Nostradamus 2022: appuntamento annuale con l’assurdo

Articolo di Paolo Cortesi, autore di L’officina di Nostradamus

Capodanno: botti, spumante, lenticchie e Nostradamus.

Anche in questo gennaio 2022, nella rete sono apparse le solite predizioni che non mai identificati “esperti” attribuiscono al celebre veggente francese. Anche quest’anno, le cosiddette interpretazioni delle quartine profetiche rimbalzano da un sito all’altro, da una lingua all’altra, moltiplicandosi in una sorta di partenogenesi selvaggia.

In questo inizio d’anno, le previsioni che si affermano scritte da Nostradamus e che si credono riferite al 2022 hanno per temi il riscaldamento globale, crolli finanziari, morte di un grande personaggio, l’avvento di una intelligenza artificiale autonoma: tutta roba di moda oggi.

«Per il calore solitario del mare, di Negroponte il pesce mezzo cotto»; «Al quarantesimo grado climatico alla fine del Cancro molto grande secchezza: pesci in mare, fiume, lago bolliti frenetici, Béarn, Bigorre in difficoltà per fuoco dal cielo»; «Sotto il clima babilonese opposto grande sarà senza effusione»: questi sono i testi attribuiti a Nostradamus che “gli esperti” ritengono prevedano sconvolgimenti climatici e conflitti dovuti alla conseguente penuria di risorse.

Va subito chiarito che le frasi citate hanno poco in comune con l’autentico messaggio di Nostradamus (qualunque valore esso possa avere….)

Come sempre in questi casi, sono presentati come opera di Nostradamus dei brani confusi, lontanissimi dagli originali, spesso ottenuti unendo frasi diverse, monche, in cui il preteso senso generale è affidato ad una sola parola.

La prima “profezia” citata, ad esempio, è stata ricavata dai primi due versi della quartina II.3:

«Per il calore solare sul mare
di Negroponte i pesci mezzo cotti
gli abitati li verranno tagliare
quando a Rhod. e Genova mancherà il biscotto».

Come si vede, se si legge tutta la quartina, il previsto sconvolgimento climatico avverrà quando Rodi e Genova verranno afflitte dalla carestia. L’isola di Rodi, oggi nota soprattutto come meta turistica, era possedimento turco dal 1522; al tempo di Nostradamus (1555) era politicamente e strategicamente importante: alla gente e ai sovrani interessava sapere quale sarebbe stato il futuro di quel settore geopolitico; nelle Centurie Rodi è citata sei volte.

I «pesci bolliti» hanno catturato l’attenzione dell’esegeta di turno, che li ha adottati come immagini di un riscaldamento marino straordinario. La V.98 è stata scelta per questo. Ma il testo originale reca: «A quarantotto gradi climaterici», non quaranta, come si legge in internet.

Un’altra profezia che oggi viene riferita al 2022 ha una storia curiosa, che farà capire molto chiaramente come lavorano i nostradamiani. Ecco cosa leggiamo su un sito internet:

«Per quarant’anni l’arcobaleno non si vedrà
Per quarant’anni si vedrà ogni giorno
La terra secca diventerà più arida
e ci saranno grandi inondazioni quando si vedrà».

È una versione accettabile della I.17, che viene adesso letta come la profezia delle conseguenze estreme del riscaldamento globale. Nel 1995, Jean-Charles de Fontbrune, uno dei nostradamiani che ebbe il suo quarto d’ora di celebrità e di successo editoriale, “decifrò” la quartina in modo assolutamente diverso: considerò la figura dell’arcobaleno (Iris, nell’originale) come metafora di «ciò che è gradevole», e dunque, i quarant’anni senza gioia furono interpretati come «un periodo di guerre durato quarant’anni, ovvero dalle campagne coloniali del 1830 alla guerra franco-prussiana del 1870». I quaranta anni durante i quali si sarebbe sempre visto l’arcobaleno, sarebbero stati quaranta anni di pace e di serenità: «ebbene» scriveva Fontbrune «questo arco temporale protrattosi per quarantuno anni non è forse comunemente noto come La Belle Èpoque?».

Come si vede, basta un manuale di storia con tabelle cronologiche e tanta fantasia per “scoprire sorprendenti conferme” dell’infallibilità di Nostradamus.

Quando poi non si ha voglia di fare troppa fatica, basta prendere la prima quartina che presenta qualche suggestione e affermare tutte le valenze che si desiderano.

Le seguenti frasi sono commentate come rivelatrici dello «sviluppo di una vera e propria coscienza da parte delle intelligenze artificiali» e anche «l’avvento di una civiltà dei robot», ma francamente non mi pare proprio che si possa ricavare nulla del genere da queste parole:

«La Luna nel pieno della notte sopra l’alta montagna
Il nuovo saggio dal cervello solitario lo vede:
dai suoi discepoli invitato ad essere immortale
Gli occhi a sud, Mani in seno, corpi nel fuoco».

È la versione della IV.31.

Secondo gli esperti (chi sono? mai un nome!), Nostradamus ci rivela che aumenteranno i flussi migratori fino a sette volte «più del normale» (?). Lo leggono qui:

«Di sangue e fame maggiore calamità
Sette volte appreste (?) alla spiaggia marina
Monech di fame, luogo preso, prigionia».

La III.10, da cui sono ricavate liberamente queste frasi, termina con un verso che evidentemente non interessava l’esegeta:

«Il grande condotto giallo (in) ferrea gabbia».

Ancora un’intuizione degli interpreti attuali di Nostradamus: l’astrologo francese avrebbe predetto la morte del dittatore nordcoreano Kim-Jong Un:

«L’improvvisa morte del primo personaggio
porterà un cambiamento e potrà porre un altro personaggio nel regno».

Sono versi tratti dalla IV.14, di cui propongo una versione letterale italiana:

«La morte improvvisa del primo personaggio
avrà cambiato e messo un altro al regno:
presto, tardi venuto a sì alto (grado? onore?) e bassa età,
che terra e mare farà (faranno) che lo si tema».

Nel 2022, si pensa naturalmente che questi versi si possano adattare al regime nordcoreano; negli anni passati, invece, fu riferita a Mazzarino, alla cui morte successe Luigi XIV (lettura di Pierre Guérin, 1971) e a Enrico IV, assassinato da Ravaillac (lettura di Serge Hutin, 1978); mentre per Carlo Patrian (1981) è «assai probabile che riguardi Enrico III che stabilisce suo successore Enrico di Navarra che diviene Enrico IV».

Talvolta, diciamo non raramente, i nostradamiani confezionano le profezie che attribuiscono al loro maestro; mi pare una scorrettezza intellettuale che non rivela grande rispetto per quell’autore a cui, pure, riconoscono doti sovrumane. Ecco un esempio:

«I templi sacri del primo stile romano
Rifiuteranno le fondamenta della Dea. Tutto intorno alla grande Città
Saranno i soldati alloggiati dai campi e dalle città».

In questi versi, Nostradamus «potrebbe far riferimento all’eventuale caduta dell’Unione Europea e di una possibile guerra a Parigi, che potrebbe subire un assedio e rimanere senza contatti con il resto del mondo per diverso tempo».

Richelieu diceva:

«Datemi sei righe di scrittura del più onesto uomo del mondo e ci troverò abbastanza motivi per farlo impiccare».

I nostradamiani potrebbero dichiarare che da tre righe sono in grado di ricavare un poema: dove caspita trovano la caduta dell’Europa Unita, la guerra e l’assedio di Parigi in quelle poche parole tratte, ma solo per metà, dalla II.8?

I primi due versi, infatti, vengono malamente ricavati da quella quartina:

«Templi sacri prima forma romana
rigetteranno le rozze fondamenta».

Ciò che segue, però, nei versi di Nostradamus non è quello che leggiamo in rete, bensì è questo:

«Prendendo loro leggi originarie e umane
cacciando, non del tutto, dei santi i culti».

Come si vede, non c’è alcun accenno a soldati e a campi. Non ho trovato la possibile fonte nelle Centurie dei due versi apocrifi.

Così come non ho potuto risalire al possibile originale nostradamico di questa pretesa quartina:

«Le copie d’oro e d’argento gonfiate
Che dopo il furto nel lago furono gettate
Alla scoperta che tutto è esaurito e dissipato dal debito
Tutti gli scritti e le obbligazioni saranno spazzati via».

Curioso: una profezia bella chiara eloquente e attualissima (oro e argento gonfiati, debito, obbligazioni) non ha una sicura derivazione dal testo originale di Nostradamus.

Un’ultima osservazione: la sedicente critica nostradamica è oggi scesa ai livelli più bassi. Un tempo, gli interpreti elaboravano complicate, ricche, certo cervellotiche ma articolate decodificazioni. Applicavano alle Centurie griglie alfanumeriche, calcoli astronomici, speculazioni astrologiche, cabalistiche, numerologiche. Se ripensiamo ai nostradamiani del passato, da Le Roux a Torné-Chavigny, da Le Pelletier a P.V. Piobb, notiamo una progressiva e rapida caduta verso la mediocrità, verso la banalità, verso l’approssimazione frettolosa. E verso le falsificazioni.

Si sfoglia una qualsiasi edizione delle Profezie e si trova la prima parola che colpisce l’attenzione. Non a caso, le quartine che vengono presentate a Capodanno sono tratte sempre dalle prime Centurie: evidentemente non si ha voglia di perdere tanto tempo nello scorrere le pagine…

Su qualche verso che ha qualche parola-chiave si costruisce la solita esposizione: «Secondo gli interpreti dell’astrologo francese…» e via così.

Ma, forse, questa degradazione delle astruserie nostradamiane è il colpo di grazia alla fede nel profeta di Salon. Almeno fino a quando un fortunato, casuale best seller farà tornare l’attenzione del pubblico su questa inesauribile fonte di contorta immaginazione.

Immagine in evidenza: statua di Nostradamus a Saint Rémy de Provence, foto di Clément Bardot, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

2 thoughts on “Nostradamus 2022: appuntamento annuale con l’assurdo

  • 18 Gennaio 2022 in 20:17
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    Nell’era dei social le citazioni falsamente attribuite sono ormai una piaga diffusa, credo che di Nostradamus gli spacciatori di bufale potranno fare tranquillamente a meno.

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  • 21 Gennaio 2022 in 12:29
    Permalink

    Caro Paolo, capisco la Tua aria fortemente scocciata, ma ci sono comportamenti ormai “endemici”. Comunque, sperando di non farTi arrabbiare ma di farTi ridere, Ti interpreto anche io una quartina, l’ ultima del Tuo articolo: Il furto nel lago è un CHIARISSIMO riferimento al crack della Lehman (lago di Lemano) Brothers che coinvolge la Finanza di tutto il Mondo. Nostradamus aveva capito Fin dalla metà del 1500 che Ginevra sarebbe stato il Crocevia del Male Finanziario del nostro Pianeta alla Fine dei Tempi. Le “copie d’ oro e d’ argento gonfiate” sono le obbligazioni derivate dai Mutui Subprime. Il furto è ai danni dei “risparmiatori”. Gli furono sottratti soldi in cambio di carta straccia. Scopriranno che il debito creato artificialmente dalle operazioni sui derivati è tale da esaurire tutte le ricchezze del Mondo.

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