La Regione Valle d’Aosta rinuncia alla sperimentazione sull’acqua informata
In Valle d’Aosta, basta con la sperimentazione “ufficiale” dell’acqua informata ad uso agricolo. Il 5 giugno, in una seduta consiliare della Regione, l’Assessore alle risorse naturali Marco Carrel ha dichiarato cessato l’esperimento in atto:
Non abbiamo in corso forme di collaborazione e, alla luce delle odierne evidenze scientifiche, non è al momento intenzione dell’Assessorato essere coinvolti in altre forme di sperimentazione che riguardino questa tecnologia.
Per capire la vicenda, un piccolo passo indietro. Nel 2022 la Regione Valle d’Aosta aveva stanziato 2.700 euro per sperimentare sul campo un’acqua che aveva “memorizzato” le informazioni delle sostanze con cui era entrata in contatto, secondo una tecnologia denominata SMT (tecnologia sopramolecolare). Niente pesticidi, quindi, ma solo il loro “ricordo”, memorizzato dalle molecole dell’acqua di irrigazione. Una tecnologia, però, priva di riscontri scientifici: l’esistenza di una memoria dell’acqua è stata più volte smentita dalle ricerche scientifiche.
Ve ne avevamo parlato qui: la sperimentazione era stata affidata a un’azienda cuneese di proprietà di Luciano Gastaldi e si era svolta presso il Centro dimostrativo agricolo e sperimentale della Regione Valle d’Aosta, a Saint-Marcel.
In seguito ai dubbi di alcuni giornalisti e divulgatori scientifici, espresse su diversi giornali (tra cui la nostra testata), il 9 maggio la Consigliera Chiara Minelli aveva presentato un’interpellanza al Consiglio regionale valdostano, chiedendo di
sapere su quali basi si è scelto di finanziare la sperimentazione di questa tecnologia palesemente pseudoscientifica; se la Regione sarà coinvolta in ulteriori sperimentazioni a livello nazionale; se si intende proseguire con la sperimentazione e per quali ragioni; se non si ritenga opportuno, per il futuro, affidarsi al parere di esperti in materia, che si rifanno a consolidate acquisizioni scientifiche, prima di finanziare sperimentazioni di dubbia scientificità.
Condivisibili le sue parole, a commento dell’affermazione dell’Assessore Marco Carrel secondo cui non ci saranno ulteriori sperimentazioni:
Divulgare questa pratica è un errore anche perché si corre il rischio che la gente riponga fiducia in una tecnica non sostenuta da evidenze scientifiche. La politica ha il dovere di dare degli indirizzi e di fare attività di vigilanza. Mi preoccupa però un po’ che in tutto questo tempo non ci sia stata una attenzione maggiore nei confronti della tematica e che si sia dato credito a teorie prive di fondamento, già smentite dalla comunità scientifica fin dal 2021. È molto importante per la qualità della nostra agricoltura affidarsi per il futuro a degli esperti di comprovata “fede” scientifica.
La risposta di Chiara Minelli pone un punto importante: è fondamentale che le istituzioni pubbliche si basino sulle evidenze scientifiche consolidate, quando decidono di finanziare un progetto come quello di cui stiamo parlando.
Questa vicenda mette anche in luce il ruolo di una comunicazione responsabile da parte dei media, tanto più quando si tratta della TV pubblica. Marco Carrel ha infatti spiegato che la sperimentazione era stata decisa in seguito alla visione di un servizio del TGR Leonardo:
Quando mi sono insediato come Assessore la sperimentazione era già in corso da oltre un anno e tutti i relativi atti erano già stati adottati. […] La scelta di procedere nell’aprile 2022 con l’affido della sperimentazione è stata effettuata dal Coordinatore del Dipartimento agricoltura dopo la visione di un servizio trasmesso nel 2021 dal Tgr Leonardo dal titolo “L’acqua e le sue memorie”; dopo aver consultato una serie di documenti prodotti dal ricercatore indipendente Luciano Gastaldi; dopo averlo contattato direttamente per un confronto.
Il servizio è quello di cui aveva parlato il nostro Silvano Fuso su Query online. Anche in quell’occasione era stato intervistato Luciano Gastaldi, che aveva fatto riferimento a improbabili proprietà dell’acqua (“Acqua del rubinetto che, esposta a campi magnetici, si comporta come se contenesse rame, anche se non c’è”, spiegava una redattrice della testata). Tanto più che, come fa notare anche Enrico Bucci su Il Foglio, il comunicato della Regione mette in luce l’utilizzo della stessa tecnologia SMT da parte di altri enti pubblici che starebbero collaborando con Gastaldi, in particolare il Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza dell’INAIL e il CREA (Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria).
Commenta Lorenzo Montali, presidente del CICAP:
Secondo noi questa vicenda dovrebbe offrire un’occasione di riflessione sul processo che ha portato alla decisione di finanziare una sperimentazione basata su teorie pseudoscientifiche. Perchè si è dato il via a una sperimentazione senza considerare la mancanza di prove che la giustificassero? Quali esperti vanno coinvolti nelle decisioni quando un ente pubblico deve prendere una decisione su una questione di natura tecnico scientifica? Come si tiene conto dei conflitti di interesse nel momento in cui si decide di avviare una sperimentazione sulla base del solo parere di chi promuove una carta tecnica o un certo prodotto? Rispondere a queste domande consentirebbe di non ripetere gli stessi errori in futuro – tanto più in un caso come questo in cui si sono investite inutilmente risorse pubbliche – e di evitare che altri enti ripercorrano una strada che si è dimostrata sbagliata. Da questo punto di vista suscita meraviglia la decisione di ospitare conferenze e presentazioni su temi pseudoscientifici in sedi prestigiose come il Palazzo di una Regione. La credibilità degli enti pubblici non dovrebbe essere posta al servizio di metodi che non hanno dimostrato di poter funzionare.
È quanto accadrà infatti nella giornata di domani (sabato 7 giugno), quando si svolgerà ad Aosta, nel Palazzo della Regione, la conferenza “Un sogno possibile: coltivare senza pesticidi”, che vedrà ospite proprio Luciano Gastaldi a presentare il suo libro “L’alternativa ai pesticidi in agricoltura – Tecnologia S.M.T.” (A.Na.M. Edizioni, 2025). La conferenza, secondo gli organizzatori, sarà un modo per:
[…] tornare a parlare (dopo le varie conferenze tenutesi in Valle nel 2024) di una tecnica che permette di coltivare in modo naturale senza far ricorso a fitofarmaci e pesticidi, una risorsa concreta in agricoltura per il futuro, frutto di 15 anni di ricerca da parte del gruppo coordinato da Luciano Gastaldi e ascoltare chi, da alcuni anni, sta sperimentando questa modalità in Valle d’Aosta e potrà fornire i risultati ottenuti.
La conferenza non è organizzata direttamente dalla Regione, che ha semplicemente concesso lo spazio. Ma se davvero l’interruzione delle sperimentazioni in corso è stata fatta “alla luce delle odierne evidenze scientifiche”, perché ospitare nella propria sede istituzionale una conferenza “a senso unico”, priva di contraddittorio, senza dar spazio alle ragioni della scienza?
Foto di Erich Westendarp da Pixabay
