Cos’è questo nuovo vaccino “autoreplicante” di cui ho sentito parlare?
di Graziella Morace
Come al solito, per ogni nuovo vaccino autorizzato dalle Agenzie Regolatorie c’è sempre chi, nel variegato mondo No-Vax, si sveglia e parte lanciando notizie allarmistiche e avvertimenti “salva vita” con tutti i mezzi di comunicazione disponibili.
Il nuovo oggetto delle critiche è il vaccino Kostaive (o Zapomeran) prodotto da Arcturus Therapeutics, indicato per la prevenzione di COVID-19, la malattia causata dal virus SARS-CoV-2, che è stato autorizzato per l’immissione in commercio il 9 febbraio dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) per i soggetti con età superiore ai 18 anni [1] e successivamente approvato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) il 30 aprile. [2]
Naturalmente, come per tutti i vaccini, anche per il Kostaive sono state condotte le prove necessarie per dimostrare la sua sicurezza ed efficacia [3], [4] e i dati sono stati attentamente valutati dagli esperti dell’EMA prima dell’autorizzazione. [5]
Come ci si poteva attendere si è subito scatenata la narrativa No-Vax, che ha sollevato forti dubbi sulla sua sicurezza, accusando il vaccino di costituire un grave pericolo per la salute (sarebbe addirittura una “bomba biologica”) [6] non solo per chi sceglie di vaccinarsi, ma anche per i non vaccinati, i quali rischierebbero di essere contagiati dai vaccinati non solo per contatto, ma anche per via aerea. Non è una novità, è un’accusa (infondata) che è stata già mossa anche a tutti i vaccini anti Covid precedenti… il dott. Giovanni Frajese, endocrinologo, intervistato a RadioRadio ha spiegato che questa possibile trasmissione non riguarderebbe solo gli esseri umani, ma potrebbe estendersi a “qualunque creatura vivente, pianta o animale che sia”. [7]
Ma cos’ha di diverso questo vaccino, rispetto ai vaccini a mRNA contro il COVID, già in commercio dal 2021? C’è che il Kostaive è un vaccino a sa-RNA (self-amplifying RNA), ovvero il primo vaccino a mRNA autoamplificante anti COVID.
Ma cosa vuol dire, in pratica?
Mentre i vaccini a mRNA “classici” codificano un gene che esprime una determinata proteina di interesse (ad esempio la proteina Spike di SARS-CoV-2), quelli a sa-RNA oltre all’mRNA della Spike contengono anche istruzioni per produrre un enzima chiamato replicasi, che crea copie aggiuntive dell’mRNA [8]. Per il resto si tratta di un vaccino a mRNA come tutti gli altri già approvati in precedenza, contenuto in nanoparticelle lipidiche (piccole particelle di grasso) che aiutano l’mRNA a entrare nelle cellule dell’organismo.
Data la capacità di amplificarsi all’interno della cellula, il vantaggio più evidente del sa-RNA rispetto alla tecnologia basata sull’mRNA è rappresentato dalla minore quantità di molecole di RNA da somministrare per ottenere una risposta immunitaria paragonabile. Ad esempio, nella sperimentazione clinica di fase 3 (quella in cui si valuta l’efficacia e la sicurezza del farmaco in un gran numero di pazienti), l’inoculazione di 5 μg-RNA equivalenti di sa-RNA (cinque microgrammi) ha prodotto effetti immunogenici di forza simile a quelli suscitati da 30 microgrammi di un vaccino a base di mRNA. [9]
Dopo la vaccinazione l’mRNA del vaccino, l’enzima replicasi e la proteina Spike vengono scomposti ed eliminati dall’organismo. [10]
Oltre alle solite storie già sentite (e già smentite) sui vaccini anti Covid a mRNA, ora alla narrazione No-Vax si è aggiunto un nuovo spauracchio: dato che Kostaive è “autoreplicante”, vi sarebbe il rischio della sua autoreplicazione incontrollata e dell’accumulo del sa-mRNA neosintetizzato nella cellula.
In realtà tale timore non ha fondamento poiché un prodotto intermedio dell’attività della replicasi è la sintesi, nel citoplasma (cioè all’interno della cellula), di RNA a doppia elica (dsRNA), il quale viene riconosciuto dalla cellula come una potenziale minaccia e quindi eliminato in brevissimo tempo. Infatti, il dsRNA è un potente attivatore dei meccanismi di difesa cellulare e il suo riconoscimento attiva una serie di risposte che portano, tra le altre cose, al graduale arresto della sintesi proteica e all’inibizione della crescita cellulare, bloccando di conseguenza anche la produzione della proteina Spike. [11].
Inoltre, il vaccino non ha la capacità di passare da una persona all’altra, né di essere trasmesso con l’aria, dato che l’mRNA del Kostaive non include sequenze genomiche che codificano per le proteine (dette strutturali) necessarie alla sintesi di una particella completa capace di “infettare”.
Note
- [1] https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/kostaive
- [2] https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/05/24/25A02821/SG
- [3] https://www.nature.com/articles/s41467-024-47905-1#Sec1
- [4] https://www.biospace.com/nature-communications-publishes-pivotal-data-demonstrating-efficacy-and-tolerability-of-csl-and-arcturus-therapeutics-covid-19-vaccine
- [5] https://www.ema.europa.eu/en/documents/assessment-report/kostaive-epar-public-assessment-report_en.pdf
- [6] https://www.ilsussidiario.net/news/vaccino-autoreplicante-covid-una-bomba-biologica-nel-corpo-il-nuovo-siero-mrna-divide-i-medici/2821259/
- [7] https://www.radioradio.it/2025/06/frajese-farmaco-kostaive-mrna-governo/
- [8] https://www.nature.com/articles/s41541-022-00590-x
- [9] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38141632/
- [10] https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/kostaive
- [11] https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.ads6498#:~:text=In%20the%20cytoplasm%20of%20the,cytokines%20and%20the%20activation%20of
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