Ventitré anni di apocalissi insieme

Rollen Stewart

Siamo dei sopravvissuti. Chiunque legge queste righe, può dire di aver superato indenne molte volte la fine del mondo. Fare la lista completa sarebbe troppo lungo. Ma prendiamone comunque un assaggio, ad esempio a partire dal 12 giugno 1989, la data della fondazione del CICAP. Ebbene, il Comitato è sopravvissuto a circa un’ottantina apocalissi, e non è cosa da poco.

Il 30 settembre 1989, ad esempio, il giudizio di Dio avrebbe dovuto abbattersi sull’umanità, almeno secondo le previsioni di Edgar C. Whisenant, ex dipendente NASA riconvertitosi agli studi biblici (e autore di  The final shout: Rapture report 1989). Ci aveva già provato un anno prima, con un libro dal titolo 88 Reasons Why the Rapture Will Be in 1988 (88 ragioni per cui il Rapimento sarà nel 1988). E ci avrebbe ancora provato in seguito, nel 1993 e nel 1994: senza molto successo, a quanto pare.

Il 23 aprile del 1990, invece, avrebbe dovuto scoppiare la terza guerra mondiale, che avrebbe inevitabilmente portato alla distruzione del mondo e dell’umanità dodici anni dopo, nel 2002. L’autrice della profezia era Elizabeth Clare Prophet, scrittrice New Age piuttosto conosciuta all’epoca: molti suoi seguaci si precipitarono a fare provvista di cibo e armi, in attesa della catastrofe.

Nel 1991, la guerra del Golfo fu vista come l’inizio di qualcosa di ancor più devastante, specialmente negli ambienti millenaristi musulmani. Il leader delle Nazioni Islamiche Louis Farrakhan, ad esempio, dichiarò pubblicamente che quella sarebbe stata la Guerra dell’Armageddon, la battaglia finale. Nello stesso anno avremmo dovuto assistere ben due volte all’arrivo del Messia: il 31 marzo, a bordo di una barca nel porto di Sidney, secondo una setta australiana; e il 9 settembre, allo scoccare del capodanno ebraico, secondo il rabbino russo Menachem Schneerson. Nulla del genere sembra essere accaduto.

Nel 1992, invece, vennero fissate ben due date per il Giudizio divino. La prima il 28 settembre, stando allo sportivo e “rinato in Cristo” Rollen Stewart; la seconda il 28 ottobre, secondo il reverendo Lee Jang Rim della chiesa coreana Mission for the Coming Days. Entrambe queste storie finirono in tribunale. Rollen Stewart, convinto che il mondo fosse sul punto di finire, diede di matto: entrò in una camera d’albergo vuota, chiuse in bagno una donna che l’aveva sorpreso, tappezzò la stanza con scritte relative al versetto biblico Giovanni 3:16 e minacciò di sparare a un aereo in partenza. Finì condannato per sequestro di persona, pena che sta ancora scontando. Lee Jang Rim, invece, cercò di scappare con 4 milioni di dollari raccolti grazie ai suoi circa 100.000 fedeli, ma venne arrestato e condannato. Particolare interessante: una parte dei suoi investimenti (circa 230.000 dollari) sarebbero maturati nel 1995, tre anni dopo la supposta fine del mondo.

Secondo un’interpretazione della Bibbia, se la fine del mondo doveva avvenire nel 2000, allora il “rapimento” (cioè l’ascesa al cielo dei salvati) doveva avvenire nel 1993, dal momento che nell’Apocalisse di San Giovanni si parla di un periodo di “tribolazione” precedente alla fine del mondo e lungo sette anni: era questo il pensiero di alcuni cristiani, come Moses David (David Berg, in realtà), fondatore dei Bambini di Dio (Famiglia dell’amore); e anche di una setta ucraina (la “Grande Fratellanza Bianca”). Inoltre nel 1993 qualcuno si preoccupò anche per l’ipotetico asteroide m-167, che avrebbe dovuto colpirci l’11 novembre: la fonte in questo caso era il Weekly World News, giornale satirico, che qualcuno aveva erroneamente preso sul serio.

Per il 1994 abbiamo invece un profluvio di predizioni catastrofiche. Neal Chase, leader di una setta Bahá’í, si disse convinto che il 23 marzo sarebbe scoppiata una bomba a New York, preludio alla battaglia dell’Armageddon di 40 giorni dopo (2 maggio). Il 6 settembre il reverendo Harold Camping fissò la data del “rapimento”, per poi spostarla al 29 settembre e al 2 ottobre dello stesso anno, e al 31 marzo 1995. Fallita anche quest’ultima, Camping si prese un po’ di tempo per rifare i calcoli, per poi riprovarci nel 2011. Il 1994 era l’anno del giudizio divino anche per  F. M. Riley, reverendo della chiesa del Missouri “The Last Call” (e autore di 1994: The Year of Destiny), e per John Hinkle della Christ Church di Los Angeles (a cui una visione aveva annunciato che Dio avrebbe “strappato il male da questo mondo” il 9 giugno). Lo stesso anno la sedicente suora, profeta e astronoma Marie Gabriel (alias Sofia Richmond, alias Sofia Paprocski, alias Zofia Sagatis), acquistò pagine sui maggiori quotidiani inglesi per annunciare che la cometa Shoemaker–Levy 9, che colpì effettivamente Giove nel luglio 1994, era l’ultimo avvertimento di Dio all’umanità prima della fine del mondo.

Per il 1995 nessuna previsione importante, a parte quella già citata di Harold Camping. Nel 1996, invece, il medium Sheldon Nidle annunciò di aver previsto l’arrivo, per il 17 dicembre, di 16 milioni di navi spaziali. E scusate se è poco.

Il 1997 è di nuovo un anno ricco di apocalissi: il 23 ottobre avrebbe dovuto finire il mondo, stando alle profezie di James Ussher, un arcivescovo irlandese del 17esimo secolo. Altri studiosi della Bibbia, interpretando a modo loro un versetto del libro di Daniele e contando 1260 giorni dalla pace siglata tra Yitzhak Rabin e Yasser Arafat nel 1993, arrivarono alla conclusione che il mondo sarebbe finito il 24 febbraio 1997. Mentre un altro “profeta”, Stan Johnson, stabilì che il 12 settembre c’era il 90% di probabilità che avesse inizio il periodo di tribolazione previsto nelle Sacre Scritture. Il 26 marzo, infine, ci fu anche il suicidio della setta Heaven’s Gate, i cui appartenenti erano convinti che il mondo sarebbe finito entro pochi anni, e che la cometa Hale Bopp avrebbe portato le loro anime fuori dal nostro pianeta. Secondo una teoria del russo Alexei Dmitriev, inoltre, avremmo dovuto entrare in una zona del cosmo chiamata “cintura fotonica”, con conseguenze dirette su tutta l’umanità (una previsione analoga era già stata fatta per il 1992, ed è stata riproposta in occasione del 2000 e del 2012).

Il 1998 era atteso con impazienza da molti numerologi, dal momento che è il triplo di 666, il “numero della Bestia”. Inoltre Hon-Ming Chen, leader di una setta taiwanese operante a Garland, Texas, annunciò che Dio sarebbe arrivato a bordo di un’astronave alle 10:00 del 31 marzo. Invece per Marilyn Agee, autrice di The End of the Age e di numerosi calcoli basati sulla fondazione dello stato di Israele, la guerra dei sei giorni e diverse scritture bibliche, il mondo avrebbe dovuto terminare il 31 maggio (e poi, quando in questa data nulla accadde, il 7 giugno, il 14 giugno, il 21, e più o meno una decina di altre date tra il 1998 e il 1999, prima di arrendersi definitivamente). Sempre per il 1998 Edgar Cayce (il “profeta dormiente”) aveva previsto “lo sconvolgimento totale della Terra”.

Il 1999 è di nuovo un anno ricco di predizioni. La più famosa era quella di Nostradamus, che in una quartina aveva previsto per quest’anno l’avvento di un “gran re del terrore”. Gli interpreti del profeta francese interpretarono che questo avrebbe dovuto significare l’avvento della terza guerra mondiale, e si sbizzarrirono a predirne l’inizio: a luglio (alcuni puntavano sul 4 luglio), ad agosto o a settembre. Sempre nel 1999 lo scienziato giapponese Hideo Itokawa scoprì una strana configurazione dei pianeti, che si sarebbero disposti a formare una croce, il 19 agosto: una disposizione simile a quella dei quattro cavalieri dell’Apocalisse, a suo parere. Il 1999 era la data della fine del mondo anche secondo alcuni interpreti delle profezie del già citato Edgar Cayce, e per Charles Criswell King (il 18 agosto, per la precisione), Philip Berg (rabbino del Kabbalah Learning Center di New York, che previde per l’11 settembre la discesa dal cielo di una palla di fuoco che avrebbe distrutto tutte le forme di vita sulla Terra), Charles Berlitz, The Amazing Criswell e Hon-Ming Chen.

E’ ben difficile riuscire a contare tutte le profezie apocalittiche che stabilivano come ultimo giorno dell’umanità il 31 dicembre 1999 o il 1 gennaio 2000. Molte si fondavano su ragioni numerologiche (dividendo 2000 per 3 si ottiene 666,(6)…), bibliche (il famoso “mille e non più mille”), tecnologiche (il millenium bug, che avrebbe dovuto far impazzire i computer nel momento del cambiamento di data). Quella finita peggio è forse quella prevista da Credonia Mwerinde, leader della setta ugandese per la Restaurazione dei Dieci Comandamenti: quando nulla di ciò che aveva previsto avvenne, la delusione dei fedeli che si erano riuniti il 31 dicembre 1999 per aspettare l’apocalisse sfociò in una violenta protesta, che portò all’incendio della chiesa di Kanangu e alla morte di oltre 500 persone. Fra coloro che avevano previsto la fine nel 2000 vanno citati il teologo del 13esimo secolo Peter Olivi, la fondatrice della teosofia Helena Blavatsky, il profeta dormiente Edgar Cayce, la veggente Jeanne Dixon, lo scienziato Isaac Newton (nel suo Osservazioni sulle profezie di Daniele e l’apocalisse di San Giovanni aveva scritto che il millennio di Cristo sarebbe iniziato nel 2000), il fondatore della Chiesa dell’unificazione Sun Myung Moon e i reverendi Ed Dobson e Lester Sumrall (autori rispettivamente di The End: Why Jesus Could Return by A.D. 2000 e I Predict 2000). Un’altra data fatidica fu il 5 maggio 2000, in occasione di un allineamento planetario, che secondo il movimento Nuwaubian Nation avrebbe portato a un “olocausto stellare”. Oltre a questa data, un paio di reverendi annunciarono la fine del mondo o la seconda venuta di Cristo in occassione del 6 aprile 2000 (James Harmston), del 9 ottobre (Grant Jeffrey) o del 28 ottobre (Michael Rood), ma senza troppo successo.

Per il 2001, abbiamo di nuovo un paio di previsioni interessanti: Tynetta Muhammad, giornalista del Nation of Islam, annunciò che sarebbe stato l’anno della fine del mondo, mentre alcune persone fraintesero le parole dello scienziato Joseph Kirschvink, interpretandole come l’annuncio di violente tempeste magnetiche che avrebbero annientato la vita sulla Terra.

Il 2002 è un anno abbastanza piatto, dal punto di vista dell’apocalisse: solo alcune previsioni di guerre e disastri da parte di alcuni sacerdoti della religione Yoruba, analogamente a quanto profetizzato da alcuni interpreti di Nostradamus (che fissavano al 2002 l’inizio della terza mondiale, cavalcando forse l’ansia per la “guerra globale” diffusasi dopo gli attentati alle Torri Gemelle).

Nel 2003, è più precisamente a maggio, la Terra sarebbe dovuta essere colpita dal “decimo pianeta” (divenuto in seguito Nibiru). La fonte era Nancy Lieder, contattista statunitense, ma l’idea ebbe un certo successo, e molti altri profeti di sventura si unirono a creare il mito di Nibiru. Ancora oggi, nel 2012, c’è chi crede che questo fantomatico pianeta sia in arrivo. Sempre per il 2003 la setta terrorista Aum Shinrikyo previde che il mondo sarebbe dovuto essere distrutto da una guerra nucleare, esattamente tra il 30 ottobre e il 29 novembre.

Nel 2004, invece, sarebbe dovuta iniziare la guerra civile americana, almeno stando a John Titor, un sedicente viaggiatore nel tempo proveniente dal 2036. I suoi messaggi lanciati sul web dicevano, tra l’altro, che ci sarebbe stata la terza guerra mondiale nel 2015, che il CERN avrebbe scoperto le basi del viaggio nel tempo nel 2001 e che a causa di violenti conflitti non ci sarebbero state più olimpiadi dopo quelle del 2004.

Nel 2005 non si registrano particolari ansie apocalittiche, ma per il 2006 sì: la prima occasione è quella del 6 giugno (la data 06/06/06 venne considerata estremamente evocativa da alcuni studiosi biblici), mentre la seconda riguarda il 12 settembre, data fissata per l’inizio di una devastante guerra mondiale (almeno secondo Yisrayl Hawkins della House of Yahwah).

Per il 2007 di nuovo poca roba, se non la distruzione della Terra suggerita da Pat Robertson nel suo The New Millennium. Il 10 settembre 2008, invece, furono in molti a paventare una catastrofe globale o la generazione di un buco nero sul nostro pianeta, in occasione dell’accensione dell’acceleratore di particelle LHC.

Il 2009 sembra di nuovo piuttosto povero di previsioni catastrofiste. Per fortuna ci pensa il 2010 a rifarsi, con la sua fine del mondo annunciata da alcuni appartenenti all’ordine ermetico della Golden Dawn e lo scoppio della terza guerra mondiale (con tanto di intervento alieno, secondo alcuni) previsto per il 24 novembre, sulla base delle parole della profetessa Baba Vanga, dell’interpretazione del cerchio nel grano di Poirino 2010 e di alcuni algoritmi informatici.

Ma è soprattutto il 2011 l’anno che ci regala una miriade di profezie errate: il reverendo Harold Camping prevede il giudizio di Dio per il 21 maggio (poi spostato al 21 ottobre); il 29 settebre il reverendo Ronald Weinland vede la stessa cosa (e anche lui poi sposta la data, prima al 27 maggio 2012, e poi al 19 maggio 2013); mentre per Jack Van Impe, un altro studioso della Bibbia, il 2011 sarebbe dovuto essere l’inizio della Grande Tribolazione; l’11/11/’11, poi, viene identificato dal profeta ghanese Peter Anamoh come la data della fine del mondo, mentre per una miriade di movimenti New Age e di numerologi rappresenta l’inizio di una nuova era. Anche l’Italia partecipa a questa “festa del catastrofismo”, con la sua previsione bendandiana sul terremoto di Roma dell’11 maggio e con i timori per il risveglio del vulcano Marsili. Inoltre si diffondono le voci sulla cometa Elenin, che avrebbe dovuto colpirci il 16 ottobre.

Anche il 2012 è stato ricco di catastrofi mancate: il 22 marzo e il 10 giugno avrebbero dovuto esserci terremoti devastanti, il transito di Venere del 5-6 giugno è stato interpretato da alcune persone in chiave apocalittica, mentre la data del 12/12/’12 è stata vista in ambito New Age come l’inizio di una nuova era.

E ora, cosa si può dire di fronte a questa nuova e diffusa previsione del 21 dicembre 2012? Questo lungo elenco, a rigor di logica, non può dirci nulla su ciò che accadrà tra meno di una settimana. Ma dovrebbe quanto meno metterci in guardia, e farci capire che la possibilità che si tratti solo di un’altra apocalisse mancata è tutt’altro che remota. Dopo tutto abbiamo superato indenni una miriade di “fini del mondo”, più o meno conosciute. Con tutta probabilità, sopravviveremo anche a questa.

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