Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi

Abbiamo ricevuto, nei commenti al post precedente, una risposta da parte del dott. Giuseppe Levi, che ha collaborato ai test del dispositivo di Rossi-Focardi. A quanto pare, ed è un’ottima notizia, sono effettivamente in programma nuove misure indipendenti sull’apparecchio.

Riportiamo qui integralmente (con la sola correzione di un paio di refusi) la risposta del dott. Levi.

I report di Levi, Bianchini e Villa sulle misure del 14 febbraio (e di un altro test preliminare) sono disponibili qui sul blog Journal of Nuclear Physics.

Dato che sono stato direttamente chiamato in causa e che ho svolto, insieme al Dr. Bianchini e al Prof. Villa, quella prova (anzi 2 come riporto nel mio brevissimo e preliminare report), mi sento in dovere di intervenire.
Sono un ricercatore confermato dell’Università di Bologna. Da anni conosco il prof. Focardi, che è professore emerito, e con lui ho collaborato in una misura accurata della costante G. Da molti anni il prof. Focardi lavorava sui sistemi Ni-H. Sono sistemi molto diversi da quelli noti come “Fusione Fredda”. Nei sistemi Ni-H non vi è produzione di He tramite fusione di due nuclei di deuterio.
Da poco più di due anni il prof. Focardi mi ha iniziato a collaborare con Rossi e da quel momento mi ha mostrato numerosissime evidenze coordinate che dimostravano che il reattore di Rossi stava in effetti funzionando.
Dato che si trattava di esperimenti per sviluppo industriale non ebbi modo di parteciparvi.
Solo da due mesi ho potuto esaminare il reattore e, da subito alcune cose mi hanno colpito:

  1. La potenza prodotta: nell’ordine di 10 kW
  2. Il fatto che nella prima prova il reattore sia stato in grado di sostenere la reazione senza potenza esterna.
  3. La sostanziale ripetibilità dell’esperimento.

È chiaro, come del resto dico nelle conclusioni del report, che le prime due prove fatte sono da considerarsi estremamente preliminari perché troppo brevi. Stiamo organizzando una prova più lunga, da tenersi in Dipartimento in condizioni più strettamente controllate delle altre coinvolgendo anche colleghi in modo da avere un controllo reciproco.
Riguardo alla bombola di idrogeno. Il peso perso è stato valutato <1g. Avevamo una bilancia molto sensibile e un pezzo di scotch usato per fissare la bombola vi era rimasto attaccato. il quantitativo di idrogeno che avremmo dovuto consumare per produrre quell’energia sarebbe stato due ordini di grandezza maggiore.
Riguardo al modello teorico fusione Ni+p è stato per ora confutato. Non abbiamo osservato gamma da annichilazione di positrone (58Ni + p → 59Cu che decade Beta+) (e meno male perchè il flusso sarebbe stato tale da uccidermi). Leggete i report di Bianchini e Villa.
Facendo funzionare il reattore in Dipartimento per abbastanza tempo (>10-15h) potremo escludere (sono già estremamente improbabili ) qualunque fonte chimica. Vi è un limite alla densità di energia chimica immagazzinabile.
Per il resto… se mi trovo difronte a dati sperimentali correttamente acquisiti e mi manca una spiegazione teorica… beh vorrà dire che avremo molto lavoro da fare.
Osservo infine che l’atteggiamento dell’Ing. Rossi è completamente diverso da quello di un qualsiasi “claimant”.
Potremo fare misure sull’apparato in modo indipendente e con nostre apparecchiature. Ed è quello che faremo.

Citando Charcot:
“L’esattezza scientifica non ha niente a che fare col pregiudizio che porta alcuni tipi di menti a guardare con sfavore qualunque osservazione che abbia dei caratteri inusuali; lo scetticismo merita, in questo caso, lo stesso disprezzo dell’ingenua credulità.”

Grazie,
Giuseppe Levi

84 pensieri riguardo “Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi

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  • 5 Febbraio 2011 in 00:48
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    Visto il degenerare della discussione, chiudiamo momentaneamente i commenti.

  • 5 Febbraio 2011 in 00:00
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    @B.
    Ottima domanda, me la ponevo anche io
    @plottigat
    🙂
    Però non scadere al suo stesso livello.
    Gli scienziati veri non si appassionano di queste discussioni, fanno bene. E non me ne appassiono nemmeno io pur senza “specializzazione”. Ma grazie a Franchini ultimamente mi sto specializzando in pazienza! 🙂

  • 4 Febbraio 2011 in 23:55
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    Daniele, non fare il velleitario e abbandona questo forum per il quale (probabilmente) non sei abbastanza titolato. Mi chiedo solo se il mega prof. chim. nucl. spaz. abbia ottenuto l’iscrizione al WWF per le sue specializzazioni oppure si accontentano di tenerlo come mero appassionato. Ma che non si azzardi a scrivere nulla pero’! (si si lo sappiamo: ha scoperto un sito di palustris). Basta una ricerchina in rete per rendersi conto che il buon prof. ha deciso che la sua missione sulla terra e’ di contrastare le ricerche scientifiche altrui (ed in particolare sulla fusione fredda) e che a questo scopo utilizza sempre la stessa tecnica: sminuire personalmente i suoi antagonisti. Solo una domanda: come andarono a finire nel 2006 le Sue stroncature all’esperimento di Arata? La storia si ripete? Complimenti per il “solito” atteggiamento scientifico! A che pro confrontarsi con qualcuno che dibatte solo per distruggerti e mostrare la sua ENORME cultura? Non posso certo biasimare Rossi, Levi, Celani e quant’altri che non si preoccupano di questo forum. Per quanto mi riguarda, l’esperienza su questo forum è finita, chi lo desidera potrà continuare a trastullarsi da solo. Buona sera a tutti.
     

  • 4 Febbraio 2011 in 23:48
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    @Franchini
    Non mi ha ancora risposto. Vorrei capire cosa, secondo lei, c’avrebbe da guadagnare Rossi da tutta questa vicenda se le cose stessero davvero come dice lei ovvero se fosse solo uno dei tanti claims.
    Non è una domanda provocatoria anzi, considerata la sua esperienza, credo sia interessante la sua opinione in merito …più che sentirla divagare sulle competenze di Rossi che magari non è particolarmente ferranto in materia proprio come lei sostiene ma che visto che lavora in coppia con Focardi, credo che quest’ultimo potrebbe garantire per lui, almeno dal punto di vista della credibilità e della competenza …o ne ha anche per Focardi? …perché in tal caso allora passo.

  • 4 Febbraio 2011 in 23:38
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    @Alberto
    …ma essendo più comodo far soldi scrivendo libri e facendo comparsate in TV accusando gli altri di essere dei cattivoni…
    Quindi in definitiva, secondo te, monetizzerebbe in questo modo qua. Non credo si facciano tanti soldi così comunque staremo a vedere perché per ora non mi pare abbia scritto libri né sia apparso in TV. Non credo che con la fama che si è conquistato su Internet potrà tornare ad essere uno sceicco. Staremo a vedere cosa succederà. Spero che non finisca tutto quanto insabbiato, piuttosto.

  • 4 Febbraio 2011 in 22:05
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    @ Daniele
    Qui dentro qualcuno (Franchini in particolare) continua a spostare l’attenzione e la discussione sulla competenza e credibilità dell’Ing. Rossi. Non vedo in ciò nulla di scientifico.
    Ho preferito concentrare le considerazioni scientifiche in un file pdf di 6 pagine. Mi sembra che nessuno abbia seguito il mio esempio in difesa di Rossi.
    Nel blog mi interessa mettere in evidenza le lacune culturali di Rossi. Del resto è precisamente quello che ha fatto il funzionario che ha esaminato il suo PA. Ti sembra che quel funzionario manchi di rispetto a Rossi? Fa semplicemente il suo mestiere. Rossi si è esposto al giudizio del pubblico, Rossi deve accettare il giudizio del pubblico. Questi sono gli inconvenienti di un outing come il suo. Abbia anche il coraggio di confrontarsi con noi. Spero che si fidi della moderazione del CICAP. Gli rivolgeremo le domande che nessuno ha potuto fare al termine della demo.
    Daniele, devi farci sapere in che cosa sei specializzato, altrimenti finirai per essere considerato un velleitario, una persona che parla di argomenti che lo appassionano ma che non conosce.

  • 4 Febbraio 2011 in 21:21
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    Chiedo cortesemente l’intervento della moderazione. Qui dentro qualcuno (Franchini in particolare) continua a spostare l’attenzione e la discussione sulla competenza e credibilità dell’Ing. Rossi. Non vedo in ciò nulla di scientifico.
    Molto più pertinente ai temi in discussione è l’intervista che mi è stata concessa oggi dal Prof. Mauro Villa (Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna e INFN) per chiarire alcuni aspetti della vicenda:http://22passi.blogspot.com/2011/02/intervista-al-prof-mauro-villa.html
     

  • 4 Febbraio 2011 in 19:54
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    Mi pareva che i commenti di chi “non crede” sottintendessero una certa malafede dell’ing. Rossi piuttosto che una sua ingenuità od un abbaglio.
    Io ho già espresso la mia ipotesi. A leggere il PA si capisce che le conoscenze in campo nucleare di Rossi sono prossime allo zero. Da uomo pratico si è reso conto che in certi ambienti l’interesse per la fusione fredda resiste e ha voluto entrare nel gioco. Per me è un uomo alla ricerca di finanziamenti.

  • 4 Febbraio 2011 in 19:35
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    @B.: Non hai capito, non monetizzerebbe affatto il marchingegno, monetizzerebbe la sua immagine: diventerebbe un altro di quei “coraggiosi pionieri” che hanno “osato sfidare la scienza ufficiale e le lobby petrolifere”, come tutti quegli altri (scienziati) falliti che tentano di difendersi dicendo di essere incompresi e vittime di cospirazioni, mentre dovrebbero solo avere l’umiltà di dire “sì, ho sbagliato” e ricominciare a lavorare sodo, ma essendo più comodo far soldi scrivendo libri e facendo comparsate in TV accusando gli altri di essere dei cattivoni non se lo sognano neanche.

  • 4 Febbraio 2011 in 17:07
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    Non serve un cui prodest? Una bufala, cosi’ come una truffa, prevede necessariamente la mala fede di chi la costruisce. Nella bufala tuttavia non c’e’ la mala fede di chi la diffonde nè un ritorno economico o d’altro ai danni delle vittime. Mi pareva che i commenti di chi “non crede” sottintendessero una certa malafede dell’ing. Rossi piuttosto che una sua ingenuità od un abbaglio. E dunque la domanda cui prodest ridiventa importante. Che se fosse solo abbaglio od errore in buona fede sarebbe allora davvero ingeneroso, oltre che poco corretto, denigrare cosi’ queste persone. O non è piu’ possibile sbagliare in buona fede? Concordo a questo punto sull’inutilità della pubblicità gratuita senza un ritorno economico (con forte rischio di sbugiardamento). E ringrazio la moderatrice che ha colto nel segno. Abbiamo notizie (magari nuove) sull’esperimento i continuiamo a speculare sulle virtu’ morali di Rossi e company?
    Io aspetto fiducioso buone nuove. Certo non siamo tra coloro legittimati (da un coinvolgimento piu’ diretto) a trattenere il fiato nell’attesa ma e’ indubbio che l’invenzione (ove si dimostrasse tale) meriterebbe senz’altro interesse.

  • 4 Febbraio 2011 in 15:44
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    @Alberto
    Si, ma come potrebbe monetizzare tutto ciò se alla fine non avesse nulla da vendere?

  • 4 Febbraio 2011 in 14:33
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    @daniele: Non ho fatto il “furbetto”, stavo semplicemente commentando l’affermazione riportata e attribuita a Rossi. Ripeto, se davvero si è confuso allora è perdonabile. Se invece intendeva sul serio la forza debole no.
    Siccome vedo che da altre parti ha parlato di reazioni a bassa energia, posso concludere che fosse stato semplicemente un lapsus. Meglio così.
    @B.: Ma come, sei in grado di intuire che le lobby del petrolio abbiano il controllo pressoché totale sullo Stato e poi non riesci a prevedere che tipo di ritorni pubblicitari potrebbe avere il sig. Rossi da questa faccenda? Secondo te, quanti italiani lo conoscevano prima di quetsa “dimostrazione”? E quanti invece lo conoscono adesso?

  • 4 Febbraio 2011 in 10:09
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    @Daniele
    Forse però – mi permetta – non è la persona più adatta a comprendere quello che Kuhn avrebbe chiamato un cambio di paradigma scientifico, in cui i veri scienziati DEVONO occuparsi di studiare proprio le “anomalie” e zone d’ombra lasciate dalle teorie attualmente accreditate.
    Va bene, mettiamola pure così, una sorta di conflitto generazionale, rottamazione degli anziani.
    Le faccio però notare che  non mi sembra che i tre siano dei gran giovanotti. Uno, Rossi, è addirittura un riciclato, recuperato fortunosamente da altre attività, da altre avventure. Focardi sembrava addirittura di passaggio, con tutto il rispetto per l’età. Le sembra che quei tre vecchini (lo posso scrivere con tenerezza, perché anch’io sono un vecchino) siano portatori di novità tecnico/scientifiche rivoluzionarie? Si vede che siamo destinati a vivere in un mondo dove i vecchietti imperversano. Ne approfitterò e mi troverò una fidanzata da poco maggiorenne.
    A parte questa premessa scherzosa, sono convinto che serve uno che, nell’ambito di una comunità seria come il CICAP, di fronte a un signore che afferma di avere provocato una reazione debole (reazione a neutrini, per intenderci) facendo interagire a bassa energia del nickel con dell’idrogeno, scriva senza ambiguità o possibilismi: si stanno violando delle leggi di chimica nucleare e le viola un signore che, per curriculum, non può possedere conoscenze di chimica nucleare.
    Io appartengo a una generazione in cui si facevano “studi di fattibilità”. Anche io vi ho partecipato più volte. In base a tali studi la Direzione fissava i gruppi di lavoro (laureati, periti, operai), tempi di esecuzione, finanziamenti.  E si partiva. In un solo caso (ideazione e costruzione di goggles per aviatori militari)  è stato sforato il tempo. Senza uno studio di fattibilità gruppi come la FIAT o l’ENI non si sarebbero mai mossi. La spettrometria a neutroni freddi CAMEN/FIAT non sarebbe mai nata.
    Rossi, che è ingegnere, deve avere fatto qualcosa di simile. Se lo ha fatto in base alle conoscenze che dimostra di non possedere, avrebbe dovuto andare incontro a uno spreco di fondi. Se non è così, bisogna metterci in fila per toccargli la gobba. Si può fare un’invenzione così rivoluzionaria senza possedere delle conoscenze strabilianti su ciò che si va a sfrucugliare? Lei crede davvero che Watt fosse un fabbroferraio, bravo solo a fare saldature? Pensi piuttosto alle ore che dovette passare a riflettere prima di partire.
    La saluto cordialmente

  • 4 Febbraio 2011 in 09:30
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    Messaggio per tutti:

    1. Il benestare di Query e del CICAP in questo caso ce l’ha solo il pezzo originale di Bagnasco. Per quel che riguarda i commenti, il benestare non c’è mai (se non espressamente scritto).

    2. Visto che abbiamo fiducia nei nostri lettori non abbiamo applicato la moderazione in ingresso dei commenti. Quindi voi scrivete, pigiate il tasto e il vostro commento viene pubblicato automaticamente. Se qualche commento rimane “congelato” è perché il sistema automatico li ha riconosciuti come spam (in genere perché contengono link), quindi prima di urlare alla censura o di scrivere per chiedere che vengano scongelati, come se vi fosse stata tappata la bocca, aspettate che qualcuno della redazione si svegli e controlli la lista dei commenti.

    3. Abbiamo fiducia nei nostri lettori, ma la fiducia è temporanea e si sta esaurendo. La discussione sta degenerando e da fuori non si capisce nulla. I dettagli, così come i particolari sulla vita di questo o quel ricercatore non interessano a nessuno. Ci sono argomenti ancora da prendere in esame? Ci sono elementi nuovi? Abbiamo modo di aggiungere qualcosa di utile per la comprensione del problema? Se sì, bene. Se no, grazie per la partecipazione, ma si chiude qui. Questo non è un bar e abbiamo sempre avuto un livello anche di discussione elevato che vorremmo continuare a mantenere.

    4. Le risposte agli interventi di moderazione (come questo) fatele in privato a redazione@queryonline.it. Non qui.

    Grazie a tutti.

  • 4 Febbraio 2011 in 08:59
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    Qualche considerazione generale.
    Cui prodest se è una bufala? Non è necessario un cui prodest. La gente prende anche abbagli, confonde fenomeni o li interpreta male. Il misurare cercando dati obiettivi, e la riproducibilità da parte di terzi serve in primo luogo ad evitare di AUTO-imbrogliarsi.
    Nono so se qualcuno ricorda il caso della Steorn. Il sig. Steorn è un industriale convinto di aver trovato il moto perpetuo. Ha assoldato (a sue spese) un gruppo di scienziati per validare la sua macchina, e questi la hanno impietosamente bocciata. Era in malafede? Non mi sembra. Ci guadagnava qualcosa? Ci ha rimesso faccia e soldi. Non voglio far paralleli, n.b., ma semplicemente far notare che i ragionamenti sulla buona fede non portano da nessuna parte.
    Sul brevetto. La posizione di chi lo ha bocciato è semplice. Questa macchina secondo le leggi della fisica non dovrebbe funzionare. Quindi dovete spiegare BENE come funziona, non bastano spiegazioni vaghe che magari sarebbero sufficienti per qualcosa basato su principi ben noti. Non è un blocco preconcetto, ma (all’estremo) se io brevetto l’antigravità, intesa come un meccanismo non specificato per produrre una repulsione gravitazionale, chiunque in futuro trovi un’antigravità dovrebbe pagarmi le royalties, e io non ho dimostrato di aver scoperto nulla. Il brevetto tutela le idee, ma le idee devono essere descritte in modo non ambiguo per essere sicuri (1) che io l’abbia effettivamente avuta e (2) che se un altro presenta un’idea simile si possa stabilire se è o no la stessa.
    Sulle multinazionali. Un apparecchio che produca 10 kW termici a 100 gradi è utile per il termosifone, non per produrre energia elettrica. Per farlo devi comunque usare un sistema più grosso, a temperature piu’ alte, che diventa centralizzato. Anche per questioni di sicurezza è probabile serva una struttura industriale e l’ENEL entrerebbe a fagiolo. O i petrolieri, chi fa energia troverebbe il modo di entrare nel business (se ci fosse un business appetibile).
    Perché gli stati non finanziano queste cose? Perché ci credono il giusto. Non finanziano ITER (che è sottofinanziato rispetto al progetto iniziale, col risultato che una fusione commerciale è molto al di là a venire), non finanziano progetti come l’eolico in quota, figurarsi se finanziano un tizio che DICE di avere un reattore a fusione fredda.
    È possibile che uno scienziato riesca in una cantina a produrre qualcosa di rivoluzionario? Nì, dipende da cosa si intende per cantina, che competenze ha, quanto la cosa sia in effetti “rivoluzionaria”. È difficile uno abbia un’idea totalmente rivoluzionaria quando centinaia di persone ci stan pensando. Ma può fare un passo avanti, trovare il singolo elemento che agli altri era sfuggito. Mi viene in mente la ricerca di Bussard sul polywell, il prototipo che ha costruito per un fusore a confinamento elettrostatico era uno strumento “da cantina”, anche se serviva essenzialmente da dimostratore tecnologico, la resa della fusione era MOLTO sotto l’unità. Ora ci sta lavorando la ricerca statale USA (a budget molto ridotto, vedi sopra sul crederci).
    Per il resto aspetto e spero. Come ho fatto 20 anni fa con F&P, come sto facendo con le idee citate in queste righe. Devo però dire che non sto trattenendo il fiato nell’attesa.

  • 4 Febbraio 2011 in 08:52
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    Aspetto lo scongelamento del mio messaggio in moderazione grazie.

  • 4 Febbraio 2011 in 07:44
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    Post Scriptum
    @Franchini
    Sono certo che avrà piacere di leggere Sylvie Coyaud, alias Oca Sapiens, scrivere di fusione fredda anche su, rispettivamente, Oggi Scienze e Repubblica:
    http://oggiscienza.wordpress.com/2011/01/24/arriva-posta/
    http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/2011/01/25/rifusione-fredda-ii/
    Prof. Franchini, lei non deve fare il modesto, lei è un monumento della scienza italiana, gliene do atto: è citato tra i protagonisti dell’avventura del Rts-1 «Galileo Galilei», il reattore sperimentale che dagli anni’ 60 agli anni ’80, per circa un ventennio, funzionò a San Piero a Grado (PI) presso il CAMEN (Centro Applicazioni Militari Energia Nucleare) al servizio di Marina Militare, Università, industria e grandi enti (come ENI) che vi insediarono i loro gruppi di ricerca. Forse però – mi permetta – non è la persona più adatta a comprendere quello che Kuhn avrebbe chiamato un cambio di paradigma scientifico, in cui i veri scienziati DEVONO occuparsi di studiare proprio le “anomalie” e zone d’ombra lasciate dalle teorie attualmente accreditate. Il mondo cambia, la scienza progredisce e annette alla conoscenza territori che prima appartenevano al campo dell’ignoto. È successo tante volte nella storia della scienza, ma per restare in tempi recenti pensi a quando la relatività einsteiniana s’impose nonostante gli accademici convinti che dopo Maxwell restasse ben poco da aggiungere, o come la Fisica quantistica che s’impose nonostante le strenue difese della Fisica classica. Prof. Franchini, con tutto il cuore, lasci spazio alle nuove generazioni di ricercatori e, soprattutto, le rispetti. Grazie.

  • 4 Febbraio 2011 in 07:18
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    @ Daniele
    Tornare da una bella serata con cena e musica e trovare balle di escrementi tirati addosso alla persona di Rossi, e pure infiocchettati a mo’ di dotte disquisizioni, fa solo sorridere.
    Hai ragione, Rossi è un bersaglio ideale, irresistibile.
    Ti offro un altro esempio della sua mancanza di rigore . Nel PA ha riportato due spettri (figure 3 e 4 ) specificando che erano stati ottenuti al microscopie elettronico, mentre hanno tutte le caratteristiche  degli spettri sem-edx. Inoltre sono datati 2008. Non poteva fornire qualcosa di più recente? Non gli conveniva scrivere un testo meno sgangherato per catturare l’attenzione del malcapitato funzionario dell’UB? Cosa pensare poi di un’espressione come “inventive reaction”, ripetuta. Non fa ridere?
    Mancanza di rigore alla demo, mancanza di rigore quando scrive, cosa deve fare di peggio un cristiano per allarmarti?
    Sull’esame di quegli spettri tornerò in altra occasione, se sei interessato agli aspetti tecnici.
    Non riesco più a recuperare il PA, non l’avrà mica rinnegato.

  • 4 Febbraio 2011 in 06:47
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    Per ocasapiens.
    Piacere, Sylvie Coyaud, Il Sole-Domenica e -Ventiquattro, D-la Repubblica, Oggi scienza, faccio hard science in radio dal 1987, meno da quando voglio andare in pensione, analfabeta, traduttrice di Feynman, Lederman ecc., cons. naz. del WWF e  di Action Aid.
    Avevo capito che ocasapiens era una persona speciale. Mia moglie e io leggiamo con gusto la sua pagina su D-la Repubblica. Sono anch’io socio del  WWF; due anni fa ho scoperto e segnalato un ambiente dove crescono due orchidee elencate nel libro rosso delle specie a rischio di estinzione: Anacamptis palustris e Epipactis palustris.
    Di Lederman ho letto La Particella di Dio. Contiene  anche una breve ma durissima contestazione della fusione fredda, ricorda?
    Insomma, siamo in sintonia su diverse cose e questo mi fa grande piacere.
    Spero di leggere spesso i Suoi interventi.
    Cordiali saluti

  • 4 Febbraio 2011 in 03:00
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    @ocasapiens
    “intero ateneo”
    LOL! l’università italiana è mal ridotta, ma non a questo punto.

    intero ateneo = Università di Bologna
    Cosa vorrebbe dire che non è vero? Lo stesso Levi mi pare l’abbia confermato su questo stesso post! Vorrebbe dire che non è così?
    @Alberto
    Finché non mi dimostri, dati alla mano, che tutti i finanziamenti dello Stato Italiano alle politiche energetiche degli ultimi anni sono stati condizionati in modo da favorire le lobby allora queste congetture rimangono solo delle paranoie dei fusionisti.
    Non credo che qualcuno sarà mai in grado di provare una cosa del genere. Sono cose che tuttavia possono essere dedotte tramite un’attenta osservazione. Devo dire che negli ultimi anni in effetti si sono mosse un po’ le acque nel settore delle energie alternative. Lentamente ma qualcosa s’è mosso. Evidentemente i tempi sono maturi, non lo so. Il problema come ho ribadito più volte non sono tanto gli ultimi anni ma quei 15 anni successivi all’annuncio di Flaischmann e Pons. Finanziamenti per la ricerca in materia di fusione fredda, sebbene sarebbe bastato esborsare davvero poco non se ne sono visti. Gli stessi ambienti accademici erano (e a quanto pare lo sono ancora) estremamente ostili a qualsiasi cosa avesse a che fare con la fusione fredda perché non intendevano minare le basi su cui poggiavano e da cui traevano sostentamento. Sebbene estremamente più costosa e altrettanto infruttuosa si è dirottato tutto lo sforzo sulla ricerca in materia di fusione calda quando probabilmente sarebbe bastato un centesimo delle stesse risorse per finanziare quella in materia di fusione fredda. E’ alquanto strano non ti pare? E’ vero che non c’era una base teorica ma c’erano dei dati di fatto interessanti che meritavano certamente di essere approfonditi. Con pochi soldi li si sarebbe potuti approfondire e invece niente. E intanto la ricerca sulla fusione calda va ancora avanti con finanziamenti enormi e con risultati paragonabili a quelli ottenuti già 15 anni fa da quei ricercatori che invece lavoravano a costo zero su deuterio, palladio, idrogeno e nichel.
    Tra l’altro non servirebbe neanche questo dato, per un semplice fatto: supponiamo che quello che tu dici sia vero, che ci sia questa enorme collusione lobby-governi. Allora mi spieghi come mai, a livello scientifico, nessun fusionista in nessuna parte del mondo è stato finora capace di fornire un metodo affidabile per produrre energia da fusione fredda?
    Forse perché sono mancati i finanziamenti? E’ da un po’ che lo vado dicendo.
    Anche tutti i laboratori del mondo fanno parte di questa collusione? Possibile che tutte le tecnologie alternative al petrolio siano studiate e prese in considerazione tranne la fusione fredda? Sarà tutta una gigantesca cospirazione? O forse sarà invece che i tentativi fatti finora avendo dato dei risultati a dir poco risibili sono stati abbandonati?
    La fusione fredda è una delle poche tecnologie, forse l’unica, in grado di rendere l’utente completamente autosufficiente e di stravolgere radicalmente, decentralizzandolo, il sistema che governa la produzione di energia.

    Ripeto, se lo Stato davvero volesse finanziare la fusione fredda (e non sarebbe un grande sforzo economico, come tu stesso dici) avrebbe solo da guadagnarci, sia come prestigio scientifico sia come ritorno economico. Solo il tempo ci dirà se questo ennesimo tentativo darà frutti o sarà solo l’ultimo di una lunga serie di fallimenti.
    Lo stato, inteso come insieme di cittadini avrebbe certamente da guadagnarci ma lo stato inteso come insieme di lobby invece no.

    Solo una cosa finora è certa: che il sig. Rossi e sodali si sono fatti una gran bella pubblicità gratuita.
    Probabile che lo scopo fosse anche questo, ma pubblicità gratuita per vendere cosa visto che a sentire voi non ci sarebbe nulla da vendere?

  • 4 Febbraio 2011 in 01:35
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    Non posso che intervenire nello spirito di Plottigat. Tornare da una bella serata con cena e musica e trovare balle di escrementi tirati addosso alla persona di Rossi, e pure infiocchettati a mo’ di dotte disquisizioni, fa solo sorridere. Non vale la pena perdere altro tempo con chi è in palese malafede e si attacca a qualunque pretesto, fa mero sofismo, scende sul piano personale, denigra, offende, mette alla berlina col benestare di Query e CICAP… Però voglio ringraziare chi, con attacchi a Rossi, Focardi e Levi così smaccatamente sproporzionati e spocchiosi, rende chiaro a tutti quanto la fusione fredda stia facendo paura a quanti hanno interesse a vedere il prezzo dell’energia continuare a crescere. Fine del gioco, signori: arrivano tempi nuovi. Il mondo cambia e se ne fa un baffo di chi – in busta paga di ENI o quant’altro – mette la propria penna al servizio dello status quo. No, non perderò più tempo con chi rema contro il progresso, né lo faranno i ricercatori di Bologna che col loro lavoro serio spero sbugiarderanno il prima possibile chi ora li denigra. Questa vicenda mi appassiona e ci sto mettendo e continuerò a metterci il cuore… qui dentro è evidente invece che bazzica chi, comprato e prezzolato, ci mette il conto in banca e la pagnotta ancor prima che la testa.
    Ci vediamo alla presentazione dell’unità da 1 MW. Cari saluti
    P.S. Il n. 36 del New Energy Times Magazine – Low-Energy Nuclear Reaction (lo sottolineo per chi come Alberto faceva il furbetto e fa finta di non sapere che qui si parla di LERN e non di altro) è quasi interamente dedicato all’E-Cat di Rossi e Focardi: http://newenergytimes.com/v2/news/2011/36/NET36.pdf

  • 4 Febbraio 2011 in 01:16
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    @B.
    “intero ateneo”
    LOL! l’università italiana è mal ridotta, ma non a questo punto.
    @C. Franchini
    Grazie, anche per Charcot. Ho letto e mi sembra un buon sunto dei problemi irrisolti. Fisica e chimica teoriche per prime, ma è vero che colpiscono particolari un po’ surreali: i video della demo che però non si vede, lancio stampa senza giornalisti di energia/industria/finanza e senza l’azienda americana che starebbe producendo i componenti, strumenti inadatti, tempi sbagliati, il brevetto che non c’è, la Defkalion nemmeno e la Grecia senza un euro di venture capital. Sembra fatto apposta!
    Piacere, Sylvie Coyaud, Il Sole-Domenica e -Ventiquattro, D-la Repubblica, Oggi scienza, faccio hard science in radio dal 1987, meno da quando voglio andare in pensione, analfabeta, traduttrice di Feynman, Lederman ecc., cons. naz. del WWF e  di Action Aid
     

  • 4 Febbraio 2011 in 00:25
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    Intervengo dopo aver letto con estrema curiosità e da profano (mi autodenuncio ad evitar richiami) non ho capito nulla di Cu59 o Cu69 nè, ed anche questo mi affretto ad ammetterlo, mi strappero’ i capelli correndo ad acculturarmi. Già son troppi qui gli “esperti”. Purtroppo, mi par di capire, che esclusa qualche partecipazione illuminata, il fine degli intervenuti sia di attaccare ingenerosamente Rossi & Co. Saro’ credulone ma ritenevo plausibile la storia di non aprire (per il momento) il reattore anche per tutelare l’invenzione e soprattutto l’investitore che ha finanziato il progetto. MI pareva di aver capito che scopo dell’esperimento fosse di verificare se la macchina producesse energia in un sistema chiuso (mi perdonino gli esperti le ingenuità) e che lo stesso prof. Levi avesse un approccio serio e scientifico dichiarando fin da subito i limiti entro i quali era chiamato a muoversi e…misurare. Mi domando a che scopo orchestrare una bufala in queste condizioni? Mi pare che Rossi non cerchi sovvenzioni statali, non cerchi (al momento) ulteriori finanziatori, non cerchi la notorietà scientifica, tanto gli esperti già lo etichettano come “quello della Petrodragon”. Sicuramente l’argomento è controverso ma non capisco come mai, in certi ambienti, ci siano cosi’ tanti fieri denigratori (ho usato fieri invece di esaltati per non incorrere nelle maglie della moderazione), che negano aprioristicamente anche solo la possibilità che tutto questo stia succedendo veramente. Ammiro sempre coloro che hanno certezze incrollabili. Aggiungo, senza entrare nel merito, che la Petroldragon produceva biodisel e che il sistema pareva funzionare. Prima che lo bloccassero irreparabilmente con tutti i danni che ne sono seguiti. Apprezzo (e qui grondo ironia) anche l’approccio di chi insulta trincerandosi dietro il mancato confronto. Non ci stiamo sopravvalutando? In che consiste l’autorevole moderazione del Cicap? Nell’evitare tremendi insulti tra i partecipanti? Non credo sia sufficiente per negare la serietà scientifica di chi decide di non partecipare. Saluti. E positività.

  • 4 Febbraio 2011 in 00:01
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    Errata: tutte le fonti di energia alternative al petrolio.

  • 4 Febbraio 2011 in 00:00
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    @B.: Finché non mi dimostri, dati alla mano, che tutti i finanziamenti dello Stato Italiano alle politiche energetiche degli ultimi anni sono stati condizionati in modo da favorire le lobby allora queste congetture rimangono solo delle paranoie dei fusionisti. Tra l’altro non servirebbe neanche questo dato, per un semplice fatto: supponiamo che quello che tu dici sia vero, che ci sia questa enorme collusione lobby-governi. Allora mi spieghi come mai, a livello scientifico, nessun fusionista in nessuna parte del mondo è stato finora capace di fornire un metodo affidabile per produrre energia da fusione fredda? Anche tutti i laboratori del mondo fanno parte di questa collusione? Possibile che tutte le tecnologie alternative al petrolio siano studiate e prese in considerazione tranne la fusione fredda? Sarà tutta una gigantesca cospirazione? O forse sarà invece che i tentativi fatti finora avendo dato dei risultati a dir poco risibili sono stati abbandonati?
    Ripeto, se lo Stato davvero volesse finanziare la fusione fredda (e non sarebbe un grande sforzo economico, come tu stesso dici) avrebbe solo da guadagnarci, sia come prestigio scientifico sia come ritorno economico. Solo il tempo ci dirà se questo ennesimo tentativo darà frutti o sarà solo l’ultimo di una lunga serie di fallimenti. Solo una cosa finora è certa: che il sig. Rossi e sodali si sono fatti una gran bella pubblicità gratuita.

  • 3 Febbraio 2011 in 23:59
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    @Franchini
    tu dai per scontato che Rossi ha fatto uno scoperta epocale che meriterebbe attenzione da parte degli Stati; che le forze oscurantiste che operano in seno ai governi ritardano gli sviluppi di una scoperta brillante… e via esagerando.
    Non starai seguendo una tua personalissima linea di pensiero senza tenere conto dello stato del confronto?

    Stavo semplicemente rispondendo ad Alberto. Credo tu ti sia perso qualche passaggio (mi permetto di darle del tu) di questa nostra divagazione. Io non mi riferivo in particolar modo all’invenzione di Rossi-Focardi che onestamente non ho idea da dove sia sbucata fuori (non credo comunque che sia stata finanziata dallo stato). Mi riferivo alla ricerca sulla fusione fredda in generale.

  • 3 Febbraio 2011 in 23:46
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    @Alberto
    E certo, è perfettamente logico per uno Stato buttare via anni, soldi e vite di soldati in guerre dall’esito incerto e nello stesso tempo far sparire giovani e coraggiosi ricercatori, inventori di rivoluzionari marchingegni per avere energia a costo quasi nullo, solo per far contenta l’Enel. Già.
    Mai sentito parlare di collusione, cartelli? Se corporations e governi sono la stessa cosa è logico. Certo, come ho già detto bisogna essere convinti, in primo luogo di questo fatto qua.
    Comunque, logico o no, è esattamente così che è andata: finanziare la ricerca sulla fusione fredda sarebbe costato cifre irrisorie. Non lo si è fatto se non a partire (questo vale per l’Italia) dalla seconda metà del decennio appena passato. Le spiegazioni che sto fornendo io (e che non sono certo tutta farina del mio sacco, il che significa che non sono l’unico a pensarla così) potrebbero essere sbagliate ma sono le uniche che ho trovato.
    …a dire il vero qualcuno ritiene ci siano anche ragioni militari ma per ora mi limiterei a quelle rappresentate dagli interessi economici

  • 3 Febbraio 2011 in 23:43
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    Per Daniele
    Rossi e Focardi hanno costruito qualcosa che funziona ma non sono ancora certi del perché e percome accada. Be’ e allora? Le leggi della termodinamica erano forse già state enunciate quando Watt mise a punto la sua macchina a vapore?
    Non confondiamo Watt con Rossi. Watt prima di costruire la sua macchina  tracciò disegni, fece ipotesi, calcoli. Non fece prove a casaccio sperando in una botta di fortuna. Certamente Rossi si è comportato allo stesso modo. Per questo mi sono preoccupato di sottoporre ad esame le sue ipotesi. Se fossero state corrette sarebbe stato lecito pensare a qualche risultato incoraggiante; purtroppo sono grossolanamente scorrette. Si parte sempre da un’ipotesi, almeno da una piccola idea.
    Per ora non ha dimostrato niente, perché ci ha costretto ad affidarci al suo fair play, a credere alla sua parola. Gli astanti o erano fusori storici, come Celani e Gamberale, i soli che sono intervenuti timidamente, o erano spettatori muti. Il tutto si è svolto nell’ambito di mezz’ora. Nessuno ha potuto controllare il contenuto del reattore. Non è stato nemmeno chiesto.
    Se quella è la demo di un evento tecnico/scientifico che alcuni considerano storico, c’è da stare allegri.

  • 3 Febbraio 2011 in 23:30
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    @Franchini
    – Si facciano sentire, altrimenti saremo autorizzati a credere che si sono messi la coda fra le gambe.
    Spero invece che non vengano ad infognarsi e a perder tempo in queste discussioni e ci dimostrino piuttosto coi dati alla mano chi ha torto e chi ragione. Del resto un confronto scientifico serio non potrà avere luogo fintanto che il funzionamento del reattore non potrà essere svelato il che implica l’ottenimento del brevetto e la conseguente superfluità del segreto industriale.
    Spero altresì che il brevetto venga concesso altrimenti i tempi si allungheranno.
    Sul discorso della demo posso più o meno concordare. In realtà non mi è ben chiaro a cosa possa essere servita. Me lo vuole spiegare lei per cortesia?
    Ecco, mi dica, a proposito, visto che in tanti anni di esperienza si sarà fatto certamente un’idea: secondo lei che scopo hanno questi claims se alla fine si rivelano puntualmente delle bufale? Nel caso particolare del dispositivo Focardi-Rossi che scopo potrebbe aver avuto questa dimostrazione?
    – Spero che si smetta di trasmettere alla gente il messaggio che ci sono forze ostili che impediscono lo sviluppo della scienza e della tecnologia. Che esiste una scienza povera, ma ingegnosa, costretta a esprimersi nelle cantine e nei garages. Anche la scienza ha i suoi populismi.
    Beh, quella che ha appena descritto è proprio la storia della fusione fredda: povera, ingegnosa, costretta (a volte) ad esprimersi nelle cantine (il gruppo di Caserta (da lei stesso citato), a meno che non abbia cambiato sede, è proprio in una sorta di garage che ha iniziato a portare avanti i propri esperimenti) ma a parte questo non penserà mica di essere l’unico autorizzato a pensar male!? Come posso pensar bene se quelle stesse persone che ci governano e che ci danno ad intendere che combattono la mafia, che le missioni in medioriente sono missione di pace, che va tutto bene, sono anche quelle che con la medesima faccia ci vengono a raccontare (cito Berlusconi solo per fare un esempio, il più eclatante) che le feste ad Arcore si svolgono nella massima decenza con ragazzine poco più che ventenni mentre giusto un paio d’anni prima quelle stesse persone apparivano nude in fotografia, con i genitali al vento, in mezzo alle stesse ragazzine ventenni? Non credo sia una novità che al popolo venga raccontato tutto quello che si vuole e soprattutto solo quello che fa comodo.
    Vede, è in questo contesto che il mio pensiero, se permette, comincia a distorcersi e certe tesi cominciano a farsi strada come sempre meno improbabili tra le mie sinapsi.

  • 3 Febbraio 2011 in 23:15
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    @B.: E certo, è perfettamente logico per uno Stato buttare via anni, soldi e vite di soldati in guerre dall’esito incerto e nello stesso tempo far sparire giovani e coraggiosi ricercatori, inventori di rivoluzionari marchingegni per avere energia a costo quasi nullo, solo per far contenta l’Enel. Già.

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