Sette cose da ricordare quando vi viene la tentazione di provare l’omeopatia

Articolo originale: Seven things to remember when you are tempted to try homeopathy di Edzard Ernst. Si ringrazia Sonia Ciampoli per la traduzione.

Questo post è dedicato a Sua Altezza Reale il Principe di Galles, che festeggia oggi [16 novembre n.d.t.] il 66mo compleanno e ha sostenuto l’omeopatia per tutta la vita.

Come il principe Carlo, molti sono sostenitori dell’omeopatia, in particolare in India, Germania, Francia e alcune zone del Sud America. Avendo a disposizione così tanti tipi di cure, è importante che le scelte terapeutiche vengano effettuate con la piena conoscenza degli elementi cruciali. Al fine quindi di aiutare un processo decisionale basato sui fatti e le prove, sintetizzerò alcuni punti che forse vale la pena di prendere in considerazione prima di provare l’omeopatia – che sia comprando rimedi da banco o consultando un omeopata.

1) L’omeopatia è stata inventata da Samuel Hahnemann, un dottore tedesco molto carismatico, circa 200 anni fa. A quei tempi, la nostra conoscenza delle leggi di natura era deplorevolmente incompleta, di conseguenza le idee di Hahnemann sembravano molto meno implausibili di quanto non appaiano ora. Inoltre, le cure standard del periodo erano spesso più pericolose delle malattie che avrebbero dovuto curare, e l’omeopatia veniva ripetutamente mostrata come migliore dell’ “allopatia” (termine coniato da Hahnemann stesso per insultare la medicina ufficiale). Per questo le cure di Hahnemann ottenero un immediato successo mondiale. Quando, circa 100 anni dopo, furono scoperte terapie molto più efficaci, l’omeopatia scomparve quasi del tutto, per essere poi riscoperta nella nazioni del Primo Mondo, quando i baby-boomer iniziarono la loro recente storia d’amore con la medicina alternativa.

2) Molti confondono l’omeopatia con la fitoterapia, ma le due cose sono profondamente diverse. Le medicine fitoterapiche sono estratti di piante contenenti ingredienti potenzialmente attivi. I rimedi omeopatici possono essere derivati dalle piante (o da qualsiasi altra cosa, se è per questo), ma sono talmente diluiti che possono arrivare a non contenere assolutamente nulla.
La diluzione usata più frequentemente (gli omeopati la chiamano “potenza”) è una C30: è stata cioè diluita 30 volte in un rapporto di 1:100. Questo significa che una goccia del prodotto di partenza viene dissolta in 1 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 di gocce di diluente. Il che equivale a una molecola di sostanza per tutte le molecole di molte migliaia di universi.

3) Gli omeopati sanno perfettamente tutto questo, e perciò dichiarano che i loro rimedi non funzionano tramite effetti farmacologici, ma attraverso una qualche “energia” o “forza vitale”. Sono convinti che il processo di preparazione delle diluizioni omeopatiche (scuotono la mistura a ogni successiva diluizione) trasferisca dell’energia vitale da un passaggio all’altro. Citano ogni genere di fantasiose teorie sulle modalità con cui avverrebbe questo “trasferimento energetico”, ma nessuna accettata dalla comunità scientifica.

4) I rimedi omeopatici sono prescritti solitamente sulla base del principio “ogni simile cura il suo simile”. Ad esempio, se soffrite di lacrimazione un omeopata potrebbe prescrivervi un rimedio a base di cipolla, perché la cipolla fa lacrimare gli occhi. Questo e tutti gli altri assunti di base dell’omeopatia contraddicono le leggi di natura così come le conosciamo. In altre parole, non solo non è possibile capire come funzioni l’omeopatia, ma comprendiamo che non può funzionare a meno che le leggi di natura conosciute non siano sbagliate.

5) I trial clinici per l’omeopatia concordano ampiamente con questi assunti scientifici di base. Ad oggi, sono stati pubblicati più di 200 studi: se guardiamo all’insieme di queste evidenze, non possiamo che concludere che i rimedi omeopatici sono soltanto placebo.

6) Questo è chiaramente in contrasto con quanto viene sostenuto dagli appassionati di omeopatia. Giurano che funzioni e che li abbia aiutati (o abbia aiutato l’animale domestico, la zia, il figlio, etc) più e più volte. Le prove più significative in nostro possesso al momento dimostrano che tali miglioramenti non sono legati al rimedio in sé, ma sono il risultato dell’empatico e coinvolgente incontro con un omeopata, dell’effetto placebo e di altri fattori combinati che gli esperti chiamano “di contesto”.

7) La convinzione universale che l’omeopatia sia completamente priva di rischi non è corretta. Il rimedio in sé può essere innocuo (a parte, ovviamente, i danni provocati alle vostre finanze, e il fatto che sciocchezze irrazionali su “energie vitali” e simili minino la razionalità in generale), ma questo non necessariamente è vero anche per l’omeopata. Quando gli omeopati, come spesso fanno, consigliano ai pazienti di sospendere le cure “ufficiali” per malattie gravi, mettono in pericolo le loro vite. Questo fenomeno è documentato, per esempio, in relazione ai vaccini. Qualsiasi trattamento non porti risultati provati, anche se comporta rischi minimi, può procurare solo più danni che benefici.

85 thoughts on “Sette cose da ricordare quando vi viene la tentazione di provare l’omeopatia

  • 19 Novembre 2014 in 18:30
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    Ulteriore punto, la memoria dell’acqua. Se fosse vero che l’acqua in qualche modo conserva memoria delle sostanze “benefiche” che incontra ,allora per smettere con l’omeopatia basterebbe pensare a tutte le volte che l’acqua ha incontrato la m…. nelle fogne. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa un omeopata.

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    • 27 Novembre 2020 in 18:55
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      Già del 1989 i chimici professionisti ridevano di questa corbelleria, eppoi le pasticche vengono vendute secche. Memoria dello zucchero?

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  • 19 Novembre 2014 in 23:16
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    L’ obiezione di 51esimo circola negli ambienti dello Scetticismo “popolare”, fatto da gente che non sa con che tipo di diluenti si prepara un Farmaco. In ambito medico si fanno altre obiezioni, basate sulla mancanza di Teorie soddisfacenti che spieghino perché i Farmaci Omeopatici agiscono e come agiscono e su Meta Analisi dei Lavori pubblicati che non presenterebbero prove “strong enough” che dimostrino che i farmaci Omeopatici hanno risultati superiori al Placebo. Vedi, tra i diluenti della Farmacopea Ufficiale, Italiana, Francese, Tedesca ed Europea, l’ Acqua:
    http://www.galenotech.org/dilsoluzioni.htm

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  • 19 Novembre 2014 in 23:34
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    All’ interno della “Comunità” Omeopatica sono maggioritari gli Studiosi che tentano di spiegare il meccanismo di azione dei Farmaci Omeopatici non con la “Memoria dell’ Acqua” ma mediante l’ Ormesi, il cui scopritore è il Prof. Edward J. Calabrese:
    http://works.bepress.com/edward_calabrese/
    Esiste poi la Teoria di Aldo Grano, che non gode di grande seguito perché non supportata da studi scientifici accademici, secondo la quale, man mano che diluiamo una sostanza minerale o biologica avvicinandoci alla Molecola o alla Cellula isolate, ci avviciniamo alla sua Essenza, Questo spiegherebbe perché i farmaci Omeopatici presentano sia una azione Antagonista alla patologia determinata dalle dosi ponderali efficaci (vedi l’ Arsenicum) sia una azione Agonista, che ne riproduce gli effetti terapeutici (vedi l’ Arnica). A proposito: il Principe carlo è stato convinto dal Vostro articolo, che ritiene scientificamente ineccepibile, e ha deciso di curare i suoi reumatismi con i FANS.

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  • 20 Novembre 2014 in 08:57
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    Il paper citato per primo da Aldo Grano ha un difetto fondamentale: manca il gruppo di controllo. Anzi ce ne vorrebbero due, uno sottoposto a cure “standard” e l’altro sottoposto all’identico protocollo omeopatico, chiacchiere comprese, e pillole di zucchero non omeopatico (semmai ci fosse qualche differenza). Sarebbe anche utile una veloce spiegazione della PA e della tecnica usata, ma mi rendo conto che si tratta di un abstract.

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  • 20 Novembre 2014 in 10:56
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    Buongiorno. Ieri pomeriggio mentre ero in una farmacia vicino a casa ho sentito la farmacista (la stessa che più volte mi ha consigliato rimedi omeopatici e a cui ho risposto picche) dire a una signora, il cui nipotino è autistico, dei “recenti” studi sui legami tra autismo e vaccini.
    Oltre al fatto che d’ora in poi boicotterò questo negozio, c’è qualcos’altro che posso fare?
    Chiedo scusa per il commento non proprio a tema.

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  • 20 Novembre 2014 in 12:07
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    Si, puoi farTene una ragione: siete circondati e avete perso.
    P.S. Scusa, Elisa, era una battuta. A volte (spesso, per non dir quasi sempre) non resisto quando mi sembra mi si presti il fianco . In realtà credo sì nell’ Omeopatia, ma non che i Vaccini fin qui utilizzati possano causare l’ Autismo, che può dipendere da decine di cause (in ogni caso, se le conoscessimo con certezza, saremmo un bel passo avanti). Tutto questo, a mio parere, non giustifica però né il linciaggio di Wakefield né il comportamento di quella mia collega.

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  • 20 Novembre 2014 in 15:23
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    Allora se qualsiasi diluizione omeopatica superiore a 12C non é altro che acqua,molecolarmente,fisicamente,chimicamente non si differenza dall’acqua,come fa un omeopata a distinguere una boccetta di rimedio di una boccetta d’acqua?un’altro dubbio che ho,se un prodotto x viene diluito per essere “potenziato”si diluisco ad esempio arsenico in 30C e lo bevo,cosa succede?

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  • 20 Novembre 2014 in 16:51
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    Sempre per Aldo Grano: potrebbe rispondere alla mia obiezione sopra?

    P.S. Wakefield merita tutto quello che ha seminato. Come pure molti altri truffatori (mi viene in mente Vannoni)

    P.P.S. il Prof.di elettrochimica sponsorizzato da Boiron “nun se po’ sentì” … a parte gli scherzi, fermo restando che darò un occhio ai suoi paper, dall’intervista adombra alcune conseguenze della succussione (citata con errore ortografico nel pezzo) che sembrano ancora più “magiche” della memoria dell’acqua, e che soprattutto avrebbero bisogno di tecniche sperimentali ben diverse dalla “semplice” calorimetria, a mio avviso, proprio perché dalle conseguenze letteralmente rivoluzionarie.
    In altre parole, “extraordinary claims require extraordinary evidence” (Carl Sagan).

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  • 20 Novembre 2014 in 17:16
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    @ Elisa: la max parte dei farmacisti sono una sottocategoria dei ‘commercianti’, pochi sono quelli che hanno interesse a ragionare piuttosto che vendere, pensaci la prossima volta che ti troverai un carinissimo camice bianco dietro ‘the counter’

    @AldoGrano: la Scienza si dimostra, non si crede! tu dici che credi all’omeopatia “…..in realtà credo sì nell’ Omeopatia, ma non che i Vaccini……..” la cosa Mi consola perchè so (io) che non stiamo parlando di Scienza.

    f.to: un Biologo

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  • 20 Novembre 2014 in 17:18
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    Aldo hai ragione, sono un profano “popolare” nella materia, (nella vita mi occupo di diritto e sociologia) ma il concetto rimane. Forse lo sciacquone non squote molto la m…. da trasferire all’acqua le sue proprietà? Inoltre non capisco come mai Randi beva un intero flacone di sonnifero omeopatico prima di uno spettacolo senza addormentarsi 😉
    Mi piace molto di più la tua interpretazione che vede nelle soluzioni omeopatiche l’Essenza di qualcosa, l’essenza non è misurabile, è fede, e il discorso è chiuso con buona pace di Popper.

    Leggendo un po’in rete vedo che il prof.Elia è molto criticato (ovviamente, se non non ne staremmo parlando), E addirittura avrebbe chiesto al CICAP di partecipare al premio di 1 milione di dollari messo in palio ma non gli sarebbe stata data risposta o addirittra negata, per paura che lo vincesse (http://www.disinformazione.it/aqua.htm).
    Chiedo alla redazione di Query se sa illuminarmi su questo punto.

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  • 20 Novembre 2014 in 17:28
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    @ Martin: tutta la tossicologia gira attorno a pochi concetti fondamentali riassunti efficacemente in una frase: la dose è proporzionale al danno.
    Qualsiasi sostanza usi in laboratorio, che è stata valutata su modello animale per la sua tossicità, esprime tale valore in funzione della dose; tutte le sostanze che maneggio quotidianamente riportano dosi letali che hanno un valore conosciuto e ponderale (espresso generalmente in milligrammi/ kg )
    Se scendi sotto queste unità diminuisci la tossicità della sostanza fino ad arrivare ad una ipotetica assenza di interazione con l’organismo.
    Valori 1000 volte più piccoli, quindi nell’ambito dei µg o 1/10*6 cioè ng sono totalmente inefficaci in bolo, ossia unica somministrazione non ripetuta.
    L’omeopazzia parla di valori infinitamente piccoli che solo un grandissimo ignorante in materia può maneggiare, io non ci arrivo ma ho la certezza che non bisogna perderci tempo a ragionarci su!
    saluti e non ci cascare!

    f.to il Biologo di prima

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  • 20 Novembre 2014 in 17:35
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    @ 51m0

    direi che qualsiasi cosa ospitata su Dis….one.it sia m….rda allo stato puro (per rimanere in tema di fogna) e dunque credibilità pari a 0 tagliato, ma stiamo anche a discuterci?
    lol

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  • 20 Novembre 2014 in 17:38
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    Grazie Luca M.per la risposta,in effetti il mio dubbio era più una provocazione,nel senso che se l’arsenico “diluito-potenziato”in quelle proporzioni é innocuo,allora lo sono pure gli altri prodotti trattati allo stesso modo…il quale rende i rimedi omeopatici nulli o inefficaci tranne per qualche effetto placebo.

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  • 20 Novembre 2014 in 22:49
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    Caro Dr. Nardone, la Tua (posso darTi del TU?) non la considero una obiezione: è una giusta osservazione. Magari in questo studio specifico va osservato che lo scopo non è la verifica dell’ efficacia delle cure Omeopatiche confrontate con le terapie Convenzionali, ma l’ utilità della diagnosi tramite l’ Analisi di Polarità versus la Diagnosi tradizionale Omeopatica: uno studio precedente dello stesso gruppo di Medici aveva dimostrato che la PA dava migliori risultati su un gruppo di bambini affetti da ADHD e quello era uno studio in doppio cieco. Questo ulteriore studio mette a confronto i due metodi diagnostici Omeopatici (tradizionale e PA) su pazienti affetti da diverse patologie, multiple e quindi con sintomi multipli nel singolo paziente. E, quindi, con età diverse e patologie i cui sintomi sono meno soggettivi che nei pazienti affetti da ADHD. Dovrai scusare il Dr. Frei e gli altri Medici dell’ Università di Berna se non hanno voluto mettere alla prova l’ efficacia dell’ Omeopatia, ma loro la danno per scontata, ovvero per loro gli studi e l’ esperienza clinica sono più che sufficienti. Ed era proprio questo che tentavo di farVi capire: dovete aggiornare i Vostri files. L’ Omeopatia è ormai arrivata livelli alti nel Mondo, non perde più tempo né dietro a Voi né dietro a Edzard. Siamo al confronto tra diagnosi e terapie all’ interno dell’ Omeopatia stessa. Ma torniamo ad un argomento che possono capire tutti, non solo gli addetti, ovvero alla necessità di avere lavori in doppio cieco randomizzati e versus placebo: Edzard ne elenca 200 (non prende in considerazione gli altri, che sono molti di più). Ma è inutile presentarVeli. Quando Ve ne presento uno, come quello pubblicato ad Aprile che Ti linko più sotto, mi tirate fuori qualche altra obiezione. Ora tiramene fuori qualcuna, Tu almeno, lo confido, non mi dirai che è stato scritto da Medici Indiani, come mi è capitato sul blog di Bressanini.
    http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1475491613001628

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  • 21 Novembre 2014 in 13:56
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    Prima di tutto ben tornato Aldo e’ da un po che non ci si sentiva. Aldo ti volevo ricordare un tal Peter Chapell che con l’omeopatia pare curi di tutto sia sull”enterprise che nella zona di zeta reticuli. e finitela di dire che non ci sono molecole :))))))

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  • 21 Novembre 2014 in 14:45
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    @ AldoGrano

    IO non faccio nessuna pulizia, non perdo tempo!…… gli ignoranti li lascio discutere con i pari loro, statti bene!

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  • 21 Novembre 2014 in 20:19
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    Povero mondo occidentale. Ci sono studi RCT che hanno provato la forza della preghiera (andate su Pubmed). Quindi “contesto” e placebo. Nulla più. La cosa che mi fa venire il voltastomaco è osservare colleghi laureati im medicina che parlano di Omeopatia come sacerdoti di una nuova religione senza sapere nulla di MEDICINA… Li senti belare castronate su energie vitali mentre misconoscono il minimo della semeiotica, della biochimica, della complessità delle basi pato-fisiologiche. Ignoranza condita da 4 fesserie a cui bisogna CREDERE. Esiste una scienza a cui bisogna CREDERE? Ha ragione l’immensa Marcia Angell (mitica responsabile del NEJM): NON ESISTONO PIU’ MEDICINE, ESISTE UNA SOLA ED UNICA MEDICINA, QUELLA IN CUI L’EFFICACIA DELLA TERAPIA E’ SOTTOPOSTA A TEST E CONTROLLI INECCEPIBILI DAL PUNTO DI VISTA STATISTICO…… il resto? mercimonio…

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  • 21 Novembre 2014 in 23:02
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    Gianni, dì a Marcia che anche il malato conta qualcosa. Ben vengano, negli Ospedali, in tutti gli Ambulatori privati dove si fanno terapie, i funzionari attuariali che controllano come e chi entra e come se ne esce. Ma non sarà mai possibile metterne in tutti gli Studi Medici del Globo. E forse sarà impossibile metterne negli Ospedali di Emergency e di Medicines Sans Frontieres.

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  • 22 Novembre 2014 in 10:19
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    Il problema non sono i medici indiani, ma la rivista! Lasciando stare il nome della stessa (voglio dare il beneficio del dubbio e pensare che vi siano pubblicati anche studi che non confutano le affermazioni dei sostenitori dell’omeopatia — altrimenti diventa una rivista a senso unico), ha un impact factor bassissimo (ancor di più se si considera l’ambito delle cosiddette “scienze dure”). Forse, quando vedrò qualche meta-analisi pubblicata su Science o Nature (riviste con IF altissimo e dove la peer review non è mica blanda) allora potremo iniziare a discutere.

    Certo che il malato conta qualcosa! Tuttavia, sebbene si possa richiedere al medico una maggiore dose di empatia, non li possiamo caricare pure del dolore, delle ansie e preoccupazioni (insomma, di tutto ciò che attiene allo stato emotivo) del paziente: per quello ci sono gli psicologi.
    Il punto è che, sebbene il malato conti, truffarlo somministrandogli qualcosa che si rivela inefficace, sebbene con tutta l’empatia e il calore di cui si possa essere capaci, non lo aiuta. O se lo aiuta lo fa unicamente in relazione ai già citati fattori di contesto e placebo.

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  • 22 Novembre 2014 in 12:59
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    Se l’omeopatia è usata come placebo per casi altrimenti irrisolvibili, allora viva l’omeopatia. In alcuni casi l’autosuggestione ha effetti ottimi su problemi fisici (verificato su me stesso). Se invece viene spacciata per alternativa alla medicina tradizionale con efficacia dimostrata, allora è criminale, specie se il paziente viene indotto a sospendere altri tipi di cure! Bisognerebbe levare la licenza in maniera definitiva a quei medici o farmacisti sorpresi ad ingannare i pazienti suggerendo le medicine alternative come rimedio esclusivo.

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  • 22 Novembre 2014 in 13:16
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    Le chiacchiere stanno a zero: l’omeopatia è una truffa legalizzata, punto e stop, non c’è altro da dire. Chi la difende ha la testa infarcita di stronzate new age.

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  • 22 Novembre 2014 in 16:12
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    1) sono d’accordo sulla pericolosità
    2) non sono d’accordo sul discorso delle “energie vitali” in quanto tali energie esistono (modestamente parlando le sento e le sperimento tutto i giorni e ne traggo beneficio)
    3) i vaccini sono più pericolosi delle malattie e le malattie sono create in laboratori specifici e “sponsorizzare” l’uso è sbagliato (secondo me)
    4) concordo sull’effetto placebo
    5) FA CHE IL CIBO SIA LA TUA MEDICINA E LA MEDICINA IL TUO CIBO

    massimo rispetto e senza offesa o altro….grazie!!!

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  • 22 Novembre 2014 in 18:33
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    Una volta accettate le “energie vitali”sei fregato.non sono misurabili, non sono visibili,non hanno nessun effetto,e quindi facente parte di tutto il calderone pseudoscientifico.

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  • 22 Novembre 2014 in 22:55
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    Il signor Aldo Grano, oltre a imparare a dosare le maiuscole, dovrebbe gentilmente fornire dati scientifici verificabili a supporto di ciò che afferma, possibilmente non citando se stesso. Ad ASHN ricordo che le malattie non sono create in laboratorio, visto che fino al secolo scorso – in mancanza di farmaci e vaccini – gli esseri umani morivano come mosche di vaiolo, polmonite e altre amenità.

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  • 23 Novembre 2014 in 22:41
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    Qualcuno potrebbe tradurmi la sconclusionata risposta di Aldo Grano al mio post?
    Ma perchè certa gente nn è nata nel 1800 con una vita media di 40 anni, con vaiolo e pneumococco che la facevano da padrone.
    Odio Big Pharma ma escludo a priori l’idiozia di certi FANNULLONI DEL PENSIERO che vanno dietro a certe EMERITE PIRLATE di bioenergia, punti gamma, omeopatia, ecc…

    Dico solo che esistono due categorie di persone. Quelli che CREDONO e quelli che PENSANO.

    Saluti..

    Chiudiamola qua.

    Tanti sti gonzi gira e rigira passano sempre da noi a farsi curare.

    GIANNI P (medico ospedaliero, iscritto al Giviti e al CICAP)

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  • 24 Novembre 2014 in 11:24
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    bravi , adesso smettetela di pensare all’omeopatia. Va bene ?

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  • 24 Novembre 2014 in 14:08
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    Caro Gianni, prima di tradurTi la mia risposta, traduco il Tuo post: Chi crede nell’ Omeopatia é un ignorante. Firmato Gianni P. (Per caso perdi il posto se Ti firmi per esteso?) Dovrebbero levargli la Laurea perché non conosce i Fondamenti della Medicina. Rifirmato Gianni P.
    E ora Ti traduco la mia risposta: L’ unico modo di accertare che una Medicina ha risultati è monitorizzare i luoghi che elargiscono cure e fare statistiche precise dei decessi, delle guarigioni, dei casi intermedi. Tu, invece, credi che l’ efficacia di una Medicina si dimostri con le Teorie Scientifiche. Beninteso solo le Teorie che fanno comodo alla Tua visione del Mondo, tutte le altre sono pseudoscienza. Chi lo stabilisce? Ma la Comunità Scientifica, ovviamente! Trovami dove è, dove ha sede, chi è il Presidente Eletto, e come si firma.

    Rispondi
  • 24 Novembre 2014 in 17:06
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    @Aldo Grano.
    Ho letto l’intervista al prof. Vittorio Elia che hai segnalato.

    Quando ho letto che per “dimostrare” che la succussione ha qualche effetto misura il pH dell’acqua distillata (perché è acqua distillata, attenzione!) e agitata mi sono cadute le braccia.
    Gli andrebbe revocata cattedra, laurea e stipendio.
    Se questi sono i sostenitori della “memoria dell’acqua”…

    Per chi vuole capirci qualcosa: se si prende un bicchiere di acqua distillata e si scuote, inevitabilmente ci saranno degli scambi gassosi con l’atmosfera che varieranno il pH. Non avendo l’acqua distillata sali che facciano da tampone, il pH che si misura è un numero tirato al lotto, che dipende da variabili non controllabili (tipo quanta anidride carbonica è entrata in soluzione in quel momento).

    Ottava cosa da ricordare: i sostenitori della memoria dell’acqua sovente infarciscono di termini scientifici discorsi basati sulla fuffa.

    Rispondi
  • 24 Novembre 2014 in 17:20
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    Caro Claudio, i lavori scientifici pubblicati si contestano scrivendo alla stessa rivista che li ha pubblicati. Sei sicuro di aver capito l’ intervista?

    Rispondi
  • 24 Novembre 2014 in 17:23
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    E ora possiamo passare all’ ottava cosa da ricordare se Vi viene la tentazione di provare l’ Omeopatia: la confessione. I peccati si confessano. Ma il CICAP Vi dà tuti gli strumenti per non cadere in tentazione, peccatori! Frequentate quotidianamente il Blog Medbunker e leggete Query.

    Rispondi
  • 24 Novembre 2014 in 17:36
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    Caro Luk, grazie per il Bentornato, grazie anche per le parole che mi hai dedicato quando annunciai il mio ritiro. Sì, hai ragione, questa è una mia defaillance, sono caduto in tentazione. Ma era troppo bello l’ articolo di Francesco Grassi su Firenze e in men che non si dica mi sono ritrovato a venir meno ai miei buoni propositi di ritirarmi da questa attività: http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Categoria:Rompicoglioni (vedi quello leggendario)
    Ora però me ne vado davvero, altrimenti non si realizza la mi Profezia, che ricorderai, di non esserci più il 31 Dicembre. E James non mi darà il milione di dollari promesso.

    Rispondi
  • 24 Novembre 2014 in 20:24
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    @AldoGrano @Claudio (l’altro)

    Ancora sugli studi del gruppo di D’Elia.
    Grazie a Google Scholar ne ho trovati almeno 6, in un arco di anni che vanno dal 1999 fino al 2007. Due sono su “Homeopathy”, tre su un Journal di calorimetria e il più vecchio su Annals of NY Academy of Sciences. Mi astengo per il momento da commenti su Impact Factor, ma ribadisco l’impressione generale: extraordinary claims require extraordinary evidence.

    Anche con tutta la buona volontà di esaminarli per il contenuto, il problema è che sono tutti entro paywall e quindi ho accesso solamente agli abstract.
    Pur non essendo un chimico, l’obiezione di Claudio mi ha intrigato, e la risposta di Aldo francamente mi sembra un artificio retorico.

    Per quanto riguarda la dettagliata risposta alla mia predecente obiezione sul doppio cieco, mi spiace ma NON si può pretendere di dare per assodato proprio il nocciolo della questione. E il fatto che gli omeopati dibattano fra di loro sui rispettivi meriti delle diverse metodologie mi ricorda i dibattiti dei filosofi medievali su quanti angeli ci fossero sulla punta di un ago.

    Infine, è vero che gli organismi biologici sono estremamente complessi e che quindi spesso occorre affidarsi alla sperimentazione semiempirica (clinica in questo caso), ma è altrettanto vero che non è possibile paragonare il quadro delle conoscenze biologiche attuali con quelle di Hahnemann per cui andare a tentoni nella direzione omeopatica senza il minimo straccio di spiegazione fisico-chimica convincente (sempre nel quadro delle complesso delle conoscenze attuali) e soprattutto quando spiegazioni alternative più semplici (alla Occam) non sono assolutamente escluse mi sembra velleitario.

    Rispondi
  • 24 Novembre 2014 in 21:44
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    State certi che quando quell’idiota di Grano Aldo arriva vicino vicino a tirare le cuoia pieno di pillole per superidioti a base di nulla… . chiamerà il sottoscritto…

    Purtroppo non mi è permesso scegliere di scremare IMBECILLI da persone normali nella cura di ogni giorno…

    Un saluto.

    Studiati cosa è il GIVITI…. CRETINO…. dove si pesano morti / vivi…. efficacia/efficenza… dove si dice NO ai colossi della farmaceutica…

    ….sempre disponibile….

    Se soffri per qualche metastasi dolorosissima…. o qualche insufficienza multiorgano… SONO QUA… come sempre a disposizione…

    A proposito di MAIALATE da BIG PHARMA… non solo GMK o Lilly e company ma anche BOIRON (nota per vendere il nulla) usa il sistema del comparaggio o mafiosate simili…
    quindi…

    CREDERE o PENSARE…. la scelta è netta

    Rispondi
  • 25 Novembre 2014 in 01:34
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    l’omeopatia ha qualcosa a che fare con i fiori di bach?…Insomma, la floriterapia è “omeopatia” oppure no?

    Rispondi
  • 25 Novembre 2014 in 08:18
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    @Giuseppe

    I fiori di bach non è fitoterapia, è un’altra omeoterapia con pretese curative dei disturbi dell’umore (variamente differenziati per tipo e ciascuno sussunto sotto un “fiore” che lo curerebbe, lo so fa ridere ma tant’è). La pseudospiegazione (vedere wikipedia) da una sensazione di cose fiabesche, pensare che qualcuno ci campa su mi fa inorridire

    Spesso si trovano in farmacie – a cui andrebbe tolta la licenza – ma più spesso nelle erboristerie che si sono ridotte ormai a vendere più questi intrugli inutili che cose degne di considerazione.

    @tutti

    La comunità scientifica, l’opinione scentifica non avranno un presidente (e meno male), ma questo non implica che chi sostenga una tesi su una terapia non debba sottoporre agli studiosi veri il proprio assunto con la dimostrazione del funzionamento. Il concetto non è forse lo stesso di chi vuol dimostrare l’esistenza delle fate? Esistono? Provalo, è tuo l’onere (della prova), tu devi convincermi, non è la “comunità scientifica” che deve provare la falsistà di questi assunti ridicoli presi per veri a prescindere.

    La realtà è che questi fenomeni sono stati ampiamente studiati, questi signori ci marciano su sapendo di vendere fuffa senza curarsi della comunità scientifica, che è solo un ostacolo ai loro guadagni. La si smetta poi di usare termini come “energie” senza un significato almeno religioso e in assenza di qualsiasi principio fisico.

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  • 25 Novembre 2014 in 09:58
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    La matematica non è un’opinione! Dubbio: ammettiamo che l’omeopatia sia efficace (e non un placebo/bufala x gonzi). Esperimento: anziché un “componente positivo” da diluire C30, prendiamo il veleno più letale che l’uomo conosca, condiamolo, che so, con un po’ di Polonio 210 o ancora peggio con del Radio… bene l’aritmetica delle elementari dice che dopo aver applicato una diluizione C30 con acqua la “soluzione”/”composto” ottenuto sarà un’acqua molto più pura di quella distillata, più pura di quella che si ottiene dalle più incontaminate acque del pianeta Terra. Eppoi se l’acqua avesse un qualche tipo di “memoria”, essendo “arrivata sulla Terra” all’incirca 4 miliardi di anni fa, chissà con quanti veleni, batteri, virus e quant’altro sarà venuta in contatto… che fa si ricorda solo l’ultima miscelazione degli omeopati? ha quindi una memoria limitata nel tempo?… By Albert “Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.”

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  • 25 Novembre 2014 in 12:57
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    persone esperte che si arrabbiano e si scontrano fra di loro…… assalti verbali ……
    qualche insulto…… ma basta……. cambiamo discorso. Nn è questione di scienza, Ve ne siete accorti vero ?

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  • 25 Novembre 2014 in 13:27
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    Alla fine Aldo è tornato a infuocare i commenti.

    A proposito di Omeopatia. Esperienza diretta. Una mia maica aveva assunto un farmaco omeopatico. c’era scritto sull’etichetta. Ho letto la posologia. Non c’era. Nemmeno il numero della diluizione. Allora cosa assumeva? Acqua e zucchero?
    Se non erro, in Italia, i famaci omeopatici non sono soggeti a controlli farmaceutici, quindi vi si trovano anche prodotti da erboristeria o farmaci da medicina ufficiale i cui principi sono ben noti ma che hanno il brevetto scaduto. Insomma, l’omeopatia in farmacia sembrerebbe un universo di sottoprodotti più o meno efficaci.
    Del tipo: questo prodotto cura il mal di testa (mi dicono). E’ fatto con foglie di Ibiscus Nano e radici di Rosa Canina. Lo prendo e mi passa il mal di testa, Ma dentro c’è l’acido salicilico (che non è sottoposto a brevetti) ed aromi. Allora mi prendevo la mia classica aspirina.

    La nostra società è piena di disturbi dovuti solo allo stress. Le medicine possono fare poco, salvo lenire i sintomi. Parliamo invece di malatie vere, es. i tumori. Raramente sono solo frutto di stress. Ecco. allora, su malattie serie come la mettiamo? Mi pare che qui i numeri siano a favore della medicina tradizionale e non di quella omeopatica. Allora l’omeopatia cosa cura? Lenisce lo stress. Magari cambiare stile di vita? Magari essere più attenti a quelle pratiche che diminuiscono lo stress?

    Molti pensano che c’è una pillola per tutto, allora vorrei sapere se nell’omeopatia c’è anche una pillola per l’intelligenza. No, eh?
    Sono condannato alla stupidità finché scampo perchè prendo farmaci solo su prescrizione medica?

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  • 26 Novembre 2014 in 01:48
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    Io ringrazio Aldo che è tornato a commentare rendendo il clima più acceso, creando un po’di contraddittorio. Ho pensato anche che fosse stata la redazione a chiederglielo per dare fuoco alle polveri 😉

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  • 26 Novembre 2014 in 16:55
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    Per la correttezza, la diluizione più usata è al cinque, cioè 1 su 10.000.000.000.
    Ciò non cambia sostanzialmente le considerazioni sulla cosa, ma quando si è scientifici meglio esserlo fino in fondo. 🙂

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  • 26 Novembre 2014 in 18:33
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    Sei anni fa a mio figlio appena ventenne venne un osteosarcoma interatriale. La medicina ortodossa ben presto si arrese. L’omeopatia, l’agopuntura, la fitoterapia furono le uniche strade da intraprendere per non aspettare passivamente una fine che sapevamo doveva arrivare.
    E arrivò dopo due anni di sofferenza.
    Sono cure che non hanno funzionato, ma anche la cura “normale” non ebbe risultati.

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  • 26 Novembre 2014 in 19:02
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    Bene, quindi l’omeopatia si fonda sul presupposto che la nostra comprensione delle leggi di natura non sia del tutto esatta. Mi sembra un ottimo motivo per provarla.

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  • 26 Novembre 2014 in 21:07
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    Mi pare che la delicatezza da me usata con l’ Altro Claudio non solo non abbia sortito alcun effetto, ma che abbia addirittura “intrigato” Carlo Nardone. E allora non mi resta che esser chiaro, seppur indelicato: 1) normalmente le diluizioni successive dei preparati Omeopatici si effettuano con acqua depurata secondo le regole della F.U: e non con acqua distillata. Secondariamente, anche quando si parte con acqua distillata, quando il Prof. D’ Elia effettua misurazioni, non solo sul Ph, tali misurazioni non vengono effettuate su acqua distillata, ma su acqua che ha sciolto un preparato e ha poi subito diluizioni successive. Quindi non abbiamo più sul tavolo da laboratorio un’ acqua distillata. Con questa ho voluto solo risparmiarVi figure escrementizie in pubblico. Perché fintanto che Vi raccontate barzellette sull’ Omeopatia tra Voi, ridete, ma quando andate a raccontarle davanti ad un pubblico esperto, fate ridere il pollame. Ma perché non Vi accontentate di ripetere a pappagallo le obiezioni di Edzard anziché inguaiarVi con le Vostre? Con lui rischiate poco: ne capisce ed è abituato a pubblicare su Riviste Scientifiche.

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  • 27 Novembre 2014 in 16:29
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    @AldoGrano

    “non è acqua distillata, ma acqua depurata secondo le regole della F.U.”
    benissimo allora il principio attivo non serve a una beneamata mazza e i preparati omeopatici non andrebbero distinti per “principio attivo” ma per tipologia di depurazione / solvente (come pignolescamente specificato in un suo precedente post).
    E chiedete al Prof. D’Elia di effettuare le sue mitiche misurazioni sui granuli di zucchero, che qui continuiamo a parlare di diluizioni omeopatiche e solventi mentre alla fine i produttori e gli omeopati quello smerciano.

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  • 27 Novembre 2014 in 16:36
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    @WalterBrancatisano

    la nostra comprensione scientifica delle leggi della natura non solo non è esatta, ma non esserlo è nella stessa essenza falsificabile della scienza, che la distingue irrevocabilmente da altre attività culturali umane.

    Si può dire in più che la scienza è una sorta di “scetticismo organizzato” (non ricordo la fonte della citazione) che ci permette di diffidare di un enorme numero di credenze senza fondamento. Secondo il suo ragionamento saremmo autorizzati a provare qualsiasi magia tradizionale o newage che ci venga propinata, dal Reiki ai fiori di Bach alla dieta Dukan: è chiaro che non tiene?

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  • 27 Novembre 2014 in 17:27
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    Caro Carlo, vedo che il Tuo far play si dissolve quando Ti trovi di fronte non il mitico cretino che crede nelle favole, con il quale Voi del CICAP avete la fede di incontrarVi sempre (Voi, notoriamente, siete gli unici Intelligenti e Colti in un mondo fatto di superstizione e stupidità) ma qualcuno che osa portare argomentazioni scientifiche e che, addirittura, cerca di evitarVi di fare la figura del peracottaro quando Vi infognate in spiegazioni che hanno ragione di esistere solo perché siete convinti che gli Avversari siano oligofrenici ‘acchili. Anche quando hanno una cattedra Universitaria e, amgari, un Premio Nobel.Bene, allora perché non attaccate mai le Terme, che spacciano cure che fanno bene per Tradizione, che vendono acqua e massaggi a prezzi molto più alti delle nostre acque e dei nostri zuccheri, ma che pure hanno un pubblico vastissimo di persone convinte di star meglio immergendosi nella bagnacauda e bevendo ferrarelle? Forse pensate di vincere facile con gli Omeopati?

    http://www.lametino.it/Ultimora/lamezia-pubblicato-lavoro-scientifico-sulla-medicina-termale-in-pediatria.html

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