E-Cat, resoconto della conferenza di Focardi

Continua la nostra rassegna sull’E-Cat. Qui tutti gli altri articoli sull’argomento.

Mercoledì 4 maggio, in un seminario organizzato dal prof. Adalberto Piazzoli presso il Dipartimento di Fisica Nucleare e Teorica dell’Università di Pavia, Sergio Focardi ha raccontato il percorso che ha portato dalla controversa scoperta delle presunte reazioni nucleari a bassa temperatura tra nichel e idrogeno all’incontro con Rossi e al successivo sviluppo dell’E-Cat.

Il punto di partenza sono stati i primi esperimenti condotti all’università di Siena con Piantelli e altri a metà degli anni Novanta, in cui si notava la produzione di calore anomalo e l’emissione di raggi gamma e neutroni nella interazione tra nichel e idrogeno: i risultati furono pubblicati in due articoli su Il nuovo cimento, la rivista della Società Italiana di Fisica. Immediatamente cominciò il lavoro di altri gruppi di ricerca per tentare di replicare i risultati di Focardi e Piantelli; un gruppo al CERN, di cui faceva parte anche Antonino Zichichi, rilevò sempre su Il nuovo cimento qualche occasionale aumento di temperatura ma non il calore anomalo e le radiazioni osservate a Siena.
Lo stesso Piazzoli, che ricopre anche la carica di vice presidente del CICAP, prese parte a un gruppo di lavoro che tentò di replicare anche a Pavia i risultati di Focardi e Piantelli. Pur lavorando in stretto contatto con Focardi, non riuscirono a ottenere nulla di significativo. Il risultato negativo del gruppo di Pavia non è stato purtroppo pubblicato su una rivista, ma è documentato in una tesi di laurea; Piazzoli ne parla brevemente qui. Le ricerche si interruppero fino a quando Rossi si mise in contatto con Focardi, nell’estate del 2007, proponendogli una collaborazione.

Focardi presenta il primo tentativo di E-Cat

Focardi ha poi raccontato che fin dal primo esperimento nel capannone di Bondeno nell’ottobre 2007 si è manifestata una macroscopica produzione di energia, in apparenza difficile da controllare e in grado di sostenersi anche per tutta una notte senza calore fornito dall’esterno. A quella prima e rudimentale fase (il prototipo era immerso in un secchio d’acqua posato sopra un bidone) ne sono seguite altre mostrate da Focardi in fotografie inedite di alcuni prototipi messi a punto da Rossi. Il reattore ha cambiato forma molte volte, si è passati dall’aggeggio che scaldava l’acqua del secchio alla versione attuale con l’acqua corrente. Quello che non sembra essere cambiato è la composizione della polvere contenuta nel nucleo dell’E-Cat: nichel in polvere e un ingrediente segreto che catalizzerebbe la reazione e che apparentemente avrebbe dovuto essere presente già nel primo prototipo del 2007. Focardi assicura di non essere a conoscenza della natura di questo misterioso catalizzatore, ma lascia intendere che possa trattarsi di un qualcosa in grado di scindere l’idrogeno molecolare (in natura l’idrogeno si trova solo sotto forma di molecole composte da due atomi legati assieme) in idrogeno monoatomico.

Purtroppo, quello che molti speravano fosse un seminario di presentazione delle prove di un effettivo “ritorno della fusione fredda”, o per lo meno una discussione di possibili modelli teorici del processo, si è rivelato abbastanza deludente: completamente privo di dati, misure, schemi e altri dettagli tecnici che i molti fisici in sala si aspettavano. Nella discussione finale, sollecitato (da qualcuno fin troppo bruscamente) a fornire dettagli tecnici sulla sua ipotesi di spiegazione, Focardi ha di nuovo ipotizzato un qualche tipo di reazione di fusione protone-nichel e conseguente catena di decadimento del rame, come descritto nel report reso pubblico sul blog di Rossi e nella domanda di brevetto. Questo ha però suscitato lo scetticismo di tutti i fisici presenti, che immediatamente hanno cominciato a scribacchiare calcoli su ogni genere di pezzo di carta. Una reazione del genere dovrebbe produrre un flusso di neutroni e soprattutto gamma tale da non poter essere completamente schermato dal sottile strato di piombo che riveste l’E-Cat, ed è stata esclusa fin dalla prima dimostrazione di gennaio. D’altronde i neutroni, se pure in piccola quantità, sarebbero stati presenti negli esperimenti di Focardi e Piantelli degli anni Novanta.

Si rimane sempre allo stesso punto: fino a che non sarà fatta una verifica indipendente della produzione di energia, l’E-Cat rimane solo una affascinante ipotesi.

Riferimenti bibliografici

I lavori originali di Focardi e Piantelli:

  • S. Focardi, R. Habel, F. Piantelli, “Anoumalous Heat Production in Ni-H Systems” Nuovo Cimento A107:163-167 (1994)
  • S. Focardi et al., “Large excess heat production in Ni-H systems”, Nuovo CimentoA111:1233-1238 (1998)
  • A. Battaglia et al., “Neutron emission in Ni-H systems” Nuovo Cimento A112:921-931 (1999)

Queste le pubblicazioni su riviste scientifiche sottoposte a peer review; esistono anche alcuni atti di congressi, riportiamo solo il seguente perchè riguarda la presenza di radiazioni gamma:

  • S. Focardi et al., Evidence of elecromagnetic radiation from Ni-H Systems, presentato alla 11th International Conference on Condensed Matter Nuclear Science, 2004, Marseille, France

La pubblicazione del gruppo del CERN:

  • E. Cerron-Zemballos et al., “Investigation of anoumalous heat production in Ni-H systems”, Nuovo Cimento A109:1645-1654 (1996)

Il tentativo del gruppo di Pavia; la tesi ha inoltre un’ottima bibliografia:

  • F. Borella, Una verifica sperimentale di produzioni anomale di calore in un sistema a nichel-idrogeno. Tesi di laurea, Università degli Studi di Pavia. Relatore: prof. A. Piazzoli, correlatore: prof. L. Nosenzo, a.a. 1998-199

888 pensieri riguardo “E-Cat, resoconto della conferenza di Focardi

  • 22 Giugno 2011 in 17:25
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    Varalta

    Confido proprio il quell’avranno…. fino ad ora non hanno…

    come fai a dirlo? sarebbe alquanto masochistico firmare un contratto di questo tipo senza aver prima steso un bel protocollo che li tuteli in particolare sul cosa possono/non possono dire e sul cosa possono/non possono fare, non trovi?

  • 22 Giugno 2011 in 17:32
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    @AC/DC
    come fai a dirlo?
    Non mi sono spiegato: parlavo di quello che ho visto in rete fino ad ora… fa piangere…

  • 22 Giugno 2011 in 17:51
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    Io sono perfettamente d’accordo col dott. Franchini, la faccenda è più seria di ciò che sembra, gli organi di informazione e la vulgata di internet hanno lasciato passare un sostanziale possibilismo (si ascolti ad esempio  mr. kilowatt su radio 24)…. oggi come oggi al pubblico passa l’idea che questa cosa potrebbe funzionare insomma che come probabilità siamo ad un 50-50. Cosa grave è che quest’idea è passata anche a chi deve prendere importanti decisioni in campo energetico ma sa poco di energia.
    Bisogna che qualcuno titolato per farlo (Università, INFN, MIUR ma anche associazioni come ad esempio CICAP o Galileo 2001) abbia coraggio di dire che le possibilità non stanno al 50-50 ma che l’ordine di grandezza è piuttosto (per dare un’idea al grande pubblico) al 99,999999% per il NO ed al 0,000001% per il SI e che si PRETENDA una dimostrazione in condizioni controllate delle affermazioni rilasciate alla stampa prima che qualcuno si faccia troppo male dal punto di vista dell’immagine e dal punto di vista economico.

  • 22 Giugno 2011 in 18:05
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    @Franchini @EnergyManager
     
    forse si può fare un appello da inviare al Ministro dell’Università e della Ricerca per bloccare il Dipartimento che si sta coprendo di ridicolo.
    Non penso che l’On. Gelmini possa far passare una tal cosa sotto silenzio senza intervenire per il ristabilimento della serietà e della professionalità che sono caratteristiche essenziali per  un dicastero del genere, no?
    Poi si fa firmare a tutti i realisti.

  • 22 Giugno 2011 in 18:17
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    @energymanager
    @Sganapino
    forse si può fare un appello da inviare al Ministro dell’Università e della Ricerca per bloccare il Dipartimento che si sta coprendo di ridicolo.
    Sarebbe del tutto equivalente a segnalare voi al Ministero della salute, sottosezione Salute Mentale!
    Penso che UniBO dovrebbe tutelarsi per vie legali da personaggi aneddotici come voi: la fattispecie della <b>diffamazione</b> è stata valicata infinite volte qui dentro. E ricordatevi che, rispetto alla Polizia Postale, i vostri nick non vi proteggono da nulla.

  • 22 Giugno 2011 in 18:23
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    @Daniele
    E ricordatevi che, rispetto alla Polizia Postale, i vostri nick non vi proteggono da nulla
    Nemmeno il tuo….

  • 22 Giugno 2011 in 18:57
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    @Livio Varalta
    La mia identità è pubblica e non vado in giro a diffamare nessuno, a differenza di molte persone “non identificate” che qui entro diffamano istituzioni e persone. A loro era diretto il mio commento… tu che hai, la cosa di paglia?
    Guarda la coincidenza, domani sto tutto il giorno in tribunale, come consulente esperto. Ho così tanti amici avvocati che se saltasse fuori qualche stupidello che pensa di intimidirmi provando a… be’ loro ci vanno a nozze per queste cose. Ok?
     
     

  • 22 Giugno 2011 in 18:58
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    P.S. “entro” per “dentro” e “cosa di paglia” ovviamente sono refusi… ah gran cosa l’inconscio! 😉

  • 22 Giugno 2011 in 19:00
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    @ Franchini: il CICAP la paga per venire qui nei commenti del blog a fare le crociate contro Rossi e Focardi? Buono a sapersi

    • 22 Giugno 2011 in 20:04
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      Franchini: Purtroppo sono costretto a occuparmi del caso Rossi, perché richiesto dal CICAP.
      michael cox: @ Franchini: il CICAP la paga per venire qui nei commenti del blog a fare le crociate contro Rossi e Focardi? Buono a sapersi

      Cogliamo l’occasione di questi commenti per ribadire che Camillo Franchini non è pagato dal CICAP e non ha ricevuto incarichi di alcun genere. Anni fa aveva scritto un articolo per Scienza&Paranormale sulla fusione fredda e a gennaio, quando abbiamo deciso di seguire le vicende dell’E-Cat, gli abbiamo chiesto di scrivere un commento.
      Il commento è stato pubblicato e la collaborazione si è chiusa lì.

      Detto questo, visto che la discussione è degenerata e che si è arrivati alle minacce di azioni legali, chiudiamo i commenti.

  • 22 Giugno 2011 in 19:51
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    Ormai siamo all’apoteosi.
    “…forse si può fare un appello da inviare al Ministro dell’Università e della Ricerca per bloccare il Dipartimento che si sta coprendo di ridicolo.
    Non penso che l’On. Gelmini possa far passare una tal cosa sotto silenzio senza intervenire per il ristabilimento della serietà e della professionalità che sono caratteristiche essenziali per  un dicastero del genere, no?
    Poi si fa firmare a tutti i realisti…”

    Da tempo stiamo raccogliendo del materiale in rete che verrà condensato in un manuale del genere comico-grottesco, che avrà come titolo “…quelli che L’E-CAT negavano a prescindere“.
    Le linee guida del lavoro di ordinamento e classificazione dei fenomeni paranormali osservati sono elaborate con riferimento alla seguente conclusione empirico-sperimentale.
    Un vero messia carismatico del negazionismo mistico si distingue dai volgari ciarlatani per la capacità di infrangere la barriera culombiana del ridicolo, secondo una personale e ben definita sezione d’urto, sparando i proseliti su una massa critica di foto-filmati-pettegolezzi, tale da scatenare, a temperatura ambiente, una caotica missione di vapore umido ed il decadimento dei propri discepoli in iso-apostoli. Emivita e coerenza con le leggi della termodinamica da calcolare e verificare.
    Un capitolo speciale verrà dedicato ai kamikaze. E si, perché tra un po’ arriveranno anche i kamikaze!
    CICAP-UNIBO: non ti curar di noi ma leggi e ridi!!

  • 22 Giugno 2011 in 19:58
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    @Luigi D.
    Da tempo stiamo raccogliendo del materiale in rete che verrà condensato in un manuale del genere comico-grottesco, che avrà come titolo “…quelli che L’E-CAT negavano a prescindere“.
    Ci avevo pensato anch’io… il problema è che questo manuale avrebbe le dimensioni della Treccani! 🙂
    MI unisco all’augurio. CICAP-UNIBO: non ti curar di noi ma leggi e ridi!!
     

  • 22 Giugno 2011 in 19:59
    Permalink

    In questo momento la mia massima aspirazione è che Bagnasco si degni di commentare uno qualsiasi degli ultimi dieci messaggi di Italo Bianchi. Temo che non se la senta e, come affiliato CICAP, la cosa mi affligge più dell’attenzione che i bolognesi prestano a Rossi, Levi & Focardi.

    Se c’è da esprimere un parere o dire qualcosa lo faccio attraverso gli articoli, dato che sto seguendo la faccenda per conto del CICAP e della redazione di Query. Non intervengo quasi mai nei commenti perchè è il posto dove discutono i lettori, con una libertà di cui devo dire occasionalmente abusano; quando è il caso, qui interviene la redazione. Lo faccio adesso perchè sono stufo di essere chiamato in causa: non sono “scomparso dal giro”, semplicemente non c’era niente di nuovo da dire.

    Per rispondere a Italo Bianchi, come pare sia importante che faccia, non condivido l’opinione che il Dipartimento di Fisica di Bologna sia un covo di incompetenti e non penso che ne trarrà nessun grave danno se (come mi sembra probabile che succeda, ma e’ un parere personale) nei test definitivi verra’ fuori che l’E-Cat non funziona. E in fondo non credo abbiano bisogno che ne difendiamo noi l’onorabilità.

    S.

    Nota: In realtà non stavo in senso stretto rispondendo a Italo Bianchi , che non ha mai usato l’espressione “covo di incompetenti”, ma al tono generale della discussione e a un’osservazione di Camillo Franchini, mi scuso per l’ambiguità della frase.

  • Pingback:E-Cat: intervista a Giuseppe Levi

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