Il mystero delle EBANI, gli UFO viventi

EBANI è l’acronimo spagnolo (ma funziona altrettanto bene nella traduzione letterale italiana) di “Entidad Biológica Aérea No Identificada”, cioè “Entità Biologica Aerea Non Identificata”, modellato sul celebre acronimo UFO.

La radice della parola rivela subito che il fenomeno ha avuto origine in un paese di lingua spagnola, il Messico, dove gruppi di appassionati, chiamati “vigilantes“, perlustrano i cieli armati di telecamere e potenti teleobiettivi, nell’intento di immortalare questi curiosi fenomeni aerei.

Peraltro, balza subito all’occhio che la definizione stessa di EBANI è un ossimoro, dato che se un oggetto non è identificato è impossibile stabilirne la natura di “entità biologica”.

Il fenomeno di recente ha “contagiato” anche l’Italia, dopo che se n’è occupata la puntata di Voyager del marzo 2008 dedicata alle scie chimiche. Risale infatti al 2008 il “boom” di avvistamenti e filmati italiani.

L’aspetto di questi strani oggetti è di grandi strutture tubolari volanti, spesso bianche ma talvolta con striature e colori sgargianti, il più delle volte costituite da un singolo “tubo” ma in altri casi da due o più attorcigliati tra loro, che ondeggiano in lenti movimenti irregolari e  ricordano vagamente giganteschi vermi, da cui la denominazione di “entità biologica” e il nomignolo di “vermi volanti” con cui sono chiamati.

In rari casi, dall’EBANI madre sono stati visti staccarsi e allontanarsi piccoli oggetti sferici, o addirittura la struttura madre si è totalmente disgregata in queste sfere che gli appassionati chiamano “flotillas”, mentre in altre occasioni le flotillas sono state avvistate senza che vi fosse un’EBANI nelle vicinanze.

Guardando i video a più alta risoluzione, si capisce abbastanza bene che le EBANI sono costituite da una miriade di piccole sfere attaccate tra loro, che di tanto in tanto si possono staccare dal corpo principale. Le migliori fotografie e i video più dettagliati sono opera del fotografo messicano Arturo Robles Gil, famoso per le splendide fotografie di paesaggi, per i filmati di EBANI e per aver realizzato foto nitidissime di dischi volanti, queste ultime a quanto pare contraffatte, stando alle accuse dell’ufologo scettico Pascal Lopresti.

Nel caso delle EBANI, però, ci sono pochi dubbi sull’autenticità del materiale, e la nitidezza delle immagini consente abbastanza chiaramente di capire che si tratta di gigantesche composizioni di palloncini, molto comuni in occasione di fiere, manifestazioni o eventi sportivi. Ci sono addirittura artisti che si sono cimentati in sculture di palloncini volanti.

Le flotillas sono dunque, evidentemente, i palloncini che compongono la struttura, che a volte si staccano da essa, mentre le flotillas senza EBANI sono con tutta probabilità lanci di singoli palloncini che avvengono spesso, anche in occasione di feste private come i matrimoni.

Il fatto che i palloni si possano sganciare con una certa facilità dal corpo di una ghirlanda appare evidente osservando che vengono agganciati tra loro semplicemente avvolgendoli attorno a un filo.

Naturalmente gli ufologi respingono con sdegno questa spiegazione così banale. Lo stesso Arturo Robles ha dichiarato che nelle sue foto più nitide si possono contare oltre 57 mila sfere, mentre i produttori di allestimenti fieristici gli hanno confermato che strutture con così tanti palloncini sono irrealizzabili; inoltre lanciare oggetti così grandi costituirebbe un pericolo per gli aeromobili, dunque è proibito.

Quest’ultima affermazione è generalmente vera, e in effetti per il lancio di un pallone è necessaria una pesante serie di autorizzazioni, ma non è difficile controbattere che anche sparare da un palazzo con un’arma da fuoco è proibito, ma immancabilmente in Italia accade a ogni Capodanno. Nel caso specifico, poi, si tratta di strutture gonfiabili destinate a rimanere ancorate al suolo, e che solo accidentalmente (o almeno così dovrebbe essere) si liberano in volo.

Inutile dire che ben difficilmente gli autori del lancio, fortuito o voluto che sia, escono allo scoperto, temendo ripercussioni di carattere legale, e questo comportamento favorisce il permanere del mistero.

Quanto al numero dei palloncini, il sottoscritto si è preso la briga di reperire una delle migliori foto pubblicate da Arturo Robles, ritraente quella da lui definita una delle più grandi EBANI mai avvistate, e di contare il numero di palloncini che vi compaiono. Per coloro che stessero cominciando a dubitare della mia sanità mentale, faccio presente che non li ho contati uno a uno, ma ho stimato il diametro del tubo, che da quanto si vede dovrebbe comprendere tra 4 e 6 palloncini, per poi valutare sulla fotografia il numero di palloncini per unità di lunghezza.

Ebbene, con un certo margine di incertezza, perché l’EBANI in questione è piuttosto ritorto e non si vede in dettaglio in tutta la sua estensione, i palloncini che lo compongono sono tra 600 e 1200: ben lontano dalla incredibile cifra di 50 mila e oltre che evidentemente ha fatto sobbalzare gli “esperti” di decorazioni a cui si era rivolto il fotografo messicano!

A questo punto ci si può chiedere se una composizione di, per fare cifra tonda, 1000 palloncini sia impossibile o meno. Una risposta si può avere contando i componenti di un allestimento di grandi dimensioni. Per esempio, con la tecnica sopra citata si può stimare che un singolo arco usato per decorare uno stadio sia formato da 300-400 palloncini, mentre una struttura di 1000 palloni è stata realizzata nel 2008 per far volare un uomo, il prete brasiliano Antonio de Carli; quel volo si concluse tragicamente con la morte del viaggiatore.

Nei siti di alcune ditte specializzate si legge chiaramente che, a seconda delle dimensioni del palloncino, servono da 12 a 20 palloni al metro. Per realizzare un arco, inoltre, a seconda dell’altezza desiderata, la lunghezza della ghirlanda va dalle 2 alle 3 volte la base dell’arco, quindi l’EBANI di Arturo Robles sarebbe stato lungo tra i 30 e i 100 metri. Tenuto conto che era apparentemente formato da due “tubi” agganciati, sarebbe servito per una volta di qualche decina di metri di base: tutto sommato una cosa plausibile!

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