Il ritorno della fusione fredda?

La fusione fredda, cioè la produzione di energia per fusione nucleare in cui le reazioni avvengono a temperature vicine a quella ambiente, è uno di quegli argomenti in cui la miscela di pseudoscienza, di genuina scienza di frontiera e di interessi economici rende molto difficile orientarsi. Il problema è tornato alla ribalta quando il 14 gennaio, in un capannone alla periferia di Bologna, alcuni fisici dell’Università e dell’Istituto Nazionale di Fisica nucleare hanno potuto assistere alla dimostrazione di un dispositivo che, nelle parole del suo inventore, produrrebbe energia attraverso la fusione di nuclei di idrogeno con nuclei di nichel. Il professor Paolo Capiluppi, direttore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna, che era presente alla dimostrazione, ha chiarito il ruolo delle istituzioni di ricerca nell’evento:

«Abbiamo accettato volentieri di assistere alla dimostrazione e il dott. Giuseppe Levi ha dato una mano per le misure, in particolare dei raggi gamma. Il Dipartimento di Fisica e la Sezione INFN non sono stati però coinvolti direttamente nello sviluppo del dispositivo, il cui funzionamento è segreto, né nella dimostrazione del 14 gennaio. Non abbiamo potuto effettuare nessuna misura o verifica nei nostri laboratori, per le quali siamo ancora disponibili e, come scienziati, soprattutto molto curiosi».

Alla dimostrazione sembra fossero presenti anche rappresentanti della Defkalion Energy, una ditta di Atene che sarebbe interessata al procedimento.

Su YouTube si trovano anche la seconda e terza parte del video.

L’inventore è Andrea Rossi, un ingegnere milanese con una storia imprenditoriale piuttosto avventurosa (raccontata qui dal suo punto di vista) che si è avvalso della collaborazione di Sergio Focardi, Professore Emerito di Fisica dell’Università di Bologna. L’idea della fusione fredda con nichel e idrogeno, alternativa a quella originale di Fleischmann e Pons che usava deuterio e palladio, era già stata investigata da Focardi negli anni Novanta, senza però che i suoi risultati potessero essere replicati. Adesso Rossi torna alla carica con un reattore che parrebbe funzionare, ma i dettagli della realizzazione sono tenuti segreti. In particolare, la polvere di nichel usata conterrebbe alcune altre sostanze che funzionerebbero come “catalizzatore” della reazione. Giuseppe Levi, dell’Università di Bologna e dell’INFN, ha misurato la potenza sviluppata in circa 12kW, ed esclude che l’energia venga dalla combustione convenzionale dell’idrogeno perché l’idrogeno consumato è troppo poco. La stima è fatta pesando la bombola prima e dopo la dimostrazione, misura che potrebbe essere un po’ approssimativa, ma dobbiamo aspettare il report che Levi dovrebbe rendere pubblico per poter commentare. L’articolo che descrive la scoperta di Rossi e Focardi, evidentemente rifiutato dalle riviste scientifiche, è stato pubblicato su un sito web gestito dagli stessi autori, furbescamente chiamato Journal of Nuclear Physics (il titolo di una rivista accademica russa, che non esiste più da tempo); come sottolinea PhysOrg.com, questo ha generato non poco scetticismo tra gli addetti ai lavori. Sempre secondo Rossi, un esemplare del reattore sarebbe in funzione da tempo per riscaldare un capannone di una ditta di Bondeno, in provincia di Ferrara.

Ci sono alcune stranezze nel dispositivo di Rossi e Focardi. Il chimico Camillo Franchini osserva che, anche se la reazione è effettivamente esoenergetica (cioè produce energia), è impraticabile usarla effettivamente per due ragioni. La prima è che secondo tutti i manuali di chimica nucleare la reazione non può avvenire a temperatura ambiente perchè in quelle condizioni i protoni non hanno abbastanza energia per raggiungere il nucleo; in secondo luogo, la sezione d’urto (una misura usata in fisica che indica la probabilità che la reazione avvenga effettivamente) è comunque molto bassa. Ci scrive Franchini:

Richiesto di un parere sulla rivendicazione di Focardi e Rossi, il prof. Jonghwa Chang, Chief Research Advisor del Korea Atomic Energy Research Institute mi ha gentilmente risposto (18 gennaio 2011), riferendosi alla reazione 58Ni +p → 59Cu

«Per rendere la reazione possible, l’energia del protone deve oltrepassare la barriera coulombiana. Una simile energia è impossibile da ottenere senza un acceleratore. In più, dovrebbero misurare [un’emissione di] raggi gamma, molto penetranti e facilmente misurabili con un opportuno rivelatore.»

D’altronde, fa notare sempre Franchini, la domanda di brevetto di Rossi parrebbe essere stata rifiutata con la motivazione che

dato che l’invenzione sembra, per lo meno a un primo esame, essere in contrasto con le leggi della fisica generalmente accettate, la descrizione dovrebbe essere abbastanza dettagliata da poter dimostrare a una persona competente, familiare con la scienza e la tecnologia mainstream, che l’invenzione è effettivamente realizzabile.

Ossia, secondo la fisica quella reazione non dovrebbe poter produrre energia; e in ogni caso dovrebbero essere emesse dal reattore radiazioni facilmente osservabili.

E qui viene un’altra stranezza, perché è vero che nella domanda di brevetto si afferma che tutta la radiazione prodotta è assorbita dalla schermatura di boro, piombo e acciaio, ma almeno dai filmati il dispositivo di Rossi sembra troppo piccolo per contenere schermature di spessore sufficiente. Da quello che si può capire, né raggi gamma né neutroni sono emessi dall’apparecchiatura (con evidente sollievo dei presenti alla dimostrazione), nonostante due piccoli fori fossero stati prodotti nella schermatura proprio allo scopo di permettere ai raggi gamma di uscire per essere misurati.

Insomma, se è vero che il reattore di Rossi produce energia, come sembra, difficilmente il suo principio di funzionamento è quello che l’autore sostiene essere, lasciando il campo aperto a qualunque ipotesi e forse anche a qualche sospetto. È anche curioso che nella domanda di brevetto, come a mettere le mani avanti, si dichiari che

L’approccio al problema della reazione esotermica adottato dall’inventore differisce da quelli adottati dai ricercatori che lo ho hanno preceduto in questa materia per il fatto che qui non si è cercato di dimostrare emissione di particelle elementari che testimoniassero la validità di una teoria, ma si è cercato esclusivamente di produrre più energia di quella consumata […]

Cioè a dire: lo sappiamo che non si capisce come possa funzionare, ma d’altronde non ci interessa. Viene da chiedersi come abbiano fatto a sviluppare il processo, senza una teoria di qualche genere a guidarli.

Approfondimento: qui il rapporto completo (in pdf) contenente l’analisi del chimico Camillo Franchini.

Continua…

412 thoughts on “Il ritorno della fusione fredda?

  • 23 Febbraio 2011 in 16:10
    Permalink

    @ Giulio
    Low-Energy Nuclear Reactions Sourcebook

    Chapter 7, pp 127–152
    Chapter DOI: 10.1021/bk-2008-0998.ch007
    ACS Symposium Series, Vol. 998
    ISBN13: 9780841269668 e ISBN: 9780841221413
    Publication Date (Print): August 01, 2008
    Copyright © 2008 American Chemical Society

    Secondo me verrà fuori che era autorevole… ma dopo aver pubblicato sulle LENR non lo è più! 😉

    @Andrea
    Lo so, lo so che non era un segreto… ero solo io che non lo sapevo. E lo so, lo so che non potete fare tutto… ma non essere immodesto, fate tantissimo, soprattutto su alcuni temi caldi o freddi che dir si voglia. Devo dire comunque che per me è stata una scoperta che il CICAP si occupasse anche di scienza di confine e medicina omeopatica, io avevo sempre nella mente l’immagine di Piero Angela che smascherava i finti guaritori filippini o i finti portatori di poteri ESP. Avete allargato parecchio il raggio d’azione da allora.

  • 23 Febbraio 2011 in 18:04
    Permalink

    @daniele, giulio, Query Online
    Secondo me verrà fuori che era autorevole… ma dopo aver pubblicato sulle LENR non lo è più!
    Sto cercando di ottenere qualche informazione in più su questa vicenda.
    A me risultava che i fusori freddi avessero ottenuto ospitalità nell’ambito di un congresso ACS molto vasto che si tenne nel 2007. Un’intera sessione venne dedicata alla ff. Una grande dimostrazione di disponibilità.
    Chubb afferma che gli articoli presentati subirono una regolare revisione. In realtà i lavori presentati a un congresso non necessitano mai di scrutinio e nemmeno i resoconti raccolti in libro, quindi non si sa in che fase gli articoli dei fusori freddi siano stati scrutinati, come afferma puntigliosamente e orgogliosamente Chubb, fusore della prima ora.
    Sarebbe interessante conoscere la posizione dell’ACS, ammesso che esista una posizione ufficiale.
    Cordiali saluti

  • 23 Febbraio 2011 in 18:22
    Permalink

    @ Camillo
    Nella lista di articoli nel link messo da daniele c’è scritto “Peer-Reviewed Book Chapter” sotto ogni titolo.

  • 23 Febbraio 2011 in 18:41
    Permalink

    @giulio
    Nella lista di articoli nel link messo da daniele c’è scritto “Peer-Reviewed Book Chapter” sotto ogni titolo.
    Infatti ho visto, per questo ne ho scritto.
    Il punto è che quando si presenta un lavoro a un congresso, nessuno chiede se il lavoro è garantito da un referee; stessa cosa quando si pubblicano i resoconti. Chubb mette però in grande evidenza che si tratta di lavori che hanno subito uno scrutinio preventivo. Se avessero subito scrutinio sarebbero stati pubblicati; lavori già pubblicati non si presentano a un congresso. Inoltre l’iniziativa è gestita da Steven Krivit responsabile editoriale di New Energy Times, la più importante rivista dedicata alla ff.
    La situazione non è affatto chiara.
    Se qualcuno è veramente interessato dovrebbe informarsi presso l’ACS,
    Cordiali saluti

  • 23 Febbraio 2011 in 18:44
    Permalink

    @Query Online,
    @daniele
    Mi è stato segnalato un intervento brillante e spregiudicato sulla demo di Bologna. Credo che valga la pena di leggerlo.
     
    My goodness. I was expecting incompetence, but this is incompetence beyond my expectations.

    The only power-in instrumentation is a “WATTS UP” power meter, a sort of cheap consumer grade device you’d buy at Home Depot when you’re doing a home energy audit. It can’t sample faster than once per second. There’s no voltmeter. No ammeter. No oscilloscope. No true-power-measuring eddy current meter. 

    The H2 input was not monitored at all. No flowmeter, no bottle scale. Nothing. They report looking at the pressure gauge – by which they mean the coarse dial gauge on the high-pressure bottle – and seeing no change. 

    The only power-out instrumentation is a cup of water (collecting “steam”) and, at the end of a long cool pipe, a relative humidity probe which they mistake for a “steam dryness” probe. (A steam dryness probe wouldn’t do anything in that position even if you had one.) 

    And the data is presented primarily in the form of digital photos of a computer screen with graphs on it. What the heck? 

    So, yeah, I’ll tell you exactly what is going on. They pumped 1kW of electric power into their thingamabob. The unmetered hydrogen did some PV work too, and probably some chemistry, but that’s not the big problem. Their ordinary heat sources made some water boil. The boiling water contains a mix of steam and ordinary droplets – the steam takes energy to make, the droplets basically don’t. This cloud ran down their pipe, condensing all the way, trickled past past their indifferent “steam quality probe”. They then imagine that all of the water had been boiled, and calculate the energy required. Unsurprisingly, this number is much greater than the electric power consumed.

  • 23 Febbraio 2011 in 19:09
    Permalink

    @ Camillo
    Non capisco il problema: la rivista è dell’autorevole ACS, dicono che c’è stato un processo di peer-review; perchè non dovremmo credergli?
    Io sono disponibile a mandare una mail all’indirizzo per informazioni del’ACS, ma cosa gli chiedo? Se c’è stato peer-review? Mi diranno: “c’è scritto, leggi.”
     
    Riguardo all’esperimento di Rossi: che fosse insoddisfacente lo si sapeva già. L’unica cosa è aspettare che si degni di fare una prova degna di questo nome.

  • 23 Febbraio 2011 in 19:50
    Permalink

    “Riguardo all’esperimento di Rossi: che fosse insoddisfacente lo si sapeva già. L’unica cosa è aspettare che si degni di fare una prova degna di questo nome.”
    Certamente. Per adesso non c’e’ molto altro da dire, se non che siamo in contatto con i fisici di Bologna che seguono la faccenda (oggi ero a Bologna e ho parlato personalmente con Levi, Focardi e con il direttore Capiluppi). Quando ci sara’ qualche novità interessante, cercheremo di essere tra i primi a raccontarlo; è poco utile discutere ulteriormente di prove preliminari fatte più o meno nelle stesse condizioni della demo.
     
    S.

  • 23 Febbraio 2011 in 19:53
    Permalink

    Ah, a proposito Daniele: non sono io il direttore di Query, sono solo il più saccente 😉
    Il direttore è Lorenzo Montali, e la responsabile di Queryonline è Beatrice.
    S.

  • 23 Febbraio 2011 in 21:15
    Permalink

    @giulio
    Non capisco il problema: la rivista è dell’autorevole ACS, dicono che c’è stato un processo di peer-review; perchè non dovremmo credergli?
    Non si tratta di una rivista, ma di un libro che riporta una selezione di comunicazioni a un congresso. Un libro del genere non è soggetto a peer review e nemmeno le singole comunicazioni lo sono.
    Non vorrei che si trattasse di un’aggiunta di Steven Krivit, l’anomalia è troppo vistosa per non essere rilevata.
    Troveremo il modo per capire che razza di libro è, se rappresenta la posizione dell’ACS come associazione.
    Cordiali saluti

  • 23 Febbraio 2011 in 21:22
    Permalink

    @Franchini
    Ha sentito il Dr McKubre?

  • 23 Febbraio 2011 in 21:43
    Permalink

    @daniele
    Ha sentito il Dr McKubre?
    Non l’ho sentito, perché difficilmente ammetterebbe che l’ACS è critico nei confronti della ff.  Cerco di scorrere un po’ di nomi con i quali sono stato in contatto anni fa. Sono stato anche in corrispondenza con J. Huizenga, il Vice Presidente dell’ERAB, il comitato DoE che nel 1989 si occupò di ff. Anche lui è un chimico. Mi trattiene la paura di apprendere che è morto! Ha lavorato al Progetto Manhattan si figuri, è un grande esperto di reazioni nucleari.
    Visto che il sasso è stato lanciato, sarebbe il caso di andare avanti. Forse si potrebbe contattare il CSI americano. Qualcosa dovrebbe uscire, ci penso.
    La saluto cordialmente

  • 23 Febbraio 2011 in 22:08
    Permalink

    Interessante intervista a Levi: http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3108242.ece
    Riassumento:
    – almeno 900MJ di energia prodotta.
    – volume ignoto di circa 1 litro.
    Quindi è da escludere qualsiasi origine chimica, fraudolenta o no.
    Rimangono in piedi due sole ipotesi:
    – alterazione delle misure (sinceramente ho qualche perplessità su come sono state sistemate le sonde che spero Levi chiarirà)
    – fissione nucleare all’interno del volume ignoto, moolto improbabile.

  • 23 Febbraio 2011 in 23:40
    Permalink

    Nel post sopra intendo “due ipotesi” escludendo la fusione nucleare, ovviamente.

  • 24 Febbraio 2011 in 06:51
    Permalink

    @ Query Online
    @ giulio, daniele
    La questione sollevata da Giulio merita grande attenzione. E’ assolutamente necessario che conosciamo la posizione dell’ACS. Se l’ACS come associazione offre una copertura alla ff, mi ritiro con tanto di coda fra le gambe. Ubi major minor cessat. Per ora resto dell’opinione che siamo di fronte a una forzatura da parte di Krivit e di Chubb.
    Ho già ottenuto una risposta da un corrispondente dei tempi in cui mi occupavo di ff. Nella mia lettera ho espresso sorpresa per le affermazioni di Chubb. Vi trasmetto la risposta di Udo Schroeder dell’Università di Rochester, collega di Huizenga.
    Dear Dr. Franchini!

    I am as surprised as you are. In fact, I had not heard or read about the book. Fortunately, I am not responsible for publication of book or review.
    I will forward your letter to Prof. Huizenga, who will certainly be interested as well.
    Since you asked: He is doing very well, approaching his 90th birthday.

    Thanks for drawing my attention to this.

  • 24 Febbraio 2011 in 10:39
    Permalink

    @Camillo Franchini
    So che è un chimico, ma le faccio lo stesso la domanda. Quante possibilità ci sono che dentro al reattore avvenga una fissione nucleare?
    Non considero neanche il decadimento spontaneo visto che richiederebbe masse enormi per ottenere 15kW termici. Ed invece una vera fissione nucleare? Da quanto ne so di reattori a fissione, non si possono spegnere come un tostapane (quello che è avvenuto il 14 gennaio) e richiedono comunque l’uso di materiali (radioattivi) sotto stretto controllo. Lei cosa ne pensa?
    Grazie

  • 24 Febbraio 2011 in 10:43
    Permalink

    Indipendententemente da quello che dira’ l’ACS comunque, ho trovato altri articoli pubblicati su riviste come “Journal Of Electroanalytic Chemistry” (http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&_udi=B6TGB-3SFV8WP-2W&_user=607988&_coverDate=09%2F30%2F1997&_rdoc=16&_fmt=high&_orig=browse&_origin=browse&_zone=rslt_list_item&_srch=doc-info%28%23toc%235250%231997%23995649998%237572%23FLP%23display%23Volume%29&_cdi=5250&_sort=d&_docanchor=&view=c&_ct=33&_acct=C000031439&_version=1&_urlVersion=0&_userid=607988&md5=bcc3fb9f3f386264b4fb01c660e71772&searchtype=a) o sull'”Europhysics Letters”, “Evidence of Emission of Neutrons from a Titanium-Deuterium System” di De Ninno e altri (il sito me lo trova ma non me lo fa vedere per un errore).
    Tutte queste cose le sto trovando su http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2008_14_StoriaFusioneFredda.pdf, ci sono molti altri articoli citati nelle bibliografie (anche se la maggior parte vengono da ICCF e da atti di conferenze).
    C’e’ una cosa strana pero’: ci sono degli articoli pubblicati su Phys. Rev. B, come http://prb.aps.org/abstract/PRB/v56/i5/p2417_1 di De Ninno, Violante e La Barbera che sono solo tangenziali alla FF: “Consequences of lattice expansive strain gradients on hydrogen loading in palladium”. Com’e’ che quando non parlano di fusione fredda riescono a pubblicare su riviste importanti e quando ne parlano no? Diventano subito incapaci?
     
     

  • 24 Febbraio 2011 in 11:23
    Permalink

    @ Mattia Rizzi
    So che è un chimico, ma le faccio lo stesso la domanda. Quante possibilità ci sono che dentro al reattore avvenga una fissione nucleare?
    Per caso la domanda è posta alla persona giusta, dal momento che sono stato supervisore di un reattore nucleare, e per molti anni ho lavorato in un laboratorio di Radiochimica: conosco quindi la materia da un punto di vista pratico e teorico. Tenga presente che i chimici hanno a disposizione corsi specialistici come Chimica nucleare e Radiochimica, un tempo molto ricercati, ora un po’ meno, per le note scelte di politica energetica.
    Non mi sarei mai permesso di intervenire su un argomento complesso come la ff, se fossi stato un chimico generico.
    Nel reattore R&F non può avvenire alcuna fissione nucleare. Aggiungo che, per una curiosa coincidenza, il nucleo 62Ni presenta la massima energia di legame/nucleone di  tutta l’enorme tabella dei nuclidi. Quanto di meno adatto per fissionare: si otterrebbero prodotti di fissione meno stabili del nucleo di partenza, la reazione sarebbe endoergica. Tutti i nuclidi dell’area Fe, Co, Ni, sono estremamente stabili, punti di arrivo di una fissione, mai di partenza.
    Se Lei è interessato alla fissione e alla fusione nucleari, esistono ottimi testi di approccio qualitativo.
    Cordiali saluti

  • 24 Febbraio 2011 in 11:33
    Permalink

    @Camillo Franchini
    Grazie per la risposta ma in realtà la domanda era più generica, ovvero partendo dal presupposto che dentro il volume ignoto può esserci di tutto.
    E’ possibile da un punto di vista tecnico creare un reattore a fissione nucleare da 15 kWt e controllarlo cosi come è stata controllata la reazione durante l’esperimento del 14 gennaio? Il volume ignoto (di circa 1 litro, ma facciamo pure di 4 tanto per essere abbondanti) è compatibile con un reattore di questo tipo? E’ possibile per un privato cittadino procurarsi abbastanza materiale radioattivo per una reazione di fissione da 15 kWt?
    Naturalmente escludo pile atomiche, come gia ho scritto nel post precedente, per una questione di massa.
    Grazie mille

  • 24 Febbraio 2011 in 11:53
    Permalink

    @Mattia Rizzi
    E’ possibile da un punto di vista tecnico creare un reattore a fissione nucleare da 15 kWt e controllarlo cosi come è stata controllata la reazione durante l’esperimento del 14 gennaio? Il volume ignoto (di circa 1 litro, ma facciamo pure di 4 tanto per essere abbondanti) è compatibile con un reattore di questo tipo?
    Non è assolutamente possibile per ragioni nucleari (bisognerebbe disporre di 239Pu o di 235U puro, non disponibili) e geometriche.
    Per fare un esempio, un reattore di ricerca, concepito per ottenere il massimo flusso neutronico (circa 10^13 n cm^-2 s^-1) occupa un volume di oltre un metro cubo. Una cosa più piccola esiste, ma si chiama bomba. Una bomba non è però piccolissima, perché bisogna considerare il dispositivo di innesco.
    Il vecchio reattore di Latina gas/grafite funzionava con un flusso di 10^6 n cm^-2 s^-1, ma caricava diverse tonnellate di uranio naturale.
    Cordiali saluti

  • 24 Febbraio 2011 in 12:03
    Permalink

    Perfetto, grazie per le risposte.

  • 24 Febbraio 2011 in 15:53
    Permalink

    @giulio
    Se si deve cercare in rete come forsennati per trovare qualcuno che studia le modalità di carica di idrogeno in palladio e fa ricerca a latere, mi sembra evidente che quello che si trova è poca cosa per una scoperta che Mallove, Storm e tanti entusiasti definirono epocale. Teniamo conto che sono trascorsi oltre vent’anni dall’uscita di F&P.
    Teniamo anche conto che il sistema H-Pd è perfettamente noto a chi si intende di Scienza del Metalli. Qualcuno ha mai pensato di inserire in un gruppo di studio gli specialisti giusti?
    Chi lavora trova sempre qualcosa di nuovo e di pubblicabile, mancherebbe; mi riferisco per esempio a una persona come Violante, che ho conosciuto e stimo come persona seria, anche se probabilmente una laurea in ingegneria chimica non è esattamente quello che serve. Certamente in tanti anni di attività avrà pubblicato molto materiale. Cambia qualcosa?
    A me sembra che si tratti di accanimento parascientifico, alla ricerca ossessiva di un consenso o di un finanziamento.
    Confermo che se ACS ritiene validi, perché ben recensiti, i lavori elencati nel libro di Krivit, mi ritiro in buon ordine, convinto dai fatti che le mie conoscenze non sono state debitamente aggiornate.
    Aiutatemi anche voi contattando le persone giuste. Penso in particolare allo CSICOP, ora CSI.
    Cordiali saluti

  • 24 Febbraio 2011 in 16:11
    Permalink

    @ Camillo
    Credo che non abbia capito quello che volevo dire: molti scienziati che lavorano nella fusione fredda sono perfettamente in grado di fare un lavoro e vederselo pubblicato su riviste come Physical Review Letters. Ma se l’argomento riguarda la FF, o le LENR in generale, non riescono a far accettare il loro lavoro.
    Non posso pensare che quando fanno ricerca sulla FF siano meno bravi o competenti di quando lavorano ad altro. La mia netta impressione è che ci sia un forte pregiudizio da parte delle riviste, e forse anche paura di vedersi rovinata la carriera.

  • 24 Febbraio 2011 in 16:24
    Permalink

    Sto mandando una mail allo CSI per chiedere se ne sanno qualcosa, comunque.

  • 24 Febbraio 2011 in 16:59
    Permalink

    @giulio
    molti scienziati che lavorano nella fusione fredda sono perfettamente in grado di fare un lavoro e vederselo pubblicato su riviste come Physical Review Letters. Ma se l’argomento riguarda la FF, o le LENR in generale, non riescono a far accettare il loro lavoro.
    Mi sono riferito a Violante, proprio per spiegare che considero Violante  perfettamente in grado di scrivere un lavoro di qualità. Se però entra nella ff , le insufficienze teoriche inerenti fanno scartare il lavoro. Nessuna rivista è masochista e se trova la buona occasione farebbe carte false per approfittarne. Insisto: sono le insufficienze teoriche a tagliare le gambe alla ff. Rossi e Levi hanno descritto un esperimento, ma le critiche si appuntano sul background teorico inadeguato. Nessuno che abbia un po’ di malizia e di pratica di laboratorio ritiene che la demo di Rossi sia decisiva. Molti hanno scritto che è facile fare una demo del genere con trucco incorporato. Al CICAP si sono specializzati a smascherare dimostrazioni mirabolanti.
    La domanda di brevetto della moglie di Rossi è stata respinta esclusivamente in base alle inadeguatezze teoriche riscontrate. La richiesta manca di “internal consistency”, come dicono gli anglosassoni. Su questo sembra che nessuno abbia riflettuto. E’ ingenuo ritenere che “basta che l’energia venga amplificata, alla teoria si penserà dopo”. Tutti i furbacchioni rimandano  la spiegazione “a dopo”.
    L’errore dei fans della ff consiste proprio nel dare per scontata l’amplificazione dell’energia che caratterizza tutti gli esperimenti di ff.
    Dice il proverbio: Extraordinary claims, demand extraordinary proof.
    Nel caso della ff i claims sono veramente straordinari, tanto che Preparata dovette ricorrere ai “tre miracoli” per sostenerli.
    Cordiali saluti
     

  • 24 Febbraio 2011 in 17:39
    Permalink

    @ Camillo
    Credo che nessuno nasconda la mancanza di una teoria perfettamente in grado di spiegare tutti gli aspetti della ff. Ci sono degli inizi, uno dei quali è la teoria di Preparata.
    Ma se uno sperimentatore mi porta un lavoro ben fatto che dimostra sperimentalmente fenomeni come l’eccesso di calore o il rilevamento di ceneri nucleari, allora sì la teoria verrà dopo. Anche perchè altrimenti si entra in un circolo vizioso: non posso pubblicare perchè non ho una teoria → i  teorici non prendono il fenomeno sul serio perchè non è pubblicato → non c’è una teoria quindi non posso pubblicare → …
    Se poi gli sperimentatori non sono due, ma sono migliaia in tutto il mondo…
     
    Nel caso di rossi non ci sono né teoria né risultati affidabili al momento, quindi è ovvio che non potrebbe essere accettato da riviste. Per quanto riguarda il brevetto mi pare strano che la mancanza di una teoria sia così importante, visto il numero di brevetti su macchine a moto perpetuo, motori magnetici e robe del genere.
     
    Comunque ho trovato una lista di impact factor, purtroppo aggiornati solo al 2007, e per esempio “Europhysics letters” ha un IF di 2,2, “Journal of Electroanalythic chemistry” 2,58, dove “Phys. Rev. Letters” ha 6,9. Non sono certo le riviste più importanti ma hanno comunque il peer-review e hanno accettato più di un articolo sulla FF.
    Cordiali saluti.

  • 24 Febbraio 2011 in 18:28
    Permalink

    @giulio
    Per quanto riguarda il brevetto mi pare strano che la mancanza di una teoria sia così importante, visto il numero di brevetti su macchine a moto perpetuo, motori magnetici e robe del genere.
    Mi auguro che macchine a moto perpetuo non siano brevettabili, perché il brevetto, oltre a tutelare l’inventore, dovrebbe tutelare anche l’eventuale finanziatore, nel senso che la presenza di un brevetto è incoraggiante per chi vuole investire.
    Stefano Bagnasco, che in questo contesto rappresenta il CICAP, mi sembra dell’opinione che si debba offrire una nuova possibilità a Rossi. Mi pare che sia anche la Sua posizione.
    Io invece preferisco mettere in evidenza i punti critici dell’esperimento e non esito ad affermare che, poiché la sezione d’urto della reazione nucleo di nichel/protone è nulla e  non si rilevano radiazioni gamma,  gli aspetti nucleari debbano essere esclusi. Se si tratta di un fenomeno chimico, l’interesse cade.
    Sono consapevole che la mia è una posizione rischiosa e compromettente, ma credo sia in linea con la filosofia del CICAP, la filosofia  di San Tommaso. Se il CICAP si limitasse a dire “aspettiamo e vediamo”, tradirebbe la sua funzione di strumento critico. Il CICAP mette in campo degli specialisti proprio per spingere l’attenzione critica alle estreme conseguenze. Io spero di averlo fatto, sia nella fusione fredda nella versione F&P, sia nella versione F&R.
    Non sono il solo, esistono libri interi che criticano la ff. Personalmente l’ho sentita come una provocazione intollerabile. Molto dipende dal mestiere che uno fa o ha fatto. Per questo mi piace conoscere la specialità praticata dai miei interlocutori.
    Appena posso propongo la mia personale revisione al Rapporto 41.
    Cordiali saluti

  • 24 Febbraio 2011 in 18:58
    Permalink

    “Mi auguro che macchine a moto perpetuo non siano brevettabili, perché il brevetto, oltre a tutelare l’inventore, dovrebbe tutelare anche l’eventuale finanziatore, nel senso che la presenza di un brevetto è incoraggiante per chi vuole investire.”
    Ci sono dei brevetti molto più problematici di quanto possa essere quello di Rossi, come http://depalma.pair.com/patent/patent.html (una specie di dinamo che a detta dell’autore tira fuori più energia elettrica di quella meccanica in ingresso).

    “Per questo mi piace conoscere la specialità praticata dai miei interlocutori.”
    Oh, io sono solo uno studente di fisica ancora agli inizi.

    Appena posso propongo la mia personale revisione al Rapporto 41.
    La aspetto con impazienza.

    Saluti.

     

  • 24 Febbraio 2011 in 20:34
    Permalink

    @Franchini
    Il suo pensiero ci è chiarissimo, ce lo ha ripetuto 1000 volte “non esito ad affermare che, poiché la sezione d’urto della reazione nucleo di nichel/protone è nulla e  non si rilevano radiazioni gamma,  gli aspetti nucleari debbano essere esclusi.”
    Ma il punto è proprio questo! Come dice lei NON può avvenire fusione “calda” nell’E-Cat. Proprio per questo si parla di fusione fredda. Come la teoria quantistica non ha soppiantato la fisica precedente ma la ha ampliata, così la fusione fredda, quando verrà finalmente riconosciuta, non metterà in discussione le leggi che lei conosce benissimo, né aggiungerà di nuove che valgono in condizioni in cui lei (ma Dio no) esclude possano avvenire reazioni di fusione nucleare. Lei sbaglia epistemologicamente a credere che l’unico tipo di fusione nucleare sia quella ufficialmente riconosciuta oggi dalla scienza. Non può saperlo che non ce ne siano altri! Sia la biologia, sia la geologia ammettono ormai l’esistenza di trasmutazioni nucleari (fusione di nuclei per generare un nuovo elemento) a temperatura ambiente.
    Come ha detto splendidamente Sir Arthur C. Clarke “Quando un distinto ed anziano scienziato afferma che qualcosa è possibile, ha quasi certamente ragione. Quando afferma che qualcosa è impossibile, ha probabilmente torto”
    Lei ha detto anche “Confermo che se ACS ritiene validi, perché ben recensiti, i lavori elencati nel libro di Krivit, mi ritiro in buon ordine, convinto dai fatti che le mie conoscenze non sono state debitamente aggiornate.” Ecco un altro punto fondamentale del suo modo di pensare, per lei come fatto pesa più l’imprimatur astratto della comunità scientifica che una montagna di evidenze sperimentali.
    Chiaro, Rossi non è il paladino della fusione fredda… anzi per come si muove potrebbe diventarne il distruttore! Ma lei sta “usando” Rossi per discreditare tutti gli scienziati che da anni lavorano per dimostrare che la fusione fredda è possibile e per non vederla, bisogna non volerla vedere. E questo non è intellettualmente onesto.

  • 24 Febbraio 2011 in 22:13
    Permalink

    @Query Online
    @daniele
    @giulio
    Sono contento di poter dimostrare che sono in buoni rapporti anche con i fisici, non sono chiuso nella casta dei chimici, anche se la tentazione sarebbe forte.
    Si tratta di Donald Groom, del Lawrence Berkeley National Laboratory che mi invia questo appassionato messaggio, sconcertato dall’idea che l’ACS abbia potuto fornire una sponda alla ff.
    Conosco Groom dagli anni della ff di F&P.
    Dear Camillo,

    That really is shocking. I read the web link you gave. Good to know there’s serious work going on to find infinite energy sources!   But what do nuclear reactions have to do with chemistry?   I’ve always thought nuclear reactions involve particles, radioactivity, and stuff like that. The analyses described in that review have to do with xrays, mass spectroscopy, and stuff like that.

    Sounds like a collection of papers, like conference proceedings, and so probably about as peer-reviewed as those contributions are in our business.

    So dunno, and I share your horror that it seems to have the ACS’s blessing. No, I don’t have contacts there, even though I am secretly a card-carrying chemist (undergrad degree!).

    May have mentioned that I had left Utah after about 20 years just before the amazing discovery in the chemistry building, and so was in contact with friends there.  Fleishman & Pons refused to talk to the physicists at all. People in my former group were asked to set up neutron counters, and were denied. So set up in room below their lab. Zero. One night there was a power outage, and they were told in the AM that there had been a big energy output spurt in the apparatus. So my friends counted the Al housings of the PMT’s, which should have been activated by the neutrons. Still zilch. But the glee with which they told our guys that there had been a power peak while the power was out certainly underscored the deception involved.

    The difference between hydrogen and deuterium is the difference between physics and chemistry.

    Sigh
    D

     
     
     
     

  • 24 Febbraio 2011 in 22:47
    Permalink

    @daniele
    Ma il punto è proprio questo! Come dice lei NON può avvenire fusione “calda” nell’E-Cat. Proprio per questo si parla di fusione fredda
    Ma ha visto l’andamento della sezione d’urto in funzione dell’energia della reazione di fusione? Io l’ho riportata proprio per dimostrare che, se la fusione non può avvenire ad energie elevate, a maggior ragione non può avvenire a  basse energie. Se vuole affidarsi a leggi che non conosciamo ancora lo scriva e così interrompiamo il confronto. Finché le leggi sono quelle che usano i fisici e i chimici bisogna che si adatti all’idea che la fusione non può avvenire. Tenga presente che tutti i dati sulle sezioni d’urto sono sperimentali, con i loro bravi riferimenti bibliografici, riportati da documenti ufficiali  IAEA . Che facciamo, li buttiamo via e incarichiamo Rossi di costruire altri spettri?
    Francamente non so che cosa fare di più per riportare tutto nel solco della scienza  “generalmente accettata”, come diceva sprezzantemente Preparata, che preferiva una scienza accettata solo da lui. La sola scienza che si può utilizzare in un confronto pubblico come il nostro è quella dei trattati, non si faccia altre illusioni. Altrimenti ammetta che esistono conoscenze fatte su misura per dare soddisfazione ai fusori freddi. C’è chi ha tentato di farlo, colto dalla disperazione. O si fa ricorso a una scienza esotica o dobbiamo accontentarci di scaldare l’acqua del bagno senza sapere perché si scalda. Una favola che dura da oltre vent’anni.
    Ammetterà che affidarsi a leggi ancora sconosciute toglie credibilità alla ff e la condanna a un’esistenza catacombale. Don Groom non è un chimico, ma un fisico; avrà notato come ha reagito alla prospettiva che l’ACS sdogani la ff. Shocked. Noi diremmo incavolato nero.
    Cordiali saluti

  • 24 Febbraio 2011 in 23:07
    Permalink

    @daniele
    Ecco un altro punto fondamentale del suo modo di pensare, per lei come fatto pesa più l’imprimatur astratto della comunità scientifica che una montagna di evidenze sperimentali.
    Lei è certamente una persona onesta, perché non ha idea di come sia facile mettere in piedi “evidenze sperimentali”. Ricorda il caso dello scienziato coreano Hwang Woo-Suk?
    Quelle esibite da Rossi, Levi, Focardi a Bologna, Le sembrano evidenze sperimentali? Oppure quelle esibite da F&P a Salt Lake City nel 1989. Chieda a Don Broom, che era presente.
    Cordiali saluti

  • 24 Febbraio 2011 in 23:22
    Permalink

    Chiariamo solo una cosa: allo stato dell’arte, la fusione fredda non esiste.
    Son vent’anni che ogni tanto esce un paper con qualche risultato ambiguo, ma niente che dia un quadro coerente e  accettabile: è il consenso della comunità scientifica a dirlo, non io o Franchini.
    In questo caso particolare, però, possiamo tranquillamente sospendere il giudizio perchè sembra che in un tempo ragionevole possa esserci una risposta alle domande “ma l’invenzione di Rossi funziona? C’e qualche fenomeno strano che possa essere sfruttato per produrre energia?”. Sempre che Rossi sia disposto davvero a collaborare con i colleghi di Bologna, come al momento parrebbe, la produzione di energia pubblicizzata è sufficientemente macroscopica per poter essere dimostrata o esclusa in modo inequivocabile. Vedremo.
    S.

  • 24 Febbraio 2011 in 23:30
    Permalink

    @ Franchini
    Il punto è che non è uno sperimentatore, non sono più solo F&P. Lasciando da parte Rossi per il momento, ci sono montagne di evidenze sperimentali del fenomeno, migliaia di articoli, centinaia se non migliaia di ricercatori in tutto il mondo. Non capisco come si possa liquidare il fenomeno come non esistente.
    E capisco che manca la teoria, ma forse la natura non lo sapeva. L’esperimento è un fatto, la teoria un modello che ci mettiamo per spiegarlo, ma non è necessaria perchè il fenomeno si manifesti. È sicuramente utile per noi per poter riprodurre il fenomeno, ed ecco il perchè della bassa riproducibilità, sopratutto agli inizi: manca la teoria.
     
    E non è una novità che la cella di F&P non produce neutroni, infatti produce solo elio-4, il quale trova altri modi per diseccitarsi rispetto a quando è nel vuoto. Non si rompe né emette il gamma.
     
    Cordiali saluti

  • 25 Febbraio 2011 in 01:13
    Permalink

    @Franchini e Bagnasco
    Quindi voi siete gli ortodossi fedeli ai dogmi scientifici mentre questi qui sono tutti eretici:
    http://www.youtube.com/watch?v=fZDeJrFxd3E
    Ribadisco, m’illudevo che la scienza fosse il terreno sui cui più d’ogni altro trionfasse l’obiettività.  Ma questo non è vero. In una rivoluzione i ribelli sono tali fin quando non rovesciano il potere e diventano i nuovi governanti… nella scienza è esattamente uguale, aveva perfettamente ragione Kuhn.
    Vorrei la vostra opinione su Arata (e la riproducibilità dei suoi esperimenti), anche lui è uno che preferisce una scienza accettata solo da lui, come Franchini dice di Prep-arata?
    Sono senz’altro d’accordo con Bagnasco di mettere tra parentesi Rossi in attesa di esperimenti condotti con veri protocolli scientifici. Su questo non ci piove.
    Ma liquidare come suggestione collettiva la ricerca sulla fusione fredda portata avanti da 20 anni all’Enea, all’Infn, da migliaia di “pazzi” nelle Università di tutto il mondo è inequivocabile “politica dello struzzo”. Mi dispiace dirlo, state dimostrando di non amare la scienza, ma di amare il “potere” e la “sicurezza” che vi dà la scienza. E non sono sicuramente il solo a notarlo. Buona serata.

  • 25 Febbraio 2011 in 07:25
    Permalink

    @daniele
    Ma liquidare come suggestione collettiva la ricerca sulla fusione fredda portata avanti da 20 anni all’Enea, all’Infn, da migliaia di “pazzi” nelle Università di tutto il mondo è inequivocabile “politica dello struzzo”. Mi dispiace dirlo, state dimostrando di non amare la scienza, ma di amare il “potere” e la “sicurezza” che vi dà la scienza. E non sono sicuramente il solo a notarlo.
    Me l’aspettavo, siamo tornati alle lamentazioni generiche, senza costrutto.
    C’è qualcuno che mi spiega come può essere compatibile l’andamento delle sezioni d’urto con l’energia delle reazioni Ni/p con i risultati che Rossi dice di avere ottenuto? Non c’è nessuno che me lo spiega e si lascia la parola a persone che di mestiere fanno i pubblicisti o qualcosa di simile. E’ sempre andata così. Tutto finisce in chiacchiere e deplorazioni, chiacchiere epistemologiche  ma inutili.
    I confronti storici sono molto utili. A Planck è bastato pubblicare tre articoli per iniziare e fare accettare una rivoluzione; Einstein ha avuto qualche difficoltà in più, ma tutto si è risolto in pochi mesi. Quando si è trattato di spiegare il decadimento beta, non hanno esitato a inventare contemporaneamente una forza e una particella. In tempi in cui si mirava alla semplificazione delle leggi di natura, quello fu davvero un gesto rivoluzionario. Fu accettato immediatamente. In quell’occasione Heisenberg commise un errore, ma lo riassorbì un anno dopo o poco più.
    Il mondo accademico è estremamente ricettivo, questo dovrebbe saperlo. Ventidue anni sono un eone nel mondo scientifico. Lei che conosce le biblioteche, mi trovi un testo di chimica nucleare dove si accenna alla ff.
    Avrà letto le reazioni furibonde dei nostri colleghi americani. I fusori sono un’esigua minoranza che genera un rumore di fondo molto rumoroso.
    Sono senz’altro d’accordo con Bagnasco di mettere tra parentesi Rossi in attesa di esperimenti condotti con veri protocolli scientifici. Su questo non ci piove.
    Su questo piove invece. Troppo facile, non serve appartenere al CICAP per concedere una seconda possibilità a Rossi. Io affermo in anticipo che Rossi non otterrà il brevetto e non aprirà mai la sua scatola. Farà solo vedere che esce più energia di quanta ne entra, ricorrendo a qualcuno dei trucchetti che il CICAP smaschera per statuto.
    Ho scritto un appunto su Stremmenos, il rappresentante greco di Rossi. L’ho lasciato in visione al CICAP. Spero che lo metta a disposizione.
    Un blog scientifico è utile quando si fanno considerazioni scientifiche. Le mie sono a disposizione, basta un click. Facciamo muovere i giovani studenti. Se trovano qualche errore lo segnalino.
    Se ci limitiamo a strillare “ci sono evidenze sperimentali” possiamo chiudere tutto e passare ad altra attività.
    Io La stimo Daniele, perché vedo che è appassionato di scienza ma, francamente, che aiuto può fornire, se non quello di indignarsi periodicamente? Grazie per l’aiuto, ma siamo capaci di metterci alla frusta da soli.
    Se vuole essere d’aiuto contatti l’ACS e scopra che posizione hanno assunto sulla ff.
    Buona giornata

  • 25 Febbraio 2011 in 07:40
    Permalink

    @giulio
    E non è una novità che la cella di F&P non produce neutroni, infatti produce solo elio-4, il quale trova altri modi per diseccitarsi rispetto a quando è nel vuoto. Non si rompe né emette il gamma.
    Invece è una novità. In due frasi Lei ha introdotto i “tre miracoli” di Preparata. La definizione è di Preparata, non mia. I tre miracoli avvengono in successione, come sa. Li ha chiamati miracoli perché sono contro la GACMP. (GA sta per “Generally Accepted”). Quindi Preparata era consapevole di mettersi contro l’intera comunità scientifica, quando ha enunciato la teoria dei tre miracoli.
    Lei crede che si debba stare zitti di fronte a 3 miracoli 3 tutti in fila come i 7 nani?
    Per il CICAP è una vera ghiottoneria, visto che pubblica un periodico intitolato “Magia”.
    Buona giornata

  • 25 Febbraio 2011 in 07:57
    Permalink

    @Franchini
    Sono d’accordo che uno scambio di questo genere sia improduttivo: del resto sono io ad ostinarmi per il mio inguaribile idealismo a parlare di corda in casa dell’impiccato. Quindi lascio la parola a chi è in grado di controbatterLa su un piano scientifico piuttosto che su un piano dialettico.
    La ringrazio per la sua dichiarazione di stima. Anch’io stimo molto la sua conoscenza di quanto la comunità scientifica ha accertato vero (che comunque non è una conoscenza assoluta, ma solo quella di un essere umano, per quanto esperto e competente). Inviterei però un linguista – se passasse da questa parte – a fare un esame delle sue risposte. Ne verrebbe fuori banalmente la tendenza a rispondere da parte sua solo a certe domande e a sorvolare su altre, ricorrentemente. Lei è molto più giovane di Arata, quindi l’accostamento di lei ad Arata e di entrambi all’aforisma di Clarke che ho citato è chiaramente una forzatura, ciò non toglie che nessuno può avere dubbi su quali siano i vostri rispettivi ruoli: Quando un distinto ed anziano scienziato afferma che qualcosa è possibile, ha quasi certamente ragione. Quando afferma che qualcosa è impossibile, ha probabilmente torto”.

  • 25 Febbraio 2011 in 08:26
    Permalink

    @daniele
    Ne verrebbe fuori banalmente la tendenza a rispondere da parte sua solo a certe domande e a sorvolare su altre, ricorrentemente. Lei è molto più giovane di Arata, …
    Non mi sembra di avere trascurato osservazioni di tipo tecnico. Farò comunque un controllo.
    Su Arata ho scritto tempo fa una nota proprio per il CICAP.
    Se trovo il tempo scriverò altro su di lui, purché sia accettato dalla Dr.ssa Mautino.
    Aggiungo una breve nota di Katakura, fisico della Japan Atomic Energy Agency, arrivata questa mattina:

    Anyway all I can say is that the phenomena they claim seem to be unable to produce
    excess energy. Some ununderstandable phenomena may occur, but it seems for me not directly
    lead to energy production.
    Buona giornata

  • 25 Febbraio 2011 in 08:27
    Permalink

    @Franchini
    Post scriptum.
    Però prima di uscire dalla casa dell’impiccato, chiedo una cortese risposta (che Lei ha lasciato in sospeso) alle domande che Le ho posto circa il documentario della CBS: http://22passi.blogspot.com/2011/02/evidenze-scientifiche-della-fusione.html
    Ritiene che la CBS abbia travisato la verità? Che Duncan sia un incompetente? Che abbia sbagliato o mentito?
    La cosa triste è che se Duncan non fosse stato pagato dalla CBS, non avrebbe mai effettuato un controllo sui protocolli e sulle misure degli esperimenti effettuati in quel laboratorio israeliano, non gli avrebbe mai fatti di sua iniziativa: avrebbe detto che quelle evidenze sperimentali sono in contrasto con quanto afferma la scienza, quindi non possono essere vere, quindi non vale la pena di verificarle. Come fa Lei, che non è che va in Israele a fare quello che ha fatto Duncan, ma si comporta invece come un avvocato che esamina solo atti processuali e non gli interessa indagare sul campo. Sbaglierò ma Duncan si è comportato rispetto alla FF molto più da scienziato che Lei. È spero arrivino presto 1000 altri Duncan a visitare i laboratori in cui scienziati onesti e indefessi, nonostante la berlina e il discredito a cui sono sottoposti, continuano a studiare i fenomeni che il metodo scientifico (non la loro fantasia) gli dice esistere. Ma dopo la derisione di F&P e della FF, secondo Lei è un virus di masochismo quello che “costringe” tantissimi ricercatori a sporcarsi ancora le mani lì??? Inverosimile! No, per me la loro è solo onesta intellettuale e rigore scientifico: loro lo incarnano, non Lei e – in questo caso, mi dispiace – nemmeno il CICAP.

  • 25 Febbraio 2011 in 09:16
    Permalink

    @daniele
    Ritiene che la CBS abbia travisato la verità? Che Duncan sia un incompetente? Che abbia sbagliato o mentito?
    Per uscire dal circolo vizioso in cui siamo entrati (la mia opinione contro la tua), mettiamola così:
    essendo venuto in contatto con la ff per motivi professionali (nel 1989 mi misero di forza in un gruppo di studio che se ne occupava; avevamo in magazzino tutto quello che serviva, acqua pesante compresa, quindi la cosa era technically sweet, si sa come sono i centri di ricerca) ho avuto modo di rifletterci su. Intendiamoci, la così finì appena si seppe che non c’erano neutroni.
    Ancora a distanza di 22 anni mi sembra molto importante mettere in evidenza le incoerenze, gli errori sperimentali, le violazioni di leggi naturali acquisite  in cui sono incorsi i fusori freddi.
    Cerco di fare conoscere l’altra faccia delle luna. E’ normale dialettica scientifica, dal momento che non minaccio nessuno con la pistola.
    Va meglio così? Speriamo che qualcuno entri concretamente in tema. Io ho scritto per il CICAP. Se qualcuno vuole contestarmi, divertiamoci.
    Visto che Le piacciono le citazioni, gliene offro una anch’io:

    “They’re running the same old experiments over and over and getting the same kind of screwy results. Each year there’s a new saviour who finally has the proof and a year later we don’t hear from them any more.” Park, APS.

  • 25 Febbraio 2011 in 10:50
    Permalink

    @ Franchini
    “I confronti storici sono molto utili. A Planck è bastato pubblicare tre articoli per iniziare e fare accettare una rivoluzione; Einstein ha avuto qualche difficoltà in più, ma tutto si è risolto in pochi mesi. Quando si è trattato di spiegare il decadimento beta, non hanno esitato a inventare contemporaneamente una forza e una particella. In tempi in cui si mirava alla semplificazione delle leggi di natura, quello fu davvero un gesto rivoluzionario. Fu accettato immediatamente. In quell’occasione Heisenberg commise un errore, ma lo riassorbì un anno dopo o poco più.
    Il mondo accademico è estremamente ricettivo, questo dovrebbe saperlo. Ventidue anni sono un eone nel mondo scientifico.”

    Per la deriva dei continenti sono stati necessari ben piu’ di 20 anni perche’ fosse accettata
     
    Per quanto riguarda i tre “miracoli” che lei dice essere stati introdotti da Preparata, non e’ proprio cosi’: i risultati sperimentali indicano che ci sono questi tre fenomeni che la teoria corrente non e’ in grado di spiegare. Preparata ha elaborato una teoria in grado di spiegarli e anche di fare alcune previsioni. L’emissione di elio-4 invece che neutroni e trizio non e’ uno sfizio di Preparata, ma un fatto sperimentale.
     
    “Ancora a distanza di 22 anni mi sembra molto importante mettere in evidenza le incoerenze, gli errori sperimentali, le violazioni di leggi naturali acquisite  in cui sono incorsi i fusori freddi.”
    A parte la violazione delle leggi, quali sono questi errori che tutti gli sperimentatori sulla FF continuano a fare?
    E allora com’e’ che comunque ci sono articoli pubblicati su riviste con peer-review, seppure non importanti come Phys. Rev. Letters?
    A parte i due che ho indicato in un mio messaggio sopra sono in grado di elencargliene altri.

  • 25 Febbraio 2011 in 11:23
    Permalink

    @giulio
    Per quanto riguarda i tre “miracoli” che lei dice essere stati introdotti da Preparata, non e’ proprio cosi’: i risultati sperimentali indicano che ci sono questi tre fenomeni che la teoria corrente non e’ in grado di spiegare. Preparata ha elaborato una teoria in grado di spiegarli e anche di fare alcune previsioni. L’emissione di elio-4 invece che neutroni e trizio non e’ uno sfizio di Preparata, ma un fatto sperimentale.
    Il ricorso a tre miracoli per fare quadrare presunte prove sperimentali metterebbe in difficoltà anche il più entusiasta fusionista. Aspetti la mia recensione del Rapporto 41.
    Quando la teoria non regge o non esiste o deve essere inventata c’è puzzo di imbroglio o almeno di dati stiracchiati. Non per niente la teoria dei tre miracoli fu usata pesantemente dal DoE. La gente del mestiere non si fa mettere di mezzo dal primo miracolista che si presenta in piazza.
    Per la deriva dei continenti sono stati necessari ben piu’ di 20 anni perche’ fosse accettata
    Se 22 anni le sembrano pochi, significa che, per motivi di età, non conosce gli entusiasmi che accompagnarono la nascita della ff. Nel 1996 Mallove affermò “cold fusion goes commercial”. Furono perfino messi in vendita dei kit per fusori da garage. Da semplice la cosa diventò sempre più complessa. Il progresso del gambero.
    Comunque anche le Sue osservazioni, come quelle di Daniele, restano generiche. Dobbiamo fare riferimento alle pubblicazioni di Piantelli e Focardi, al brevetto, altrimenti mettiamo l’animo in pace e aspettiamo la prossima megademo di Bologna.
    Un blog come questo è utile e interessante se si occupa degli aspetti teorici, altrimenti diventa noiosa tifoseria. Non mi meraviglierei se la Mautino decidesse che il confronto è terminato. O escono stimolanti considerazioni di valore teorico o ci rifugiamo in trincea ad aspettare Rossi. Dobbiamo rimpiangere Preparata, che si buttava come un marine? Una volta durante una conferenza strappò dei fogli e li buttò in faccia a uno esterrefatto interlocutore.
    Cordiali saluti

  • 25 Febbraio 2011 in 11:52
    Permalink

    “Se 22 anni le sembrano pochi, significa che, per motivi di età, non conosce gli entusiasmi che accompagnarono la nascita della ff.”
    Non mi sembrano pochi, sono tanti. Ma questo non significa certo che la FF non esista, a meno che non voglia negare la deriva dei continenti.
    Il problema e’ che F&P avrebbero dovuto aspettare di avere in mano qualche sicurezza prima di divulgare la notizia, ma di questo bisogna ringraziare l’universita’ dello Utah che li ha spinti ad esporsi. Per osservare l’eccesso di calore sono necessarie alcune condizioni che i vari sperimentatori che si sono affrettati a cercare di replicare il fenomeno non conoscevano. Gli esperimenti sono quindi risultati negativi e questo ha convinto quasi tutta l’accademia della falsita’ del fenomeno.
     
    “Comunque anche le Sue osservazioni, come quelle di Daniele, restano generiche.”
    Io non sono in grado di entrare nel dettaglio. Le ho invece indicato degli articoli che, se vuole informarsi, puo’ leggere. Ma ho notato che ha sempre glissato.
    Rimetto comunque qui quelli che avevo indicato piu’ sopra:
     
    “Journal Of Electroanalytic Chemistry” (http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&_udi=B6TGB-3SFV8WP-2W&_user=607988&_coverDate=09%2F30%2F1997&_rdoc=16&_fmt=high&_orig=browse&_origin=browse&_zone=rslt_list_item&_srch=doc-info%28%23toc%235250%231997%23995649998%237572%23FLP%23display%23Volume%29&_cdi=5250&_sort=d&_docanchor=&view=c&_ct=33&_acct=C000031439&_version=1&_urlVersion=0&_userid=607988&md5=bcc3fb9f3f386264b4fb01c660e71772&searchtype=a) o sull’”Europhysics Letters”, “Evidence of Emission of Neutrons from a Titanium-Deuterium System” di De Ninno e altri (il sito me lo trova ma non me lo fa vedere per un errore).
     

  • 25 Febbraio 2011 in 12:10
    Permalink

    @Franchini
    “Comunque anche le Sue osservazioni, come quelle di Daniele, restano generiche.”
    Nonostante la simpatia che ispira,non posso esimermi dal replicarle: “EH NO, TROPPO COMODO!”
    Lei regolarmente risponde a quel che gioca a favor suo e incassa in silenzio i colpi (regolamentari) che La mettono alle corde: non tergiversi e si pronunci sul documentario della CBS, sulle dichiarazioni di Duncan e sulle pubblicazioni che Giulio Le sta indicando da un pezzo.
    “Cerco di fare conoscere l’altra faccia delle luna. E’ normale dialettica scientifica”.
    Eh no, è proprio il contrario, lei tenta di cancellare una faccia della Luna e farci credere che ne esista solo una, è dialettica più da sofista e azzecagarbugli che scientifica… Lei è arroccato sulla sua visione sicura e solida del mondo (non è che non capisco le Sue ragioni, ma non posso condividerle) né più ne meno dei Suoi tantissimi colleghi che per mezzo secolo derisero la teoria della deriva dei continenti.
    E mi auguro che questo thread non venga prematuramente chiuso dalla Maitino, almeno fino a quando non sarà data risposta a tutte le domande che Lei ha lasciato in sospeso.
    Cordialmente

    • 25 Febbraio 2011 in 13:27
      Permalink

      Perché chiudere una discussione così avvincente? Fate pure, se vi fa piacere. CI risentiamo (come redazione) quando ci saranno nuove notizie sull’aggeggio di Rossi.

  • 25 Febbraio 2011 in 13:29
    Permalink

    @Camillo Franchini
    Supponendo corrette le misure di temperatura e portata (quelle di pot elettrica lo sono implicitamente visto la sezione dei cavi), a lei viene in mente qualche modo per barare?

  • 25 Febbraio 2011 in 13:57
    Permalink

    1989
    due scienziati presentano un lavoro affermando che A VOLTE ponendo il fuoco sotto una pentola d’acqua essa bolle,senza sapere però come e perchè,ma a volte ,bolle.cosi’ altri come da giusta prassi si mettono al lavoro per riprodurre il fenomeno.accendono un cerino sotto un pentolone d’acqua,ed essa non bolle,lo ripetono 1000,10000,un numero n di volte ma non bolle.cosi’ affermano che il fuoco non fa bollire l’acqua.se questo è metodo scientifico Galileo si rivolta nella tomba e io preferisco il mago zurlino.comunque altri insistono ed i risultati arrivano,ma viene attuato un “insensato e stupido boicottaggio”(parole di G.Preparata in intervista report rai 3).si,é vero,sono petulante perchè questa cosa mi sta molto a cuore per il bene di tutti,compresi i “non fusori freddi”.se poi la mia mente è assillata da manie di complotto,è in ottima compagnia(si veda sempre intervista di cui sopra)e se la mia è stupidità allora sono felice di esserlo.

  • 25 Febbraio 2011 in 14:09
    Permalink

    @Query Online,
    @daniele
    Mi è stato segnalato un intervento brillante e spregiudicato sulla demo di Bologna. Credo che valga la pena di leggerlo.
     
    My goodness. I was expecting incompetence, but this is incompetence beyond my expectations.
    The only power-in instrumentation is a “WATTS UP” power meter, a sort of cheap consumer grade device you’d buy at Home Depot when you’re doing a home energy audit. It can’t sample faster than once per second. There’s no voltmeter. No ammeter. No oscilloscope. No true-power-measuring eddy current meter. 
    The H2 input was not monitored at all. No flowmeter, no bottle scale. Nothing. They report looking at the pressure gauge – by which they mean the coarse dial gauge on the high-pressure bottle – and seeing no change. 
    The only power-out instrumentation is a cup of water (collecting “steam”) and, at the end of a long cool pipe, a relative humidity probe which they mistake for a “steam dryness” probe. (A steam dryness probe wouldn’t do anything in that position even if you had one.) 
    And the data is presented primarily in the form of digital photos of a computer screen with graphs on it. What the heck? 
    So, yeah, I’ll tell you exactly what is going on. They pumped 1kW of electric power into their thingamabob. The unmetered hydrogen did some PV work too, and probably some chemistry, but that’s not the big problem. Their ordinary heat sources made some water boil. The boiling water contains a mix of steam and ordinary droplets – the steam takes energy to make, the droplets basically don’t. This cloud ran down their pipe, condensing all the way, trickled past past their indifferent “steam quality probe”. They then imagine that all of the water had been boiled, and calculate the energy required. Unsurprisingly, this number is much greater than the electric power consumed.

    gradirei conoscere la fonte di questa brillante analisi.      grazie.

  • 25 Febbraio 2011 in 14:18
    Permalink

    @giovanni guerrini: Le cose non stanno proprio così: il metodo scientifico richiede che le condizioni in cui è stato fatto l’esperimento debbano essere replicate esattamente: non basta dire “accendete un fuoco”, bisogna anche dire cosa si è usato per accenderlo, quanto se n’è usato, dove si è posizionato il fuoco e specificare le condizioni di temperatura e pressione della stanza (infatti per esempio con una pressione atmosferica nulla l’acqua bolle anche senza fuoco). Questo è stato fatto per l’esperimento del 1989, con i risultati ben noti. A quel punto i fusionisti, invece di dire “ah sì forse abbiamo sbagliato qualcosa, cerchiamo di capire dove” hanno subito gridato al complotto. Questo non è metodo scientifico.
    Io proprio non capisco una cosa: non sono solo i fusionisti quelli che si vedono rifiutati i lavori dalle riviste, per ogni articolo pubblicato (di qualsiasi argomento) ce ne saranno almeno una ventina che non passano lo scrutinio. Possibile che il complotto sia solo verso di loro? Perchè nessun altro ritiene di dover denunciare la presenza di poteri occulti dietro i “niet” ricevuti? Eppure, quasi tutte le nuove scoperte scientifiche andranno contro gli interessi di qualcuno, possibile che solo i fusionisti siano ostacolati?
     

I commenti sono chiusi.