Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi

Abbiamo ricevuto, nei commenti al post precedente, una risposta da parte del dott. Giuseppe Levi, che ha collaborato ai test del dispositivo di Rossi-Focardi. A quanto pare, ed è un’ottima notizia, sono effettivamente in programma nuove misure indipendenti sull’apparecchio.

Riportiamo qui integralmente (con la sola correzione di un paio di refusi) la risposta del dott. Levi.

I report di Levi, Bianchini e Villa sulle misure del 14 febbraio (e di un altro test preliminare) sono disponibili qui sul blog Journal of Nuclear Physics.

Dato che sono stato direttamente chiamato in causa e che ho svolto, insieme al Dr. Bianchini e al Prof. Villa, quella prova (anzi 2 come riporto nel mio brevissimo e preliminare report), mi sento in dovere di intervenire.
Sono un ricercatore confermato dell’Università di Bologna. Da anni conosco il prof. Focardi, che è professore emerito, e con lui ho collaborato in una misura accurata della costante G. Da molti anni il prof. Focardi lavorava sui sistemi Ni-H. Sono sistemi molto diversi da quelli noti come “Fusione Fredda”. Nei sistemi Ni-H non vi è produzione di He tramite fusione di due nuclei di deuterio.
Da poco più di due anni il prof. Focardi mi ha iniziato a collaborare con Rossi e da quel momento mi ha mostrato numerosissime evidenze coordinate che dimostravano che il reattore di Rossi stava in effetti funzionando.
Dato che si trattava di esperimenti per sviluppo industriale non ebbi modo di parteciparvi.
Solo da due mesi ho potuto esaminare il reattore e, da subito alcune cose mi hanno colpito:

  1. La potenza prodotta: nell’ordine di 10 kW
  2. Il fatto che nella prima prova il reattore sia stato in grado di sostenere la reazione senza potenza esterna.
  3. La sostanziale ripetibilità dell’esperimento.

È chiaro, come del resto dico nelle conclusioni del report, che le prime due prove fatte sono da considerarsi estremamente preliminari perché troppo brevi. Stiamo organizzando una prova più lunga, da tenersi in Dipartimento in condizioni più strettamente controllate delle altre coinvolgendo anche colleghi in modo da avere un controllo reciproco.
Riguardo alla bombola di idrogeno. Il peso perso è stato valutato <1g. Avevamo una bilancia molto sensibile e un pezzo di scotch usato per fissare la bombola vi era rimasto attaccato. il quantitativo di idrogeno che avremmo dovuto consumare per produrre quell’energia sarebbe stato due ordini di grandezza maggiore.
Riguardo al modello teorico fusione Ni+p è stato per ora confutato. Non abbiamo osservato gamma da annichilazione di positrone (58Ni + p → 59Cu che decade Beta+) (e meno male perchè il flusso sarebbe stato tale da uccidermi). Leggete i report di Bianchini e Villa.
Facendo funzionare il reattore in Dipartimento per abbastanza tempo (>10-15h) potremo escludere (sono già estremamente improbabili ) qualunque fonte chimica. Vi è un limite alla densità di energia chimica immagazzinabile.
Per il resto… se mi trovo difronte a dati sperimentali correttamente acquisiti e mi manca una spiegazione teorica… beh vorrà dire che avremo molto lavoro da fare.
Osservo infine che l’atteggiamento dell’Ing. Rossi è completamente diverso da quello di un qualsiasi “claimant”.
Potremo fare misure sull’apparato in modo indipendente e con nostre apparecchiature. Ed è quello che faremo.

Citando Charcot:
“L’esattezza scientifica non ha niente a che fare col pregiudizio che porta alcuni tipi di menti a guardare con sfavore qualunque osservazione che abbia dei caratteri inusuali; lo scetticismo merita, in questo caso, lo stesso disprezzo dell’ingenua credulità.”

Grazie,
Giuseppe Levi

84 thoughts on “Il ritorno della fusione fredda: ci risponde Levi

  • 2 Febbraio 2011 in 14:22
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    Scrive il prof. Levi “lo scetticismo merita, in questo caso, lo stesso disprezzo dell’ingenua credulità”.
    Da vent’anni, vedo annunci via stampa per “pile”, “reattori”, “motori” ecc. che producono più energia di quanta ne consumano, e di ricerche al CERN o altrove dalle quali non è mai uscita una pubblicazione che giustifichi i claims. Perché il mio scetticismo merita disprezzo?
    E se non chiedo troppo, da quando non è più la posizione di default per un ricercatore?

  • 2 Febbraio 2011 in 15:21
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    Lo scetticismo scientifico è ben diverso dall’avversione “a priori” per un qualsiasi “claim”.
    Nel mio piccolo penso che lo spirito giusto non sia quello di pensare “non ci credo”/”non può funzionare” bensì un più aperto, e in qualche modo scientifico, “voglio vederlo”/”voglio misurarlo”.

  • 2 Febbraio 2011 in 15:34
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    Caro Oca Sapiens, 
    Ho citato Charcot che si riferiva solo allo scetticismo preconcetto. Quello che non vuole nemmeno verificare. Noi invece vogliamo verificare e misurare. In questo siamo scettici, ma privi di pregiudizi.
    Dopo aver misurato trarremo delle conclusioni basate su fatti sperimentali.
    La misura di potenza e l’osservazione di autosostentamento della reazione sono fatti sperimentali.
    L’assenza di gamma oltre la soglia di osservazione ( 200 KeV -> relazione di Villa) e’ un’altro fatto sperimentale.
    Io stesso sono critico e voglio ripetere le misure con piu’ accuratezza e per tempi piu’ lunghi. Senza assumere posizioni a priori ma stabilendo, anche attraverso la discussione con i miei colleghi, una adeguata procedura sperimentale.
    Qui si sta formando un intero gruppo di lavoro interdisciplinare. Non siamo ne’ visionari ne’ creduloni.
    Se e’ una bufala o no, una forgery, un semplice errore o una grande scoperta lo scopriremo tramite le osservazioni che faremo.

  • 2 Febbraio 2011 in 15:50
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    @Qualsiasi: Dici bene, e di questo bisognerebbe informare anche chi si rifiuta di aprire la “pila” per vedere cosa c’è dentro o si oppone alla misurazione dello spettro di energia della reazione.

  • 2 Febbraio 2011 in 16:12
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    Mi rivolgo a Qualsiasi.
    Lo scetticismo scientifico è ben diverso dall’avversione “a priori” per un qualsiasi “claim”.
    “A priori”? Si tratta di commentare quello che scrivono in un articolo apparso nel blog “Journal of Nuclear Physics” e nel Patent Application della Pascucci. Loro scrivono, noi commentiamo, mi sembra lecito, anzi usa così. E’ verosimile che facciano ipotesi prive di consistenza scientifica e riescano a confermarle sperimentalmente? Non è verosimile.
    Non credere che si tratti di una scoperta felicemente caduta sui piedi; Focardi si occupa di fusione fredda dai tempi di Fleischmann e Pons. Si tratta di ben 22 anni di applicazione. All’inizio lavorava con Piantelli, poi ha cambiato partner. Quindi non esistono posizioni “a priori”; si tratta di recensire materiale accessibile al pubblico.

  • 2 Febbraio 2011 in 17:04
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    @Franchini
    Forse sbaglio, ma lei nel suo articolo mi pare aver fatto riferimento a una ipotesi avanzata da un anno fa da Focardi e Rossi per spiegare come la loro macchina produca energia: l’esperimento di Bologna ha sancito che quella ipotesi non era valida, ma ha confermato che la macchina produce energia!
    Rossi e Focardi hanno costruito qualcosa che funziona ma non sono ancora certi del perché e percome accada. Be’ e allora? Le leggi della termodinamica erano forse già state enunciate quando Watt mise a punto la sua macchina a vapore? Ma lei per caso è lo stesso Franchini che sostiene che non si può brevettare qualcosa che violi le leggi della fisica (note)? Qualsiasi esperto in brevetti lo può smentire.

  • 2 Febbraio 2011 in 17:15
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    @Alberto
    Rossi scrive sul blog che per il momento la scatola non può essere aperta in quanto il brevetto è in attesa di approvazione. Non appena il brevetto sarà approvato (tra qualche mese), la scatola potrà essere rivoltata come un calzino.
    ———————-
    Per ora credo che dare un po’ di fiducia al prof. Levi & C. (che personalmente, sebbene non li conosca di persona, ritengo siano degni di tutta la nostra fiducia) sia la cosa più giusta da fare. E’ ovvio, fintanto che il contenuto della scatola non sarà svelato, i dubbi permarranno, ma ciò non ci impedisce di essere ottimisti.
    D’altronde cosa avrebbero da guadagnarci, gli autori, nel mettere in giro una bufala del genere se alla fine appunto solo una bufala si rivelasse?
    C’è solo una cosa che a dirla tutta non capisco: visto che da quanto afferma Rossi, l’Università e Rossi hanno stipulato un contratto di collaborazione, per quale ragione alcuni dei ricercatori di Bologna non vengono messi al corrente del contenuto della scatola? Mi sembra logico che tale collaborazione avrebbe dovuto prevedere anche il mantenimento del segreto industriale. Perché non è così?
    Mi rendo conto che la risposta potrebbe essere ovvia: non si vuole che siano in tanti a sapere come funziona il reattore per semplice prudenza, la sicurezza non è mai troppa.
    Se fossi Levi, io però mi rifiuterei di perdere tempo nel condurre esperimenti volti a provare “l’onestà” del marchingegno (ovvero dimostrare che il reattore non bruci combustibili chimici). La cosa dovrebbe semplicemente essere assunta come un dato di fatto visto che comunque la macchina è destinata, prima o poi, ad essere svelata. Il fatto che i ricercatori dell’Università si scervellino per trovare un modo di dimostrare ciò, è l’unica cosa che rischia di far cadere nel ridicolo il loro sforzo perché tanto sappiamo tutti perfettamente che finché il catalizzatore non verrà svelato, i dubbi non potranno essere fugati. Io pertanto mi limiterei ad usare il mio tempo facendo altre misure, certamente più utili, ammesso ovviamene che senza conoscere come è fatto il reattore, queste possano essere effettuate.
    In definitiva, quello che voglio dire, è: perché non si è aspettato che il brevetto fosse approvato per darne pubblico annuncio? A che scopo mettere in mano a dei ricercatori un apparecchio che questi in realtà non possono studiare?
    E allora ecco che anche tutti gli interrogativi che si pongono gli scettici diventano plausibili: a cosa è servita in realtà questa manovra? A cosa è servito questo esperimento? A cosa serviranno tutti quelli che verranno fatti prima che lo schema del reattore sarà reso pubblico?

  • 2 Febbraio 2011 in 17:28
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    @Alberto
    “a cosa è servita in realtà questa manovra? A cosa è servito questo esperimento?”
    Infatti è stata una manovra controproducente. Ci ho riflettuto, secondo me, non può essere Rossi che ha premuto per questa accelerazione… la presentazione di Bologna non incide sull’iter della domanda di brevetto internazionale, gli investitori ha sempre dichiarato – e gli credo – di avergli già. Un’idea ce l’avrei, ma me la tengo per me.
    “A cosa serviranno tutti quelli che verranno fatti prima che lo schema del reattore sarà reso pubblico?”
    A iniziare subito a percorrere la strada che porta alla scoperta di un fenomeno fisico che finora non era stato osservato. In soldoni.

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  • 2 Febbraio 2011 in 17:44
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    Per Levi.
    Se e’ una bufala o no, una forgery, un semplice errore o una grande scoperta lo scopriremo tramite le osservazioni che faremo.
    Scusi, ma Lei sembra caduto da un pero. Avete scomodato docenti dell’Università di Bologna, giornalisti; avete fatto un intervento a RAI1 mattina e ora Lei si ritira intimidito riducendo tutto alla dimensione di un tentativo che richiede ulteriore conferma? Quanti crede che saranno presenti la prossima volta? Sarà l’ultima volta o bisognerà aspettare altri 22 anni?
    Non vi conveniva aspettare un mese e controllare tra voi tre se si tratta di una bufala di Rossi & Focardi & Levi?
    Perché non chiede a Rossi di intervenire al posto Suo? Così la facciamo finita nel giro di due o tre messaggi. Se lo gestisce Lei, questo diventa un blog per tirare sera, in attesa di una benevola convocazione da parte di R&F&L.

  • 2 Febbraio 2011 in 17:44
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    @B: E’ proprio questa cosa del brevetto che mi lascia perplesso: come giustamente hai detto, non sarebbe stato meglio aspettare l’approvazione e solamente dopo diffondere la voce? E’ questo dettaglio che mi fa sospettare di manovra pubblicitaria.
    E poi la questione dello spettro di energia: è questa la cosa che più mi fa specie. Posso capire il fatto di nascondere i dettagli del reattore, ma perchè vietare di misurare lo spettro? Sì certo, la motivazione è sempre quella del segreto industriale, ma allora perchè decidere di fare questa presentazione con un brevetto ancora in corso di approvazione? Non sarebbe meglio tenere nascosto un segreto fin quando sei sicuro di averne l’esclusiva?

  • 2 Febbraio 2011 in 19:49
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    vorrei fa notare questo documento che raccoglie alcune ipotesi teoriche di vari ricercatori a Levi (non sò se lo ha già letto) http://www.iscmns.org/CMNS/JCMNS-Vol1.pdf in particolare da pagina 95 Akito Takahashi (università di osaka collaboratore di Arata) tratta dei sistemi Nì+H….ovviamente l’esposizione generale inizia molto prima di quella pagina…

  • 2 Febbraio 2011 in 19:56
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    @prof. Levi
    Le cita Charcot, il quale credeva di curare l’isteria con l’ipnosi, nelle donne di preferenza. A me sembra che in questo caso un po’ di scetticismo gli – e ci – sarebbe servito.
    @Qualsiasi
    Quando i claims si ripetono per vent’anni senza materializzarsi, diventa sempre più difficile reprimere lo scetticismo.
    @C. Franchini, Alberto, Daniele,  B.
    In realtà, sul blog JNP le relazioni di Levi e Bianchini sono molto più caute di quelle precedenti di Rossi e Focardi.
    Il prof. Della Volpe ha chiesto informazioni all’ing. Rossi ed è rimasto frustrato. Se interessa, sono da me, sotto Ri-fusione fredda.
    Brevetto: la sua assenza rende la presentazione controproducente anche per gli investitori.
    Ottimismo/scetticismo: non oso parafrasare Gramsci, però…
     

  • 2 Febbraio 2011 in 21:30
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    @ocasapiens
    – Gli studi di Charcot in materia di neurologia sono da considerarsi fondamentali per l’epoca in cui visse. Non mi pare corretto farlo passare per un idiota solo perché con lo studio dell’ipnosi pensava che avrebbe potuto curare delle malattie. Non mi pare assurda come idea se per di più si considera che siamo nel diciannovesimo secolo e ben poco se ne sapeva allora in materia di cervello umano. Ma soprattutto non lo si può far passare per idiota solo per confutare un suo “banale” aforisma.
    – Anch’io ho partecipato a quella discussione sul suo blog ma secondo me Rossi ha risposto chiaramente a Della Volpe che tuttavia non accontentandosi ha richiesto altri dettagli attraverso un’ulteriore domanda non troppo chiara che Rossi ha frainteso e a cui dunque ha risposto in maniera poco pertinente. Tutto qua.
    – Infine, lei va affermando continuamente, anche sul suo blog, che sono vent’anni che i claims si ripetono senza materializzarsi. Io conosco discretamente bene l’argomento fusione fredda & C. e in questi ultimi vent’anni non mi pare che nessuno (degno di un minimo di credibilità) abbia mai affermato di poter produrre tanta energia quanta ne è in grado di produrre l’apparecchio di Focardi-Rossi. Inoltre se si documentasse meglio sull’argomento si renderebbe conto che nessuno di tali claims, alla fine era una bufala. E’ assodato ormai che dal palladio e dal deuterio si riesce a produrre una reazione nucleare cosiccome è assodato che Piantelli sia ormai in grado di riprodurre gli esperimenti del 1994. Arata ci ha dimostrato in mondovisione, nel 2008, che è possibile produrre energia tramite il suo procedimento e ha altresì dimostrato che tale esperimento è riproducibile. Alla luce dei fatti, quindi, la maggior parte dei claims non erano affatto delle bufale perché l’energia veniva prodotta sul serio, il problema casomai era la riproducibilità dei fenomeni, la certezza che si trattasse di fusione fredda e la bassa quantità di energia prodotta. Per arrivare ad un apparato in grado di generare una quantità di energia utilizzabile industrialemente, ci sono voluti vent’anni solo perché i governi hanno preferito investire nelle guerre in medioriente piuttosto che nella ricerca. Se i claims che lei chiama bufale fossero stati presi un pochino più sul serio, probabilmente non ci sarebbero voluti vent’anni per arrivare a dei risultati.

  • 2 Febbraio 2011 in 21:48
    Permalink

    @Daniele
    Ma lei per caso è lo stesso Franchini che sostiene che non si può brevettare qualcosa che violi le leggi della fisica (note)? Qualsiasi esperto in brevetti lo può smentire.
    Se è per questo nel mio piccolo sono un esperto di brevetti. Si possono violare leggi della fisica ignote?
    Da molti anni la richiesta di brevetti che riguardino direttamente o indirettamente la fusione fredda sono respinti in base al fatto che violano leggi naturali note e universalmente accettate (non solo fisiche come Lei scrive, ma anche chimiche).
    Il funzionario che ha esaminato il PA di Rossi è molto duro e molto esplicito a questo proposito:

    At present cold fusion, which is the basic explanation given in the description for generating energy, is not accepted as mainstream of science and technology

    As the invention seems, at least at first, to offend the generally accepted laws of physics and 
    established theories, …

    Dopo queste osservazioni, dubito molto che la richiesta di brevetto sarà accolta, se il funzionario rimarrà al suo posto.

     

  • 2 Febbraio 2011 in 22:04
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    @B.
    Per arrivare ad un apparato in grado di generare una quantità di energia utilizzabile industrialemente, ci sono voluti vent’anni solo perché i governi hanno preferito investire nelle guerre in medioriente piuttosto che nella ricerca. Se i claims che lei chiama bufale fossero stati presi un pochino più sul serio, probabilmente non ci sarebbero voluti vent’anni per arrivare a dei risultati.
    Questo è un tipico esempio di piagnisteo fusionista freddo. E’ da quando mi occupo di questo argomento che sento i fusori freddi lamentarsi di essere incompresi. Se il blog andrà avanti dovremo abituarci. I più anziani si ricorderanno di quando E. Mallove nel 1995 scriveva trionfante “Cold Fusion Goes Commercial!”. Chissà chi glielo aveva detto.

  • 2 Febbraio 2011 in 22:29
    Permalink

    @Oca Sapiens
    Jung avrebbe definito una perfetta sincronicità il fatto che <pensi a caso> sia anagramma di <oca sapiens>!
    @B.
    STANDING OVATION!!!
    @Franchini
    Si possono violare leggi della fisica ignote?
    Lei è troppo intelligente per far finta di non aver capito cosa intendessi… ma forse la sopravvaluto. Un Ufficio Brevetti non è l’Inquisizione della Sacra Scienza: deve limitarsi a valutare se una macchina funzioni oppure no, non se viola o non viola le leggi della fisica – ribadisco – note. Se quel funzionario giocasse sul serio a fare il Torquemada, allora sì che sarebbe sacrosanto che perdesse il posto.
    Cordialmente

  • 2 Febbraio 2011 in 22:54
    Permalink

    @daniele, moderiamo i toni. Va bene discutere, ma senza andare sul personale. Grazie.

  • 2 Febbraio 2011 in 22:56
    Permalink

    Per Daniele.
    Un Ufficio Brevetti non è l’Inquisizione della Sacra Scienza: deve limitarsi a valutare se una macchina funzioni oppure no, non se viola o non viola le leggi della fisica – ribadisco – note. Se quel funzionario giocasse sul serio a fare il Torquemada, allora sì che sarebbe sacrosanto che perdesse il posto.
    Non si tratta dell’arbitrio di un funzionario, ma di una scelta operativa dell’Ufficio Brevetti, credo comune a tutti gli UB del mondo.  A me sembra molto ragionevole. Io ho letto con attenzione il PA; è il documento più sgangherato che si possa concepire. Sarebbe triste se passasse un’invenzione così inverosimile. Io ho cercato di raccogliere le mie osservazioni in un appunto  che è stato pubblicato a parte. Chi se la sente lo contesti. Io sono qui. Non risponderò però a critiche generiche, ma a considerazioni di merito.

  • 2 Febbraio 2011 in 23:09
    Permalink

    scusate mi intrometto solo perchè sono stato citato; in effetti sono rimasto un po’ stupito della risposta di Rossi, comunque devo dire che concordo con due cose dette da levi: che ci sarebbe voluto un consumo di idrogeno superiore di 2 ordini di grandezza (di circa 200g) per giustificare chimicamente l’energia prodotta e che se le cose stessero cosi’ (energia chimica) basterebbe superare un certo limite di tempo di uso per eliminarne la possibilità; ho fatto i medesimi conti sul blog dell’oca  e credo B. mi possa essere testimone; pero’ se le cose stanno come mi ha risposto Rossi e cioè se il peso del reattore è rimasto costante a 18670 grammi la risposta è già data; come mai levi è ancora in dubbio? e rivendica altre prove? la parte di risposta di Rossi che mi ha lasciato perplesso riguardava il fatto che abbia parlato di acqua (che è un prodotto di combustione dell’idrogeno) senza chiarire bene dove si trovasse; l’idrogeno atomico potrebbe essere presente nel nickel IN PARTENZA, dato che il Nickel ne assorbe in condizioni opportune oltre il 50% in mole e basterebbe a giustificare l’energia prodotta se fuoruscisse e bruciasse senza bisogno di assorbirne altro; a questo proposito la cosa che mi rende un po’ dubbioso della descrizione dell’esperimento è che l’equilibrio H gassoso Nickel è ben conosciuto e servono decine di atmosfere per mantenerlo nel Nickel, pressione che aumenta con la temperatura; in soldoni mi sembra che nelle condizioni dell’esperimento  se l’idrogeno non fosse già presente nel Nickel non potrebbe penetrarvi durante l’esperimento; ma allora come si potrebbe svolgere la reazione nucleare?
    mi scuso per i ragionamenti da chimico-fisico; vi assicuro che non sono uno scettico blu, spero che esca fuori una reazione del genere, ma al livello di conoscenza che ho vince la perplessità
     

  • 2 Febbraio 2011 in 23:26
    Permalink

    @Beatrice
    A cosa in particolare devo il cartellino giallo? Non riesco a trovare il casus belli.
    Cito invece Franchini che a Levi ha scritto oggi alle 17.44 “Scusi, ma Lei sembra caduto da un pero” e ancora “Perché non chiede a Rossi di intervenire al posto Suo? Così la facciamo finita nel giro di due o tre messaggi. Se lo gestisce Lei, questo diventa un blog per tirare sera, in attesa di una benevola convocazione da parte di R&F&L.”
    Esprimersi così qui è consentito? AcCICAPicchia! 🙂

    @Franchini
    Considerazione di merito: “un’invenzione così inverosimile”… peccato per le sue argomentazioni che la macchina in questione funzioni e potrà presto essere ripetutamente studiata da un gruppo di ricercatori seri e in gamba, per nulla interessati a queste discussioni da bar e guidati e motivati da quel sano spirito scientifico a cui si deve il progresso della Scienza, ma che Lei pare avere appeso al chiodo.
    Buonanotte

  • 2 Febbraio 2011 in 23:44
    Permalink

    Il richiamo vuol dire: “attenzione, rischia di andare sul personale e di uscire dal tema di discussione” (per esempio con l’anagramma). Non è una punizione e non è l’unico a essere stato richiamato oggi, qui o in privato. È semplicemente un avviso volto a mantenere un livello alto di discussione e approfondimento anche nei commenti.

    Grazie per la collaborazione.

     

     

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  • 3 Febbraio 2011 in 00:08
    Permalink

    @Beatrice
    Non mi pare che anagrammare un nick corrisponda ad andare sul personale (<A cosa pensi?> è politically correct?), ma “collaborerò” senz’altro. Purché “collabori anche Franchini.
    @Franchini e @A cosa pensi?
    Rispetto alla confusione generata dall’esperimento del 14 sintetizzerei il tutto così:

    non mi pare nessuno abbia messo in discussione la potenza generata dalla macchina (Levi è stato in gamba a escogitare la misura più semplice e diretta possibile);
    a non funzionare è stata solo l’ipotesi di Focardi (Ni -> Cu59 -> Cu58) infatti non c’erano gamma (necessari in caso di decadimento del Cu69 in Cu58); in altre parole gli stessi ricercatori bolognesi (a riprova della serietà dell’operazione) hanno sperimentalmente verificato che l’unica ipotesi che Focardi e Rossi avevano presentato per spiegare perché e percome funzionasse il reattore non è valida.

    Ora mi pare che le ipotesi sono due…

    siamo di fronte a un imbroglio, anzi, visto che è entrato in campo il CICAP, Rossi è senza alcun dubbio un illusionista ipnotizzatore e i ricercatori che hanno partecipato al progetto nonché un Prof. emerito quale Focardi sono tutti vittime di una suggestione collettiva…
    la macchina funziona, ma ancora non c’è un modello teorico capace di darne ragione… ergo, chi lo scopre potrebbe pure beccarsi un Nobel! Ma allora non sarebbe meglio, non dico fare il tifo, ma per lo meno astenersi dal fischiare contro?

     

  • 3 Febbraio 2011 in 01:59
    Permalink

    @Franchini
    Non ne so granché di brevetti tuttavia azzardo un paio di considerazioni:
    Se è vero quello che dice (che non si può brevettare nulla che non si possa spiegare scientificamente), quando Watt perfezionò la macchina a vapore allora probabilmente non avrebbe potuto brevettarla perché ancora la teoria che ne stava dietro non la si conosceva.
    Ma poi mi pare proprio che Rossi abbia già brevettato il proprio processo ormai da diverso tempo, è solo il brevetto relativo al reattore presentato a Bologna che è ancora in attesa di approvazione pertanto di cosa stiamo a discutere?
    O mi sto sbagliando?
    —————————
    Per quanto riguarda la questione piagnistei direi che non è un mistero quello che ho affermato. Esistono diverse inchieste più o meno famose che lo confermano. Esistono poi dei dati di fatto: fino a qualche anno fa in Italia (e non solo) non s’è scucito un Euro per la ricerca in materia di fusione fredda. Se ne lamentavano Preparata e Del Giudice già verso la fine degli anni ’90, se ne lamentava la De Ninno dopo aver steso il famoso Rapporto 41 etc etc etc
    E non è che se ne lamentassero per il semplice piacere di lamentarsi.
    Ma a parte questo credo sia sufficiente fare qualche considerazione per rendersi conto che non può che essere che così:
    è sotto gli occhi di tutti il dispiego di forze armate impegnate ormai da diversi decenni nelle guerre in medioriente. E’ evidente (almeno spero) che non siamo là per portare la democrazia bensì per il petrolio. Di conseguenza, se si investe così tanto nel petrolio, è normale che i governi che sappiamo bene essere i rappresentanti non tanto dei cittadini quanto piuttosto delle lobbies e delle corporation (in primo luogo proprio quelle del petrolio) che ne finanziano le campagne elettorali e che assoldano i politici, si aspettino un ritorno da questi investimenti.
    Mi sembra evidente dunque che il sistema non sia particolarmente propenso ad investire su nuove forme di energia (che potrebbero addirittura essere capaci di rendere il cittadino autosufficiente dal punto di vista energetico) fintanto che sul pianeta ci sarà petrolio da estrarre. Sarebbe come darsi la zappa sui piedi.
    Sono considerazioni, non è detto che sia la verità ma soprattutto non sono certo piagnistei.

  • 3 Febbraio 2011 in 02:26
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    @B.
    Dove, di preciso, cerco di far passare Charcot per un idiota? Nel caso dell’ipnosi si fidava delle sue osservazioni “dai caratteri inusuali” invece di essere scettico, perciò la sua definizione di isteria femminile era contestata da altri neurologi: poteva essere isteria o essere femminile, ma non entrambe le cose, sulla base delle scoperte fatte proprio da Charcot. Quanto alle pretese terapeutiche dell’ipnosi, erano state smentite un secolo prima. Controlli questi fatti e s’accorgerà che nel contesto del “reattore Rossi”, quella citazione è un boomerang.
    La sua esegesi delle frasi dell’ing. Rossi è sempre al suo posto, ognuno può valutarla.
     
    @Daniele
    Concordo con il riassunto, la macchina funziona ma nessuno sa cosa ci sia dentro e cosa faccia. Lei tifi pure, ma io sono una cronista, mica una pom pom girl, aspetto di sapere qualcosa di più.
     
    @Beatrice
    no problem, ho imparato a difendermi dai ragazzi junghiani quand’ero al liceo.

  • 3 Febbraio 2011 in 07:51
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    @Oca Sapiens
    Concordiamo nel riassunto. È già qualcosa, e fa fede della sua onestà intellettuale di base. Mi aspetto invece che Franchini non concordi… spero di essere smentito.
    Continuo però a non concordare sulla sua piena neutralità, Oca Sapiens: con la sua vera firma ha inserito su OggiScienza questo stesso argomento nella categoria IL PARCO DELLE BUFALE il che, mi permetta, implica un giudizio di parte. Un atteggiamento più neutrale sarebbe stato inserire il tema in questione in una categoria “purgatoriale”, invece di gettarlo tout court nel “girone” delle bufale.
    Buona giornata e grazie per l’attenzione
    P.S. In effetti far spuntare Jung in casa del CICAP è come parlare di corda in casa dell’impiccato…! 🙂

  • 3 Febbraio 2011 in 10:46
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    Se il mio pessimismo risultasse errato il primo a gioirne, per questa nuova gloria italica, sarei io. Ammetto, e non mi vergogno, di avere grossi pregiudizi in questo campo verso tutta la ricerca italiana. Comunque, alla fine, per essere “giovibile”, questa invenzione, come tutte le altre, deve trovare applicazioni industriali producibili con una certa facilità e a costi accettabili. E, in questo caso, gli inventori non potrebbero che vendere la metodica agli Americani o agli altri due-tre Paesi al mondo in grado di sfruttare in tempi rapidi l’ invenzione e di remunerare seriamente gli inventori. Noi Italiani non siamo in grado di fare nessuna di queste cose. Anche qui, ovviamente, se sbagliassi ne sarei felice. Voglio vederli, il CNR e l’ ENI sfruttare questa invenzione, meglio di come hanno sfruttato quella di Rubia!Auguri in ogni caso.

  • 3 Febbraio 2011 in 10:56
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    @B.: Perdonami ma non ha molto senso quello che dici: secondo te per uno Stato è più conveniente imbarcarsi in una guerra che avrà spese militari altissime, un impatto negativo sull’opinione pubblica e potrebbe portare decine di morti solo per avere due o tre giacimenti in più, oppure spendere poche migliaia di euro per construire un tubo a fusione fredda delle dimensioni di un tavolo che fornirà energia gratis per anni e anni (oltre a rendere il suddetto Stato indipendente da quelle cattivone delle lobby del petrolio)? La realtà dei fatti è che i processi di fusione fredda ipotizzati finora semplicemente non hanno funzionato, è così difficile da accettare? Ci sarà un motivo se centinaia di scienziati si stanno spaccando la testa da oltre 50 anni con i vari progetti di fusione calda?

  • 3 Febbraio 2011 in 13:04
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    Anzichè entrare nel merito, esprimerò una serie di riflessioni sul metodo.
    Sulla fusione nucleare si stanno facendo serie ricerche, finanziate da un “consorzio” molto vasto di nazioni, cioè il progetto (o programma) ITER in Francia, anche se qui si parla di fusione a caldo. Mi pare che allo stato attuale delle cose, dal punto di vista teorico si sia messo a punto il progetto: quello che è difficile è la parte pratica (confinamento, temperatura, pressione), e si sta lavorando su questo con fasci laser concentrici e campi magnetici (se sbaglio, correggetemi). Si pensa ci vorranno ancora parecchi anni.
    E allora, la domanda che mi pongo è: c’è ancora la possibilità che lo scienziato “pazzo” di turno (è detto molto benevolmente), nell’antro del suo oscuro laboratorio, sia riuscito a fare la scoperta del millennio, quella che ITER non riesce a fare? Dubito fortemente. Anche pensando che la strada che ITER sta percorrendo non porti a nulla (ma teoricamente non è vero), non esiste nessun scienziato di ITER che non si sia fatto qualche domanda, ed abbia spaziato verso altre prospettive, e non abbia formulato altre ipotesi, anziché rimanere nel solco già trattato? Per dirla con Freeman Dyson, si sa che lo scienziato è un ribelle!
    Poi, l’affermazione che non si sappia su quale principio funzioni, mi lascia ancor più perplesso. Se è stato messa a punto questa apparecchiatura, su quale base è stata costruita? Si sono prese un po’ di cose e si sono assemblate a caso. shakerandole in un super mixer, et voila, ecco la fusione fredda? Mi sembra il caso del milione di scimmie che in un milione di anni, battendo a caso su una tastiera, compongano la Divina Commedia. Le probabilità sono talmente infinitesime, che non vale nemmeno la pena di prenderle in considerazione. Allora, vuol dire che in qualche misura si sapeva cosa si stesse facendo, cioè alla base c’era un’idea, anche se confusa, ma c’era. Se non viene esplicitata, mi vien da pensare che non lo si voglia fare per ragioni incomprensibili.
    Terzo punto, ho detto scoperta del millennio: avrebbe probabilmente risolto ogni problema energetico per i prossimi milioni di anni (e di vivibilità sul nostro pianeta), e rivoluzionato l’economia di tutto il mondo. Nessun governo di nessuna nazione, una volta avuto sentore della cosa, avrebbe lasciato le cose così come stanno, ma dalle grandi potenze alle piccole, ciascuna avrebbe cercato di impadonirsi delle persone e della scoperta: non mi risulta che gli “inventori” vivano segregati in un bunker segreto a prova di di tutto e di tutti. Non si tratta di complottismo, ma una scoperta di questo tipo con questi contesti, e con questa facilità di successo, cosa non avrebbe scatenato?

  • 3 Febbraio 2011 in 14:50
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    @Ivo Maistrelli
    Anche pensando che la strada che ITER sta percorrendo non porti a nulla (ma teoricamente non è vero), non esiste nessun scienziato di ITER che non si sia fatto qualche domanda, ed abbia spaziato verso altre prospettive, e non abbia formulato altre ipotesi, anziché rimanere nel solco già trattato?”
    Semplicemente ognuno segue coerentemente il proprio solco: gli scienziati di ITER seguono la via della fusione calda, Rossi e prima di lui Focardi, Celani, Piantelli, Habel, Preparata ecc. (solo per restare nei confini nazionali e scusandomi con tutti quelli che non ho citato) seguono la via della fusione fredda.
    Tra l’altro sembra sempre più improprio definire “fusione fredda” il procedimento messo a punto da Rossi insieme a Focardi:
    PASS. […] you stated that it’s not proper to define the reaction occurring in your catalyzer as “cold fusion” and that it’s more correct, at the moment, to generically define it as a weak [force] nuclear reaction – in other words, low energy, or LENR. Are you telling us that you went on a different road, parallel to that of “cold fusion” research?
    ROSSI. Exactly. In fact, mine is not “cold fusion” but weak [force] nuclear reactions. Pons and Fleischmann did heavy-water electrolysis with a palladium cathode and a platinum anode. I don’t do electrolysis, I don’t use either platinum or palladium and I use temperatures that manage to melt nickel.
    Sono più fiducioso di Lei rispetto ad ITER, penso che un giorno ne scaturiranno grandi risultati. Ma ci sono tutti i segnali per pensare che altrettanto grandi risultati (o persino maggiori) arriveranno molto prima dalla ricerca sulle reazioni nucleari a bassa energia. Questo non toglie assolutamente valore al progetto ITER. Certo, se vogliamo discutere della sostenibilità economica della ricerca scientifica e dove convenga investire, be’ allora il discorso cambia.
    Allora, vuol dire che in qualche misura si sapeva cosa si stesse facendo, cioè alla base c’era un’idea, anche se confusa, ma c’era. Se non viene esplicitata, mi vien da pensare che non lo si voglia fare per ragioni incomprensibili.”
    Sono d’accordo con Lei, l’ipotesi “scienziato pazzo” è risibile, certe scoperte non possono avvenire per caso. Cito ancora la stessa intervista a Rossi:
    PASS. The idea that you’ve built something which works, even without a scientific theoretical model, frightens some people regarding the safety of such a device. What could you tell us regarding this concern? I imagine that you have some idea of what happens in the catalyzer even if you’re unable to prove it, right?
    ROSSI. Yes, I have a very precise idea, and I think I understand perfectly the mechanism, but to explain it, though, it would be necessary first that the patent gets approved. For now, we can demonstrate that the reactors work and that they do not emit radiation; this is an additional benefit of being able to use the device without risks. The rest will come over time.
    Nessun governo di nessuna nazione, una volta avuto sentore della cosa, avrebbe lasciato le cose così come stanno, ma dalle grandi potenze alle piccole, ciascuna avrebbe cercato di impadronirsi delle persone e della scoperta”
    Le cose potrebbero essere andate in modo “leggermente”. Ma di sicuro entro l’anno tutti i giocatori mostreranno le loro carte e tutti avremo un quadro più chiaro degli equilibri di forza in gioco.
    Però mi faccia capire, scetticismo a parte, in definitiva Lei cosa immagina: che Rossi sia il più grande truffatore di tutti i tempi? Che progetti di abbindolare tutto il mondo e produrre e vendere centinaia di migliaia di pezzi di una macchina che non funziona? Per poi fare cosa? Scappare su Marte?
    Secondo me anziché continuare ad esprimere una serie di riflessioni sul metodo, toccherebbe sul serio e finalmente entrare nel merito.
    ( qui l’intervista completa, pubblicata sul New Energy Times Magazine del 31/01/11, da cui ho estratto i brani evidenziati in neretto: http://newenergytimes.com/v2/news/2011/36/3626-energycatalyzer.shtml )

  • 3 Febbraio 2011 in 14:55
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    @Alberto
    Tu dici che le mie considerazioni hanno poco senso. Eppure secondo me ti sfugge qualcosa: la fusione fredda, sarebbe in grado di rendere autonomi, da un punto di vista energetico, gli utenti. Se attualmente esistono grandi società come l’Eni che si occupano di fornirci energia, con un’invenzione del genere l’Eni dovrebbe riconvertirsi tutta quanta e iniziare a produrre reattori (ammesso che il brevetto le venisse venduto o dato in concessione) con profitti estremamente più bassi: una volta che hai venduto un reattore da poche centinaia di euro ad una famiglia, questa sarebbe in grado di sostenersi in autonomia per anni. Ora tu immagianti l’Eni con tutti i suoi stabilimenti enormi sparsi per il mondo che in quattro e quattr’otto fosse costretta ad abbandonarli perché divenuti inutili. Immaginati di vederla rinunciare ai profitti derivanti dalla vendita dell’energia (petrolio, gas, energia elettrica). Ti rendi conto di quanti soldi stiamo parlando?
    Ora, ragionandola dal punto di vista dell’Eni (che è lo stesso del governo), comincia a domandarti se avrebbe senso spendere del denaro per andare a fare delle guerre in medioriente oppure no. Comincia altresì a chiederti se per queste società sarebbe meglio fare in modo che eventuali invenzioni relative alla fusione fredda venissero insabbiate piuttosto che finanziate. Comincia a chiederti perché ci sia tanta ostilità nei confronti di questo tipo di ricerca. Perché entri in gioco addirittura il CICAP quando si tratta di smentire Arata & C.. Comincia a chiederti perché lo si fa andando spesso a questionare sulla credibilità degli scienziati che vi lavorano piuttosto che andando a verificare se davvero quelle scoperte potrebbero aprire prospettive interessanti o meno. A Fleischman e Pons li hanno fatti fuori in quattro e quattr’otto solo perché non erano in grado di riprodurre l’esperimento. Che i due scienziati abbiano sbagliato e siano stati un po’ frettolosi ci sta, ma data la portata di quella scoperta, credo che se ci fosse stata l’intenzione di esplorarla più a fondo, lo si sarebbe fatto. A distanza di anni, Giuliano Preparata riuscì a dimostrare alcune teorie che resero l’esperimento del palladio e del deuterio riproducibile (in questo caso vado a memoria, se mi sto sbagliando non mettetemi in croce). Dopo alcuni anni il gruppo della De Ninno riuscì a dimostrare con il cosiddetto Rapporto 41 (come aveva già fatto poco  prima il DOD americano) che tali reazioni erano veramente reazioni di carattere nucleare in quanto si era rilevata produzione di un particolare isotopo dell’elio. Se questi gruppi di ricercatori avessero ricevuto dei finanziamenti, la riproducibilità e magari anche la produzione di una quantità industrialmente sufficiente di energia, non la si sarebbe potuta raggiungere in tempi più brevi?

  • 3 Febbraio 2011 in 17:56
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    @Daniele
    Parco delle bufale: il post non riguardava il “reattore”, ma il suo annuncio. E resto in attesa di dati perché non son neutrale, ma scettica come per gli annunci precedenti.
    ITER non è paragonabile: la fusione è quella della bomba H, il “reattore” è un ennesimo Tokamak, non servono nuove teorie per spiegare cosa succede dentro, solo tecnologie per farne uno più grande senza che combini guai.
     
     

  • 3 Febbraio 2011 in 18:24
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    @B.: No scusa ma tu insisti a dire che gli interessi dell’Enel coincidano con quelli dell’Italia; se permetti questo non ha senso, è vero che l’Enel è una grande azienda con migliaia di dipendenti e genera un grande indotto, ma bisogna separare le due cose: vediamola dal punto di vista dello Stato:
    1) ho la possibilità di risparmiare milioni (forse miliardi) di euro utilizzando una nuova fonte di energia che mi rende totalmente indipendente da forniture esterne;
    2) oppure decido che, siccome c’è l’Enel che ha interessi nel petrolio decido di imbarcarmi in una guerra che mi costerà sia milioni che vite umane, tutto ciò per avere poi, comunque, solo una quota dei pozzi che riuscirò a conquistare.
    Dal punto di vista dello Stato, non avrei dubbi su cosa scegliere: la balla che la fusione fredda sarebbe ostacolata dalle lobby è, per l’appunto, una balla.
    Dimmi solo una cosa: come mai le lobby ostacolerebbero la fusione fredda ma non battono ciglio su quella calda? Eppure anche questa, se dovesse essere realizzata, sarebbe una “minaccia” per i loro affari no?

  • 3 Febbraio 2011 in 19:03
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    @Alberto
    Perché la fusione calda, da un punto di visto della gestione delle CENTRALI, sarebbe l’equivalente degli attuali reattori nucleari a fissione. La costruzione sarebbe demandata a grandi imprese (le solite lobbies) e la relativa gestione sarebbe CENTRALIZZATA (che poi è quello che accadrà se in Italia verrà reintrodotto il nucleare tradizionale). Cmq ripeto, questa è una mia visione delle cose, una opinione. Tu sei libero di pensarla come vuoi.
    Credo però che tu non riesca ad entrare nella mia ottica. Se le cose andassero come devono andare è ovvio che gli interessi dell’Enel/Eni non dovrebbero coincidere a tutti i costi con quelli dello stato ma purtroppo non è così. Ormai non è più lo stato a dettare le regole ma gli interessi dei grandi gruppi industriali e lo stato è solo alla mercé di questi gruppi (intendiamoci, indipendentemente dal fatto che a comandare siano le destre o le sinistre) …senza considerare comunque che circa il 30% dell’ENI (se non ricordo male) è ancora di proprietà dello Stato.
    Tu ovviamente non devi pensare solo all’ENI e all’Italia, pensa un po’ anche all’America e al resto d’Europa.
    Che le cosiddette sette sorelle (attualmente non so quante possano essere) dettino legge non è certo una novità.
    Una cosa dev’essere chiara: l’energia sta alla base della nostra società e chi controlla l’energia controlla il mondo.
    Decentralizzare la gestione e il controllo dell’energia significherebbe sconvolgere profondamente gli attuali equilibri.
    Staremo a vedere.

  • 3 Febbraio 2011 in 19:03
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    @B.
    Sei la dimostrazione che circola ancora un po’ di buon senso in Italia. Grazie.
     
    @Oca Sapiens (possiamo darci del tu, per favore? c’est plus facile!)
    “ITER non è paragonabile: la fusione è quella della bomba H, il “reattore” è un ennesimo Tokamak, non servono nuove teorie per spiegare cosa succede dentro, solo tecnologie per farne uno più grande senza che combini guai.”
    Mele e pere non si possono sommare, ma si possono benissimo confrontare tra loro. A parte questo sono d’accordo con te. Forse dovresti leggermi con più attenzione, perché seguivo semplicemente il ragionamento di Ivo Maistrelli: è lui che ha introdotto quel paragone… e non prendevo posizione pro/contro l’una o l’altra via (fusione fredda / fusione calda). Riassumendo:
    …………………………………..FUSIONE CALDA………….FUSIONE FREDDA
    TECNOLOGIA………………………….NO…………………………..SI………….
    TEORIA…………………………………SI……………………………NO…………
    FINANZIAMENTI RICERCA………IMMENSI…………………..IRRISORI……..
    COSTI…………………………………ALTI………………………..BASSI……….
    TEMPI……………………………….LUNGHI………………….MEDIO-BREVI….
    Tutto ciò nel caso naturalmente l’Energy Catalyzer non sia una bufala… però siete proprio voi che gridate al “delitto” che dovreste spiegarci quale sarebbe il “movente, in altre parole se è una bufala, cui prodest???
     
    P.S. tornando a qualche commento fa, per farti riflettere su quanto la sincronicità junghiana non vada liquidata tout court come una sciocchezza, ti faccio notare che un altro anagramma di <oca sapiens> è <api cessano>… un tema che ho scoperto interessa molto entrambi.

  • 3 Febbraio 2011 in 19:57
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    Per Daniele.
    Citi questo passaggio:
    ROSSI. Exactly. In fact, mine is not “cold fusion” but weak [force] nuclear reactions.
    Nel PA Rossi prende in considerazione la reazione 58(p,gamma)59Cu  dove la forza debole non interviene affatto. Le interazioni Ni/H non sono gestite dalla forza debole. La forza debole non interviene nemmeno nella dd di F&P; interviene invece nella pp di Mizuno e del gruppo di Caserta.  La forza debole è presente anche nei decadimenti beta, che avvengono dopo l’interazione primaria. Questo per mettere un po’ d’ordine.
    E’ come immaginavo, Rossi non ha conoscenze nucleari. E’ un ingegnere che per molto tempo ha tentato di produrre petrolio sintetico. Immagino quindi che sia un ingegnere chimico, ma non è detto, dato il tipo. Difficile attribuirgli un bernoccolo per il nucleare.
    Tu stesso Daniele commetti gravi errori quando tenti di fare considerazioni quantitative. Infatti scrivi:
    a non funzionare è stata solo l’ipotesi di Focardi (Ni -> Cu59 -> Cu58) infatti non c’erano gamma (necessari in caso di decadimento del Cu69 in Cu58);
    59Cu decade a 58Ni con emissione gamma. 69Cu non può decadere a 58Cu.
    Ho l’impressione che tu, come Rossi, non abbia una preparazione nucleare.
    Il problema di questi blog è che intervengono persone non specialiste, dilettanti appassionati, ma che non dispongono di una preparazione specifica.
    Ciò stabilito, a non funzionare è stata la demo di Bologna, che si è svolta in mezz’ora (Zoccoli), tenendo a distanza i curiosi. Basta scorrere i tre video per rendersi conto dell’inconsistenza dell’iniziativa. Spero per loro che non abbiano intenzione di riprovarci. Una volta basta e avanza, grazie.

  • 3 Febbraio 2011 in 20:11
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    @B.: Che le grandi aziende abbiano influenza non è un mistero; che però esse abbiano il potere di decidere per lo Stato però è, perdonami, una corbelleria. Se lo Stato, attraverso i suoi istituti di ricerca, scoprisse una fonte di energia tipo fusione fredda non ci sarebbe santo (anzi Enel) che tenga: avrebbe infatti dei vantaggi spropositati rispetto agli altri Paesi, al punto da riuscire a rendersi completamente indipendente da qualsiasi compagnia petrolifera.
    Mi dispiace per i fusionisti, ma la realtà dei fatti è semplice: ad oggi nessun tipo di fusione fredda ha funzionato e quindi si sono inventati l’opposizione delle lobby (cosa che guarda caso fanno anche gli omeopati con le case farmaceutiche). Se questo progetto avrà fortuna stai sicuro che nessuna Spectre riuscirà a far sparire Rossi, ed egli avrà il riconoscimento (scientifico ed economico) dovuto; se però fallirà, sarà solo l’ennesima riprova che i facili entusiasmi non portano a niente.

  • 3 Febbraio 2011 in 20:14
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    @Franchini (vedo che è passato a darmi del tu, va bene, mi adeguo)
    Ho mai sostenuto di avere una preparazione nucleare??? Dove??? Non ho letto da nessuna parte che sia necessario avere una laurea in fisica nucleare per commentare qui dentro. E ti attacchi perfino a un refuso: lo capiva anche un bambino che ho scritto Cu69 al posto di Cu59!
    Lascio i lettori che leggono tutti i commenti giudicare sulla tua limpida onestà intellettuale.
    Cari saluti

  • 3 Febbraio 2011 in 20:28
    Permalink

    @daniele: Infatti il problema non è che chi commenta qui non abbia una preparazione nucleare, ma che uno degli ideatori dell’esperimento non ce l’abbia: non so se Rossi si sia confuso e intendesse una reazione nucleare a bassa energia, ma se davvero parlava di forza debole allora non ha neanche idea di cosa sta parlando.

  • 3 Febbraio 2011 in 20:52
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    E’ come immaginavo, Rossi non ha conoscenze nucleari. E’ un ingegnere che per molto tempo ha tentato di produrre petrolio sintetico. Immagino quindi che sia un ingegnere chimico, ma non è detto, dato il tipo. Difficile attribuirgli un bernoccolo per il nucleare.
    Posso essere d’accordo, ma anche Focardi, Levi, Villa, Bianchini e compagnia bella allora? Un intero ateneo?
    Il problema di questi blog è che intervengono persone non specialiste, dilettanti appassionati, ma che non dispongono di una preparazione specifica.
    In effetti Levi non m’è sembrato particolarmente preparato …è ovvio che non siamo tutti degli esperti ma non mi pare requisito essenziale per intervenire nella discussione.
    Ciò stabilito, a non funzionare è stata la demo di Bologna, che si è svolta in mezz’ora (Zoccoli), tenendo a distanza i curiosi. Basta scorrere i tre video per rendersi conto dell’inconsistenza dell’iniziativa. Spero per loro che non abbiano intenzione di riprovarci. Una volta basta e avanza, grazie.
    E chi sei tu, Bernardo Gui? 🙂
    Io spero invece che quando ci riproveranno siano finalmente in grado di tagliare la testa al toro. Come mai lei (Franchini) spera il contrario?
    …perché ci si può aspettare di tutto: a sentire Franchini qualcuno potrebbe anche decidere di non rilasciare il brevetto! E allora ecco ahimè che noi comuni mortali non sapremo mai cosa si celi dentro il vaso di Pandora!

  • 3 Febbraio 2011 in 21:09
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    L’argomento è appassionante e comprensibilmente scalda gli animi, ma cerchiamo tutti di limitare la discussione sugli aspetti scientifici e di criticare le argomentazioni, non gli interlocutori. Grazie.

  • 3 Febbraio 2011 in 21:10
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    Per oca sapiens.
    Mi impressionano molto i tuoi interventi, sempre pertinenti e molto acuti. Su Charcot sono pienamente d’accordo con te.  Puoi manifestarti per nome e cognome? Chi sei e che cosa fai?
    Ti chiedo per favore di leggere l’appunto che ho scritto per il CICAP e di esprimere un giudizio sul contenuto.
    Grazie e cordiali saluti.
    http://www.queryonline.it/wp-content/uploads/2011/01/Demo-FR1.pdf

  • 3 Febbraio 2011 in 21:44
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    Per Daniele.
    Scusi il tu, ma è complicato passare da una forma a un’altra e ci si può sbagliare.
    E ti attacchi perfino a un refuso: lo capiva anche un bambino che ho scritto Cu69 al posto di Cu59!
    Tra refusi e cose che non si sanno è difficile distinguere, quando non si conoscono le persone. Comunque le mie osservazioni non riguardavano solo 69Cu. Anche i passaggi precedenti erano sbagliati. Sia più cauto e nessuno Le farà osservazioni.
    In ogni caso resta l’enormità di un ingegnere chimico – forse –  che entra nel nucleare a testa bassa convinto che l’interazione tra nickel e idrogeno sia gestita dalla forza debole.  Che cosa vuoi che produca un soggetto del genere, se non è assistito da una fortuna da cugino Gastone?
    Sono completamente d’accordo con Ivo Maistrelli, che scrive:
    Se è stato messa a punto questa apparecchiatura, su quale base è stata costruita? Si sono prese un po’ di cose e si sono assemblate a caso, shakerandole in un super mixer, et voila, ecco la fusione fredda?
    Un minimo di competenza è richiesto anche ai più fortunati, tra i quali non metterei comunque Rossi, che si sta destreggiando in una vita a dir poco avventurosa.

  • 3 Febbraio 2011 in 22:02
    Permalink

    Per B.
    Io spero invece che quando ci riproveranno siano finalmente in grado di tagliare la testa al toro. Come mai lei (Franchini) spera il contrario?
    Spero che la terna non ci sottoponga periodicamente al tormentone di esibizioni pubbliche, con articoli sui giornali, interviste televisive e simili, che confondono la testa di chi nella vita si occupa di altre cose e ha il diritto di non sapere nulla di scienza.
    Spero che si smetta di trasmettere alla gente il messaggio che ci sono forze ostili che impediscono lo sviluppo della scienza e della tecnologia. Che esiste una scienza povera, ma ingegnosa, costretta a esprimersi nelle cantine e nei garages. Anche la scienza ha i suoi populismi.
    Posso essere d’accordo, ma anche Focardi, Levi, Villa, Bianchini e compagnia bella allora? Un intero ateneo?
    Sarà, ma vedo che stanno alla larga dal nostro confronto, anche sapendo che è autorevolmente moderato dal CICAP. Si facciano sentire, altrimenti saremo autorizzati a credere che si sono messi la coda fra le gambe.
    Personalmente sono pronto a un confronto scientifico serio.

  • 3 Febbraio 2011 in 22:16
    Permalink

    Per Daniele
    Tutto ciò nel caso naturalmente l’Energy Catalyzer non sia una bufala… però siete proprio voi che gridate al “delitto” che dovreste spiegarci quale sarebbe il “movente, in altre parole se è una bufala, cui prodest???
    Prodest Rossi. Faccio la mia ipotesi. Rossi è in cerca di finanziamenti. Tutto finirà in nulla come tutte le sue iniziative, ma intanto si sarà assicurato due o tre anni di vita comoda.
    Sarà dura se non riesce a ottenere un brevetto da esibire.
    Ecco la buona ragione per cui i brevetti devono essere concessi cum grano salis. E’ una cautela che tutela gli ingenui disposti a finanziare iniziative che fanno sognare come questa.

  • 3 Febbraio 2011 in 22:36
    Permalink

    @Alberto
    Che le grandi aziende abbiano influenza non è un mistero; che però esse abbiano il potere di decidere per lo Stato però è, perdonami, una corbelleria. Se lo Stato, attraverso i suoi istituti di ricerca, scoprisse una fonte di energia tipo fusione fredda non ci sarebbe santo (anzi Enel) che tenga: avrebbe infatti dei vantaggi spropositati rispetto agli altri Paesi, al punto da riuscire a rendersi completamente indipendente da qualsiasi compagnia petrolifera.
    Certo, e forse Enrico Mattei sarebbe ancora vivo.
    Vedi, secondo me la questione è capire chi è lo stato. Quando questo sarà chiaro allora forse io e te potremo anche metterci d’accordo.
    Come ti ho già ampiamente illustrato, non la penso così. Evidenze di ogni tipo secondo me dimostrano il contrario di quello che vai sostenendo. Lo dimostra il fatto che ci troviamo a combattere da decenni guerre volte a mantenere stabili gli attuali equilibrii. Guerre di cui, in qualche maniera, è necessario ammortizzare la spesa. Purtroppo, a mio avviso, di santi che tengono ce ne sono e come, anche perché appunto io non riesco a vedere l’ENI e in generale le grandi multinazionali come una cosa separata dallo stato.
    L’unica cosa su cui posso concordare è che la mia sia solo un’ipotesi tutta da verificare, questo si.

  • 3 Febbraio 2011 in 23:08
    Permalink

    Per B.
    Come ti ho già ampiamente illustrato, non la penso così. Evidenze di ogni tipo secondo me dimostrano il contrario di quello che vai sostenendo. Lo dimostra il fatto che ci troviamo a combattere da decenni guerre volte a mantenere stabili gli attuali equilibrii. Guerre di cui, in qualche maniera, è necessario ammortizzare la spesa.
    Ti sei fatto prendere dall’entusiasmo. Stiamo confrontandoci da giorni sul valore della demo di Rossi, sul suo diritto a un brevetto o meno e tu dai per scontato che Rossi ha fatto uno scoperta epocale che meriterebbe attenzione da parte degli Stati; che le forze oscurantiste che operano in seno ai governi ritardano gli sviluppi di una scoperta brillante… e via esagerando.
    Non starai seguendo una tua personalissima linea di pensiero senza tenere conto dello stato del confronto?

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