La politica americana sta “adottando” gli Ufo?

In questi giorni al Senato degli Stati Uniti è in corso un tentativo d’introdurre un importante emendamento al bilancio di previsione per la Difesa relativo all’anno fiscale 2021-22 che, se approvato, inciderebbe in misura senza precedenti nella storia dell’interesse dei militari e dei servizi d’intelligence degli Stati Uniti per quelli che in quel contesto chiamano Uap, o Unidentified Aerial Phenomena.

Mentre scrivo queste righe nessuno è in grado di dire se quest’iniziativa andrà in porto. Proverò a riassumere per sommi capi come si è arrivati a questi sviluppi comunque clamorosi, qualsiasi cosa si voglia pensare dell’ufologia. 

I grandi media Usa e i toni pastello per gli Uap

Vanno spese due parole sul ruolo dei grandi media degli Stati Uniti (soprattutto quelli della costa orientale) nell’alimentare l’hype degli ultimi anni per gli Ufo – di solito chiamati anche da loro, come dai militari e dai politici, UAP, ossia Unidentified Aerial Phenomena.  

Senza l’azione di questi media probabilmente l’attuale offensiva generalizzata pro-Ufo in corso su vari fronti avrebbe avuto un successo assai minore. Ne sono protagonisti, sin dal 2017, il New York Times, il Washington Post, The Hill, Politico.com, GQ, e – persino – la rubrica delle opinioni di Scientific American. Si tratta dunque di media colti, sovente di orientamento liberal. Negli articoli dedicati agli Ufo/Uap non troverete certo le follie complottiste più spinte, o le ingenuità maggiori dei credenti negli alieni. Incontrerete però un gran numero di caldi, qualificati e (a tratti) ragionevoli sostenitori della realtà degli Ufo come fenomeno sconosciuto. A volte li incrocerete come autori degli articoli stessi, a volte come esperti intervistati. 

Questi e altri organi d’informazione oggi fanno parte di quella che – per eccesso polemico, sia chiaro – si potrebbe chiamare la coalizione pastello del sistema dei media americani in relazione al trattamento della faccenda Ufo. A fronte di interlocutori di area ufologica assai meno squinternati di mille altri, hanno fallito il loro ruolo critico. In altri termini, si sono mostrati educatamente acquiescenti, ben disposti e, in sostanza, passivi di fronte alla versione “seria” del mondo ufologico. In larga misura, si sono arresi alle versioni più articulate dell’ufologia o, in parte dei casi, alle sue varianti più efficaci dal punto di vista comunicativo e delle strategie aziendali, com’è il caso dell’imprenditore Robert Bigelow. Oggi l’ufologia che conta non è più fatta da individui di nessuna visibilità socioeconomica, ma da persone come Bigelow.

Sotto questo profilo, la presenza largamente incontrastata su media importanti di sostenitori dell’esistenza degli Ufo costituisce un evento già di per sé stesso degno di considerazione. 

Ma questo è solo un aspetto della questione. Il punto che sorprende di più, in questo momento, è la grande attenzione per gli Ufo da parte di politici americani di punta. 

La lobby pro-Ufo al Senato degli Stati Uniti

Il senatore Marco Rubio (da Wikipedia).

L’iniziativa della senatrice Gillibrand che vi ho anticipato in apertura in realtà è solo l’ultima iniziativa pro-Ufo intraprese in questi ultimissimi anni da alcuni membri del Congresso degli Stati Uniti. Anzi, è ormai possibile parlare di una vera e propria lobby “ufologica” bipartisan, cioè estesa a esponenti di entrambi i partiti principali dell’elettorato americano, quello democratico e quello repubblicano. La cosa più interessante è l’alto livello istituzionale dei politici pro-Ufo di Washington: veri e propri grossi calibri. Per capire meglio di cosa stiamo parlando, menzionerò soltanto due fra questi personaggi. 

Il primo è il senatore Marco Rubio, repubblicano della Florida, che sotto l’amministrazione Trump, forte anche delle sue origini cubane, di fatto ha operato come sottosegretario agli Esteri per l’America Latina. Se nei prossimi anni a Washington tornasse un’amministrazione repubblicana, potrebbe esser destinato a ricoprire la carica di Segretario di Stato. Per quel che ci riguarda, conta molto il ruolo da lui svolto come ranking member (una specie di vicepresidente) della Commissione senatoriale per i servizi di intelligence, perché alla spinta e al sostegno di Rubio si deve, almeno in parte, la produzione dell’ormai fin troppo celebre rapporto del DIrettorato della National Intelligence pubblicato il 25 giugno 2021. Insieme a Sofia Lincos lo avevo presentato qui.

Il senatore Mark Warner (da Wikpedia).

Il secondo personaggio è il senatore democratico della Virginia Mark Warner, che oggi presiede la Commissione per l’intelligence. Anche se in maniera meno vistosa, per quanto è possibile capire in questi ultimi tre anni, ha agito insieme a Rubio per sollecitare l’attenzione dei vertici della Difesa e dei servizi di intelligence verso i presunti Ufo. 

L’emendamento Gillibrand

In tutto ciò, il 4 novembre, quasi inosservata, Kirsten Gillibrand, una senatrice democratica che rappresenta a Washington lo Stato di New York e che è anche lei – si noti – membro assai attivo del Comitato del Senato per i servizi di intelligence, ha presentato una proposta di modifica al bilancio della Difesa per l’anno fiscale 2021-22 che, se approvato, secondo alcuni costituirebbe una vera svolta “ufologica”.

Cerchiamo di riassumere. I punti qualificanti sono tre. 

Il primo è che il Dipartimento della Difesa e i servizi di intelligence dal 2022 dovrebbero unire gli sforzi per interpretare gli incidenti relativi agli Unidentified Aerial Phenomena in un nuovo e assai più ampio organismo di ricerca, che Gillibrand propone di chiamare ASRO, sigla di Anomaly Surveillance and Resolution Office. Si noti cosa dice il testo: il capo dell’ASRO potrebbe

…proporre, se ritenuto opportuno, l’uso di qualsiasi risorsa, capacità, asset o processo di cui dispongono il Dipartimento della difesa o la comunità dei servizi di intelligence. 

La senatrice Kirsten Gillibrand (da Wikipedia).

Fraseggio che ci porta dritti al secondo punto: in potenza, la messa in opera dell’ASRO comporterebbe, per lo studio delle presunte “anomalie”, la possibilità di impegnare risorse (anche finanziarie) che nel passato remoto, quando i militari Usa si occuparono di Ufo, come nel caso classico del Progetto Blue Book, nessuno si sognava.

Poi c’è il terzo punto, che suonerà come musica alle orecchie degli ufologi. La proposta prevede una forte spinta in direzione della trasparenza e del rilascio dei dati di dettaglio relativi agli incidenti. Ogni anno dovrebbe essere pubblicato un ampio rapporto, accessibile al pubblico, che dovrebbe includere una serie di paragrafi relativi ad aspetti specifici della questione. Ad esempio, uno dovrebbe comprendere eventuali casi che coinvolgano qualsiasi tipo di piattaforma militare dotata di testate nucleari (marittima, aerea, terrestre, fissa e mobile).

Sul punto – semmai la cosa andasse in porto – c’è da aspettarsi qualche difficoltà. Fin dall’inizio del suo coinvolgimento pubblico nella questione Ufo/Uap, nel 2017, la Marina militare Usa, che è stata la prima ad avere la responsabilità per la faccenda, ha ribadito che NON intende rilasciare i dettagli dei risultati sui singoli episodi, perché in caso contrario si rischierebbe la diffusione di informazioni classificate e sensibili per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

In questo caso, gli urli “al complotto” da parte della quasi totalità degli ufologi sarà da ritenersi inevitabile. 

La prima parte del testo della proposta della sen. Gillibrand (da https://douglasjohnson.ghost.io/).

Bisogna poi tenere presente che nel 2021 sono già state presentate tre proposte di modifica al bilancio futuro relative agli Ufo: solo una, di portata assai inferiore rispetto a quella Gillibrand, ha superato il vaglio. Sulle vicende del bilancio 2022 ho già parlato per Query Online in questo articolo. Insomma, non è detto che, siccome presentate, le proposte di cui vi ho detto passino. Esattamente come in altri sistemi di democrazia parlamentare, un enorme numero di emendamenti ai disegni di legge viene respinto o viene addirittura ritirato dai proponenti prima ancora di essere votato. Non è dunque chiaro come andrà a finire, soprattutto se senatori come Rubio e Warner non si spingeranno fin dove Gillibrand intende condurre le cose. 

Sopracciglia aggrottate per la caccia agli Ufo? 

C’è una potenziale conseguenza che un osservatore scettico come me non può trascurare. L’emendamento Gillibrand presenta parti che possono costituire una lama a doppio taglio. Due dei principi generali che ne stanno alla base sono quelli della trasparenza e di un’ampia possibilità di accesso e di valutazione dei casi raccolti e della costruzione dei dati. Dal punto di vista della logica scientifica tutto ciò è altamente apprezzabile. Tuttavia, proprio da questo punto di vista, nel testo proposto da Gillibrand ci sono aspetti da valutare con grande prudenza. 

Insieme alla creazione dell’ASRO, infatti, la senatrice chiede la nascita di un secondo organismo, un comitato di consulenza denominato “Aerial and Transmedium Phenomena Advisory Committee’’ (ATPAC), che dovrebbe mettere insieme rappresentanti di vari enti governativi e privati di varia estrazione. Il punto è che il testo menziona in maniera esplicita – e, dunque, promuove – due iniziative recenti che, a loro volta, mescolano fra loro soggetti di vario orientamento e di diversa attendibilità. 

La prima iniziativa è rappresentata da un vero e proprio gruppo ufologico, sia pure – diciamo così – di “fascia alta”, la “Scientific Coalition for UAP Studies” (SCU). Di recente formazione, conta per ora su circa 85 aderenti, buona parte dei quali ha una formazione di area STEM. Include, fra i semplici contributor (aderenti “ordinari”) anche vecchi arnesi della scena parapsicologica americana come l’ingegner Hal Puthoff, ma, in generale, al momento sembra qualificarsi come l’ennesimo, sia pur lodevole, tentativo di disporre di un’area associativa di ufologi “seri”. La storia di questa disciplina è contrassegnata da sforzi onesti ma poco fruttuosi di questo genere. Peraltro, è stato proprio un contributor dello SCU, Douglas Johnson, ad aver diffuso per primo, e tempestivamente, la notizia della presentazione dell’emendamento. 

Il secondo nucleo di privati promossi dall’emendamento Gillibrand è più allettante e, al contempo, più impegnativo, e per certi, versi assai problematico. Si tratta del Galileo Project diretto dall’astrofisico dell’Università di Harvard Avi Loeb, nato a fine luglio 2021 con finalità di ricerca di prove relative al passaggio di manufatti extraterrestri nell’atmosfera terrestre o nello spazio prossimo. Nato con grandi ambizioni, col passare dei mesi sembra assumere sempre più i contorni di una “classica” caccia al video e alla foto perfetta di un Ufo nei cieli del pianeta, come Sofia Lincos e io abbiamo raccontato più in dettaglio qui (per gli sviluppi più recenti, invece, bisogna che leggiate il mio intervento sul n. 48 di Query, la rivista del CICAP, di prossima pubblicazione). Il guaio è che, non solo Loeb si sta lanciando in affermazioni pubbliche sempre più impegnative (da ultimo, su possibili presenze aliene nel passato umano), ma che il Galileo Project da ottobre sta cooptando diversi personaggi del sistema mediatico-ufologico americano e britannico, buona parte dei quali super-credenti negli Ufo alieni. Fra questi, l’attuale superstar ufologica Luis Elizondo, che, come funzionario dei servizi di intelligence dell’US Army, per diversi anni e sino al 2017 fu coinvolto nelle indagini militari sugli avvistamenti Ufo da parte di personale della Difesa. In realtà, dal 2017 Elizondo sta capitalizzando sull’atteggiamento passivo dei grandi media tradizionali nei riguardi dell’ufologia. È riuscito a posizionarsi come “rivelatore” o mezzo-rivelatore (a volte dice e non dice) di presunti segreti militari sugli Ufo. In realtà, sia pure in versione aggiornata, si tratta dell’ennesimo prodotto dello star system ufologico. Peraltro, nei suoi confronti, fra gli appassionati e fra gli ufologi grassroots, anche italiani, sembra essersi creata una specie di culto della personalità. 

Sulla carta, con l’emendamento Gillibrand, anche alienofili totali come Elizondo avrebbero titolo a far sentire la loro influenza sull’ASRO. La posta in gioco, sia per gli scettici che in tutto ciò vedono un cedimento all’irrazionale, sia per gli ufologi che provano a cercare un’evidenza per quello in cui sono fiduciosi, al momento è assai alta.

Immagine in evidenza: il Campidoglio di Washington, complesso di edifici presso il quale si riunisce il Congresso degli Stati Uniti. Foto di Martin Falbisoner – Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28359031

5 thoughts on “La politica americana sta “adottando” gli Ufo?

  • 12 Novembre 2021 in 11:25
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    IMHO sarebbe un inutile ed irrazionale spreco di risorse.
    Più fondi in seria ricerca e sviluppo aerospaziale piuttosto.

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  • 15 Novembre 2021 in 20:34
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    Come ho già scritto, a commento di un altro articolo, siamo di fronte ad un fenomeno reale la cui esistenza è documentata dalle tracce radar e da avvistamenti e immagini più o meno credibili. Talvolta si trattava di involontari artefatti fotografici o addirittura falsi realizzati da burloni o mitomani, ultimamente vi sono filmati realizzati da piloti USAF e da personale dell’US Navy.
    Credo (anche se penso che scopriremo trattarsi di un fenomeno naturale, quantunque ad oggi sconosciuto) che sia giusto sospendere il giudizio, studiando il fenomeno con i mezzi sempre migliori che il progresso scientifico ci mette via via a disposizione. Anche se scopriremo (ad oggi non ci è dato, come non ci è dato il contrario) che il posto giusto per “gli omini verdi” sono i racconti di SF, la ricerca avrà compiuto dei passi avanti nel campo della fisica.

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  • 18 Novembre 2021 in 12:17
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    Messo così sembra l’ennesimo regalo per fare sbarcare il lunario a Elizondo e compari con soldi pubblici (per fortuna dalle tasche dei contribuenti statunitensi).

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  • 18 Novembre 2021 in 12:41
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    Anche se la Senatrice Gillibrand è in grado, con la sola fotografia, di dare ottima visibilità al suo emendamento, non dovete preoccuparVi: se la Ricerca dovesse dare un risultato degno di considerazione anche per Voi (un Alieno ammanettato dentro una gabbia, da studiare: finché non verrà equiparato almeno ad una bestia lo potrebbe studiare anche un Medico Mengeliano) potete sempre negare ogni evidenza, come già avete fatto per il Sangue di San Gennaro e l’ Omeopatia. Scherzi a parte, spero vi rendiate conto, almeno, che per gli Americani non è solo una questione di principio (troppo lontani i Pianeti abitabili secondo i Vostri criteri, perché possano arrivare fin da noi) o ideologica (se si dimostra che vengono da noi per ammonirci a non violare tutte le Leggi Divine, altrimenti interverranno, dovremmo arrenderci ad obbedire a Dio). E’ una sottile quistione di Sicurezza Nazionale. Questi aggeggi da decenni sorvolano anche le loro maggiori e più segrete basi militari, quindi vogliono vederci chiaro. E non c’è cifra che non siano disposti a spendere, per la loro sicurezza. Credo che la maggior parte dei Militari USA sia convinta si tratti di macchine Russe o Cinesi, non Extraterrestri. E se poi fossero Extraterrestri che sottoscrissero il Patto di Varsavia, anziché aderire alla NATO?

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