Tempi duri per l’omeopatia

Si mette male per le aziende che producono rimedi omeopatici. Dopo le class action dell’anno scorso negli Stati Uniti, è ora la volta del Canada. La filiale canadese del Center for Inquiry (CFI) ha recentemente annunciato di aver fornito il proprio sostegno scientifico per l’assistenza ad una causa collettiva da 30 milioni di dollari contro due rivenditori canadesi, accusati di aver violato le leggi di protezione dei consumatori per aver venduto un prodotto omeopatico privo di efficacia, l’Oscillococcinum, che viene venduto (anche qua da noi) come rimedio per i sintomi dell’influenza.

Sul banco degli imputati ci sono due grandi rivenditori di rimedi omeopatici: Shoppers Drug Mart e Boiron Canada, incolpati di aver venduto e promosso questo prodotto. Dall’altra parte uno studio legale specializzato in class action, Roy, Elliott, O’Connor e il CFI Canada.

Ma non solo. Leggiamo dal comunicato del CFI:

Il CFI e il Committee for Skeptical Inquiry, hanno recentemente inoltrato una petizione alla Food and Drug Administration (l’Agenzia americana per la sicurezza alimentare e dei medicinali) in cui viene richiesto che i medicinali da banco omeopatici vengano sottoposti alle stesse regole e rispondano agli stessi standard d’efficacia dei medicinali convenzionali.

Sebbene la FDA abbia l’autorità di prescrivere test di efficacia per i medicinali omeopatici, fino ad oggi ha rifiutato di farlo. [Traduzione di Giulia Frattini]

E voi, che cosa ne pensate?

142 thoughts on “Tempi duri per l’omeopatia

  • 26 Aprile 2012 in 17:37
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    A mio modesto avviso, tenuto conto che buona parte dei farmaci partoriti dalla medicina ordinaria sono dei placebo “con effetti collaterali anche gravi”, è ovvio che le medicine omeopatiche risulterebbero tanto efficaci quanto quelle ordinarie (più o meno). Ragione per la quale l’FDA ad oggi ha rifiutato di prescrivere i test di efficacia.
    Ma pensandoci bene, ammettere che le omeopatiche possano essere oggetto dei medesimi test di verifica dei farmaci ordinari significa implicitamente promuovere la medicina omeopatica a medicina ufficiale… e questo a Big Pharma non piacerebbe!

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  • 26 Aprile 2012 in 17:46
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    La diatriba tra farmaci omeopatici e allopatici è oramai pluridecennale, dietro entrambe c’è business, ma quando dici “buona parte dei farmaci partoriti dalla medicina ordinaria sono dei placebo “con effetti collaterali anche gravi”, considerando che malgrado tutte le porcherie che ci sono, per essere registrati necessitano di lavori scientifici di supporto, a quali ti riferisci?

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  • 26 Aprile 2012 in 18:15
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    Possibile che ci sia ancora gente che crede nell’efficacia della medicina omeopatica?
    Quanto è necessario prenderla in giro prima che si convinca che è una enorme mistificazione?
    Max

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  • 26 Aprile 2012 in 18:33
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    @Fabio
    Esistono studi che dimostrano che l’errore da parte del medico, l’errore terapeutico e gli eventi avversi derivanti da farmaci o interventi chirurgici uccidono più di 200.00 persone all’anno in USA (senza contare il resto del mondo).  In particolare i decessi dei pazienti ospedalizzati in seguito all’effetto “nocivo, non intenzionale e indesiderato di un farmaco”, effetto che si presenta con somministrazione di dosi normali, è la categoria più vasta (circa 100.000 persone).
    Io dico: “Scegli pure come curarti, ma fallo consapevolmente!”… ma qualcuno potrebbe, sbuffando, rispondermi: “Belle parole! Ma come fai in concreto?”. E qui mi viene in mente la scelta tra la pillola rossa e quella blu del film “Matrix” nonché il grande Luigi Firpo (classe 1915) nel descrivere la differenza tra verità e certezza.
    Spero bene per me che tu non pretenda dal sottoscritto un elenco esaustivo dei farmaci di dubbia efficacia o dagli effetti collaterali gravi, perché non ti posso aiutare in questo. Scommetto comunque che si farebbe prima se elencassimo i farmaci privi di controindicazioni. 🙂
    Sebastiano
     
     

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  • 26 Aprile 2012 in 19:37
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    E vai, finalmente qualcuno si e’ accorto che con il nulla non si puo’ ottenere nulla.

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  • 26 Aprile 2012 in 19:42
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    a perchè tanti farmaci ordinari non sono placebo? ovviamente quelli omeopatici rompono i coglioni alle lobby farmaceutiche!

    se non mi sbaglio anche l’ue di recente ha fatto leggi che danneggiano i produttori di farmaci omeopatici..

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  • 26 Aprile 2012 in 21:54
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    I farmaci ordinari per essere approvati e quindi venduti devono dimostrare di funzionare meglio di un placebo – cio’ non toglie che abbiano ANCHE un effetto placebo (per questo le regole dicono che devono funzionare MEGLIO DI UN PLACEBO, invece che semplicemente che devono funzionare meglio del non fare nulla), come quasi tutto cio’ che facciamo. La differenza e’ che i farmaci omeopatici NON funzionano meglio di un placebo – questa e’ l’unica ragione per cui non fanno i test clinici tradizionali. Vi ricordo che se le medicine omeopatiche funzionassero meglio di un placebo, niente impedirebbe a “Big Pharma” di venderle (la tecnologia coinvolta – diluire-shakerare-diluire – non e’ proprio fuori dalla loro portata) e fare un bordello di soldi (visto che praticamente si vendono palline di zucchero innaffiate da acqua diluita a gogo’…)
     

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  • 26 Aprile 2012 in 22:04
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    Il fatto che i farmaci tradizionali abbiano effetti collaterali e quelli omeopatici no si spiega facilmente: i primi contengono delle cose, i secondi acqua e zucchero… ma a questo punto anche una preghiera a Sant’Antonio: non ha effetti collaterali, puo’ avere effetto placebo e non costa nulla (a differenza dei 10 euro per 3 grammi di zucchero-e-nientaltro di un farmaco omeopatico…)!

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  • 27 Aprile 2012 in 00:33
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    @Silvia
    Sentiti libera di curarti come meglio credi consapevolmente, nulla togliendo ad un approccio meno sintetico ma più naturale, molto più antico della medicina moderna e con casi di guarigione “statisticamente significativi”… ciò che importa è guarire, senza mettere in discussione la libertà e l’intelligenza del singolo consapevole.
    E’ quanto meno discutibile l’approccio riduzionistico e meccanicistico della medicina moderna, che è bravissima ad incasellarti attribuendo un nome (a volte impronunciabile e incomprensibile ai più) al tuo malessere/malattia ma che imbarazzata non riesce a spiegarti non di rado la ragione del tuo male, riducendosi a curare i sintomi e nulla di più.
    E finché separerà il corpo dalla mente e dall’anima (quest’ultima non intesa necessariamente in senso cristiano) non sarà mai completa… ma forse una Medicina a tutto tondo è troppo complicata per l’uomo di oggi!
    Alcune domande: mi dai una risposta ragionevole, libera e onesta del perché per curare dei tumori si utilizzano anche delle sostanze “notoriamente cangerogene/mutagene per l’essere umano” (nota riportata nelle schede di alcuni prodotti chemioterapici)? Per spegnere il fuoco utilizzi della benzina? Ma allora è vero che i malati di tumore sottoposti a chemioterapia si sentono bruciare dentro? Il fatto di sapere, per esempio, che solo il 25% dei dottori americani malati di tumore seguono il protocollo classico chirurgia/chemioterapia/radioterapia per curarsi può spingere un “non dottore” a porsi delle domande? Sapendo che negli USA ogni anno in media si ammalano di tumore 1 milione di persone le quali spendono circa 50 mila dollari per le cure, quindi un giro di affari per 50.000.000.000 di dollari l’anno (spero di non aver sbagliato con gli zeri!), ritieni sia legittimo pensare che potrebbero esserci altri interessi diversi dal giuramento di Ippocrate a far muovere le società farmaceutiche? Sapere che quest’ultime negli ultimi anni hanno investito più in promozioni/pubblicità che in ricerca, potrebbe spingermi a pensare a qualche forma di ingerenza? …
    Sebastiano

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    • 27 Aprile 2012 in 00:44
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      Sebastiano,

      nulla togliendo ad un approccio meno sintetico ma più naturale, molto più antico della medicina moderna e con casi di guarigione “statisticamente significativi”

      ad oggi non si può proprio dire che i rimedi omeopatici abbiano effetti “statisticamente significativi”. Tutti i risultati ottenuti in vent’anni di ricerche per provarne l’efficacia dimostrano che hanno un effetto “statisticamente” identico al placebo. Qui un riassunto delle ricerche: http://www.queryonline.it/2011/02/07/omeopatia-metanalisi/

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  • 27 Aprile 2012 in 00:51
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    Alcune domande: mi dai una risposta ragionevole, libera e onesta del perché per curare dei tumori si utilizzano anche delle sostanze “notoriamente cangerogene/mutagene per l’essere umano” (nota riportata nelle schede di alcuni prodotti chemioterapici)?
     
    La congettura di WeeWee sembra avere sempre più conferme sperimentali, a quanto pare:
     
    Congettura di WeWee
    Postulato della legge di Godwin “In un dibattito sull’efficacia di una medicina alternativa la discussione verterà sugli effetti della chemioterapia“.

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  • 27 Aprile 2012 in 01:39
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    @Sebastiano: Mi chiedi: “mi dai una risposta ragionevole, libera e onesta del perché per curare dei tumori si utilizzano anche delle sostanze “notoriamente cangerogene/mutagene per l’essere umano’? Ti rispondo: sai qualcosa di biologia? e dei tumori? perche’ se la risposta e’ si, posso darti una risposta ragionevole, libera, onesta (NON lavoro per una industria farmaceutica e non ci ho mai avuto a che fare) ed esaustiva (faccio invece ricerca in biologia, in un settore che ha a che fare con la proliferazione cellulare). Se invece la risposta e’ no, beh, posso sempre spiegarti due cose un po’ meno chiare ed esaustive – pero’ inizierei col consigliarti di studiare un po’ di biologia prima di parlare (scusa il termine  – a vanvera) di medicina, tumori e medicine. Aiuta a non dire sciocchezze e a fare scelte “consapevoli”.

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  • 27 Aprile 2012 in 09:22
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    @Silvia
    Anche la mia professione è di natura “galileiana” ma nulla a che fare con la medicina o la biologia o annessi. Ma questo non è un motivo valido per fare poco uso del proprio buon senso e di quell’arte suprema e libera che è la logica, nonché di informarsi e confrontarsi.
    Sapendo quanti miliardi (la valuta sceglila tu) che a iosa sono stati elargiti/investiti giustamente (o meno) per la cura contro i tumori negli ultimi 60/70 anni, il fatto che di tumore si muore di più adesso che agli inizi del secolo precedente, sentirsi dire ancora nel 2012 che per “spegnere il fuoco serve la benzina”, per l’onesta che devo al mio intelletto non posso accettare tale versione dei fatti.
    Piuttosto articolando con la logica potrei pensare o che sia stata seguita un’altra strada (quella “d’orata” della cura di sintesi e non della guarigione – i numeri in gioco non aiutano certo a screditare tale ipotesi) o che ancora non siano ben chiare quali siano le cause di questo male (possibile?).
    E per onestà intellettuale entrambe potrebbero incontrare il favore di tante altre persone, che dall’esterno vedono le cose per quelle che sono.
    Cito a memoria: “L’ignoranza è meno lontana dalla verità del pregiudizio”.
    Posso solo augurarmi che le tante persone come te possano sempre svolgere il proprio mestiere con passione e liberi da preconcetti perseguendo la verità e spogli di qualsiasi interesse che non sia il bene per l’umanità.
    Cordialmente un saluto.

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  • 27 Aprile 2012 in 11:35
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    Recentemente ho avuto problemi di salute e posso solo dire una cosa: quando hai del dolore addosso, se arriva un pincopallino qualunque che ti dice che se bevi piscio di lumaca, il dolore passa.. tu vai a bere del piscio di lumaca!!! E a litri, anche!!!
    Quando poi ti accorgi che il piscio di lumaca (è un esempio astratto quello che uso, non che nelle sostanze omeopatiche ci sia veramente urina di mollusco) non serve a un tubo, invece 10mg di codeina per via orale ti fanno sentire in paradiso, c’è poco da fare.. meglio la codeina (con tutti gli effetti collaterali che vuoi, ma che goduria!!)
    Questo posso dire nella mia ignoranza chimico-biologica (in chimica avevo 5 e c’è un motivo).
    Se oltretutto il “mondo omeopatico” non si presta ai rigorosi test richiesti al “mondo allopatico” (non capisco/so per quali motivi) e ci vuole una corte giuridica per costringerlo invece a dimostrare la sua efficacia, ben vengano le class action.

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  • 27 Aprile 2012 in 14:51
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    il fatto che di tumore si muore di più adesso che agli inizi del secolo precedente, sentirsi dire ancora nel 2012 che per “spegnere il fuoco serve la benzina”, per l’onesta che devo al mio intelletto non posso accettare tale versione dei fatti.
     
    Ancora con ‘sta balla? Non è vero! E’ aumentata (in alcuni casi) l’incidenza dei tumori poiché è cambiato lo stile di vita, ma oggi è più probabile guarire da un tumore rispetto al passato: la mortalità è diminuita. Ecco i risultati del National Cancer Institute del periodo 1999-2008 (grassetto aggiunto da me):
     
    Death rates from all cancers combined decreased from 1999 to 2008, continuing a decline that began in the early 1990s, among men and among women in most racial and ethnic groups. Death rates decreased from 1999 to 2008 for most cancer sites, including the 4 most common cancers (lung, colorectum, breast, and prostate). The incidence of prostate and colorectal cancers also decreased from 1999 to 2008. Lung cancer incidence declined from 1999 to 2008 among men and from 2004 to 2008 among women. Breast cancer incidence decreased from 1999 to 2004 but was stable from 2004 to 2008. Incidence increased for several cancers, including pancreas, kidney, and adenocarcinoma of the esophagus, which are associated with excess weight.
     
    Link

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  • 27 Aprile 2012 in 16:39
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    Nel “Foglio illustrativo per il paziente” di uno dei più usati chemioterapici (dati reperibili sul web):
     
    Multinazionale: EXXXe IXXXXa XXX (non so se posso scrivere per intero nome e cognome)
    Principio attivo: Doxorubicina
    Concentrato per soluzione iniettabile per infusione
    Categoria terapeutica: Antracicline
    Effetti controindicati:
    – Gravi aritmie acute sono state descritte durante o poche ore dopo la somministrazione;
    – Una mielosoppressione grave può provocare insorgenza di emorragia e superinfezioni, e costituisce una indicazione alla riduzione o alla sospensione della Doxorubicina;
    – Esiste un rischio accertato di sviluppo di cardiomiopatia indotta dalle antracicline e dipendente dalla dose cumulativa;
    – Il rischio di insufficienza cardiaca nei pazienti neoplastici trattati con Doxorubicina persiste per tutta la vita;
    – Può potenziare la tossicità della radioterapia e di altre terapie anti-neoplastiche;
    – Neoplasie benigne e maligne;
    – Il verificarsi di una leucemia mieloide acuta secondaria;
    – Il danno del tratto gastrointestinale può indurre ad ulcera, emorragia e perforazione;
    – La Doxorubicina è altamente irritante e lo stravaso nella sede dell’infusione può provocare dolore locale, irritazione, infiammazione, tromboflebiti, che possono causare un’ulcera grave e necrosi della cute.
    SMALTIMENTO: Il personale che manipola la Doxorubicina deve indossare indumenti protettivi: occhiali, camici, maschere e guanti monouso. Tutti gli articoli usati per la somministrazione e la pulizia, inclusi i guanti, dovranno essere posti in appositi sacchi per rifiuti ad alto rischio, per l’incenerimento ad alte temperature.
    Le fuoriuscite o le perdite di soluzione devono essere trattate con ipoclorito di sodio diluito che preferibilmente va lasciato agire per tutta la notte e a cui va fatto seguire un risciacquo con acqua.
     
    Anche al seguente link:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Antracicline
    Ma quello che più mi scoraggia e che allo stesso tempo mi da forza per non credere che questa sia l’unica strada è che, come riportato su wiki:
    “Le antracicline sono considerati tra i più efficaci farmaci antitumorali mai sviluppati.” Se questo è il massimo che la medicina ufficiale è in grado di fare, credo che in tale ambito, a mio modesto e IGNORANTE avviso, debba ancora crescere!
    Se dopo 70 anni di ricerca e di miliardi di dollari spesi per la ricerca nonché di 40 anni di “guerra contro i tumori” questa sia la strada per la “cura” (qualcuno la chiama anche “guarigione”, ma credo che sia un uso improprio del termine) dei tumori, allora vi rispondo che io non ci credo e che Madre Natura sia molto più onesta ed intelligente di quella parte della medicina ufficiale che non vede o che non vuol vedere cosa c’è oltre il proprio autoreferenziarsi.
    Viva, in particolare, tutti quei medici che mettono in discussione, anche a scapito della loro incolumità professionale e non solo, i protocolli medici ufficiali alla luce di risultati sperimentali incoerenti spinti dalla loro libertà, onestà intellettuale e amore per il prossimo.
    Saluti.
     

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  • 27 Aprile 2012 in 16:49
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    Si, vabbè, ma la “Class Action  dell’ anno scorso”, che fine ha fatto? La Boiron è stata condannata? Il Dr. Di Grazia, sul Fatto Quotidiano, ha addirittura scritto che la Boiron è stata costretta a versare 5 milioni di dollari ai “danneggiati”, ma a me non risulta. E se fosse falso, questa sì che sarebbe pubblicità ingannevole.Visto che avete un nuovo Presidente che, nel discorso programmatico, si è ripromesso di smussare certi comportamenti puramente propagandistici che vi hanno fi qui contraddistinto, ditemi se questa Class Action da sola rappresenta l’ inizio di tempi duri per l’ Omeopatia. Una eventuale condanna della Boiron, ad esempio,  proverebbe che l’ Omeopatia non funziona, o proverebbe solo che, secondo le Leggi nord Americane, alcuni suoi distributori non hanno rispettato quelle che regolano la pubblicità? E a quando una Class Action  del Codacons+CICAP in Italy?

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    • 27 Aprile 2012 in 19:10
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      Aldo Grano, non serve la class action per dimostrare che l’omeopatia non funziona. Sta all’omeopatia dimostrare di funzionare meglio del placebo e finora non è stato così.

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  • 27 Aprile 2012 in 17:09
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    @ Visto che sono un Farmacista, do io la risposta a Sebastiano. faccio un favore a Voi Scettici, che siete evidentemente troppo ignoranti in Farmacologia per rispondergli, ma per parlar male dell’ Omeopatia, no. La Chemioterapia cerca di aggredire i tumori con farmaci che ne riducano l’ espansione e, magari, eradichino del tutto il tumore ledendo il meno possibile le cellule sane. La maggioranza assoluta dei Chemioterapici, purtroppo, ha effetti collaterali importanti. Alcuni di questi hanno anche la possibilità di favorire lo sviluppo di  altri tipi di tumore o, addirittura, di aumentare l’a ggressività del tumore che vogliono curare. Il paziente oncologico spesso è più suscettibile di altri allo sviluppo di tumori, e, quasi sempre, ha il sistema immunitario compromesso. Si utilizzano chemioterapici ad alto rischio perché gli studi finora condotti, statisticamnte, ci confortano nel dire che percentualmente, quanto meno, prolungano la vita di questi malati. E, a volte, li guariscono (parlo dei tumori più gravi, altri come il linfoma di Hodgin, hanno una percentuale molto alta di guarigioni grazie alla Chemioterapia.Ove la percentuale di decessi si rivelasse inaccettabile, il farmaco viene ritirato, così come certe statine: in fase di sperimentazione sembrava che i benefici verso i pazienti affetti da ipercolesterolemia fossero maggiori dei malefici degli effetti collaterali, ma poi, usandoli su larga scala, si è visto che gli effetti indesiderati erano troppi, inaccettabili. Ma è una storia eterna nel campo della Farmacologia: Ti ricordo che farmaco vuol dire veleno.
    Aldo Grano Farmacista e, se non mi conosci, fruitore e prescrittore di Farmaci Omeopatici.

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  • 27 Aprile 2012 in 17:35
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    @Aldo Grano: la class action non è ottemperata nel sistema legislativo italiano. Cmq, grazie infinite della spiegazione.
    In merito alla chemio e a eventuali sue alternative, suggerisco di riflettere sulla storia medica del famoso Stefe Jobs. Quando nel 2004 gli trovarono il tumore al pancreas, lui rifiutò categoricamente le cure “classiche”, preferendo cure omeopatiche e dieta vegetariana (anzi, sola frutta), peggiorando notevolmente la sua situazione, tanto che quando finalmente dopo 6-9 mesi (non ricordo con esattezza) si convinse a fare la chemio, il tumore era peggiorato, il fegato stava per collassare (quando nel 2009 gli hanno fatto il trapianto era lì lì), e comunque aveva già altre metastasi (che gli sono state curate con la chemio fino alla sua morte nel 2011).
    Quindi, senza chemio sarebbe morto già nel 2005, con chemio e trapianto è vissuto fino al 2011.
    Ora, sarò anche ignorante in farmacologia, ma a me questo fa riflettere, e mi fa arrivare ad una conclusione molto stringata: chemio1-omeopatia0.
     
     

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  • 27 Aprile 2012 in 17:37
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    Però questo è solo il mio pensiero. Ripeto: se una class action può far accendere i riflettori su una diatriba tanto spinosa, e aiutare a darle una risposta definitiva, ben vengano le class action.
     

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  • 27 Aprile 2012 in 19:04
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    Le Class Action sono possibili anche in Italia, anche se non da molto, e anche se il Legislatore le ha volute limitare. V’è un intero sito dedicato a quelle avviate. Quanto alla Storia che Steve Jobs abbia voluto curarsi con l’ Omeopatia, mi pare una leggenda metropolitana: si è operato subito, come è giusto che faccia chiunque si accorge di avere un tumore al Pancreas. Inoltre, tutto quello che dichiara una persona dell’ impatto mediatico di Jobs, ha una grande risonanza: mi porteresti una sua intervista in cui dichiara di essere stato così temerario?I tumori al Pancreas, anche nella forma lenta e meno aggressiva che ha colpito Jobs, sono brutte bestie per tutte le Medicine e anche per tutti i guaritori. Se avesse avuto la forma più comune, il sopravvivere sette anni avrebbe del miracoloso.

    Rispondi
  • 27 Aprile 2012 in 19:07
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    Devo aver digitato @Emag nel posto sbaglaito, scusate tutti. Sono io nel post di prima.
    Aldo Grano

    Rispondi
  • 27 Aprile 2012 in 19:22
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    Se la Class Action non serve, perché fate tanta pubblicità a queste due, come se fossero in grado di scalfire il successo dell’ Omeopatia? Addirittura avete intitolato l’ articolo Tempi duri per Noi (Omeopati).

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    • 28 Aprile 2012 in 14:19
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      Aldo Grano, perché siamo una rivista e diamo notizie. Una class action da 30 milioni di dollari contro due rivenditori di prodotti omeopatici è una notizia.

      Rispondi
  • 28 Aprile 2012 in 10:45
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    @Sebastiano.
    Ragionamento sbagliato.
    La chemio ha effetti collaterali (come tutti i farmaci), ma la chemio CURA i tumori.
    Per quello si usa.
     
    Sai farmi un esempio di un rimedio alternativo che non abbia effetti collaterali ma che curi i tumori?
    Io non ne conosco.

    Rispondi
  • 28 Aprile 2012 in 11:29
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    @Claudio
    Alcune osservazioni.
    1. Dici proprio bene, con il protocollo chirurgia/chemioterapia/radioterapia, che nella sostanza è rimasto immutato da circa 40/50 anni da quando è stata intrapresa “la battaglia contro i tumori”, si CURANO i tumori non si GUARISCE dai tumori;
    2. Quello che rimprovero alla medicina ufficiale è che mi sarei aspettato qualcosa di più, alla luce di tutte le risorse utilizzate per tale tipo di lotta, che giungere al paradosso che per “spegnere un incendio utilizzo della benzina”: prova a spiegarlo ad un bambino tale principio e vedrai che incontrerai non poche difficoltà a far comprendere l’efficacia del “protocollo”;
    3. Alla luce dei risultati attuali forse sarebbe meglio intervenire seriamente nella prevenzione cambiando il nostro modello di vita (e non solo attraverso gli esami medici di controllo), scoprendo che forse serve poco per avere enormi vantaggi… ma questo avrebbe risvolti economici difficili da digerire per alcuni operatori del settore;
    4. Io mi ripeto sempre: “Se una cosa non la conosco, questo non implica necessariamente che quella cosa non esista o non sia vera”;
    5. Sapevi che esiste il sistema endocannabinoide? http://it.wikipedia.org/wiki/Endocannabinoidi Io l’ho scoperto da poco e questo avvalora ancora di più le mie conclusioni. Mi spieghi la difficoltà di buona parte della medicina ufficiale di ammettere di aver compiuto un grossolano (o interessato?) errore nel trattare la pianta di canapa nel modo in cui è ufficialmente trattata? Forse perché è autorefenziale ed un rimedio naturale non può essere brevettato? Sai quando si viene a conoscenza di determinate cose e si ha il CORAGGIO di credere nel proprio intelletto e quindi nelle proprie deduzioni, non serve un grande sforzo per giungere a conclusione che forse non è come l’hanno sempre raccontata.
    6. Questo ed altro ancora mi spinge a credere che il semplice fatto che la medicina ufficiale non riconosca l’efficacia di un “protocollo alternativo” non è necessariamente garanzia di scelta corretta.
    Cito a memoria: “A volte il buon senso si nasconde per paura del senso comune”.
    Un saluto.
     

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  • 28 Aprile 2012 in 15:24
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    @Sebastiano.
    1. Sbagliato. Dai tumori oggi si guarisce. Molto più di quando non esisteva la medicina moderna.
    2. Concettualmente sbagliato.
    3. Che la prevenzione, l’alimentazione e gli stili di vita siano importanti lo dicono gli oncologi stessi. Mai sentito parlare Veronesi o altri cattivoni di “medici ufficiali”? Strano, eppure secondo il tuo ragionamento avrebbero tutto l’interesse a non farci cambiare dieta…
    Non hai risposto alla mia domanda: se non ti piace il sistema attuale con cui si curano (e si guariscono) i tumori, hai una risposta alternativa?
    Sai come curare e guarire un tumore senza ricorrere ai metodi attuali?

    Rispondi
  • 28 Aprile 2012 in 16:16
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    @Claudio
    Tu hai fatto la scelta di vivere con le tue certezze maturate alla luce delle tue esperienze e delle tue ricerche: tutto questo ti ha condotto liberamente a scegliere. Oggi ritieni di avere le tue risposte. Ottimo per te! E’ una grande fortuna.
    Per me è diverso: non voglio vivere con una sorta di “disagio intellettuale” e quindi cerco e chi cerca… trova sempre nuovi spunti su cui riflettere e nuove occasioni per darsi delle nuove risposte, con continua disponibilità a mutare avviso di fronte ad ogni nuovo dato emergente. Con umiltà consapevole dei miei limiti, sono sempre aperto a rivedere, confrontare, correggere il mio punto di vista… questo viaggio non so quando finirà ma per me questa è vera vita! E oggi per fortuna, prima che in passato, esistono tanti mezzi per conoscere ed informarsi, basta volerlo.
    Ad oggi ho acquisito nuovi elementi e cerco di rispondere alle domande e non ho le tue stesse certezze.
    Quando servirà farò le mie scelte consapevolmente…
    Alla luce di quanto detto, non ritengo che questo sia proprio il luogo adatto per aprire una discussione sulla tua ultima domanda… e non perché io non abbia validi argomenti.
    Saluti e buona ricerca.

    Rispondi
  • 28 Aprile 2012 in 19:39
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    @Claudio: i tumori sono una famiglia molto grande e sono in aumento: ogni 6 anni 1 milione di Italiani, tanto per stare a casa nostra, muoiono di cause che le nostre statistiche mediche, pur con tutti i loro limiti (vai sul sito dell’ AIRT) correlano ai tumori. Alcuni di questi tumori sono, come ho già detto, delle brutte bestie, per tutti: non si hanno certezze di guarigione, anzi, la maggior parte degli sfortunati muore entro tre anni dalla diagnosi. Altri si curano bene, nel senso che la maggior parte dei malati sopravvive anche 10 anni alla diagnosi. Quelli da cui si guarisce totalmente (io, per guarigione totale, intendo che un paziente esce dai controlli perché non più necessari e ha tutti gli organi a posto, ovvero non gli è stato asportato nulla chirurgicamente, eccetto il tumore; e può tornare a vivere come prima della diagnosi). sono rari quasi quanto quelli di cui si muore all’ 80% entro tre anni. Ovviamente, se, come parametro, si piglia la sopravvivenza, non la guarigione, a 5 anni dalla diagnosi, un progresso negli ultimi 20 anni c’è stato, ma scusami se per me questo non è soddisfacentE: 20 anni fa ci volevano una 12na di anni per fare 1 milione di morti per cause tumorali, in Italia.  Vi sono tentativi di sostituire la Chemioterapia e la Chirurgia, che spesso devono operare in tandem sul paziente, con metodi più dolci e meno aggressivi, compresa l’ Omeopatia. La SIOMI, che è la Società di Medici Omeopati più numerosa come iscritti, consiglia ai pazienti di utilizzare l’ Omeopatia solo come Medicina complementare per la terapia tumorale e di procedere con le linee guida dei centri oncologici, ad esempio l’ Istituto Tumori milanese. Vi sono però pazienti che rifiutano la chemioterapia e si rivolgono alle Medicine Complementari e ai guaritori. Vi sono casi di guarigione dappertuttto, ma non esiste cura universale, anche perché non esiste un solo tumore. A me, personalmente, sembra sciocco non sfruttare tutte le conoscienze raggiunte nei vari campi per combattere una malattia che è, normalmente, causata da più fattori e che andrebbe aggredita su più fronti. I motivi per cui sconsiglio ad amici e parenti di combattere i tumori solo con le “medicine alternative” (se ci credono, o se non vogliono la Chemioterapia, sennò  è errato e pericoloso consigliargliele, non solo per i tumori ma di fronte a qualunque patologia potenzialmente letale) è che non esistono in Italia centri oncologici in grado di accogliere e seguire con una equipe medica e paramedica “alternativa” i malati tumorali. Se esistessero ci sarebbe, semplicemente, maggior libertà di scelta. Ma dovrebbero, secondo i miei concetti di SSN, essere monitorizzati dallo Stato, per evitare abusi e controllare statisticamente i risultati e, quindi, la bontà della terapia e la bravura dell’ equipe. ma questo non viene fatto neanche coi centri ufficiali.

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  • 29 Aprile 2012 in 10:34
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    L’Omeopatia (nb: non la fitoterapia) è utile per i bimbi piccoli perchè l’effetto placebo che infonfe alle madri è positivo e il placebo funziona. Per il resto l’omeopatia è come riempire una boccetta d’acqua e dare 20 gocce x 3 volte al giorno..e anche questo funziona proprio perchè è un effetto placebo.               E comunque attenzione anche per alcuni fitoterapici che interagiscono negativamente se assunti con farmaci per tp croniche: TE’ VERDE non va bene con la simvastatina e la lovastatina , il POMPELMO tanto reclamizzato non va bene assieme agli antipertensivi calcioantagonisti, L’IPERICO interagisce negativamente con molti farmaci: – warfarin (Coumadin) acenocumarolo (Sintrom)
    – ciclosporina (Sandimmum)
    anti-hiv: indinavir (Crixivan), nelfinavir (Viracept), ritonavir (Norvir), saquinavir (Fortovase, Invirase)
    efavirenz (Sustiva), nevirapina (Viramune)
    – contraccettivi orali (es. Mercilon, Milvane, Minulet, Triminulet, Harmonet, ecc.)
    – anticonvulsivanti: carbamazepina (Tegretol), fenobarbitale (Gardenale, Luminale), fenitoina (Dintoina)
    – digossina ( Lanoxin)
    – teofillina (es. Aminomal, Diffumal-24, Theo-dur, ecc.)
    – antiemicranici: sumatriptan (Imigran), zolmitriptan (Zomig), rizatriptan (Maxalt, Rizaliv).
    ATTENZIONE IN GRAVIDANZA, MAI ASSUMERE FITOTERAPICI,solo alcuni, tipo lo ZENZERO contro le nausee e comunque solo dopo aver sentito il ginecologo.   Sono solo consigli, poi ognuno ovviamente è libero di fare ciò che la sua “libertà” gli permette. Medico

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  • 29 Aprile 2012 in 13:57
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    Ok, Dr. Martino. Ti sei però dimenticato un consiglio importantissimo: non assumete il Gyno Canesten compresse vaginali per via orale.

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  • 30 Aprile 2012 in 21:07
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    @Aldo : vallo ha spiegare alla Dottoressa Mereu se ci riesci.

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  • 1 Maggio 2012 in 11:32
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    aldo grano.. invece tu ti sei dimenticato  le buone maniere e l’aggressività ed il sarcasmo, se ancora non te ne sei accorto ai giorni nostri, non va più di moda.  Tu invece le gyno canesten mettile su per il naso e tienile a dimora per 72 ore. sgarbato e scortese e intollerante per i pensieri degli altri.

    Rispondi
  • 1 Maggio 2012 in 11:49
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    ahhhh sei un omeopata…ora ho capito tutto….. ma quanti soldi hai guadagnato vendendo acqua grazie al placebo…. il tuo è solo un fare soldi… Bhè ringrazia tanto il placebo, senza di lui saresti nessuno. Ho visto bimbi con polmoniti prchè si curavano con l’omeopatia da 15-20 gg, avendo tosse stizzosa… Bravo Aldo, tu non avresti nemmeno il diritto di entrare in ospedale… E’ UNA VERGOGNA L’OMEOPATIA, spero qualcuno se ne sia reso conto. Tutti quelli che sono venuti da me dicendomi che hanno provato le goccette sub linguali o i granuli per 10 gg ma stanno peggio di prima… Rispondi tu a quesi ammalati visto che sembri un luminare

    Rispondi
  • 1 Maggio 2012 in 12:29
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    SIGNOR ALDO GRANO, la mia scortesia e il mio sarcasmo sono lo specchio della tua frase ignobile sul gynocanesten….ma come si permetti, senza conoscere la persona, di trattarla così. Allora:
    1 vai a scuola di educazione.
    2 io non sono un farmacista ma tu non sai un cavolo di malattie, IO INVECE DI MEDICINE NE COINOSCO A MIGLIAIA.
    3 ho visto troppi casi di errata cura con l’omeopatia, data a persone poi tornate da me e , chissà perchè, guarite dopo poco, con i farmaci tradizionali.
    4 ma chi ha mai insinuato che i farmaci tradizionali non hanno eff. collateral?;
    5 ti consiglio di aver maggior rispetto per la vita umana a scapito del profitto…..e ripeto profitto.
    L’ACQUA NON COSTA COME L’OMEOPATIA, IL PLACEBO Sì
    AUGURI, SARANNO TEMPI DURI PER VOI CIARLATANI

    Rispondi
  • 1 Maggio 2012 in 12:37
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    @Luk: La Dr.ssa mi ha risposto che lei i problemi di candida li risolve tutti con questa preparazione magistrale: 1) si scrive MICONAZOLO (tutto maiuscolo e in caratteri gotici) su un pizzino. 2) Si compra in Farmacia una confezione di ostie e vi si avvolge il pizzino. 3) Si fa un Atto di Rebirthing preceduto da un’ ora di Capanna Essudatoria 4) Si introduce la preparazione magistrale nell’ organismo. La via di introduzione non è importante, la candidosi è una malattia dell’ anima. Quindi la via orale è la più comoda. Ma se la paziente è convinta che sia una malattia fisica, la può anche utilizzare come ovulo.

    Rispondi
  • 1 Maggio 2012 in 13:05
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    MICONAZOLO: DAKTARIN, CLOTRIMAZOLO, ALTRO FARMACO APPARTENENTE ALLA STESSA FAMIGLIA… OGNUNO FACCIA COME VUOLE MA LEI, DI PRIMO IMPATTO, LE CONSIGLIO DI TRATTARE MEGLIO LE PERSONE, SPT SE NON LE CONOSCE. ALTRIMENTI SI FA SOLO BRUTTE FIGURE.

    Rispondi
  • 2 Maggio 2012 in 00:07
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    Io ho concluso e comunque ha ragione perfettamente

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  • 2 Maggio 2012 in 01:08
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    Mio nonno e’ morto di tumore alla prostata – mio zio sopravvive felicemente da 15 anni, senza alcuna metastasi: non abbiamo fatto alcun progresso nella cura dei tumori? I don’t think so…
    Ci sono piu’ tumori adesso di 100 anni fa per due possibili ragioni:
    – cambiamento degli stili di vita
    – AUMENTO NOTEVOLE DELLA SPERANZA DI VITA GRAZIE AI FARMACI!!! sempre per rimanere in famiglia, mio nonno (l’altro) e’ morto di polmonite, mio padre e’ stato salvato dalle prime penicilline – ed e’ morto, 50 anni dopo, di tumore.

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  • 2 Maggio 2012 in 08:47
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    @Sebastiano
    Ti ho fatto una semplice domanda, non hai risposto.
    Te la ripeto, nel caso non l’avessi capita:
    visto che critichi tanto i metodi “ufficiali” per curare i tumori, ne conosci qualcuno “alternativo” privo di effetti collaterali e che funzioni?

    Rispondi
  • 2 Maggio 2012 in 09:17
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    @AldoGrano: ciao, scusa se rispondo solo ora. L’episodio è riportato nella biografia ufficiale di Steve Jobs, scritta da Walter Isaacson (su richiesta di Jobs stesso), al capitolo XXXIV “Primo round”, il numero di pagina sulla mia versione dell’eBook non lo vedo, ma il paragrafo comincia così “Con orrore di sua moglie e dei suoi amici, Jobs decise di non farsi asportare il tumore chirurgicamente…..<<Non volevo assolutamente che mi aprissero la pancia, per cui cercai di vedere se c’erano altre cose capaci di guarirmi>>.. si mise a osservare una rigorosa dieta vegana… aggiunse l’agopuntura, svariati rimedi fitoterapici e altri trattamenti che trovò in internet o consultando diverse persone, tra cui un sensitivo…” ….”Finalmente, nel luglio del 2004 (la diagnosi fù fatta nell’ottobre 2003, ho confuso le date), fu messo davanti ad una TAC che mostrava come il tumore fosse aumentato e si fosse diffuso, e questo lo costrinse ad affrontare la realtà”…”Purtroppo, il cancro si era diffuso. Durante l’operazione, i medici avevano trovato tre metastasi al fegato. Se lo avessero operato nove mesi prima, forse avrebbero potuto asportare il tumore evitando che si diffondesse, anche se non ne avrebbero mai avuto la certezza. Jobs iniziò la chemioterapia.”
     

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  • 2 Maggio 2012 in 10:08
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    @Claudio
    Ma io ti ho risposto.
    Comunque sia… se vuoi che io ti scriva che non ho alcun pacchetto “chiavi in mano” (già collaudato e possibilmente in prima persona) alternativo ai metodi ufficiali, da proporti completo dell’elenco dei principi attivi e della posologia, privo di effetti collaterali da usare con certezza assoluta di GUARIGIONE dalla qualsivoglia tipologia di tumore ti scrivo che:
    IO NON HO ALCUN PACCHETTO “CHIAVI IN MANO” DA PROPORTI… e pensandoci bene neanche la medicina ufficiale ne ha mai proposto uno.
    Ma rimango in fervida attesa che la medicina ufficiale si proponga con uno o più protocolli di maggiore coerenza, possibilmente facendo un uso limitatissimo (tendente a zero) di paradossi… e nel frattempo continuo la mia ricerca (v. interventi precedenti).
    Alcune osservazioni: sapevi che la FDA richiede per l’approvazione d’ogni nuovo prodotto farmaceutico una serie di test da 800 milioni di dollari? Una volta autorizzato si ha la possibilità di recuperare quanto meno gli 800 milioni di dollari spesi per i test grazie a tale autorizzazione e quindi all’esclusiva su quel prodotto (è però cosa nota che l’obiettivo delle case farmaceutiche, essendo per lo più delle SPA, va ben oltre gli 800 milioni di dollari, almeno guadagnarci 10 volte di più altrimenti non ha senso l’investimento… perché si tratta di un investimento essendo delle SPA). Tu dirai che sono test indispensabili e dispendiosi a garanzia e tutela della salute pubblica. A questo obietterei che la storia recente è non povera di casi di farmaci autorizzati dalla FDA e subito dopo ritirati dal mercato per gravi effetti collaterali (a volte mortali, che si scopre erano già noti al livello di sperimentazione ovvero durante i famosi test da 800 milioni di dollari svolti a garanzia e tutela della salute pubblica).
    A questo punto, ammesso e non concesso che esista un rimedio naturale alternativo (che ricordo non è brevettabile) per la cura di una determinata malattia, quale casa farmaceutica sarebbe disposta a tale sacrificio non potendosi assicurare l’esclusiva? Ad oggi non mi è noto che alcun filantropo si sia mai proposto in tal senso. Da questo ONESTAMENTE ne deduco che PER ME non è condizione necessaria e sufficiente (forse sarebbe necessaria ma sicuramente non sufficiente) affinché si possa dichiarare, al di la di ogni ragionevole dubbio, che non esiste valido rimedio naturale alternativo (o solamente alternativo) per una determinata malattia solo perché non esiste l’autorizzazione della FDA (o similari).
    Ma perché tiro in ballo sempre la FDA? Perché è negli USA che si svolgono la maggior parte delle ricerche in campo farmaceutico, perché gli USA sono un ottimo mercato per vendere i farmaci (v. interventi precedenti) e perché avere il benestare della FDA è un passepartout (o quanto meno una ottima referenza) per “dispensare” i risultati di tali ricerche a beneficio dell’umanità agli altri stati del mondo.
    Io continuo a domandarmi e a ricercare.
    Buona giornata a te Claudio.
     

    Rispondi
  • 2 Maggio 2012 in 14:25
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    @Sebastiano.
    La mia domanda era semplice e diretta per vari motivi.
     
    1)L’articolo di Query riguarda l’omeopatia, in particolare una class action contro un prodotto inefficace venduto con informazioni a dir poco truffaldine (non esiste nessun microrganismo chiamato Oscillococcinum, l’efficacia del farmaco è stata dimostrata non superiore al placebo, etc…)
    2) Come sempre, quando si parla di omeopatia salta fuori qualcuno con il ritornello “si ma la chemioterapia usata per curare il cancro ha effetti collaterali”! E che cavolo significa??? Non si parlava di un presunto rimedio contro l’influenza??? Tipica strategia per tentare di provare l’assunto medicina=cattiva, omeopatia=buona.
    3) Si fanno affermazioni false e non provate da dati: di cancro ci si ammala di più (vero, anche perchè non si muore prima di tifo, difterite e altre malattie debellate dalla cattiva medicina) ma si muore sempre di meno.
    4) Si attaccano metodi che hanno percentuali di successo, ma non si fanno proposte costruttive. Perché? Perché così si pensa di riabilitare l’oscillococcinum?
    5) Parli di rimedi naturali non brevettabili: è un falso. Se si scoprisse che, inventiamo, il succo di mandragora avesse proprietà miracolose, una qualsiasi casa farmaceutica troverebbe il modo di isolare i principi attivi responsabili delle proprietà miracolose, li sintetizzerebbe in laboratorio con i giusti dosaggi, metterebbe un nome al farmaco così ottenuto e farebbe miliardi. Altrimenti perché la Bayer continua a vendere l’aspirina se lo stesso principio attivo è ottenibile dal salice?
    6) Provo a darti il beneficio del dubbio e penso che tu non sia un troll ma ti stia ponendo realmente delle domande. Prova a cercare il numero di Aprile de Le Scienze e leggiti l’articolo sulla situazione attuale del trattamento di un particolare tipo di tumore. Poi magari parliamo di cosa hai capito di come funziona la medicina.
    Se una cosa funziona, verrà utilizzata per fare profitto. Non è bello (sono il primo a dire che il diritto alla salute dovrebbe essere garantito gratuitamente) ma per ora il mondo funziona così.
    Se non funziona, qualcuno proverà a farci profitto lo stesso (vedi omeopatia).

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  • 2 Maggio 2012 in 15:56
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    Vi sono alcuni luoghi comuni trasversali agli schieramenti da sfatare:
    1) Non è vero che far approvare un nuovo farmaco alla FDA costi sempre 800 milioni di Dollari. Ragionaci un attimo: sono 1600 miliardi di Lire. Forse alcuni farmaci, particolarmente sfortunati, possono essere costati tanto all’ incauta industria, ma non certo tutti. In questo momento la Novartis dichiara di star sperimentando 130 nuovi Farmaci. La Novartis, che l’ anno scorso era la seconda tra le Big Pharma, fattura meno di 50 miliardi di dollari. Se fosse come dici Tu, dovrebbe spendere il doppio del fatturato solo per portare a termine queste ricerche.
    2) Non è vero che non ci sia letteratura scientifica che dimostri l’ efficacia dell’ Oscillococcinum nella prevenzione e, ancor di più, nell’ accellerare la guarigione dall’ influenza. Un riassunto corretto e onesto è qui:
    http://www.farmacovigilanza.org/fitovigilanza/efficacia/1106-01.asp
    Da lì si può anche risalire agli originali. E capire, dopo una ricerca legale sul termine “truffaldino”, che sarebbe bene moderare i termini.
    3)Il Fatto che un Farmaco venga chiamato commercialmente Oscillococcinum, in onore di chi ha scoperto che l’ estratto di fegato dell’ anatra muta racchiudeva il segreto della immunità di questo animale all’ influenza, non significa che sia pubblicità ingannevole o, peggio, una truffa. Roy pensò trattarsi di batteri, non lo erano. L’ efficacia dell’ estratto non dipende da questi inesistenti batteri, ma è ugualmente efficace. Ad esempio la Cardioaspirina non cura alcuna malattia cardiaca, essendo utilizzata per prevenire la trombosi. E’ un nome commerciale, e solo un imbecille promuoverebbe una class action contro la Bayer per pubblicità ingannevole.
    4) Il fatto che i tumori siano in aumento a causa dell’ aumento della durata della vita media è proprio un vecchio luogo comune risalente agli anni 50. Vai sul sito dell’ AIRTUM (nell’ intervento più sopra mi ero sbagliato, AIRT è il sito sui trapianti) e studiati le età di incidenza dei vari tumori. Comunque, se mi trovi una metaanalisi Cochrane o di un altro Ente qualificato, anche dell’ isituto Tumori di Milano, che documenti come, World Wide, l’ aumento dei tumori negli ultimi 20 anni sia proprorzionale all’ aumento della durata della vita media, mi complimenterò con Te e rassicurerò i miei clienti sotto i 60 anni.
    5) L’ idea che la Boiron e le altre industrie omeopatiche (internazionali, al massimo, non multinazionali)
    abbiano grandi interessi economici è pura ignoranza sui numeri, cosa abbastanza umiliante per chi si vanta di avere un approccio scientifico a tutti i problemi: Ho scritto più sopra quanto è il fatturato della Novartis. Quello della Boiron è dell’ ordine di grandezza di 300 milioni di dollari. Tutte le altre industrie e industriette omeopatiche del mondo, messe insieme, non credo che arrivino ad altri 300 (milioni, non miliardi). Il fatturato mondiale dei Farmaci Allopatici è stimato in 500 miliardi di Dollari.

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  • 2 Maggio 2012 in 16:59
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    Quindi si potrebbe giungere alla conclusione che “Nulla di personale, ma sono solo affari!”… per tutte le parti attivamente coinvolte (i produttori).
    Dire che la medicina alternativa è tutta inutile non ritengo corrisponda al vero.
    Dire che la medicina ufficiale commette più errori che altro non ritengo corrisponda al vero.
    Quindi come al solito la verità sta nel mezzo… il problema sta tutto qui.
    Un vecchio saggio mi disse: “In presenza di tre testimoni in occasione di un avvenimento ci saranno 4 (quattro) versioni dei fatti!”… effettivamente non aveva tutti i torti.
    Buona ricerca a tutti.
     

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  • 3 Maggio 2012 in 11:11
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    @Sebastiano. Qui nessuno ha detto che TUTTA la medicina “alternativa” è inutile. Se mi parli di fitoterapici, siamo daccordo che possano esistere principi attivi efficaci contro alcune malattie, magari non ancora compresi.  Come sono daccordo che una qualche manipolazione del corpo possa avere effetti sulla salute (massaggi, applicazione di oggetti caldi/freddi) da studiare.
    Sebastiano, condivido la tua ultima osservazione, la verità sta nel mezzo.
    Ma tra le palline di zucchero per curare l’influenza e la terapia del cancro, nel mezzo c’è un mare.
    Non capisco perché quando si parla di palline di zucchero che sono state bagnate con acqua che non contiene nemmeno una molecola di un presunto rimedio contro l’influenza, uno dei primi commenti è sempre “però le cure per il cancro hanno effetti collaterali”!
    Qui si parlava di zucchero e influenza 🙂
     
    @Aldo, sono daccordo con alcuni punti che citi. Non conoscevo il lavoro che hai linkato, prometto di approfondire l’argomento con qualche medico (anche per capire quanto sia serio il lavoro citato, ho letto qualche frase che mi fa venire il dubbio).
    Concedimi però di essere assolutamente scettico che una pallina di zucchero venuta in contatto con acqua distillata pura possa curare qualcosa, e che per la stessa acqua distillata ci sia differenza tra l’essere sbattuta in una boccetta da un operatore omeopata e essere stata sballotata nel tubo dello sciacquone, nell’impianto di depurazione, nelle rapide del fiume insieme ai cavedani e fatto tutto il ciclo dalle nuvole al tubo che la portava all’impianto di osmosi inversa, che nel caso fosse vera la storia della memoria il principio attivo più potente sarebbe quello con cui era in contatto prima di tirare lo sciacquone.

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  • 3 Maggio 2012 in 12:28
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    A mio modesto avviso, fintantoché l’uomo, e nella fattispecie la medicina ufficiale (occidentale in primis), continuerà a non riconoscere/vedere che la VITA in generale, e la nostra di umani in particolare, è basata/fondata sulla “comunicazione/scambio/partecipazione/interazione/relazione” tra più parti (dall’aspetto più macroscopico dell’essere umano a quello più infinitesimale sub-atomico, perché vi ricordo che siamo fatti anche di atomi!), comprendendo finalmente che l’uomo è fatto di corpo, di mente e di anima (quest’ultima non necessariamente intesa in senso cristiano) che comunicano, scambiano, partecipano, interagiscono e relazionano e che quindi (cito a memoria) “l’intero vale più della somma delle singole parti”, noi ci ritroveremo sempre a discutere delle stesse cose!!
     
    Posso garantire che a volte, in barba a tutto e a tutti, una caramella di zucchero bagnata nell’acqua distillata, in un contesto particolare, può avere degli effetti positivi ben superiori a qualsiasi altra medicina ufficiale… e questo perché il corpo non è separato dalla mente e viceversa! Per me il cuore non è soltanto una pompa, per me il cervello non è soltanto un ammasso di “SEMPLICI connessioni neurali” ovvero di “SEMPLICI impulsi elettrici” (io lavoro in quest’ultimo settore, quindi basta simularli per ottenere un duplicato/copia conforme del cervello!), ma siamo molto di più di quello che l’approccio RIDUZIONISTICO E MECCANICISTICO della medicina ufficiale ci vuole far credere! A volte la pillola da sola non aiuta, occorre altro: occorre capire/comprendere veramente la causa della malattia, non soffermandosi alla semplice diagnosi “fotografica” DEL CORPO del malato con lo scopo di incasellarlo in una qualche enorme matrice e in corrispondenza della casella attivare un protocollo di pillole! Non sono sicuramente pochi i casi di quei dottori che “prescrivono solo analisi” e non dialogano con me Uomo! Molto probabilmente è perché non lo sanno fare! E purtroppo noto che la cosa è non poco diffusa anche tra i nuovi dottori e la colpa non è necessariamente la loro ma del “modello medicina”! Hanno dei protocolli da rispettare/attivare e queste sono le loro certezze (a volte anche dubbi)… e a volte le nostre sofferenze!
     
    Ma l’uomo, la vita è ben altro! Per il resto, purtroppo, è per lo più un problema di soldi e una guerra tra poveri!!!
     
    P.S. Sia bene inteso che è lungi da me mettere in discussione il lavoro, gli sforzi compiuti quotidianamente dal singolo dottore, infermiere e simili… chi vuole intendere intenda!
    Io sto discutendo del metodo e non dei singoli.

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  • 3 Maggio 2012 in 15:03
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    Caro Claudio, come Te, quando si portano lavori clinici a chi ha deciso di non credere all’ Omeopatia, queste persone tornano ai ragionamenti più facili e comodi, abbandonando la Scienza, che è faticosa, scomoda e raramente Ti fornisce, tramite l’ applauso di tutti, quel consenso che le fatiche degli Scienziati meriterebbero. Prova a fermarTi sul Tuo ragionamento: si prende acqua distillata e, mediante un procedimento standardizzato che oggi viene eseguito soprattutto a macchina, non a mano, e controllato, si diluisce in essa un preparato. Dall’ altra parte si prende acqua di mare o, come suggerisci Tu, acqua di sentina. E si pretende di fare un confronto. Non solo: si attacca l’ idea della memoria dell’ acqua, che è un tentativo di molti Omeopati, ma non certo di tutti (l’ idea che oggi si afferma tra la maggioranza, almeno qui in Italia, è quella dell’ Ormesi) col ragionamento che questa acqua dovrebbe avere  memoria di tutti i passaggi subiti, sia se prelevata da una sorgente e poi distillata, sia se prelevata dal cesso di casa. Come se la “memoria” descritta da Benveniste allora e o oggi da Montagnier fosse uguale alla memoria del nostro cervello (e dei cui meccanismi non abbiamo certo conoscenza completa). E’ buona come propaganda per gente che non è mai stata in laboratorio. Se andassi nelle fabbriche dove si produce acqua distillata per uso farmaceutico questi ragionamenti non li faresti più. Mi pare che il Vostro nuovo Presidente abbia messo, tra i buoni propositi, quello di far sì che il CICAP la smetta di condurre battaglie basandosi sulla denigrazione dell’ avversario. Addirittura, tempo fa, qui su Query è stato pubblicato un articolo degli Scettici Albionici che invitava a non considerare gli Astrologi tutti ignoranti d’ Astronomia. Noi Ti portiamo lavori scientifici: si criticano, punto per punto, sulla metodica scientifica, sulla raccolta dei dati, sugli strumenti usati. Si prova  a riprodurli e se i risultati non sono sovrapponibili, si pubblicano, come dimostrazione che il lavoro non dà risultati attendibili e riproducibuili. In due parole: si fa fatica. Se volete fare scambi di battute, almeno io mi sento di tenerVi testa anche in Goliardia.

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  • 3 Maggio 2012 in 22:55
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    @Sebastiano
    Che la vita sia comunicazione/scambio/partecipazione/interazione/relazione” tra più parti mi sembra evidente: se si ferma il cuore dopo poco tempo muore il cervello, se si rompe il cervello si ferma anche il cuore; se per un incidente mi si stacca una gamba dopo un po’ muoio. Per cui, molto razionalmente, cerco di aggiustare il cuore, il cervello, la gamba. E’ proprio quello che fa la medicina (quella “ufficiale”, per intenderci, applicata, ne convengo, da medici spesso poco cortesi ed umani). Se tu invece credi che l’interazione cuore che si ferma – cervello che muore non dipenda da quei principi fisico chimici che ci insegnano a scuola, ma dipenda da un qualcosa legato all’anima, io rispetto la tua opinione religiosa, ma ti chiedo di non volerla considerare come scienza. Sarebbe offensivo soprattutto nei confronti della religione.

    Rispondi
  • 3 Maggio 2012 in 23:43
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    @Paolopez
    Perdonami ma per me il tuo approccio rimane riduzionistico e meccanicistico.
    Ritengo che per la maggior parte dei problemi di natura “meccanica” (cuore fermo, ostruzioni varie, rottura di ossa, ricostruzioni, trapianti e similari) la chirurgia della medicina ufficiale ha compiuto passi di tutto rispetto e di indubbio valore sociale: e non riconoscerlo sarebbe non intellettualmente onesto.
    Ma non ci sono, per sfortuna nostra, solo problemi “meccanici” di cui si conoscono le cause e si cerca di ridurre gli effetti negativi.
    Non riesco purtroppo a trasmettere chiaramente il mio punto di vista… ma questo è un mio problema per le mie limitate e modeste capacità oratorie. Pazienza.

    Rispondi
  • 4 Maggio 2012 in 07:48
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    @Sebastiano
    Tu riesci a trasmettere molto chiaramente il tuo punto di vista. Chiarisco meglio il mio. Gli esempi che ho fatto prima erano certamente un po’ “grezzi”, ma direi non solo meccanicistici: il cuore si può fermare sì per una pallottola o un trauma, ma anche per un infarto e per altri motivi che non ti so elencare, perché non sono medico, ma che dipendono certamente da fenomeni fisici, chimici, elettromagnetici ecc. Questi fenomeni, in molti casi, sono legati anche ad eventi di tipo emozionale (paure, stati d’animo, depressioni o esaltazioni, ecc.). Molte di queste cose siamo in grado di studiarle abbastanza bene, altre no. Se non conosciamo le cause io credo che non siamo in grado di fare di fare molto, se non provare, sperimentare e vedere i risultati. Talvolta, provando e riprovando, riusciamo ad ottenere degli effetti senza conoscere i meccanismi di azione, semplicemente constatando che facendo qualcosa di definito otteniamo, sttisticamente, certi risultati più o meno definiti. Quando succede così, cerchiamo di scoprire come mai ciò accade o, per meglio dire, cerchiamo di descrivere in maniera più analitica il fenomeno, al fine di ottenere, sfruttando quanto riusciamo a capire, un utilizzo più ampio per curare altre patologie. Facendo un esempio teorico e approssimativo, se mi rendo conto che la sostanza X agisce sul problema Y in quanto crea un campo elettromagnetico di un certo tipo, posso pensare di costruire un apparecchio che produca un analogo campo e che curi quel tipo di problemi. Vi sono quindi 2 approcci di base, a mio parere, validi (possiamo chiamarli, sommariamente, meccanicistici, io non li considero affatto riduttivi): opero con farmaci e terapie di cui conosco abbastanza bene i meccanismi, e quindi li utilizzo razionalmente; opero con farmaci e metodologie di cui conosco solo gli effetti, e li adopero statisticamente, nel senso che ho delle tabelle che mi dicono: se fai così, con una certa probabilità succederà questo. E’ un concetto grossolano, ma, ripeto, giusto per capirci. Vi è poi una terza ipotesi, che è quella della ricerca: non so nulla, vado per tentativi, seguo delle mie intuizioni più o meno valide. In genere dalla terza situazione si cerca di passare alla seconda e poi alla prima, questo avviene nella realtà di oggi, e non solo in medicina, sei d’accordo? Tu invece hai una tua convinzione, che però rimane, al momento, indescrivibile sia da te che da parte di tutti i cultori dell’omeopatia. Siete, a mio parere, nella terza fase: i meccanismi non si sanno, i risultati non sono statisticamente dimostrati. Dopo 200 anni dalla intuizione di Hanneman vale la pena continuare? Tutti i tuoi interventi qui dimostrano la tua scarsa fiducia verso l’attuale medicina. Io sono d’accordo, l’attuale medicina ha enormi limiti. Ma dedurre da questo fatto che ne debba esistere un’altra migliore è del tutto fideistico. Equivale a dire “se Dio non esistesse, che senso avrebbe la nostra vita? quindi Dio esiste”. Non è un caso, e credo vorrai convenirne con me, che la lettura di testi di medicine alternative evidenzi linguaggi e logiche molto simili a quelli usati in religione, ed enormemente differenti rispetto al linguaggio scientifico. Se però tu, per assurdo, riuscissi a dimostrare l’esistenza di Dio (dimostrazione in senso scientifico: descrivibile, prevedibile, riproducibile) avresti eliminato Dio, riducendolo ad un qualunque fenomeno. Allo stesso modo se si dimostrasse l’efficacia dell’omeopatia, descrivendola in maniera esauriente, la stessa diventerebbe, a tutti gli effetti, medicina ufficiale, come antibiotici, chemioterapia, aspirina, ecc.ecc. e non avrebbe più alcun senso parlare, come fai tu, di “anima”. (tu ti limiti a questo, sei un moderato, ma certi altri dicono cose molto più “metafisiche”).Mi ha infine colpito fortemente la tua frase “la chirurgia della medicina ufficiale ha compiuto passi di tutto rispetto”; perché, la farmacologia invece no? (non potrebbe esistere chirurgia senza farmacologia, credo). Io avrei detto più semplicementecosì:”la medicina ufficiale ha compiuto passi di tutto rispetto”. Medicina= farmaci, chirurgia, apparecchi medici, fisioterapia ecc. ecc.

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  • 4 Maggio 2012 in 09:38
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    @Paolopez
    Buongiorno a te.
    Ti pongo una domanda: secondo te è più facile versarsi un bicchiere d’acqua, aprire la scatola delle pillole, servirsi una pillola sul palmo della mano, portare la mano fino alla bocca per immettere la pillola, bere il bicchiere d’acqua deglutendo la pillola (ho volutamente allungato il brodo per rendere più equo il confronto!) o stravolgere il proprio modello di vita, inteso come abitudini alimentari e non (perché per molti significherebbe stravolgere il proprio modello di vita), per ottenere risultati di qualità di vita sostenibili, scoprendo che non servono tutte le pillole (non necessariamente in senso letterale) che ci propongono e che forse in Natura esistono già rimedi per diverse patologie? Secondo me nel contesto occidentale in cui ci troviamo è obiettivamente più facile per molti la prima! Ma per avere la pillola da deglutire deve esserci qualcuno che te la vende. Io che te la vendo scopro che il sistema funziona ed è proficuo: e se mi inventassi qualche altra malattia? Per esempio, ultimamente in TV (spot pubblicitario) si sente dire che “la cellulite è una malattia”: quando l’ho sentita mi è venuto un conato di vomito! E’ fondamentalmente una questione di SOLDI! Non è un problema di ricerca (istinto insito e sano dell’Uomo), ma dell’ingerenza tra chi dispensa farmaci nel mercato e i soldi (che quindi orientano la ricerca), che non sempre trovano il giusto compromesso! Spero vivamente che non sia passata l’idea che lo scrivente sia contro la ricerca scientifica perché qui e adesso mi metto in ginocchio e chiedo scusa umilmente alla libertà e al genio dell’Uomo! Ma temo l’avidità dell’uomo vestita con gli abiti della ricerca libera e geniale! E stando alla storia recente gli argomenti da discutere in tal senso non mancherebbero sicuro!
    Un piccolo esempio: http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/11/02/news/cannabis-24280140/
    Che diavolo aspettano a studiare la cosa con la stessa “passione” che li caratterizza nel trovare un nuovo farmaco di sintesi (dal miliardo di dollari) per capirne di più e meglio? Forse perché non gli conviene economicamente? Riabilitarla a pieni voti è quantomeno sconveniente.  Dovranno trovare un imbarazzante compromesso!
     
    Se questa è la medicina a cui devo ciecamente consegnare la mia vita in caso di bisogno, se permetti ho qualche riserva! E questo è solo un esempio! Potremmo avere di più se solo si cercasse in altre direzioni, ma questo significherebbe filantropia che è ben altro! Oggi da noi è una questione di SOLDI!
     
    Se per religione (e quindi per anima) fai riferimento a quella cristiana, ti invito a leggere dal “Codice di diritto canonico” il canone 205 per la definizione analitica di “cattolico”: e tu pensi che alla luce dei miei interventi fin qui riportati io possa conformarmi a tale definizione? Spero che non sia passato questo messaggio! Mi ripeto: ho difficoltà a vivere con i disagi intellettuali! O quanto meno ci provo!
     
    P.S. Scusami se mi sono riferito solo alla chirurgia, ma ti faccio notare (sarcasticamente) che tu hai risposto questa mattina alle 8.00 io ho risposto a mezzanotte di ieri… ci provo ad essere sintetico ed esaustivo ma sono limitato, lo sai! 🙂

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