Il ritorno della fusione fredda?

La fusione fredda, cioè la produzione di energia per fusione nucleare in cui le reazioni avvengono a temperature vicine a quella ambiente, è uno di quegli argomenti in cui la miscela di pseudoscienza, di genuina scienza di frontiera e di interessi economici rende molto difficile orientarsi. Il problema è tornato alla ribalta quando il 14 gennaio, in un capannone alla periferia di Bologna, alcuni fisici dell’Università e dell’Istituto Nazionale di Fisica nucleare hanno potuto assistere alla dimostrazione di un dispositivo che, nelle parole del suo inventore, produrrebbe energia attraverso la fusione di nuclei di idrogeno con nuclei di nichel. Il professor Paolo Capiluppi, direttore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna, che era presente alla dimostrazione, ha chiarito il ruolo delle istituzioni di ricerca nell’evento:

«Abbiamo accettato volentieri di assistere alla dimostrazione e il dott. Giuseppe Levi ha dato una mano per le misure, in particolare dei raggi gamma. Il Dipartimento di Fisica e la Sezione INFN non sono stati però coinvolti direttamente nello sviluppo del dispositivo, il cui funzionamento è segreto, né nella dimostrazione del 14 gennaio. Non abbiamo potuto effettuare nessuna misura o verifica nei nostri laboratori, per le quali siamo ancora disponibili e, come scienziati, soprattutto molto curiosi».

Alla dimostrazione sembra fossero presenti anche rappresentanti della Defkalion Energy, una ditta di Atene che sarebbe interessata al procedimento.

Su YouTube si trovano anche la seconda e terza parte del video.

L’inventore è Andrea Rossi, un ingegnere milanese con una storia imprenditoriale piuttosto avventurosa (raccontata qui dal suo punto di vista) che si è avvalso della collaborazione di Sergio Focardi, Professore Emerito di Fisica dell’Università di Bologna. L’idea della fusione fredda con nichel e idrogeno, alternativa a quella originale di Fleischmann e Pons che usava deuterio e palladio, era già stata investigata da Focardi negli anni Novanta, senza però che i suoi risultati potessero essere replicati. Adesso Rossi torna alla carica con un reattore che parrebbe funzionare, ma i dettagli della realizzazione sono tenuti segreti. In particolare, la polvere di nichel usata conterrebbe alcune altre sostanze che funzionerebbero come “catalizzatore” della reazione. Giuseppe Levi, dell’Università di Bologna e dell’INFN, ha misurato la potenza sviluppata in circa 12kW, ed esclude che l’energia venga dalla combustione convenzionale dell’idrogeno perché l’idrogeno consumato è troppo poco. La stima è fatta pesando la bombola prima e dopo la dimostrazione, misura che potrebbe essere un po’ approssimativa, ma dobbiamo aspettare il report che Levi dovrebbe rendere pubblico per poter commentare. L’articolo che descrive la scoperta di Rossi e Focardi, evidentemente rifiutato dalle riviste scientifiche, è stato pubblicato su un sito web gestito dagli stessi autori, furbescamente chiamato Journal of Nuclear Physics (il titolo di una rivista accademica russa, che non esiste più da tempo); come sottolinea PhysOrg.com, questo ha generato non poco scetticismo tra gli addetti ai lavori. Sempre secondo Rossi, un esemplare del reattore sarebbe in funzione da tempo per riscaldare un capannone di una ditta di Bondeno, in provincia di Ferrara.

Ci sono alcune stranezze nel dispositivo di Rossi e Focardi. Il chimico Camillo Franchini osserva che, anche se la reazione è effettivamente esoenergetica (cioè produce energia), è impraticabile usarla effettivamente per due ragioni. La prima è che secondo tutti i manuali di chimica nucleare la reazione non può avvenire a temperatura ambiente perchè in quelle condizioni i protoni non hanno abbastanza energia per raggiungere il nucleo; in secondo luogo, la sezione d’urto (una misura usata in fisica che indica la probabilità che la reazione avvenga effettivamente) è comunque molto bassa. Ci scrive Franchini:

Richiesto di un parere sulla rivendicazione di Focardi e Rossi, il prof. Jonghwa Chang, Chief Research Advisor del Korea Atomic Energy Research Institute mi ha gentilmente risposto (18 gennaio 2011), riferendosi alla reazione 58Ni +p → 59Cu

«Per rendere la reazione possible, l’energia del protone deve oltrepassare la barriera coulombiana. Una simile energia è impossibile da ottenere senza un acceleratore. In più, dovrebbero misurare [un’emissione di] raggi gamma, molto penetranti e facilmente misurabili con un opportuno rivelatore.»

D’altronde, fa notare sempre Franchini, la domanda di brevetto di Rossi parrebbe essere stata rifiutata con la motivazione che

dato che l’invenzione sembra, per lo meno a un primo esame, essere in contrasto con le leggi della fisica generalmente accettate, la descrizione dovrebbe essere abbastanza dettagliata da poter dimostrare a una persona competente, familiare con la scienza e la tecnologia mainstream, che l’invenzione è effettivamente realizzabile.

Ossia, secondo la fisica quella reazione non dovrebbe poter produrre energia; e in ogni caso dovrebbero essere emesse dal reattore radiazioni facilmente osservabili.

E qui viene un’altra stranezza, perché è vero che nella domanda di brevetto si afferma che tutta la radiazione prodotta è assorbita dalla schermatura di boro, piombo e acciaio, ma almeno dai filmati il dispositivo di Rossi sembra troppo piccolo per contenere schermature di spessore sufficiente. Da quello che si può capire, né raggi gamma né neutroni sono emessi dall’apparecchiatura (con evidente sollievo dei presenti alla dimostrazione), nonostante due piccoli fori fossero stati prodotti nella schermatura proprio allo scopo di permettere ai raggi gamma di uscire per essere misurati.

Insomma, se è vero che il reattore di Rossi produce energia, come sembra, difficilmente il suo principio di funzionamento è quello che l’autore sostiene essere, lasciando il campo aperto a qualunque ipotesi e forse anche a qualche sospetto. È anche curioso che nella domanda di brevetto, come a mettere le mani avanti, si dichiari che

L’approccio al problema della reazione esotermica adottato dall’inventore differisce da quelli adottati dai ricercatori che lo ho hanno preceduto in questa materia per il fatto che qui non si è cercato di dimostrare emissione di particelle elementari che testimoniassero la validità di una teoria, ma si è cercato esclusivamente di produrre più energia di quella consumata […]

Cioè a dire: lo sappiamo che non si capisce come possa funzionare, ma d’altronde non ci interessa. Viene da chiedersi come abbiano fatto a sviluppare il processo, senza una teoria di qualche genere a guidarli.

Approfondimento: qui il rapporto completo (in pdf) contenente l’analisi del chimico Camillo Franchini.

Continua…

412 pensieri riguardo “Il ritorno della fusione fredda?

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  • 16 Marzo 2011 in 09:52
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    Ok, signori, si chiude la discussione perché avete tutti oltrepassato il limite e la cosa sta diventando decisamente ridicola.

  • 15 Marzo 2011 in 20:32
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    @alberto
    certo, non basta quello che si è visto mediaticamente per prendere una posizione netta, ma non siamo di fronte a uno che arriva e dice che ha visto la madonna. anche in quel caso non ci sarebbero prove inequivocabili per smontarlo:)) però in questo caso ci si può anche spingere un po’ in là con le impressioni e le interpretazioni, tenendo conto che comunque siamo in attesa di conferme. e quindi quando vedo qualcuno che vuole saltare subito alle conclusioni non lo capisco proprio. potrei capire l’entusiasta che già parla di grande scoperta sicura e affermata che sicuramente cambierà il mondo, ma anche in quel caso non sarei d’accordo, perchè anche se tutto fosse vero ci sarebbe da impegnarsi sul serio a fare in modo che la (eventuale, specifichiamo, sennò arriva qualcuno a darci dei ciechi credenti:)) scoperta sia usata nel modo più razionale per renderci sul serio la vita più comoda e facile, perchè al momento non si può dare niente per scontato nemmeno per le conferme sperimentali..tuttavia le mie impressioni posso già dirle e sono schierato su un cauto ottimismo.

  • 15 Marzo 2011 in 19:35
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    @ant0p.: Stiamo girando intorno al problema: le informazioni sono le stesse, che siano lette da uno scettico o da un fusionista, solo che mentre da una parte sono viste con sospetto a cause di qualche incongruenza dall’altra si sostiene esse siano la conferma della bontà del fenomeno. Ora, siccome l’onere della prova spetta a chi fa l’affermazione bisognerà aspettare pazientemente che ci si decida ad aprire ‘sto benedetto marchingegno.
    E’ assurdo chiedere agli scettici di dimostrare che il fenomeno non è reale se mancano le informazioni necessarie per poterlo fare. Di sicuro c’è solo che ad oggi le prove fornite sono un po’deboli per affermare che il fenomeno esiste, per questo bisognerà aspettare.

  • 15 Marzo 2011 in 16:55
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    @alberto
    niente è ancora definitivo, non sto a parlare di ‘umanità’ o di ‘prestigio universitario nazionale’:)) sono cose che per adesso mi interessano personalmente e voglio seguirle, sperando che sia tutto vero ovviamente. e non c’è solo il video di youtube, c’è tutto un contorno di informazioni a cui voglio dare credito (seconda prova non ufficiale, interviste di rossi e focardi, altri che stanno seguendo strade simili, apertura e possibilismo da parte di scienziati e istituzioni scientifiche all’estero ecc.) perchè l’impressione netta è quella che non si tratti di una pataccata. se poi si rivelerà una pataccata (a questo punto bisogna dimostrarlo in modo inequivocabile che è una pataccata, viste le molte informazioni che mi sembrano di tutt’altra natura) vorrà dire che mi sono sbagliato di grosso a valutare dall’esterno, ma non è un problema, mica sto mettendo in gioco niente di quello che riguarda la mia credibilità professionale o i miei interessi politico/economici privati. ho solo un’interesse personale nel seguire la vicenda, perchè è la prima volta che nella fusione fredda si vede la possibilità di passare sul serio ai fatti, se poi non si riuscisse a passare ai fatti mi dispiacerà molto, ma per me personalmente non cambierà niente, nè in meglio nè in peggio.

  • 15 Marzo 2011 in 16:54
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    Leggo proprio ora di valori di 400 mSv/h intorno al reattore 4. Non so se costanti o come spikes.

  • 15 Marzo 2011 in 15:58
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    @Camillo Franchini
    Approfitto della sua disponibilità per chiderle un paio di cosette su Fukushima.
    Stando alle notizie riportate, crede che sia corretto il rating di Livello 6 su scala INES, che hanno dato i francesi? Tra l’altro in queste ore forse lo portano al livello 7.
    Da quello che ne so il massimo valore raggiunto come spike è stato di 100 mSv/h, ed è stato appunto temporaneo. Mentre quello costante mi pare sia sull’1 mSv/h a dir tanto.
    Questo è il link delle misurazioni di ieri: http://www.nisa.meti.go.jp/english/files/en20110315-1.pdf (fonte autorevolissima). I livelli di radioattivita riportati sono bassissimi.
    Inoltre, come domanda tecnica, volevo chiederle come si fa a trasformare i valori come “10 PBq equivalenti di iodio-131” (veda pure: http://it.wikipedia.org/wiki/Scala_INES#Dettagli) nel classico dosaggio in Sievert. Naturalemente non mi interessano i dati esatti, ma l’ordine di grandezza. Es. 10 PBq sarebbe l’equivalente di 1 Sv/h?.
    Grazie mille

  • 15 Marzo 2011 in 15:37
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    @ant0p.: Vediamola dal rovescio: se da una parte un video di youtube e un report provocano molti dubbi, è altrettanto vero che dall’altra parte lo stesso video di youtube e lo stesso report vengono indicati come la Terra Promessa dell’umanità in campo energetico. Ergo, per fare buona informazione bisognerebbe riportare le voci di entrambe le parti: tenere la mente aperta, ma essere sempre vigili e critici.
    Mi sembra il caso di lasciare tempo al dipartimento di Bologna perchè si pronunci in modo ufficiale, ma allo stesso tempo è anche legittimo che si chieda loro di non trincerarsi dietro un muro di ostilità: non è così che si fa buona scienza.

  • 15 Marzo 2011 in 15:35
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    Grazie per il chiarimento.

    E visto che ci siamo permettetemi di chiederne un altro.

    Intendete trarre le conclusioni in merito al presunto eccesso di energia avvenuto nella demo di Bologna del 14 gennaio 2011 come dichiarato nel report del Dott. Levi e che è l’oggetto dell’articolo che ha aperto il forum? Oppure aspettate di valutare se il dispositivo funziona a prescindere dal risultato della demo e aspettando gli esiti di eventuali futuri programmi di ricerca?

    Ve lo chiedo in quanto se l’oggetto fosse il primo, mi sembra che non ci sia nulla da aspettare, dato che i protagonisti hanno già fornito tutte le informazioni disponibili, e quindi le  possibili risposte sono SI, NO, NON SI PUO’ DIRE perchè non ci sono (e non ci saranno) informazioni sufficienti.

    Mentre invece se l’oggetto delle vostre conclusioni fosse un giudizio definitivo sul funzionamento del dispositivo, allora mi preparo ad attendere fino alle calende … greche.

    Grazie ancora e cordiali saluti

  • 15 Marzo 2011 in 15:07
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    Trarremo le nostre conclusioni quando avremo sufficienti informazioni per farlo: per adesso, non abbiamo nulla di nuovo. Non ci serve il nulla osta di nessuno, ma non possiamo parlare di quello che non sappiamo ancora: i risultati definitivi, che commenteremo via via che ci arriveranno.

    Nessuno di noi fa parte del Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna, nè del gruppo che ha organizzato la demo di gennaio, e naturalmente non siamo titolati in alcun modo a parlare a loro nome. Semplicemente, siamo in contatto con loro (anche se non direttamente con Rossi) per avere informazioni approfondite, affidabili e di prima mano sulle verifiche sperimentali, che sono loro a condurre in prima persona.

     

     

  • 15 Marzo 2011 in 14:47
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    Per Query

    E chi dovrebbe chiuderla? La questione rimarrà aperta fino a quando i protagonisti (Rossi e il DIpartimento di Fisica) la faranno stare aperta.

    … quando sarò il momento trarremo le nostre conclusioni e le presenteremo ai nostri lettori. (Query, 10 marzo, 21:27)

    Giusto per non attendere invano, si potrebbe sapere in base a quali criteri e condizioni verrà stabilito che il momento è arrivato? Sono per caso necessari i nulla osta di Rossi e del Dipartimento di Fisica?

    Grazie

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