3 Giugno 2026
Misteri vintage

Vincenzo Orsini: un generale e gli abitanti degli altri pianeti del Sistema Solare

di Sofia Lincos e di Giuseppe Stilo

Dei 229 busti che ornano le salite del colle del Pincio, la gran parte raffigura personaggi ormai dimenticati. Uno di questi ritrae una figura tipica del suo tempo, che poi è il Risorgimento italiano: il generale Vincenzo Giordano Orsini. Quest’uomo, nel 1869, mentre altrove si cominciava a parlare dell’opportunità di risolvere la questione romana conquistando la città ancora controllata dai papalini, in un bel palazzo del cuore di Napoli entrava in contatto con gli spiriti. Che, oltre a dargli lezioni morali, gli spiegarono vita, morte e miracoli degli abitanti di tutti i pianeti del Sistema solare – per tacere di quelli a noi sconosciuti.

Un militare appassionato di spiritismo

Busto in marmo di Orsini al Pincio, Roma. Foto di Flazaza, da Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0

Palermitano, nato nel 1817, ufficiale di artiglieria nell’esercito del Regno delle Due Sicilie, Orsini diventò ben presto un mazziniano radicale e partecipò alle insurrezioni liberali del 1848. Prevalsa la reazione, andò a lungo in esilio, rientrò in Italia nel 1859 ed ebbe un ruolo di rilievo nella spedizione dei Mille in Sicilia, accanto a Garibaldi. Stabilito il Regno d’Italia nel 1861, fu sindaco di Palermo e seguì la carriera nel nuovo Regio Esercito fino al grado di maggior generale. Iniziato in Massoneria nel 1865 presso la loggia Dante Alighieri di Torino, morì a Napoli a 72 anni, nel 1889. 

Tuttavia, fu nella seconda parte della sua vita, dopo quelle per la politica e per le armi, che Orsini fu preso da un’altra passione, una passione di moda – lo spiritismo. E, proprio come succederà ventisei anni dopo a un altro militare, il francese Albert de Rochas (ce ne occuperemo nel prossimo episodio di Misteri Vintage) anche lui farà strane scoperte. Sia pure in modo diverso dal francese – e anche in modo più lineare e comprensibile – scoprirà religione, scienza, pregi, difetti, gloria e tragedie degli extraterrestri.

In questo modo, fu tra coloro che aprirono la strada a un mito fra i più potenti della seconda metà del Novecento: quello dei dischi volanti, poi Ufo, e dei loro piloti, che da qualche decennio chiamiamo alieni

Un universo spiritico

L’intero resoconto di Orsini venne pubblicato in nove parti, fra il 1921 e il 1924, in una delle maggiori riviste occultistiche italiane del Novecento, Mondo occulto, che all’epoca era diretta da Francesco Zingaropoli, celebre spiritista e studioso di magia operativa. Trovate qui, digitalizzate dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, tutte le puntate (1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9). A curare la pubblicazione dei testi di Orsini era stato un altro noto spiritista, Vincenzo Cavalli.

Non sappiamo se in precedenza le note del generale circolarono manoscritte o se furono pubblicate altrove, visto che con Mondo occulto siamo a più di cinquant’anni dopo le sue sedute “psicografiche”. Le sedute “marziane” si svolsero infatti a Napoli fra il luglio e il settembre del 1869. Da Mondo occulto, Orsini veniva definito un “medio meccanico-intuitivo”, cioè, un medium che scriveva in maniera automatica, secondo quanto gli comunicavano gli spiriti, ma, diciamo così, mettendoci del suo – dell’intuito – al punto che, ogni tanto, gli spiriti lo correggevano e lo indirizzavano meglio, nella sua opera di scrittura. 

Dunque, potremmo dire che i suoi testi psicografici erano il risultato di un lavoro di redazione, e non l’esito di una mera dettatura, come quella che poteva fare a quel tempo uno scrivano. Quanto all’identità degli spiriti che istruivano Orsini su gioie e dolori degli altri pianeti, si trattava di suo fratello, Michele, dell’amico Girolamo Negri – scomparsi anni prima – oltre a uno spirito guida femminile, certa “Rosa Lusmene”.

Il punto intorno al quale gira la narrazione di Orsini è questo: il cosmo pullula di pianeti abitati da umanità più o meno evolute della nostra, ma tutto sommato a noi paragonabili. Esseri non dissimili da noi popolano i pianeti maggiori del sistema solare, ma ci sono abitanti anche sui “corpi minori” del sistema (sono quelli “decaduti dai pianeti superiori”). Nel corso delle sedute, però, lo spirito di Michele spiega a Orsini che si limiterà a parlargli dei mondi “noti a tutti i Terreni”. Esistono dunque altre, innumerevoli umanità a noi ignote, e la causa di questo pullulare di vita è di tipo spirituale, non naturale: gli esseri, infatti, si reincarnano sugli altri pianeti. Dio – un dio che ha soltanto una vaga similitudine con quello ebraico-cristiano – dà a ogni spirito innumerevoli possibilità di migliorarsi attraverso quelle “prove” che sono, appunto, le vite multi-planetarie. 

Ne consegue che condizioni, caratteristiche morali, scienza e religione, progresso, modi di vita e possibilità a disposizione sono diverse nei vari mondi, ma che sono funzione del livello al quale gli esseri si situano in quel momento del loro lungo percorso – un’evoluzione, si badi bene in continua “ascensione”: 

Lo spirito non retrograda, progredisce sempre più nel bene. 

E così le condizioni materiali dei mondi – anche quelle naturali, ecologiche – sono lo specchio del progresso spirituale dei loro abitanti. Ma entriamo nei dettagli di questo universo popolatissimo.

I mondi inferiori: Mercurio, la Luna, Marte

L’universo di Orsini è composto da un unico principio fisico, l’etere, che però si modifica per rendere ogni pianeta abitabile. Su Mercurio, per esempio, l’etere respinge il calore del vicinissimo Sole, mentre sui pianeti più distanti, come Saturno e Urano, lo attrae. Da qui, però, si fa il salto a una vera e propria gnosi delle umanità celesti: per ogni mondo, Orsini fornisce descrizioni che, anche riassunte, sarebbero lunghissime, e che comprendono clima, anatomia degli abitanti, scienza, tecnica, psicologia, religione, strutture sociali e forme di governo. In questo trattato di “astronomia esoterica”, Mercurio rappresenta la dimora degli spiriti più “bestiali”, Giove quella degli esseri più evoluti. 

Per provare a riassumere: il pianeta più vicino al Sole è un inferno di fiamme, abitato da esseri giganteschi con un solo occhio sulla fronte, che vivono in grotte. È un mondo dominato da basse passioni, schiavitù, guerre e cannibalismo rituale, dove i preti sono fanatici che interpretano le macchie solari come un maggior o minor “corruccio” del Sole, ma che in realtà sfruttano la religione per proprio tornaconto. I maschi delle varie razze (su ogni pianeta ci sono “razze” diverse, non una sola) combattono costantemente per gelosia o per il cibo, e i perdenti vengono resi eunuchi e ridotti in schiavitù dal vincitore, oppure vengono divorati.

A un gradino di evoluzione un po’ più alta, ecco la Luna e i suoi abitanti. Qui vivono due razze violente, spesso in guerra tra loro: una è simile a scimmie, che vivono sul lato della Luna rivolto verso la Terra; l’altra è composta da esseri brutti e orgogliosi, sul lato opposto. Entrambe le razze hanno piedi prensili e la capacità di arrampicarsi agilmente, e possiedono capigliature simili a “berrettoni da granatiere” che possono aprire come ombrelli per ripararsi dal Sole. Vi è una forma di religione primitiva, nella quale adorano la Terra come un dio e usano la loro strana capigliatura per rivolgere preghiere all’”immobile girante”.

Ancora più su in questa scala evolutiva, ecco Marte, il pianeta più simile alla Terra, anche se i suoi abitanti non sono a un livello evolutivo del tutto paragonabile al nostro. Possiede un’atmosfera rosata e mari giallastri; gli abitanti sono piccoli (circa un metro), vivono in case a forma di cono, le cui dimensioni sono un indice di status sociale: maggiore l’altezza, maggiore l’importanza di chi vi risiede. La società è oppressa da governi dispotici e dalla violenza degli eserciti. Curiosa la descrizione della rivelazione della religione che vi prevale. Secondo il racconto fatto a Orsini dallo spirito di Michele, circa duemila anni prima una figura gigantesca apparve su un monte sacro emanando luci iridescenti. Questa entità dichiarò di venire dal Sole, ordinò ai Marziani di obbedire a un “uomo santo” e minacciò di distruggere il pianeta in caso di disobbedienza. Da lì, sorse una religione che Orsini paragona al Confucianesimo, dominata da sacerdoti spesso dispotici che continuano a tramandarsi il potere per via familiare.

I mondi superiori: Venere

Eccoci finalmente ai luoghi superiori al nostro, sia pure per gradi e per motivi fra loro differenti. Venere, in particolare, si trova a un gradino evolutivo al di sopra della Terra: è un paradiso di bellezza, con mari argentati, cieli iridescenti e vegetazione dai riflessi metallici

Gli abitanti sono piccoli, intelligenti e dotati di un organo per vedere dietro la testa. Vivono in grandi case sparse che ruotano grazie all’elettricità (nei mondi superiori, si badi bene, la tecnica diventa una parte del processo evolutivo, e l’elettricità vi svolge un ruolo centrale), mentre un non meglio precisato “congegno” permette di cambiare colore alle pareti a proprio piacimento. 

È un mondo di pace, dove non esistono poveri, la proprietà è divisa in modo quasi uguale tra tutti e “si rispetta il sapere più che il potere”: grazie all’uso intensivo delle macchine, l’uomo “non suda il suo pane” perché tutto il lavoro pesante è automatizzato, e ciò permette ai venusiani di dedicarsi esclusivamente allo studio e alla cura della propria anima. La macchina e la mancanza di sperequazione fra i possessi sono, dunque, segno del fatto che su Venere la reincarnazione degli spiriti procede verso il meglio, e il meglio comporta – anche – la risoluzione dei conflitti fra gruppi e individui.

Saturno, Urano, Nettuno

Ci sono poi Saturno e Urano. Il primo è un mondo edenico, fatto di una materia più leggera di quella terrestre, con cieli blu-smeraldo di giorno e azzurro cupo di notte, illuminati da numerose lune e dai celebri anelli. Ospita due razze, una anfibia con membrane tra le dita e speciali vesciche natatorie, e una “continentale”; la prima, tuttavia, sta lentamente evolvendo nella seconda, perché le nuove generazioni preferiscono vivere sulla terraferma, e così facendo perdono gradualmente gli organi acquatici. Gli “anfibi” che decidono di trasferirsi, spesso aiutano nelle faccende domestiche, ma non sono schiavi: i padroni di casa si impegnano a istruirli e ad aiutarli a costruire un proprio podere agricolo, indipendente dal loro. La differenza razziale, dunque, su Saturno tende ad attenuarsi sia perché gli “acquatici” abbandonano il loro elemento, perché anelano a una vita migliore, sia perché i “continentali” accolgono i nuovi arrivati senza che ciò susciti alcun risentimento. 

Due parole in più meritano i mezzi di trasporto usati dalla civiltà saturniana. Se è vero che, spesso, sui pianeti descritti da Orsini gli individui compiono voletti su grandi uccelli o su navi che li fanno spostare da un luogo all’altro più rapidamente, è solo su Saturno che siamo al cospetto di macchine volanti vere e proprie (su Giove, come vedremo, si è superato anche lo stadio della macchina).

Ogni Saturniano ha la sua macchina navigante, che corre sulle acque, rade o si eleva sul suolo attraverso i pianeti fino agli estremi anelli e di là non più oltre, cioè non nei pianeti. In questo è la delizia dei Saturniani. Si visitano sempre, e dimorano le famiglie or presso l’una or presso l’altra. […] Il motore di questi navigli, grandi o piccoli che siano, è l’elettricità che cagiona correnti d’aria spingenti; la forma di queste navi è come quella di un’anitra o di un cigno, ma senza le ali; la velocità è rapidissima. 

La macchina aerea dei saturniani, dunque, ha forma più o meno ovale, si sposta rapidissima sino allo spazio delimitato dai satelliti e dagli anelli, ed è spinta dall’elettricità. Siamo dunque al cospetto di una quasi-nave spaziale extraterrestre, ma con un limite: per ora, i reincarnati non hanno desiderio di venire a visitare la Terra con le loro macchine. Si spostano nel loro cielo, o, al massimo, nello spazio a loro vicino. Perché gli venga voglia di viaggiare sino a noi, dovremo aspettare il Ventesimo secolo e il sorgere dell’era ufologica moderna.

Infine, quanto a Urano, è  abitato da giganti con ali senza piume, che vivono in enormi alberi cavi. La vita è semplice e “naturale”, basata sulla caccia e sulla pesca, senza stati o leggi complesse; l’autorità è costituita da genitori-capi che regolano le famiglie. L’aria e la vegetazione appaiono di un colore bianco-perla. Non esistono strade né navi, poiché la natura stessa fornisce tutto il necessario e gli abitanti si spostano volando. Una nota di colore: gli uraniani si sposano a circa trent’anni, con la regola fissa che la donna debba avere almeno dieci anni più dell’uomo!

Pochissimo invece sappiamo della vita su Nettuno: le comunicazioni spiritiche su questo pianeta sono brevi e descrivono un’atmosfera rosea e una luce fosforescente, prima di interrompersi bruscamente, il 25 novembre del 1896.

Giove: nostro modello e scopo

Ma è Giove il mondo più avanzato del sistema solare, vero e proprio modello a cui l’umanità terrena deve aspirare. Ospita immensi giardini con ogni tipo di vegetazione. Gli abitanti sono esseri elevatissimi, bellissimi e quasi privi di peso (la “leggerezza” degli abitanti dei mondi più evoluti è un tratto assai presente in Orsini), tanto da poter quasi volare: non hanno dunque bisogno di macchine, sia pure sofisticatissime come quelle dei saturniani, e nemmeno hanno bisogno, per comunicare a distanza, dei telegrafi. Spiega a Orsini lo spirito di Girolamo Negri, che ha sostituito quello del fratello Michele per il viaggio su Giove, troppo avanzato per lui:

i Gioviani nel loro stato normale sono, chi più chi meno, come le sonnambule lucidissime fra voi [NdR: le donne che, nell’Ottocento, al culmine della passione per il magnetismo animale, si dicevano in grado di vedere cose distanti o attraverso i corpi], perciò mentalmente conversano con i loro cari, che sono a grandissima distanza; e taluni, cioè i più puri, ovvero i maestri e guide morali, anche da mondo a mondo. 

Si noti il punto: tutti dotati di facoltà telepatiche, i migliori fra loro, i “maestri e guide morali”, possono comunicare con gli abitanti di altri mondi. Siamo davvero alle soglie del moderno contattismo Ufo, quello che si innesterà direttamente sulla Teosofia di seconda generazione.

Per il resto, gli angelici gioviani vivono in case di cristallo che generano musica attraverso il passaggio dell’aria. Non esiste moneta né guerra, non ci sono sacerdoti; ogni individuo è “sacerdote di se stesso” e si seguono solo maestri di morale. La gente si riunisce però spontaneamente in “Templi del Sapere”, per cantare e pregare.

La scienza è sacra, e ogni scoperta viene immediatamente condivisa con tutti tramite un sistema che potremmo paragonare a internet: nei Templi del Sapere, un sistema elettrico riproduce all’istante in ogni altro tempio del pianeta le nuove invenzioni e le nuove scoperte, tramite delle “foglie-specchio”. Questi curiosi prodotti della natura gioviana permettono anche una sorta di stampa: sovrapponendo le foglie una all’altra, e tramite l’elettricismo, in un attimo lo scritto dell’originale è riprodotto sulle altre foglie. Ciò fa sì che ogni famiglia abbia una grande biblioteca privata, e che le notizie importanti siano propagate in modo quasi istantaneo in ogni angolo del pianeta.

Viaggiare su altri pianeti, nell’Ottocento

Nelle sue speculazioni, Orsini era in buona compagnia: prima e dopo di lui, altri spiritisti e teosofi annunciarono di essere in contatto con altri mondi. Come dicevamo in apertura, dopo Orsini ci occuperemo di un altro militare – stavolta di un francese, Albert de Rochas d’Aiglun, che nel 1895 delineò un cosmo al cui confronto quello visto oggi era una passeggiata.

Come vedremo il mese prossimo, non tutti i “viaggiatori dell’universo” usavano gli stessi sistemi, o dicevano cose che andavano nella stessa direzione. Ognuno aveva i “marziani” che preferiva, i suoi modi per comunicare, la sua idea sull’universo, e da questa traeva conseguenze filosofiche, etiche o “scientifiche” differenti. Tutti, però, preparavano il Ventesimo secolo, il secolo degli extraterrestri e dei loro fantastici mezzi interplanetari.

Immagine di Majabel Creaciones da Pixabay