22 Giugno 2026
Approfondimenti

Un’interrogazione parlamentare sul caso EFSA/Coldiretti

Ieri Beatrice Mautino aveva presentato su Query online il caso della manifestazione organizzata da Coldiretti davanti alla sede dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) a Parma. L’associazione, che difende gli interessi degli agricoltori, chiedeva che la carne coltivata fosse trattata come farmaco anziché come novel food, sostenendo che questa rivendicazione era basata sull’esigenza di portare “più scienza in EFSA”. Il dubbio avanzato nell’articolo era che invece tale richiesta nasconda un tentativo di complicare il processo di approvazione della carne coltivata, imponendo i test clinici e pre-clinici che sono obbligatori quando si ha a che fare con dei farmaci.

Ma l’articolo poneva anche alcune questioni relative ai documenti utilizzati per sostenere la richiesta: tali documenti si basavano infatti su un testo prodotto da un tavolo tecnico del Ministero della Salute, istituito il 24 maggio 2024 con l’obiettivo di studiare l’impatto complessivo dell’eventuale commercializzazione di nuovi alimenti derivati da “colture cellulari di animali vertebrati” (in altri termini, la carne coltivata). Questo gruppo di lavoro, che avrebbe dovuto fornire una valutazione scientifica obiettiva per informare le decisioni politiche in materia, aveva prodotto due documenti, pubblicati il 7 febbraio 2025 sul sito del Ministero della Salute:

  • Un documento contenente commenti tecnici all’aggiornamento delle linee guida dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) relative al Regolamento sui Nuovi Alimenti del 27 giugno 2024.
  • Un secondo documento con ulteriori considerazioni sulle stesse linee guida, in cui si concludeva che per valutare la sicurezza alimentare della carne coltivata sarebbero stati necessari test clinici e pre-clinici. Questa conclusione non era supportata da studi.

Il 19 marzo questo secondo documento era stato caricato su una nuova pagina web, sempre del Ministero della Salute, questa volta attribuito esclusivamente alla “componente clinica” del tavolo tecnico, cioè a tutti coloro che non risultavano appartenenti ad enti pubblici.

Come ci aveva spiegato Beatrice Mautino, tutti i membri di questa componente clinica erano persone legate alla Fondazione Aletheia, che condivide lo stesso indirizzo della sede di Coldiretti e il cui direttore guida anche un centro studi affiliato all’associazione.

Su questa vicenda è stata depositata oggi un’interrogazione parlamentare presentata dall’onorevole Benedetto Della Vedova, che solleva alcuni importanti interrogativi sull’indipendenza del tavolo tecnico interministeriale:

la composizione del tavolo desta allarme rispetto ai criteri seguiti dai dicasteri per le nomine e genera gravi e palesi profili di parzialità dell’analisi e di conflitto di interessi, in particolare alla luce della netta posizione contraria di Coldiretti all’eventuale immissione in commercio della cd carne coltivata; 

[…] il tavolo inoltre non include e non ha mai convocato alcun esponente del mondo scientifico di settore, come evidenziato da una lettera, diffusa a mezzo stampa il 19 marzo, di scienziati ed esperti italiani della materia con cui si rivolge un appello ai dicasteri in indirizzo per chiedere di essere coinvolti nel dibattito sui nuovi alimenti;

Benedetto Della Vedova, pertanto, chiede al Ministero della Salute e al Ministero dell’Agricoltura, guidati rispettivamente da Orazio Schillaci e Francesco Lollobrigida, di chiarire

1) con quali criteri si è provveduto alla nomina della componente clinica del tavolo, quali le metodologie scientifiche adottate dal tavolo per la formulazione dei pareri indicati in premessa e più in generale con quali criteri i dicasteri in indirizzo, la cui attività dipende strettamente dal costante confronto con la comunità scientifica, opera la selezione degli esperti;

2) come si intende intervenire per garantire l’indipendenza e la competenza delle valutazioni attraverso le quali i dicasteri in indirizzo stanno sviluppando le loro posizioni sulla cd carne coltivata, a cominciare dalla composizione del tavolo.

Questa vicenda sta a cuore anche al CICAP, che continuerà a seguire con interesse la questione per capire quali saranno le risposte del Ministero. Come sottolinea Lorenzo Montali, presidente dell’associazione: 

“L’interrogazione sottolinea l’importanza di garantire che le valutazioni tecniche e scientifiche che informano le decisioni politiche siano condotte in modo trasparente, indipendente e basato su evidenze scientifiche solide. La composizione dei tavoli tecnici e la metodologia adottata per la formulazione dei pareri sono elementi cruciali per assicurare la credibilità e l’affidabilità delle conclusioni raggiunte. 

In un contesto in cui la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica stanno rapidamente trasformando il settore alimentare, è essenziale che le decisioni politiche siano informate da valutazioni obiettive e indipendenti, che tengano conto sia dei potenziali rischi che dei possibili benefici delle nuove tecnologie alimentari. Ma questo può essere fatto solo con valutazioni fondate sulle evidenze scientifiche, e non su idee preconcette o posizioni ideologiche”. 

Foto di AnnaStills/iStock

Sofia Lincos

Sofia Lincos collabora col CICAP dal 2005 ed è caporedattrice di Queryonline. Fa parte del CeRaVoLC (Centro per la Raccolta delle Voci e Leggende Contemporanee) e si interessa da anni di leggende metropolitane, creepypasta, bufale e storia della scienza.