4 Giugno 2026
I segreti dei Serial Killer

Coppie seriali: Homolka e Bernardo, i “Barbie e Ken” canadesi

AVVISO AI LETTORI: Pur essendo esposti con un linguaggio asciutto, scevro da morbosità e con finalità divulgative, la natura eccezionalmente cruda dei fatti descritti in questo articolo potrebbe turbare la sensibilità di alcune persone.

di Marianna Cuccuru

Poche coppie criminali hanno smentito il concetto ellenico di kalokagathia, che prevede che la bellezza esteriore sia indice di nobiltà d’animo, come la coppia di seriali canadesi passati alla storia del crimine come “Barbie e Ken”.

Karla Homolka nasce vicino a Toronto, nel 1970. La sua è una famiglia benestante: il padre è un commerciante di origine cecoslovacca e la madre lavora nell’amministrazione di un ospedale.

Karla ha due sorelle più piccole, Logan e Tammy, e vive un’infanzia apparentemente serena. Fin da bambina mostra un carattere vivace, ma piuttosto dispotico. Ha atteggiamenti che le coetanee definiscono “da principessa”, tendendo ad essere la figura dominante del gruppo dei pari. È una ragazza molto bella, dai lunghi capelli biondi, alla continua ricerca di attenzioni. Durante l’adolescenza, diventa estremamente popolare e ammirata, anche se conserva una vena di follia e compie spesso gesti impulsivi. Alcune amiche hanno riferito che, oltre ad avere una normale passione per i gialli e l’horror, non fosse estranea a fantasie di violenza e omicidio. In alcune occasioni ha praticato autolesionismo. Nel complesso, sembra che non ci siano stati traumi o abusi durante la sua gioventù e che le sue stranezze fossero dovute al suo temperamento particolarmente carismatico e autoritario, oltre che al suo bisogno di stimoli continui.

Nel 1987, durante un viaggio con gli amici, conosce un ragazzo biondo e affascinante, Paul Kenneth Bernardo.

Bernardo nasce in Ontario nel 1964 da Marilyn, casalinga, e Kenneth, un ingegnere di origini portoghesi, e ha due fratelli maggiori. La famiglia Bernardo è benestante e rispettabile.

Paul ha probabilmente subito una breve ipossia al momento della nascita, che gli ha causato problemi nello sviluppo del linguaggio nella prima infanzia. La famiglia vive a Scarborough, in un contesto borghese, ed è apparentemente serena. In realtà, la sorella di Paul subisce abusi sessuali dal padre Kenneth fin dall’infanzia e per almeno cinque anni. Lei stessa denuncerà il padre una volta adulta.

La relazione tra i genitori non si interrompe, ma conducono vite separate e i conflitti coniugali sono frequentissimi. Paul risente del clima di odio e indifferenza che vige tra i componenti della famiglia, dove nessuno sembrava provare interesse per lui. Da bambino subisce bullismo e vessazioni dai compagni di scuola, anche se durante l’adolescenza riesce, anche grazie al suo bell’aspetto, a diventare un ragazzo popolare e ammirato, come Karla. Ama i film splatter e inizia a collezionare materiale pornografico. Quando ha sedici anni, sua madre gli rivela con brutalità che Kenneth non è suo padre biologico e che la cosa era sempre stata nota anche al padre stesso.  

Una volta al college, i primi rapporti sessuali fanno emergere chiaramente la sua vena sadica e dominante: vuole stringere una corda al collo della sua ragazza e farle del male. [1]

Paul sviluppa carisma e capacità di manipolazione che riescono a mascherare i suoi tratti antisociali e il suo sadismo di fronte a chi non lo conosce a fondo.

Due personalità diaboliche

Paul Bernardo inizia intorno ai vent’anni a commettere piccoli reati, ad esempio contrabbanda sigarette tra Canada e Stati Uniti, attività che continuerà a svolgere fino all’arresto. In generale, inizia a percepire se stesso come un potenziale criminale, percorrendo quel percorso che Ruben De Luca definisce violentizzazione, ovvero l’abitudine graduale e inesorabile a integrare e normalizzare il crimine nella vita di ogni giorno, senza quel limite autoimposto che fa normalmente rispettare la legge e i diritti altrui. Anche la prospettiva del carcere non è qualcosa che fa così paura in questa ottica.

Bernardo inoltre è convinto di essere troppo furbo e intelligente per farsi arrestare. Con Karla nasce un rapporto morboso: la ragazza è la “sua principessa” ed entrambi credono di essere superiori a tutti gli altri, come fossero i soli a intravedere delle verità incomprensibili ai più. Il sesso violento e intenso è la base della loro relazione. La convinzione di essere liberi dai dogmi sociali e di poter capire qualcosa di invisibile al resto del mondo è un tratto comune a molti serial killer, come Donald Gaskins o Dennis Rader, che ha chiamato questa caratteristica il “fattore x”.

Con i genitori di Karla, Paul si mostra come il fidanzato ideale, educato e premuroso. Una delle sorelle di Karla, Tammy, ha una vera e propria adorazione per lui.

Secondo la teoria della dominanza di Colin Wilson (che a sua volta interpreta in chiave criminologica delle ricerche sulla sessuologia di Abraham Maslow) il loro rapporto sarebbe da interpretare in base alla “teoria del 5% dominante”: Karla Homolka rientrerebbe quindi in quella minoranza di donne aggressive e con un livello di dominanza alto, che necessita di forti emozioni e di un compagno ancora più “forte” e aggressivo rispetto a lei, un uomo che riesca a “tenerle testa”. Egli sarà il solo da cui accetterà umiliazioni e da cui si farà sottomettere.

Data la totale mancanza di scrupoli di Karla, l’antisocialità e crudeltà di Bernardo sono caratteristiche irresistibili per lei, che accetta anche veri e propri abusi sessuali e fisici da parte sua. [2] Nel 1990 i due si fidanzano ufficialmente e progettano di sposarsi l’anno seguente.

Già dal 1987 Scarborough aveva registrato un’inquietante serie di stupri: oltre una ventina di vittime avevano denunciato aggressioni sessuali brutali e improvvise. La polizia era riuscita a creare una lunga lista di nomi, tra i quali compare quello di Paul Bernardo, ma non riescono ad incastrare nessuno.

Il delitto di Tammy Homolka

La notte della vigilia di Natale del 1990, nel salotto di casa Homolka, la coppia mette in atto un piano che aveva programmato da tempo. Bernardo aveva fantasie sessuali su Tammy Homolka da mesi, in particolare per via del fatto che Tammy fosse vergine. Karla non lo è, e questo per Paul è una specie di affronto che deve in qualche modo essere riparato. Chiede quindi alla sua compagna di avere Tammy come “risarcimento” e inizia a condividere con Karla le sue fantasie violente. Inizialmente la ragazza sembra restia, ma poco tempo dopo comincia ad organizzare con lui lo stupro della sorellina, che entrambi commettono dopo averla narcotizzata con del sedativo ad uso veterinario, procurato da Karla stessa, poiché lavora in una clinica veterinaria.

Karla inizialmente rifiuta di abusare della sorella, probabilmente per semplice repulsione verso un rapporto incestuoso più che per empatia verso Tammy, ma con tono imperioso Paul la obbliga a farlo. Inaspettatamente per la coppia, Tammy muore durante la violenza sessuale, soffocata da un rigurgito a causa della forte dose di sedativi. L’intera sequenza dello stupro viene ripresa dalla coppia e registrata su videocassetta, come avevano fatto ad esempio i seriali Leonard Lake e Charles Ng con le loro vittime, qualche anno prima.

La morte di Tammy viene incredibilmente classificata come accidentale, nonostante le numerose stranezze, come ad esempio le tracce di violenza sessuale e segni rossi sul volto.

Alcune frasi di Karla dopo il delitto denotano una freddezza sconvolgente: con un’amica, la ragazza si lamenta del fatto che parte dei soldi messi da parte per il matrimonio tra lei e Paul fossero stati destinati al funerale di Tammy. Con Bernardo, rievoca la morte della sorella durante i rapporti sessuali, come testimoniato da altre riprese video fatte da loro stessi.

Karla, in una di queste riprese, afferma:

“Non ti ho dato la mia verginità, quindi ti ho dato quella di Tammy, invece. Ti ho amato abbastanza da farlo.” [3]

Nonostante la vena sadica e amorale di Karla, è chiaro come sia comunque Paul il “capo” della coppia. Quando vanno a vivere insieme, Bernardo si “assicura” che la compagna gli sia obbediente picchiandola molto spesso, come ha sempre fatto fin dai primi tempi di fidanzamento. Anche le violenze sessuali su Karla sono all’ordine del giorno. Esistono diverse fotografie della Homolka col volto coperto di lividi, gli occhi violacei e gonfi.

Questo fatto tuttavia coesiste con l’indiscussa complicità attiva di Karla: in una delle cassette su cui la coppia ha registrato un loro rapporto sessuale, è possibile udire un dialogo che rende evidente che l’omicidio di Tammy, per quanto non premeditato, sia stato inebriante e gratificante per entrambi. Ed entrambi, poco dopo, affermano che sarebbe bello rapire altre ragazzine, per fare nuovamente ciò che hanno fatto a Tammy.

Nel frattempo, gli stupri a Scarborough continuano.

I delitti Mahaffy e French

Nel 1991 Karla adesca una ragazzina quindicenne rimasta anonima, la invita a casa e le fa perdere conoscenza con i sedativi. In seguito, chiama Paul per mettere in scena una replica dello stupro di Tammy. In questo caso, la vittima sopravvive, svegliandosi piena di dolori e segni sul corpo, e viene lasciata andare.

Mentre Paul e Karla stanno organizzando le nozze, scegliendo il menù e le bomboniere, pianificano un altro rapimento.

Karla sa bene che il futuro marito ama “cacciare le donne” in giro per la città e che è lui il pericoloso stupratore che la polizia sta cercando. Alcune vittime hanno fatto una descrizione piuttosto accurata del loro aggressore, per cui Homolka gli ripete spesso di essere cauto.

Nel giugno 1991, una notte d’estate, Paul trova una quattordicenne che era rimasta chiusa fuori casa dopo una serata con gli amici. La giovane si chiama Leslie Mahaffy. Bernardo riesce a portarla in auto con la scusa di una sigaretta e la rapisce, minacciandola con un coltello. In seguito non viene sedata, ma deve subire il calvario dello stupro e della violenza fisica in piena coscienza, ripresa dall’onnipresente telecamera.

Il ruolo di Karla in questa circostanza, a quanto pare, è abbastanza marginale: a suo dire, se ne sarebbe stata tutto il tempo a leggere American Psycho al piano di sotto, salendo di tanto in tanto a fare qualche ripresa.

Dopo quasi un giorno di tormenti Leslie viene strangolata, dopo che Karla aveva cercato falsamente di confortarla. I due nascondono il corpo di Leslie nello scantinato, poiché a breve sarebbero arrivati i familiari di Karla a pranzo.

In seguito, è Paul a occuparsi del depezzamento del corpo, che viene nascosto nel cemento a presa rapida e poi gettato nel lago Gibson. Karla ripulisce la casa da cima a fondo, eliminando ogni traccia di resti umani. Entrambi mostrano un’elevata forensic awareness, ovvero una grande cura nell’occultamento del corpo della vittima e nell’eliminazione delle prove dal luogo del delitto.

Leslie viene ritrovata nelle stesse ore in cui si celebra il sontuoso matrimonio di Karla e Paul.

Il comportamento adottato con Leslie rappresenta un “salto” di modalità preomicidiaria notevole per la coppia: in pochi mesi è passata dallo stupro di un’adolescente narcotizzata, senza l’obiettivo di ucciderla, a voler violentare una ragazza cosciente, terrorizzata e che implora per la sua vita davanti a una videocamera, in modo simile alla già citata coppia Lake e Ng. [4]

Nel 1992 Kristen French ha quindici anni, studia in un liceo cattolico e colpisce la fantasia di Paul per via della sua bellezza innocente. Il sequestro di Kristen avviene di giorno, quando è avvicinata in auto dalla coppia, che finge di chiederle indicazioni stradali. Il calvario della giovane dura ben tre giorni, nei quali viene violentata molte volte e costretta a fingere entusiasmo e passione sessuale nei confronti di entrambi. Di questi giorni mostruosi rimangono i filmati, che mostrano Kristen che viene costretta a muoversi, vestirsi, truccarsi e profumarsi secondo i gusti di Bernardo, che fa fare la medesima cosa a Karla. Dall’analisi dei filmini, la finta accondiscendenza della giovane è stata interpretata come un abile tentativo per instaurare una parvenza di “rapporto umano” con la coppia, nella speranza che prima o poi l’avrebbero liberata. Kristen è una giovane intelligente e intuitiva, cerca quindi di ottenere la fiducia dei suoi aguzzini. [5]

Tuttavia, la sua abilità e il suo grande coraggio non bastano a salvarla. Dopo qualche giorno, Kristen non regge più e cerca di opporsi alla coppia, che la strangola con un cavo per molti minuti. Non è chiaro se la mano omicida sia quella di Karla, di Paul o di entrambi. Il corpo di Kristen, rasato e accuratamente ripulito, viene ritrovato in una discarica a due settimane dalla scomparsa.

Punto di rottura

Dopo un altro anno passato tra violenze sessuali commesse dalla coppia e botte feroci ai danni di Karla, la ex “principessa” del liceo si stanca di subire abusi e il 5 gennaio 1993 lascia il marito e si reca in ospedale, coperta di lividi.

Paul registra dei filmati in cui afferma di amarla follemente e di capire il perché se ne sia andata, ma chiedendole di tornare. Nonostante il suo costante bisogno di sentirsi “un re”, “un dio”, probabilmente comprende che senza la sua compagna e prima ammiratrice, gli omicidi sarebbero stati meno gratificanti.

Contemporaneamente, la giustizia fa il suo corso e viene incastrato dal DNA che era stato obbligato a fornire alla polizia due anni prima, per via degli stupri di Scarborough: il responsabile delle violenze è lui oltre ogni dubbio, e viene arrestato. Data la vicinanza geografica ai luoghi del rapimento di Leslie e Kristen, Karla viene interrogata in merito e decide di confessare, portando all’incriminazione per omicidio di Paul.

È possibile che la confessione della donna non sia conseguente a un crollo emotivo, ma a un calcolo opportunistico: comprende che prima o poi avrebbero collegato i delitti al marito, per cui sarebbe stato meglio parlare per prima e alleggerire la sua posizione, approfittando della sua condizione di coniuge maltrattata, che sarà la base della sua successiva difesa in tribunale.

In questo frangente, come spesso accade nelle coppie criminali, il patto erotico, emotivo e delinquenziale si infrange, la relazione si sfalda e spesso cambiano le dinamiche di potere. La Homolka, in precedenza il membro “sottomesso”, riprende una posizione di dominio, accusando il marito e potendo avere così il privilegio di negoziare la pena in cambio di preziose informazioni contro Bernardo.

Presentandosi come complice involontaria e moglie spaventata, obbligata con la violenza a commettere i delitti, Karla Homolka riuscirà a scontare una pena esigua: la sua condanna è infatti ad appena dodici anni di detenzione.

Questo accordo estremamente favorevole per lei è stato possibile perché la polizia non era stata in grado di trovare in tempo le videocassette con le registrazioni degli stupri, che avrebbero costituito una prova granitica della cooperazione entusiasta di entrambi ai crimini. Le cassette, sottratte dall’avvocato della difesa di Bernardo dopo le inaccurate perquisizioni delle autorità nell’abitazione dei coniugi, sono state ammesse come prove, ma solo successivamente all’accordo con Karla. Bernardo riconosce che:

“ovviamente, guardandomi indietro, ho avuto problemi col sesso”. Ammette inoltre di aver stuprato le vittime, ma accusa la ormai ex moglie di essere l’esecutrice materiale dei delitti Mahaffy e French, motivati dalla gelosia, mentre descrive come accidentale la morte di Tammy. Bernardo riferisce che avrebbe preferito tenere in vita le ragazze per creare un piccolo harem di schiave sessuali, come nel caso di Cameron Hooker o dei coniugi West in Inghilterra. Karla afferma, al contrario, che l’improvvisa ribellione della French avrebbe scatenato la furia del marito e che Leslie Mahaffy sarebbe stata uccisa da lui per non rischiare una denuncia.

La detenzione

La personalità vuota e amorale di Karla non sembra cambiare durante la detenzione. Viene liberata nel 2005. La Homolka ha cambiato nome in Karla Leanne Teale, si è sposata e ha avuto figli. Non sembra aver perpetrato nuovi crimini. Gli studiosi, come spesso accade per le coppie criminali, si chiedono se avrebbe comunque commesso simili violenze se non avesse conosciuto Bernardo.

Karla ora vive a Montreal. È stata di recente al centro di polemiche, in quanto avrebbe fatto volontariato in una scuola a stampo religioso, a contatto con i bambini. I genitori, una volta capito chi fosse quella donna bionda e dimessa che aveva a che fare coi loro figli, hanno scatenato una vera e propria rivolta, costringendo la scuola a non farla più entrare. [6]

Bernardo è attualmente in carcere, condannato all’ergastolo. Ha assunto il nome di Paul Jason Teale, usando quindi lo stesso cognome della ex moglie; un ultimo legame tra i due ex coniugi. Probabilmente il cognome Teale deriva da un serial killer fittizio interpretato in un film da Kevin Bacon. Se fosse così, sarebbe un’interessante scelta semantica, considerando che entrambi hanno accusato l’altro di assassinio e si proclamano innocenti.

Durante gli interrogatori negli anni successivi al suo arresto, Paul Bernardo è sempre machiavellico e fornisce risposte verbose, confuse, manipolatorie, che gettano fumo negli occhi più che dare informazioni chiare. Dice spesso “non ricordo”, “è passato tanto tempo” alla diretta domanda se conoscesse o meno alcune ragazze scomparse nel suo periodo di attività; casi che gli inquirenti hanno provato ad associare a lui, come Terry Anderson ed Elizabeth Bain. [7]

Sempre durante gli interrogatori, a domande su cosa facesse o dove fosse in un certo periodo di tempo, risponde spesso domandando se avessero “chiesto anche a Karla” e che in quegli anni era impegnato “a fare le sue cose”.

In modo arrogante, Paul afferma che non è vera la teoria che descrive i serial killer come attenti ai mass media e alle notizie di cronaca nera, e che lui aveva altro da fare rispetto a star dietro alle notizie delle ragazzine scomparse. Si lamenta di essere sempre trattato come un bugiardo. Probabilmente, pur avendo diritto di presentare domanda di libertà vigilata, non gli verrà mai concessa; cosa piuttosto anomala nel pacifico Canada, che raramente prevede il fine pena mai. [8] [9] La madre di Leslie, Deborah Mahaffy, in merito all’eventuale liberazione dell’assassino di sua figlia, ha dichiarato:

“Spero che capiate la natura sadica, manipolatrice e psicopatica del comportamento di Bernardo e l’immane minaccia che rappresenta per la pubblica sicurezza. […] Ha scelto di ferire e uccidere gli altri, e i suoi comportamenti e azioni hanno avuto come conseguenza la perdita della sua libertà per proteggere la società da lui. [Questa perdita] non può essere equivalente all’immensità di tutte le irreversibili perdite che ha causato”. [10]

Note

Un ringraziamento speciale alla professoressa Maria Natalia Orangis per l’aiuto con le traduzioni dall’inglese