E-Cat: intervista a Giuseppe Levi

Dopo alcune settimane, facciamo di nuovo il punto sulla vicenda dell’E-Cat. Come abbiamo raccontato in una serie di articoli, il dispositivo produrrebbe energia grazie a qualche forma di reazione nucleare a bassa energia (LENR) simile alla fusione fredda di Fleischmann e Pons, fenomeni la cui esistenza non è accettata dalla maggior parte della comunità scientifica. Poco dopo la conferenza di Sergio Focardi a Pavia, il giornalista svedese Mats Lewan di Ny Teknik aveva partecipato a una nuova dimostrazione dell’apparecchio. Nonostante qualche accorgimento volto a tentare di migliorare le misure, la visita di Lewan non aveva aggiunto molto rispetto alle precedenti; in quella circostanza anzi la potenza sviluppata dall’E-Cat era più bassa, intorno a 2,5 kW.
Nel frattempo è proseguito il dibattito sulle misure effettuate a Bologna, e in particolare la stima del contributo al bilancio energetico di un’eventuale frazione di acqua liquida nel vapore in uscita dall’apparecchio. Il dibattito ha raggiunto il suo culmine con la visita dell’americano Steven Krivit, direttore di New Energy Times, che ha mosso obiezioni al modo usato per tener conto di questo contributo.

La documentazione resa disponibile sulle dimostrazioni effettuate fino a ora non è sufficientemente completa e rigorosa da permettere una valutazione precisa dell’apparecchio. D’altronde gli stessi autori parlano di misure preliminari e, quindi, potenzialmente affette da problemi. Dovrebbe essere in vista una serie di verifiche molto più rigorose da parte di un’istituzione qualificata come l’Università di Bologna (il contratto è stato firmato proprio in queste ore); per questo abbiamo preferito non entrare ancora nel merito tecnico delle misure.

Probabilmente alcune delle critiche mosse in queste settimane sono fondate, ma ci riserviamo di esprimere la nostra posizione soltanto quando sarà pubblicato un rapporto ufficiale che permetta di sapere esattamente come sono state svolte le misure definitive, oppure qualora Rossi manchi all’appuntamento con il gruppo di Bologna.

In attesa delle sperimentazioni ufficiali, abbiamo intervistato Giuseppe Levi, il ricercatore che più ha contribuito alle misure effettuate finora.

Dottor Levi, Steven Krivit ha recentemente visto un E-Cat all’opera a Bologna. In un report preliminare, ha criticato le misure fatte durante i vostri test. Come risponde a queste critiche?

Che è una persona totalmente incompetente e non ha capito nulla di cosa abbiamo fatto. Gli è stato spiegato più volte, le abbiamo provate tutte: da questo momento proporrei di ignorarlo. Il peggiore dei miei studenti capisce di più di quel signore. Tutta la critica era su questa storia della misura del vapore; su questo mi arriverà un documento ufficiale di Galantini [il chimico che ha effettuato le misure].

La seconda domanda era proprio questa: esiste un report scritto su questa misura?

Esiste una documentazione su quanto è stato usato; il report scritto l’abbiamo chiesto e la persona che ha fatto la misura e che quindi ne è responsabile me lo manderà. Comunque la cosa è molto semplice: questo tipo di misure viene dato sempre come percentuale di massa, perché darlo come percentuale di volume non ha senso. Dovresti fare un integrale su un certo volume, lì sei in un volume aperto, quindi non capisco neanche come possa essere fatta la misura. Le tabelle psicrometriche sono tutte con la massa, quindi la cosa è assolutamente ridicola.
Una volta che mi si dice 1,7 come percentuale di massa di acqua residua nel vapore, io sottraggo il corrispondente calore di evaporazione in modo lineare. Il grafico che [Krivit] ha mostrato, che conoscevo da mesi, è un documento pubblico del Naval Research Laboratory […] presentato a un congresso in India sulla fusione fredda, in cui evidentemente per monitorare il funzionamento usavano qualche altro metodo di misura: lì si parla di percentuali in volume. Dato che ovviamente l’acqua liquida occupa meno volume che un gas le cose sono molto diverse. Ho provato a spiegarlo a Krivit in tutti i modi e ho concluso che aveva  bisogno di qualche notizia clamorosa per il suo piccolo blog che segue relativamente poca gente… ho deciso di ignorarlo punto e basta. La cosa era già stata affrontata: il mio report era stato mostrato prima che uscisse al direttore del Dipartimento di Chimica che non aveva trovato niente da dire, lo hanno visto gli svedesi e non hanno trovato niente da dire neanche loro.

Una critica da parte nostra: la documentazione dei test è inadeguata. L’unico test con dei report scritti non ha i dati disponibili, e su quelli successivi ci sono solo indiscrezioni.

Se avessi avuto in mano tutti i dati per fare una pubblicazione scientifica con tutti i crismi a questo punto non avreste visto un report ma un articolo su Physical Review. L’evento del 14 gennaio è stato fatto soprattutto per Sergio Focardi, che essendo anziano temeva di non arrivare neanche ad annunciare la cosa ai colleghi; allora uno fa con quello che ha in mano in quel momento. Facendo con quello che uno ha in mano in quel momento ci siamo accontentati di queste evidenze. Le altre indiscrezioni riguardano prove tecniche interne, anche se i grafici parlano chiaro: se volete posso trasmettervi i dati. Quello che produrrà i report completi sarà tutta l’attività sperimentale che da questo momento si farà. Ci vorrà parecchio tempo e sarà una cosa estremamente seria.

Parliamo di questo, allora. Tutti gli esperti che hanno assistito ai primi test (i fisici Hanno Essèn e Sven Kullander, il giornalista svedese Mats Lewan, il direttore dell’INFN Antonio Zoccoli, e a questo punto anche Krivit) concordano sulla necessità di test definitivi. C’è anche un accordo di ricerca tra Rossi e l’Università di Bologna. A che punto è la trafila?

Attendo a ore la copia firmata da Rossi, mi ha detto che oggi [20 giugno] me la manda. È stato già approvato in dipartimento ed è già stato firmato dal nostro direttore, quindi è ormai questione di ore. Ci saranno poi tempi tecnici amministrativi, le solite cose, comunque l’accordo c’è.

L’accordo c’è, quindi voi dovreste avere a un certo punto a disposizione uno di questi apparecchi per poterlo esaminare a vostro piacimento.

Sì, almeno per fare tutta una parte di misure. Ripeteremo le misure calorimetriche, ma questa volta con un setup completamente diverso e con tempi di misura completamente diversi. Non penso che prima di qualche mese, diciamo dieci, forse sei se facciamo molto presto tra costruzione dell’apparato e tutto quanto, uno possa emettere un rapporto completo. Faccio notare che questa volta sarà una storia totalmente diversa.
Quello che pensiamo di fare è un sistema autocalibrante con dei check di consistenza interna; vuol dire anche per esempio iniettare durante la misura un segnale in calore che uno poi deve andarsi a ritrovare nelle misure stesse, […] vuol dire usare circuiti chiusi, vuol dire usare, tra le altre cose, acqua distillata e così via. Faremo anche almeno una misura senza la famigerata transizione di stato, usando solo acqua liquida, anche se questo richiederà la collaborazione di Rossi. In ogni caso pensiamo anche di far condensare tutto il vapore in uscita per avere misure precise.

Avrete poi la libertà di pubblicare i vostri risultati, immagino.

Assolutamente sì. Questa era of course una conditio sine qua non. In questa parte totale libertà di pubblicare i risultati che siano positivi o negativi. Nella parte di misure siamo totalmente liberi di farlo.

Ci sono già state indiscrezioni sui componenti il gruppo di lavoro. Ce le può confermare?

Sì, saremo io, il prof. Ferrari, il prof. Bonetti, il prof. Campari, il prof. Villa, questo è diciamo il core del gruppo di lavoro. Stiamo poi chiedendo anche la consulenza ad altri professori; in particolare ci sarà un gruppo di peer review interno. Prima di pubblicare i risultati li faremo vedere ad altri colleghi interni al dipartimento i quali ci faranno “le bucce” essendo però esterni al gruppo di ricerca. Se sei interno al gruppo di ricerca è difficile riuscire a fare il peer reviewing di te stesso; questa è una cosa nota anche in tutti i gruppi di lavoro di software. Se io costruisco un software il mio software lo faccio debuggare a un altro collega perché è difficile vedere eventuali errori nel proprio lavoro. Chiaramente cercheremo di fare in modo che di questi errori ce ne siano il meno possibile; uno cerca di metterci tutta la testa e tutta la sua professionalità. […]
In una seconda fase, dopo l’analisi calorimetrica, quando andremo a parlare di fisica (ma qui si parla di un futuro un po’ lontano, perche le misure prenderanno tempo) saranno coinvolti anche esperti di nucleosintesi, atmosfere stellari e quant’altro per vedere se questi fenomeni possono in qualche modo avvenire anche in natura.

Tornando alla prima fase delle misure, una delle critiche che erano state fatte alle misure di Fleischmann e Pons era stata che i team di fisici trovavano l’eccesso di calore ma non le radiazioni, mentre i team di chimici trovavano le radiazioni ma non il calore. Le persone che ha citato sono tutti fisici, pensate di avere anche un chimico nel gruppo?

Già la prima relazione è passata tra le mani del prof. Zerbetto, il direttore del Dipartimento di Chimica. Sicuramente avremo dei collegamenti; la nostra [situazione] è completamente diversa da quella di Fleischmann e Pons, comunque sì, sicuramente dentro l’Università di Bologna ci sono tutte le capacità necessarie, se uno ha bisogno della consulenza di un chimico se la va a cercare. Tra l’altro, a me piacerebbe far fare il peer reviewing, o almeno chiedere una qualche consulenza (anche se siamo piuttosto sicuri) sul progetto che stiamo facendo dell’apparato di misura energetica dai colleghi ingegneri del dipartimento di energetica, perché no. Quella di Bologna è una grandissima università; avere dei pareri da parte dei colleghi può essere una cosa estremamente utile.

Un’ultima domanda. Tutti concordano nel ritenere necessario un test definitivo e indipendente, e lei stesso dice che comunque i vostri dati sono preliminari. Ma l’impressione che si è formato è che l’apparecchio funzioni o no?

Quando parliamo di impressioni o speranze siamo fuori dall’ambito scientifico. Diciamo che i dati che abbiamo in mano, pur con le approssimazioni che ci sono, ci inducono a pensare che l’oggetto funzioni. Abbiamo provato a pensare, in una prima fase, a come sarebbe stato possibile ricostruire un oggetto con le stesse funzioni senza che avvenisse una reazione. Non so se a voi è venuta qualche idea, a me e a un gruppo di persone che hanno provato a fare qualche esercizio non è venuta. […] A questo punto, quando uno ha questi clue, questi indizi, io ritengo sia doveroso fare un’attività sperimentale. Io non faccio un’attività sperimentale per confermare qualcosa, ma qui c’è un oggetto che apparentemente produce dei kilowatt: mi sembra difficile simulare un oggetto del genere senza un effetto.

345 pensieri riguardo “E-Cat: intervista a Giuseppe Levi

  • 1 Luglio 2011 in 16:26
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    La FF è attualmente considerata fuffa perchè le produzioni di energia termica, elio, neutroni etc. non si discostano significativamente dal background e rimangono confuse in una sorta di ‘rumore di fondo’ energetico. Su questi lavori, se si vuole, ci si può scornare per anni senza cavare un ragno dal buco.
    Ma adesso che abbiamo questa popo’ di potenza termica prodotta (kW contro frazioni di W… non so se rendo…) direi che i vecchi lavori si possono pure lasciare da parte e ci si può concentrare sul ‘pezzo’.
    Io francamente, in attesa di qualcosa di meglio, non riesco ad appassionarmi alle misure calorimetriche ed ho già espresso la mia valutazione spannometrica sulle probabilità che la scoperta sia valida (1 su un miliardo).
     

  • 1 Luglio 2011 in 17:20
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    @Camillo Franchini
     
    La ringrazio molto, anche se non trovasse una fonte precisa non sarebbe comunque un grosso guaio. Per ora mi è sufficiente sapere che il termine risale almeno al 2005.
    Se può aiutarLa in qualche modo, sulla pagina di wikipedia inglese c’è un link ad un libro di Bart Simon del 2002, di cui però non è possibile leggere le pagine interessate.

  • 1 Luglio 2011 in 19:20
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    @Francesco
    Va bene, non dobbiamo per forza accordarci su tutto. Ripeto, anche arrivando ad una conclusione comune non dimostreremmo nulla in un verso o nell’altro.
    Ha ragione. D’altronde c’eravamo divisi gli obbiettivi. Io cerco una stima minimale del calore in eccesso, lei, quando riterrà di avere gli elementi sufficienti, potrà proporre la sua stima massimale (è sufficiente l’ordine di grandezza), in modo da avere entrambi gli estremi della forchetta, che è il modo normale di riportare i risultati sperimentali.

    Accetto la correzione, ma comunque anche se fosse come dice lei, non per questo gli “spunti di validità” che vedo in questo test, crollano completamente. …
    Lo so, conosco la sua tenacia. Diciamo però che se il calo della potenza elettrica fosse avvenuto prima dell’aumento della temperatura, ci sarebbe stata una prova inconfutabile dell’eccesso di energia.

    Oppure forse ha estrapolato le 17,20 immaginando la continuazione della curva di riscaldamento e che la sonda sia stata collegata dopo l’inizio effettivo del test?
    Certo che ho estrapolato all’indietro, l’avevo detto. Ma questo non implica che la sonda sia stata collegata dopo l’inizio del test. La sonda era già lì, ma per qualche motivo il segnale non è stato acquisito fino alle 17:25, oppure l’intervallo di acquisizione era regolato al massimo. Quando si sono accorti che la temperatura non saliva, hanno provveduto ad abbassarlo portandolo a 10 s. Probabilmente era una delle prime volte che usavano quell’apparecchiatura.

    … (a meno dei minuti che non so come fa a stimare con tanta precisione) … Cioè una volta raggiunti i 101,6°C … la T in uscita non si sposta da tale valore.
    Guardi, per quanto riguarda la precisione, avendo a disposizione solo dei grafici, non si può far altro che interpolare linearmente. Ovviamente si commette un errore, che per il tempo è di circa un paio di minuti. Quello che invece mi lascia stupito è come si possa stimare da quel grafico una temperatura di 101,6 °C, visto che i dati erano andati persi. Probabilmente qualcuno avrà avuto la prontezza, e il presentimento, di annotarsi questo dato nel breve lasso di tempo in cui la temperatura è rimasta al di sopra dei 100°C. Infatti la T3 in uscita è rimasta al valore massimo soltanto per 3 minuti. Dopo, alle 17:55 circa, proprio in corrispondenza al primo calo della potenza elettrica, scende di un gradino. 

    Ok, quindi immagino che lei ipotizzi tra le 17,30 e le 17,45 circa un aumento della portata in ingresso, giustificata dalla diminuzione della T in ingresso, che avrebbe provocato quel calo nella velocità di riscaldamento, e successivamente un nuovo aumento della portata fino al valore iniziale circa che avrebbe quindi simulato quella variazione nella velocità di riscaldamento intorno alle 17,45. …. E’ corretto?
    Bè, tralasciando il refuso dove lei ripete “aumento della portata”, mentre immagino che intendesse dire “calo”, è quasi corretto. Ma a questo punto le do direttamente la mia opinione su come si è svolto il test del 16 dicembre 2010.

    – Il test è stato ovviamente preceduto dalla preparazione dell’esperimento e la regolazione del rubinetto per far passare un valore opportuno di portata di acqua
    – 17:20 – accensione e-cat, potenza 1130 W
    – 17:25 – ci si accorge che sullo schermo del notebook la temperatura non sale, si regola l’intervallo di acquisizione a 10 s e inizia a comparire la parte reale delle curve di temperatura;
    – 17:30 – ci si accorge poi che la temperatura sale troppo velocemente e si apre un po’ il rubinetto, con il che la T3 (di uscita) spiana portandosi a 75 °C e la T2 (di ingresso) cala distanziandosi dalla T1 (ambiente).
    17:46 – è il momento cruciale: il flusso d’acqua si blocca, la T3 riprende a salire molto velocemente e anche la T2 ricomincia a salire. Che ci sia un blocco del flusso e non un calo ce lo suggeriscono 3 elementi:
    a – la curva T2 tende ad avvicinarsi a quella della T1 fino quasi a sfiorarla;
    b – la curva T2 sale progressivamente con andamento regolare, infatti i tratti orizzontali dovuti alla discretizzazione dei pixel, si accorciano progressivamente, con regolarità, segno che il regime termico è costante in tutto il periodo successivo fino allo spegnimento;
    c – la curva T2 diventa molto più liscia, segno che il flusso non è turbolento.
    Ma nessuno si accorge che il flusso si è interrotto, perchè lo scarico, come al solito, è nel bagno. Quindi ci si illude che si sia innescata la tanto agognata reazione nucleare.
    – 17:55 – si prova a staccare alcune resistenze e la potenza cala a 280 W. La curva T3 registra questo evento con un piccolo saltino a scendere.
    – 18:00 – si disalimenta anche l’ultima resistenza e la potenza scende al valore assorbito dall’unità di controllo, una decina di W. La temperatura T3 resta al valore di ebollizione che aveva raggiunto prima del distacco delle prime resistenze, sfruttando il calore accumulato dalle parti metalliche circostanti.
    – 18:12 – dopo aver aspettato una decina di minuti, si è ormai sicuri che la storia è fatta. L’ora è tarda e quindi qualcuno va nel bagnetto, apre il rubinetto e inonda il tutto, facendo crollare tutte le curve al valore di quella dell’acquedotto, i circa 9 °C che si leggono sullo schermo.

    … poichè è impossibile ipotizzare che sia dovuto ad un calo di portata “naturale” della pressione della rete idrica …
    Lei è sempre sospettoso e vede la malafede in tutto. Anche qui, come negli altri casi, la spiegazione, che salva la buona fede di tutti, è semplice. A me capita spesso che il filo d’acqua che esce da un rubinetto regolato al minimo a un certo punto si interrompa. Non so perché ciò accada. Può essere dovuto a vibrazioni, dilatazioni termiche differenziali, impurità nell’acqua. Stà di fatto che può benissimo accadere.

    Questo è quello che probabilmente è successo. Si tratta ovviamente solo di un ipotesi, come qualunque discorso viene fatto qui dentro. Ma a me sembra realistica.

    Quindi ha proprio ragione a ritenere la prova del 16 dicembre cruciale, credo che sia tutto partito da lì, da quel beffardo inconveniente. Il flusso dell’acqua che si blocca all’insaputa di tutti, ha simulato il miracolo. Era il 16 di dicembre, la pausa natalizia incombeva o forse era già iniziata, e non si è ritenuto, sbagliando, di fare una seconda prova. A quel punto Focardi, preso dall’entusiasmo e dalla fretta, ha subito richiesto una prova pubblica e l’attenzione si è spostata su come organizzare questa dimostrazione. L’acquisto della pompa, la sua taratura, gli inviti, ecc. Tutto in buona fede, ma con tanto pressapochismo e imperizia. Da un’università italiana ci si sarebbe aspettato più rigore.

  • 1 Luglio 2011 in 19:35
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    @Italo Bianchi
    Era il 16 di dicembre, la pausa natalizia incombeva o forse era già iniziata, e non si è ritenuto, sbagliando, di fare una seconda prova. A quel punto Focardi, preso dall’entusiasmo e dalla fretta, ha subito richiesto una prova pubblica…
    Avvincente. Ma la verosimiglianza della sua ricostruzione muore contro a un fatto: a dicembre erano ormai un paio d’anni che Focardi portava ai suoi collaboratori e amici dell’UniBO tabulati con risultati analoghi. Ma veramente lei crede che il DF abbia deciso di entrare dentro questa storia solo dopo il 14 gennaio? Guardi che s’è fatto un’idea molto distorta della realtà, e questo spiega le conclusioni che trae.

  • 1 Luglio 2011 in 19:39
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    Bianchi
    Ho letto al volo il suo intervento come al solito molto dettagliato e puntuale.
    Avrei qualcosina da dire ma devo andare.
    Solo una cosa, lei dice:
     
    “A quel punto Focardi, preso dall’entusiasmo e dalla fretta, ha subito richiesto una prova pubblica e l’attenzione si è spostata su come organizzare questa dimostrazione. L’acquisto della pompa, la sua taratura, gli inviti, ecc. Tutto in buona fede, ma con tanto pressapochismo e imperizia. Da un’università italiana ci si sarebbe aspettato più rigore.”
    ————————————————————
    A dire il vero Focardi ha fatte molte ma molte prove per anni insieme a Rossi, la fretta non mi sembra che ci sia stata…..

  • 1 Luglio 2011 in 19:40
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    Lo ha già scritto Passerini, mi ha preceduto, ma è anche la mia opinione, molti non ho capito perchè pensano che a Bologna ci sia una specie di università di bambini sprovveduti.

  • 1 Luglio 2011 in 21:57
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    @ Livio
    Galantini ha effettuato la misura con uno strumento platealmente non adatto (serve per fare misure di RH INDOOR, non certo misure della frazione di vapore in emissioni calde).
    Quindi è come minimo un incompetente e le sue misure non hanno valore. Gli svedesi avevano usato uno strumento della Testo analogo.
    Quello che consegue è che anche Levi è come minimo un incompetente, ma dal suo atteggiamento direi che è anche qualcosa in più.

  • 2 Luglio 2011 in 03:06
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    @Giulio

    A marzo di quest’anno ho chiesto al Dr Hauserman, senior Acquisition editor dell’ACS, se il libro di Krivit, Marvan “Low-Energy Nuclear Reactions Sourcebook” raccogliesse articoli recensiti.
    La sua risposta è stata la seguente:
    Dear Dr. Franchini:

    Thank you for your inquiry into the Low Energy Nuclear Reactions Sourcebook by Jan Marwan and Steven B. Krivit.
    Our books do go through a peer review process and would include the book in question.  However, the ACS is not endorsing the information contained in it.  Our mission is to publish books that have been organized as symposium at the ACS National Meetings (usually after the talk has been presented at the National Meeting) by the various organizers for that meeting.  Further, the book in question is not in and of itself an endorsement of the issue but an examination of the current discussions surrounding these concepts. Just to clarify, every book we publish contains the following paragraph at the bottom of the copyright page which states that the ACS is not endorsing the contents:
    “The citation of trade names  and/or names of manufacturers in this publication is not to be construed as an endorsement or as an approval by ACS of the commercial products or services referenced herein; nor should the mere reference herein to any drawing, specification, chemical process, or other data be regarded as a license or as a conveyance of any right or permission to the holder, reader, or any other person or corporation, to manufacture, reproduce, sue or sell any patented invention or copyrighted work that may in any way be related thereto…”

    Ho trasmesso questa risposta al mio conoscente Martin Bier, che ha così commentato:

    This is indeed a disappointing answer from Hauserman and the ACS.  But it is what I expected.  It looks like getting a symposium at the ACS was the big hurdle.  Once that hurdle was cleared, they can organize more symposiums under the ACS umbrella and they can basically put the ACS’s stamp of approval on anything they do or publish.  And we all know that nobody ever reads these small print letters at the bottom of the copyright page.  I still think you should write an article about it for Skeptic Magazine or the Skeptical Inquirer.

    Appena ho più tempo scriverò a Skeptic Magazine o a Skeptical Inquirer. Ora non posso, perché devo occuparmi di queste cose quasi solo di notte e non dormire per tanti mesi mi sta affaticando parecchio.
    Ho scorso il libro curato dall’ENEA. E’ pieno di errori dal punto di vista della chimica nucleare. Credo che nessuno di quegli Autori disponga del necessario background culturale. Si sono lanciati dopo l’iniziativa di F&P. Tutti facevano altre cose, e si vede. Se vuole entro in dettaglio, ma sarebbe una fatica in più.
    Grazie per l’elenco, che scorrerò di tanto in tanto. Lo metto tra i Preferiti.
    Buona notte

  • 2 Luglio 2011 in 03:25
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    @Alberto
    Quello che consegue è che anche Levi è come minimo un incompetente, ma dal suo atteggiamento direi che è anche qualcosa in più.
    Devo ammettere che mi dispiace molto che il CICAP si sia affidato ai bolognesi per occuparsi dell’invenzione di Rossi.
    Ho fatto il possibile perché il CICAP si presentasse come autorevole struemnto di pressione per fare gestire i controlli da un ente indipendente, da gente che almeno non prenda soldi da Rossi, ma non ci sono riuscito. Hanno voluto occuparsi del caso in modo centralizzato, autocratico e questo è il risultato. Dobbiamo affidarci a Topo Gigio.
    Ora siamo nell’ambiguità più imbarazzante, ma sembra che non se ne rendano conto.

  • 2 Luglio 2011 in 07:31
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    @Francesco
    Lo ha già scritto Passerini, mi ha preceduto, ma è anche la mia opinione, molti non ho capito perché pensano che a Bologna ci sia una specie di università di bambini sprovveduti.
    x i Termotecnici
    Si deve testare un’apparecchiatura delle dimensioni di un braccio umano  (un tubo metallico) della potenza termica dichiarata di 5kW.
    La sorgente energia termica  è del tipo a reazione nucleare.
    Il fluido di scambio è acqua di rubinetto; la portata è regolata in modo che l’acqua esca dalla apparecchiatura alla temperatura costante di 90°C.
    Il Test può essere suddiviviso in 3 fasi rispondenti ai 3 quesiti: I° Scalda? – II° Quanto Scalda? – III°Perché Scalda?
    Si ricerca un Termotecnico, o similare, che aiuti ad eseguire i test necessari per rispondere ai Primi 2 Quesiti (I° Scalda? – II° Quanto Scalda?)
    la risposta III°quesito (Perchè scalda?) non è richiesta al Termotecnico.
    Set del test: E’ già predisposto ma può essere integrato secondo le esigenze del Termotecnico: Pompa di alimentazione dell’acqua – Apparecchiatura da testare completa di Resistenze di Innesco e Sostentamento – 2 Sonde PT100 per misurare la temperatura dell’acqua in entrata ed in uscita – Una bilancia di precisione per pesare l’acqua consumata nel test – Cronometro di precisione per misurare la durata del test (10 ore, consigliato) . Contatore di Energia 230Vac monofase, del tipo a Spina e Presa Civile da 16A, per misurare l’Energia assorbita dalle Resistenze di Innesco/Sostentamento.
    Il Termotecnico dovrà determinare l’Effettiva Pootenza della Apparecchiatura.
    Tempo Totale Assagnato compreso Stesura Rapporto: 5 giorni lavorativi
     

  • 2 Luglio 2011 in 08:26
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    @Livio Varalta
    E’ troppo chiedere che non siano presenti persone pagate da Rossi, quindi con una fortissima tendenza all’indulgenza e alla comprensione?
    Ci sarà al mondo un solo bonaccione che consideri un test firmato dai bolognesi un test valido?
    A Napoli si dice finire le cose a tarallucci e vino; a Bologna si dice test alla mortadella e lambrusco.
    Spero con tutto il cuore che Bagnasco non si presti a una simile farsa.
     

  • 2 Luglio 2011 in 11:26
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    @ Franchini
     
    Non vedo perchè dovrebbe essere “disappointing”. Che cosa c’è da scrivere a Skeptic Magazine? Se l’ACS concede la sua “protezione” a qualunque cosa questa è una non-notizia, altrimenti significa che hanno valutato il caso e hanno deciso che le LENR meritano un qualche supporto. Dove sta la frode qui, o il paranormale?
    IL passaggio importante invece è “Our books do go through a peer review process and would include the book in question.”, anche se quel “would” mi lascia un pò perplesso.
     
    Ho scorso il libro curato dall’ENEA. E’ pieno di errori dal punto di vista della chimica nucleare. Credo che nessuno di quegli Autori disponga del necessario background culturale. Si sono lanciati dopo l’iniziativa di F&P. Tutti facevano altre cose, e si vede. Se vuole entro in dettaglio, ma sarebbe una fatica in più
     
    Se riesce, prima o poi, mi farebbe piacere, ma non la prenda come un impegno.

  • 3 Luglio 2011 in 01:33
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    Bianchi
    “Ha ragione. D’altronde c’eravamo divisi gli obbiettivi. Io cerco una stima minimale del calore in eccesso, lei, quando riterrà di avere gli elementi sufficienti, potrà proporre la sua stima massimale (è sufficiente l’ordine di grandezza), in modo da avere entrambi gli estremi della forchetta, che è il modo normale di riportare i risultati sperimentali.”
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    In realtà ho abbandonato questo approccio nel momento in cui ho riconosciuto che finora non sono pervenuti dati sufficientemente inconfutabili per affermare che l’eccesso di calore sia x o y e addirittura che sia superiore a quello delle resistenze. Non per questo credo si sia dimostrato in modo inconfutabile che l’eccesso di energia sia nullo.
    Per questo cerco nella prova di dicembre una indicazione che mi possa convincere che nell’e-cat avvenga una reazione esotermica.

    “Quello che invece mi lascia stupito è come si possa stimare da quel grafico una temperatura di 101,6 °C, visto che i dati erano andati persi. Probabilmente qualcuno avrà avuto la prontezza, e il presentimento, di annotarsi questo dato nel breve lasso di tempo in cui la temperatura è rimasta al di sopra dei 100°C. Infatti la T3 in uscita è rimasta al valore massimo soltanto per 3 minuti. Dopo, alle 17:55 circa, proprio in corrispondenza al primo calo della potenza elettrica, scende di un gradino. “
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    La questione dei dati persi, a leggere il report come ho già detto almeno due volte, sembrerebbe riferirsi solo al test 2 cioè quello di gennaio. La temperatura di 101,6 non l’ho stimata dal grafico ma ho letto il dato nel report.
    Ad ogni modo ci potrebbe essere una minima diminuzione di temperatura,  in corrispondenza circa della prima diminuzione di potenza elettrica, ma poi la T in uscita si mantiene costante fino alla fine per circa 20 minuti.
    Considerando che altre diminuzioni di portata non se ne “leggono” nel grafico della T in ingresso, come spiega che la temperatura non si modifica neanche minimanente per tutto questo tempo, quando invece proprio lei ha notato che in corrispondenza della prima diminuzione della energia in ingresso si ha una quasi istantanea diminuzione di T in uscita? Riesce a spiegarlo solo con l’eventuale passaggio di stato e con l’inerzia termica della resistenza?
    Io non sono in grado di capire quanto è plausibile questa spiegazione, lei che ne pensa?

    “Lei è sempre sospettoso e vede la malafede in tutto. Anche qui, come negli altri casi, la spiegazione, che salva la buona fede di tutti, è semplice. A me capita spesso che il filo d’acqua che esce da un rubinetto regolato al minimo a un certo punto si interrompa. Non so perché ciò accada. Può essere dovuto a vibrazioni, dilatazioni termiche differenziali, impurità nell’acqua. Stà di fatto che può benissimo accadere.

    Questo è quello che probabilmente è successo. Si tratta ovviamente solo di un ipotesi, come qualunque discorso viene fatto qui dentro. Ma a me sembra realistica.”
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    Aspita, io sarei quello che vede malafede in tutto?
    Lei invece è molto “astuto”….
    Le sue ipotesi solo apparentemente cercano di salvare la buona fede, mentre invece è chiaro che la sua idea è diversa, poichè per salvare la buona fede dovrebbero avvenire una serie di imprecisioni e di casi fortuiti degni di una regia superiore molto attenta….

    Per esempio gli sperimentatori dovevano essersi dimenticati del problemino avuto con la sonda della T in uscita, poichè nel report scrivono chiaramente che ci sono state DUE modifiche della velocità di riscaldamento che testimoniano l’ignizione del reattore (una alle 17,20 l’altra alle 17,45).
    Inoltre per spiegare l’andamento della T come fa lei, ci sarebbe stato bisogno di una ulteriore dimenticanza, cioè la modifica della portata d’acqua poichè la T saliva troppo velocemente. Troppo velocemente perchè?
    Anche dopo le 17:45 la T saliva velocemente, perchè non sono intervenuti di nuovo? E poi saliva addirittura con la stessa pendenza di prima. Quindi il blocco che si era creato doveva essere stato blocco molto preciso, identico alla modifica manuale iniziale della portata….
    Inoltre quegli sprovveduti sperimentatori si erano dimenticati che avevano stimato la portata ad inizio esperimento, quindi modificarla avrebbe vanificato tutti i calcoli….
    E poi, anche nell’ultimo quarto d’ora si è verificato un ulteriore blocco ben calibrato per “aiutare” la resistenza a mantenere costante la T? Oppure non era necessario e bastavano le inerzie termiche?
     
    “Quindi ha proprio ragione a ritenere la prova del 16 dicembre cruciale, credo che sia tutto partito da lì, da quel beffardo inconveniente. Il flusso dell’acqua che si blocca all’insaputa di tutti, ha simulato il miracolo. Era il 16 di dicembre, la pausa natalizia incombeva o forse era già iniziata, e non si è ritenuto, sbagliando, di fare una seconda prova. A quel punto Focardi, preso dall’entusiasmo e dalla fretta, ha subito richiesto una prova pubblica e l’attenzione si è spostata su come organizzare questa dimostrazione. L’acquisto della pompa, la sua taratura, gli inviti, ecc. Tutto in buona fede, ma con tanto pressapochismo e imperizia. Da un’università italiana ci si sarebbe aspettato più rigore.”
    ————————————————————————————————
    Devo constatare che lei è davvero molto scaltro.
    Ha ragionato con me finora, mostrando rispetto e anche (finta?) ammirazione. Ha finto di dar per scontato la buona fede degli sperimentatori mentre è ormai evidente che in realtà pensa tuttaltro.
    E il tutto per concludere con un coupe di theatre finale cercando di far credere a tutti che l’università di Bologna è formata da un gruppo di bambini superficialotti e sprovveduti che in seguito ad un paio di prove sostenute male e determinate da una serie incredibile di errori e casualità, si siano convinti di aver fatto la scoperta del secolo.
    In questo suo discorso dimentica che Rossi e Focardi hanno fatto decine e decine di esperimenti con molti set-up diversi, esperimenti dei quali sono stati riportati i dati a Levi ed altri.
    Dimentica che sono state fatte delle dichiarazioni molto precise, esperimenti con acqua liquida e potenze superiori a 30 kW e anche dell’ordine dei 130 kW, misurazione di radiazione gamma, esplosioni di reattori…quindi qui il discorso è molto più semplice di quello che vuole far passare lei.
    O qualcuno sta scientemente frodando e prendendo in giro un bel po’ di gente, non certamente muovendo qualche manopola o qualche rubinetto e sperando in qualche aiutino casuale della buonasorte, ma con sistemi un po’ più fini, oppure l’aggeggio funziona, almeno in parte.
     
    Detto questo anche se un po’ mi ha deluso, il confronto con lei mi è stato utile poichè ha messo alla prova e in gran parte ha ridimensionato le evidenze che avevo sull’effettivo funzionamento dell’e-cat.
    Sono però ancora molto fiducioso, visto l’interesse reale dell’UNIBO e i futuri studi affidati ad essa, che nonostante tutti gli attacchi denigratori che sta ricevendo, per quanto mi riguarda, ha tutta la mia fiducia fino a prova contraria.


    Mi perdonerete se faccio mia una tipica citazione degli scettici:
    “affermazioni eccezionali necessitano di prove eccezionali”.

    Quindi per dimostrare l’incompetenza totale, o peggio ancora la malafede, dell’UNIBO, considerando che è una affermazione per me eccezionale, ho bisogno di vedere prove inconfutabili.
    Io posso aspettare, anche se avrei preferito un esperimento che avesse messo a tacere tutte queste voci, ma sono fiducioso….se non posso sedermi sulla sponda al fianco di Passerini, magari mi compro una canoa….
     

  • 3 Luglio 2011 in 02:59
    Permalink

    @Giulio
    Beh, a quanto pare ho fatto un sacco di lavoro per nulla: alle pagine 18 e seguenti di http://www.lenr-canr.org/acrobat/RothwellJtallyofcol.pdf c’è una lista di 153 articoli peer-reviewed su 49 riviste diverse, di 348 autori in totale.
    Il lavoro che ha fatto non è inutile, perché non siamo mica soli a confrontarci, anche se per il momento la calorimetria ha concentrato l’attenzione di tutti. Del resto noi siamo fuori tema, perché il tema è l’invenzione di Rossi.
    Io sono interessato ad articoli che trattano la ricerca di 4He, la cui presenza sarebbe una prova inconfutabile della validità della teoria dei “tre miracoli”. Se nota, la ricerca su questo punto è piuttosto vaga e mal condotta. Se trovano un effetto termico in un filo di palladio, l’elio dovrebbe essere presente in quantità massiccia, facilmente misurabile. Violante non ha mai cercato elio e credo nemmeno Celani, per quello che ricordo. Controllo meglio.
    Fossi un fusore freddo mi butterei a cercare elio e raggi gamma.
    Buona domenica

  • 3 Luglio 2011 in 03:05
    Permalink

    Franchini
    “Se trovano un effetto termico in un filo di palladio, l’elio dovrebbe essere presente in quantità massiccia, facilmente misurabile.”
    ————————————————
    Scusi se mi intrometto di nuovo, ma è già diverso tempo che avrei voluto chiederglielo.
    Lei parla sempre di questa quantità massiccia di He, su che basi fa questa affermazione?
    Ha considerato di quanta energia in eccesso si parla nei suddetti esperimenti di FF?
    Ha considerato quindi che quantità di He dovrebbe formarsi?
    E in base a quale reazione se, nel caso per lei inconcepibile che la FF funzionasse, di certo non si tratterebbe di una reazione nota?

  • 3 Luglio 2011 in 03:29
    Permalink

    @Giulio
    Torniamo un momento a Rossi.
    Stremmenos scrive:
    Nickel as a catalyst first decomposes the biatomic molecules of hydrogen to hydrogen atoms in contact with the nickel surface. Then these hydrogen atoms deposit their electrons to the conductivity band of the metal (Fermi band) and due to their greatly reduced volume, compared to that of their atom, the hydrogen nuclei readily diffuse into the crystalline structure of the nickel, including its defects.
    Stremmenos descrive le modalità di formazione delle lega Ni/H. Dà per scontato che l’idrogeno sia presente come protoni nel reticolo del nickel, ciò che scontato non è, ma non importa.
    La descrizione di Stremmenos toglie qualsiasi importanza alla “terza sostanza” segreta di Rossi, che diventa perfettamente inutile. In quale fase del fenomeno descritto da Stremmenos e della successiva fusione fredda si inserisce il catalizzatore? Catalizzatore di quale reazione e con quale meccanismo?
    O le cose sono semplici come descritte da Stremmenos o complicate come le descrive Rossi.
    Inoltre la reazione descritta da Stremmenos dovrebbe essere nota da almeno 150 anni, da quando il nickel viene usato come catalizzatore di idrogenazioni. Il nickel Raney dovrebbe essere noto da tempo come fonte di calore. Il nickel si scalda certamente in atmosfera di idrogeno, ma si tratta di calore di assorbimento, noto e misurato da tempo.
    Che differenza c’è tra nickel Raney saturo di idrogeno e il reattore di Rossi?

  • 3 Luglio 2011 in 04:14
    Permalink

    @Francesco
    Ha considerato di quanta energia in eccesso si parla nei suddetti esperimenti di FF?
    La ff fredda è stata presentata come prossima fonte di energia per l’umanità. F&P hanno descritto una reazione esplosiva, con un pezzo di palladio che ha fatto un buco nel soffitto (e la conservazione della quantità di moto dov’è finita? L’episodio, riportato anche da Focardi, è chiaramente inventato)
    In verità con il passare degli anni gli effetti termici si sono ridotti ma, se Mallove voleva  prepararci il caffè, la concentrazione di energia termica e quindi la concentrazione di elio devono essere importanti.
    C’è bisogno di fare dei calcoli? Secondo Preparata la DD fornisce 24 MeV/fusione e un atomo di 4He.
    Se i fusori freddi non si convincono che le analisi chimiche devono essere affidate ai chimici analitici, non riusciranno mai a  scrivere un rapporto analitico con i requisiti standard, incontestabile anche di fronte a un giudice.
    Se ci credono, De Ninno e Del giudice rifacciano il loro esperimento e si facciano aiutare da un chimico iscritto all’ordine. La chimica è tetragona e un esito analitico non si improvvisa tra amici.
    Buona domenica

  • 3 Luglio 2011 in 04:21
    Permalink

    @Francesco
    E in base a quale reazione se, nel caso per lei inconcepibile che la FF funzionasse, di certo non si tratterebbe di una reazione nota?
    Se sono stati classificati quasi 20000 esperimenti su reazioni nucleari, è difficile pensare che F&P abbiano trovato una reazione nuova. Se uno lo pensa, deve anche proporla, scriverla su carta, altrimenti si cade nella magia da CICAP.

  • 3 Luglio 2011 in 08:46
    Permalink

     
    @Camillo Franchini scrive
    @Livio Varalta
    E’ troppo chiedere che non siano presenti persone pagate da Rossi, quindi con una fortissima tendenza all’indulgenza e alla comprensione?
    Ci sarà al mondo un solo bonaccione che consideri un test firmato dai bolognesi un test valido?
    A Napoli si dice finire le cose a tarallucci e vino; a Bologna si dice test alla mortadella e lambrusco.
    Spero con tutto il cuore che Bagnasco non si presti a una simile farsa.
     
    O Camillo! ma dai… non esagerare… a Bologna c’è un Albo dei Periti Termotecnici con più di cento iscritti di cui almeno uno lavora all’UniBO… eventualmente lo stesso si frà dare una mano dai colleghi… poi Termotecnici e Professori, compreso il Direttore del DF, mettono le loro belle Firme sul Rapporto ed io inizio a riempire il salvadanaio che romperò non appena l’Hyperion sarà in commercio…
    Ma non vorrai che vada giù io con un Termotecnico di Verona…??!! Io ho un problema psicologico con Rossi.. vedendo sue fotografie, filmati e sentendolo parlare, ho paura di rimanere ipnotizzato anch’io e mi farebbe certificare non una Puzzetta o una Solfatara di Pozzuoli ma un Soffione di Larderello….
    x i Termotecnici
    Si deve testare un’apparecchiatura delle dimensioni di un braccio umano  (un tubo metallico) della potenza termica dichiarata di 5kW.
    La sorgente energia termica  è del tipo a reazione nucleare.
    Il fluido di scambio è acqua di rubinetto; la portata è regolata in modo che l’acqua esca dalla apparecchiatura alla temperatura costante di 90°C.
    Il Test può essere suddiviviso in 3 fasi rispondenti ai 3 quesiti: I° Scalda? – II° Quanto Scalda? – III°Perché Scalda?
    Si ricerca un Termotecnico, o similare, che aiuti ad eseguire i test necessari per rispondere ai Primi 2 Quesiti (I° Scalda? – II° Quanto Scalda?)
    la risposta III°quesito (Perchè scalda?) non è richiesta al Termotecnico.
    Set del test: E’ già predisposto ma può essere integrato secondo le esigenze del Termotecnico: Pompa di alimentazione dell’acqua – Apparecchiatura da testare completa di Resistenze di Innesco e Sostentamento – 2 Sonde PT100 per misurare la temperatura dell’acqua in entrata ed in uscita – Una bilancia di precisione per pesare l’acqua consumata nel test – Cronometro di precisione per misurare la durata del test (10 ore, consigliato) . Contatore di Energia 230Vac monofase, del tipo a Spina e Presa Civile da 16A, per misurare l’Energia assorbita dalle Resistenze di Innesco/Sostentamento.
    Il Termotecnico dovrà determinare l’Effettiva Potenza della Apparecchiatura.
    Tempo Totale Assagnato compreso Stesura Rapporto: 5 giorni lavorativi.
     

  • 3 Luglio 2011 in 09:03
    Permalink

    @Francesco
    In questo suo discorso dimentica che Rossi e Focardi hanno fatto decine e decine di esperimenti con molti set-up diversi, esperimenti dei quali sono stati riportati i dati a Levi ed altri.
    Dimentica che sono state fatte delle dichiarazioni molto precise, esperimenti con acqua liquida e potenze superiori a 30 kW e anche dell’ordine dei 130 kW, misurazione di radiazione gamma, esplosioni di reattori…quindi qui il discorso è molto più semplice di quello che vuole far passare lei.

    Mi permetta qui di non essere molto d’accordo con il suo ragionamento.
    Dove sono questi dati riportati a Levi e chi sono questi altri ? Quello che cerca di portare come prova a sostegno della tesi finale, sono appunto dichiarazioni che non equivalgono affatto a dimostrazioni

    Per quanto provenienti da voci autorevoli, non possono essere prese in acettate per quanto tali. Il discorso della buona o malafede serve solo ad intimorire chi “osa” dubitare e non conosce i protocolli con cui si è obbligati a presentare i risultati delle sperimentazioni per essere prese sul serio.
    Provi leri a recarsi ad uno sportello bancario dove non la conoscono a cambiare un assegno. Che fa, si offende e scatena un putiferio se si permettono di chiederle un documento di identità o se fanno delle verifiche sulla copertura del titolo ?

  • 3 Luglio 2011 in 11:13
    Permalink

    @ Franchini
    Il lavoro che ha fatto non è inutile, …
    Intendevo dire che ho perso tempo a cercare gli articoli nell’enorme database di lenr-canr.org quando il lavoro era già stato fatto.
     
    Io sono interessato ad articoli che trattano la ricerca di 4He, la cui presenza sarebbe una prova inconfutabile della validità della teoria dei “tre miracoli”. Se nota, la ricerca su questo punto è piuttosto vaga e mal condotta. Se trovano un effetto termico in un filo di palladio, l’elio dovrebbe essere presente in quantità massiccia, facilmente misurabile. Violante non ha mai cercato elio e credo nemmeno Celani, per quello che ricordo. Controllo meglio.
    Beh, mi pare che “Correlation of excess power and helium production during D2O and H2O electrolysis using palladium cathodes” di Miles parli appunto di questo, come “Helium production during the electrolysis of D2O in cold fusion experiments” di Bush. E immagino altri, anche se non ho controllato: devo ancora leggere attentamente la lista del pdf di Rothwell.
     
    Per quanto riguarda Rossi, io al momento mi astengo dal pronunciare giudizi: non sappiamo come questo reattore sia fatto, non sappiamo cosa ci sia dentro, non abbiamo un articolo che ne descriva il funzionamento e Rossi fa di tutto (consapevolmente o no) per confondere le acque.
     
    Posso però provare a rispondere a questa sua domanda:
    Inoltre la reazione descritta da Stremmenos dovrebbe essere nota da almeno 150 anni, da quando il nickel viene usato come catalizzatore di idrogenazioni. Il nickel Raney dovrebbe essere noto da tempo come fonte di calore. Il nickel si scalda certamente in atmosfera di idrogeno, ma si tratta di calore di assorbimento, noto e misurato da tempo.
    Che differenza c’è tra nickel Raney saturo di idrogeno e il reattore di Rossi?

    Ci possono essere molte differenze: nickel in nano/micropolveri, nickel trattato in un modo particolare, idrogeno a pressione elevata, alto rapporto H/Ni, …
    Ma sono solo ipotesi, e tali rimmarranno fino a che (se) l’E-Cat andrà in porto.

  • 3 Luglio 2011 in 11:17
    Permalink

    @ Franchini
    Una domanda: Lei aveva detto “Confesso che se Lei mi citasse venti articoli recensiti sulla ff resterei turbato”. Adesso che ne ho trovati 153, ammette almeno la possibilità remota che la ff non sia una bufala?

  • 3 Luglio 2011 in 12:16
    Permalink

    andrea
    “Mi permetta qui di non essere molto d’accordo con il suo ragionamento.
    Dove sono questi dati riportati a Levi e chi sono questi altri ? Quello che cerca di portare come prova a sostegno della tesi finale, sono appunto dichiarazioni che non equivalgono affatto a dimostrazioni”
    —————————————————————————————————–
    Mi permetta di dirle che ha male interpretato il mio post.
    Non voleva essere affatto una dimostrazione del funzionamento dell’e-cat, altrimenti avrei usato questi argomenti fin dall’inizio.
    Dall’analisi dei dati fin qui pervenuti ho dovuto anche io concludere che non esistono prove inconfutabili dell’eccesso di energia nei test pubblici dell’e-cat.
    Allo stesso tempo non ritengo sia stato dimostrato con certezza che invece l’e-cat è una bufala, anche perchè questo tipo di prova sarebbe molto complessa.
    Queste mie parole conclusive di giorni di discussioni con Bianchi, vogliono solo riassumere il punto al quale siamo arrivati.
    E cioè, per sostenere la mancanza di eccesso di energia nei test analizzati, Bianchi ha fatto ricorso ad una analisi molto ben condotta e dettagliata, e ha dovuto però anche ipotizzare errori e casualità incredibili che avrebbero portato gli sperimentatori a convincersi della bontà degli esperimenti.
    A parte il fatto che alcuni degli “errori” che ipotizza non sono assolutamente plausibili senza che nessuno se ne accorga, Bianchi vorrebbe far passare il fatto che L’UNIBO si sia convinta che il fenomeno è reale guardando un paio di grafici al pc, e questo è sicuramente falso.
    Inoltre vorrebbe far credere che l’UNIBO ha sentito parlare dell’e-cat a gennaio e se ne è innamorata a febbraio. In realtà i test di Rossi e Focardi andavano avanti da anni e da anni passavano i dati ad alcuni nell’UNIBO.
    E ancora, a parte i test pubblici suddetti, esistono una serie di dichiarazioni che non possono essere spiegate con “errori”, “distrazioni” o “casualità”.
    Su tutte le misure di raggi gamma, esplosioni del reattore con probabile emissione di neutroni, e ancor di più, il test alla presenza di Levi di 18 ore e con l’utilizzo di acqua liquida e potenze stimate superiori ai 30kW con picchi oltre i 100kW.
    Quindi, secondo me, è inutile voler mettere la testa sotto la sabbia.
    O nell’e-cat qualche fenomeno ancora sconosciuto avviene, oppure ci sono una o più persone che sanno che ciò non è vero e operano in modo da farlo sembrare reale.
    Questo non significa che perciò l’e-cat funzioni, sono sempre esistiti e sempre esisteranno nella storia truffatori e truffati, ma dobbiamo necessariamente ammettere che, al punto in cui siamo oggi, non può essere una allucinazione collettiva come alcuni ancora vorrebbero far credere.

  • 3 Luglio 2011 in 16:37
    Permalink

    @Giulio
    Adesso che ne ho trovati 153, ammette almeno la possibilità remota che la ff non sia una bufala?
    Mi lasci controllare, perché il sito lenr-canr fa parte della letteratura carbonara, catacombale. E’ come citare Krivit  o Passerini.
    Da quella massa estrarrò tutti gli articoli che rivelano presenza di 4He in esperimenti di ff e li esaminerò uno per uno. Sarà un lavoro facile e e veloce, perché sono pochi a occuparsi di questo aspetto. Gli altri ci girano intorno, come fanno Celani e Violante.
    Avrà notato come un determinato set sperimentale possa essere giudicato in modo diverso: Krivit e Passerini, fino a ieri culo e camicia, oggi si detestano cordialmente per non essersi trovati d’accordo davanti alla medesima dimostrazione. Il sanguigno Passerini ha storpiato Krivit in Krivitsky, solo perché non è d’accordo con lui. Vorrà segnalarci che Krivit è ebreo, quindi scarsamente affidabile? Speriamo che Passerini ci spieghi il significato della storpiatura poetica. Chi non è con Passerini & Levi è un infame, come dicono i mafiosi. Il confronto tra fusori freddi è duro, all’ultimo sangue. Celani sembra non avere perdonato Focardi per avere cancellato il suo lavoro ultraventennale con poche sprezzanti parole. Una vera e propria guerra intestina tra fusori ricchi (palladio e deuterio) e fusori poveri (nickel e idrogeno).
    Ecco perché la letteratura sula ff deve essere sottoposta a controlli rigorosissimi. In ff si legge di tutto; i dati sperimentali non sono affidabili, perché il fisico spesso si fa passare per chimico (il contrario non esiste, perché la ff è sostanzialmente ignorata dai chimici). Per questo insisto che si debbono rispettare i protocolli analitici, come se si trattasse di analisi cliniche, dove non puoi permetterti di tirare a indovinare.
    IL passaggio importante invece è “Our books do go through a peer review process and would include the book in question.”, anche se quel “would” mi lascia un pò perplesso.
    Per esperienza personale, posso dire che gli atti dei congressi non sono mai testi recensiti; per quello che posso capire, il testo di Krivit & Marvan è una raccolta di atti e gli editors hanno aggiunto con malizia che si tratta di articoli recensiti. Questa è la mia impressione, che non posso confermare perché non dispongo di quel libro. La tentazione di ottenere una peer review è fortissima e può indurre a forzature. Lei scorra il JoNP e si renderà conto della qualità degli articoli non recensiti. Spuntano perfino gli hydrini, uno dei vari mostricciattoli indotti della ff. Davvero, se non stai attento ti propongono la foto dell’asino che vola.
    Siccome sono tenace come Lei, passerò in rassegna il materiale che mi ha gentilmente proposto, limitatamente alla ricerca analitica di 4He… almeno per ora.
    Buona domenica

  • 3 Luglio 2011 in 17:02
    Permalink

    @Francesco
    Questo non significa che perciò l’e-cat funzioni, sono sempre esistiti e sempre esisteranno nella storia truffatori e truffati, ma dobbiamo necessariamente ammettere che, al punto in cui siamo oggi, non può essere una allucinazione collettiva come alcuni ancora vorrebbero far credere.
    Personalmente non trovo normale che per fare un verifica semplicissima del tipo suggerito da Livio Varalta un ente pubblico come il DF di Bologna debba farsi pagare una cifra così spropositata. Sarebbe stato sufficiente fatturare il lavoro svolto e il materiale impiegato. Attività di R&S avrebbero dovuto essere stralciate e fare parte di un accordo successivo.
    E’ difficile capire che cosa hanno in mente i bolognesi.
    Non esiste un Rettorato a Bologna che controlli l’attività dei vari Dipartimenti? Il MIUR è all’oscuro di tutto questo maccheggio?

  • 3 Luglio 2011 in 17:31
    Permalink

    @Camillo Franchini
    p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica}
    Speriamo che Passerini ci spieghi il significato della storpiatura poetica. Chi non è con Passerini & Levi è un infame, come dicono i mafiosi.
    Nessuna storpiatura poetica, né avvertimento mafioso – di cui io non ho pratica ma Lei evidentemente sì – solo filologia e onomastica.
    Krivit è un cognome così raro che non compare nelle statistiche dei cognomi più frequenti USA. Ci sono 131 Krivitsky, ma nessun Krivit.

    Potrebbe essere un cognome costruito sulla parola più o meno panslava kriv, che significa “storto, contorto”. Un amico che per lavoro si interessa di tali questioni (e a cui devo le informazioni che Le sto esponendo), ritiene molto probabile che Krivit sia una abbreviazione di Krivitsky e io concordo. Se guarda i record di Ellis Island (qui e qui), non ci sono Krivit, ma qualche Krivitsky c’è. Oppure da Krivik — spesso i funzionari dell’immigration USA sbagliavano o storpiavano i cognomi.
    Tra l’altro c’era un noto agente segreto di Stalin, che poi ha defezionato in Occidente, che aveva assunto il nome di battaglia Krivitsky apposta per le… connotazioni semantiche! È stato “suicidato” dai servizi segreti russi dopo l’assassinio di Trotsky (http://en.wikipedia.org/wiki/Walter_Krivitsky).
    Nomen omen?

    Quindi come vede nessuna delle malignità che tanto per cambiare ha suggerito, solo curiosità e abitudine mentale a dare a Cesare quel che è di Cesare e a Krivit, per l’appunto del Krivitsky.
    FRANCHINI, LE SUE SCUSE SAREBBERO D’OBBLIGO.

  • 3 Luglio 2011 in 17:45
    Permalink

    @Camillo Franchini
    E’ difficile capire che cosa hanno in mente i bolognesi.
    Non esiste un Rettorato a Bologna che controlli l’attività dei vari Dipartimenti? Il MIUR è all’oscuro di tutto questo maccheggio?

    È VERGOGNOSO CHE LEI E SUOI “COMPARI” CONTINUATE CON QUESTI COMMENTI… NON SA LEGGERE?
    “Informazioni ufficiali riguardo alla attività di ricerca in oggetto saranno fornite solo ed esclusivamente dal Dipartimento di Fisica o dall’Alma Mater Studiorum a cui il Dipartimento appartiene.”
    (dal comunicato ufficiale diramato dall’Università qualche giorno fa)
     

  • 3 Luglio 2011 in 17:50
    Permalink

    @Query on line
    Per favore sbloccate la mia precedente risposta a Franchini che può evidentemente è stata intercettata dal filtro automatico della moderazione per via di un paio di termini utilizzati da Franchini stesso nella parte del suo commento che ho citato per rispondervi. Grazie

  • 3 Luglio 2011 in 18:42
    Permalink

    @ Camillo Franchini
    Controlli i lavori di Arata, che sembrano i più promettenti, producono elio e sono stati replicati.

  • 3 Luglio 2011 in 18:42
    Permalink

    @ Franchini
    Mi lasci controllare, perché il sito lenr-canr fa parte della letteratura carbonara, catacombale. E’ come citare Krivit  o Passerini.
    Che cosa c’entra? Gli articoli non sono mica pubblicati su lenr-canr. Questo ne ha solo un database.
     
    … (il contrario non esiste, perché la ff è sostanzialmente ignorata dai chimici). Per questo insisto che si debbono rispettare i protocolli analitici, come se si trattasse di analisi cliniche, dove non puoi permetterti di tirare a indovinare.
    Una parte degli articoli è infatti pubblicata sul “Journal of Electroanalytical Chermistry”, che si concentra proprio su questo.
     
    Per esperienza personale, posso dire che gli atti dei congressi non sono mai testi recensiti; per quello che posso capire, il testo di Krivit & Marvan è una raccolta di atti e gli editors hanno aggiunto con malizia che si tratta di articoli recensiti. Questa è la mia impressione, che non posso confermare perché non dispongo di quel libro
    L’aveva già detto, ma stiamo parlando di un libro, e l’ACS dice invece che i libri vengono recensiti. Uno dei due sbaglia, quindi.
     
    Che poi il peer-review sia necessario per i testi scientifici mi trova completamente d’accordo.

  • 3 Luglio 2011 in 19:17
    Permalink

    @Giulio
    L’aveva già detto, ma stiamo parlando di un libro, e l’ACS dice invece che i libri vengono recensiti. Uno dei due sbaglia, quindi.
    Ho i miei dubbi; Marvan e Krivit possono avere raccolto in forma di libro  tutti gli interventi della sessione ACS. In pratica si tratterebbe di atti. Che cosa possono avere fatto di diverso?  Si potrebbe chiedere, ma sembra che Krivit si sia un po’ isolato. Passerini l’ha trattato male; due galli nel pollaio sono troppi. Al momento opportuno gli scrivo. Tempo fa con lui ho avuto dei rapporti privati cordiali. Credo che mi risponderà.
    Una parte degli articoli è infatti pubblicata sul “Journal of Electroanalytical Chermistry”, che si concentra proprio su questo.
    Trascorso il clima vacanziero, studierò i singoli lavori, fermandomi ogni volta che trovo 4He.
    Buon pomeriggio

  • 3 Luglio 2011 in 19:24
    Permalink

    Copio-incollo quello che ho postato sul forum di defkalion (contiene un nuovo video):
    Krivit visited Rossi’s lab in june.
    During his visit, he filmed the e-cat working.
    As said by Rossi, e-cat was working with 7kg/h water flux, producing 5kw of heat power.
    7 kg/h of dry vapor (5kw) create a vapor flux of 3 liter/s. (liter for *seconds*).

    watch at 11:00
    That’s not 3 liter/s, it’s lower than 0.3 liter/s.
    This is a comparison video:


    7 kg/h, from a tube with 1.5cm diameter.
    It’s a HUGE amount of vapor, compared with Krivit’s video.
    The tube cannot dissipate much more than around 500-600W (see Peter Ekstrom of others calculation), so the e-cat in June was not working at all.

  • 3 Luglio 2011 in 20:40
    Permalink

    @Mattia Rizzi
    VENGHINO SIORI!!!
    COSI’ ALMENO POTRANNO GIUDICARE DA LORO QUANTO SEI FALSO A DIRE COSE NON VERE E AD ATTRIBUIRMI COSE CHE NON HO DETTO!
    FAI VERAMENTE TRISTEZZA.

  • 3 Luglio 2011 in 21:27
    Permalink

    @Daniele
    Ho letto lo scambio che ha citato Mattia Rizzi. Impressionante. Tia ti è molto antipatico, quasi come Krivitsky.
    Dopo tanti sbocchi di sangue, se Topo Gigio non si dimostra all’altezza ammazzi qualcuno, ti suicidi o fai le due cose in rapida successione?
    Guarda che si tratta solo di ff, non c’è da scaldarsi finché resta fredda come ora e sempre.
    Tranquillo, goditi il mare e la vista di tante belle ragazze.

  • 3 Luglio 2011 in 23:10
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    @Daniele
    Lei scrive rivolto a Tia:
    Tu fai finta di non capire che Rossi ha le sue ragioni per non aver voluto dare evidenze e fare un bel po’ di depistaggio: i test scientifici ufficiali gli fara UniBO.
    Non ci vogliono calcoli complicati per dimostrare che 7 kg di acqua/h rappresentano una sfiatella piuttosto imponente per quel tubo da giardiniere: 3 litri di vapore/s.
    Secondo Lei cosa dovrebbero pensare i “fiduciosi” di tutta quella messa in scena fasulla, fatta in presenza di Focardi e Levi per prendere in giro un giornalista notissimo nel mondo ff, venuto apposta dall’America?
    Ancora una volta non è questione di Rossi; la vergogna dovrebbe andare tutta sui bolognesi, che si prestano a comparsate truccate a pagamento, a “depistaggi”, come ha il coraggio di scrivere apertamente, coinvolgendo tutti i presenti nell’imbroglio.
    Mi piace la Sua convinzione che si tratti di un “depistaggio” e non dell’ennesimo clamoroso fallimento. Questa volta però ad assistere non c’erano i bolognesi del 14 gennaio, che accettarono di buon grado di essere depistati, incapaci di porre una domanda, una sola richiesta di chiarimenti.
    Krivitsky si è dimostrato meno accomodante di Lei.

    • 3 Luglio 2011 in 23:48
      Permalink

      Visto che la discussione è nuovamente degenerata, siamo costretti a chiudere i commenti.

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