus. Gli uomini quindi, oltre che potenziali veicoli di contagio esattamente come le donne, sono direttamente interessati dai danni dell’infezione da HPV.
Ma è vero che usando il preservativo ci si protegge dal contagio? In realtà no, il virus riesce a passare la barriera rappresentata dal preservativo e non serve un rapporto completo per infettare il partner.
Si pensa pure, sbagliando, che il virus HPV causi problemi banali e passeggeri, ma non è proprio così. Se è vero che la maggioranza di infezioni da HPV causa problemi lievi e che spesso spariscono da soli, è superficiale trascurarsi. Un’infezione prolungata infatti può causare non solo problemi più gravi che per essere risolti richiedono lunghi controlli e piccoli interventi chirurgici, ma nei casi più gravi si arriva al tumore maligno che può essere mortale e che per essere curato richiede terapie molto pesanti e interventi chirurgici importanti, cosa non così rara. In Italia ogni anno, più di 2000 donne sono colpite da tumore del collo uterino.
Si pensa inoltre che da adulti non avrebbe più senso vaccinarsi. Non è proprio così. Se è vero che la vaccinazione va fatta in età pre adolescenziale (12 anni) in modo da precedere i contatti sessuali e quindi il contagio del virus, in caso di lesioni già esistenti o infezione da HPV, vaccinarsi può essere un modo per ridurre il rischio di ritorno di lesioni da virus o di progressione di quelle già esistenti, e in ogni caso rappresenta uno stimolo del sistema immunitario che protegge da questi rischi; ma di questo bisogna parlarne con il ginecologo.
Molte donne inoltre legano la positività al virus a eventuali tradimenti del loro partner attuali. In realtà il virus può restare “silente” (senza dare nessun segno della sua presenza) per anni, anche decenni, è quindi molto difficile capire come e quando si è stati contagiati.
Una pericolosa falsa notizia sostiene che se non si hanno sintomi non avrebbe senso fare un controllo. Non è vero, il virus HPV riesce a passare inosservato per anni (anche molti), a volte è solo un Pap test e i successivi approfondimenti che capiscono che c’è stato un contagio e che se non si arrivasse in tempo si potrebbe trattare di lesioni già avanzate e quindi molto pericolose.
Tra le false notizie anche quella che i tumori del collo dell’utero colpiscono solo le persone anziane. Non è vero, certamente in età avanzata il rischio di tumore cervicale è più alto ma esistono diversi casi di tumori del collo uterino anche in donne giovani e persino giovanissime, con conseguenze molto serie e invalidanti.
…Visto quante false convinzioni su questo virus? Cosa fare, quindi, per proteggersi da questa malattia?
Vaccinarsi in età giovanile, dopo basteranno i controlli previsti normalmente. Un Pap test ogni tre anni, la visita annuale dal ginecologo e se si vuole l’HPV test ogni cinque anni. Ne vale la pena.
