Diete bislacche e come evitarle: intervista a Dario Bressanini, ospite al Cicap Fest 2025
Intervista di Matteo Boccadamo
Diete miracolose, vendute come soluzioni semplici, sicure, estremamente efficaci e adottabili da chiunque. È l’argomento affrontato da Dario Bressanini nel suo ultimo libro, “La dieta termo-dinamica”. Il chimico e divulgatore ne ha svelato alcuni passaggi salienti durante un intervento al CICAP Fest 2025, fornendo al pubblico riunito a Padova diversi dati interessanti e, soprattutto, qualche campanello d’allarme contro le false promesse che si nascondono dietro certi regimi alimentari.
Bressanini, è ormai quasi impossibile non imbattersi in annunci di diete ingannevoli e fraudolente, presenti in gran quantità soprattutto online. Quali sono i consigli principali per riconoscerle ed evitarle?
“Non è così facile non incappare nel meccanismo, se non si è disposti a investire del tempo per informarsi e capire quali sono i fondamenti fisici e biologici che caratterizzano i regimi alimentari. Esistono, però, alcuni indizi che devono far sorgere il forte sospetto che ci si trovi davanti una bufala. Tra i primi c’è di sicuro la promessa di raggiungere con rapidità gli obiettivi finali. E spesso un metodo basato sul consumo di cibi particolari, spacciati per brucia-grassi o dalle proprietà uniche e rare. Perdere peso richiede inevitabilmente del tempo, si ingrassa e si dimagrisce sempre con una certa lentezza. Dovremmo accettarlo e rinunciare serenamente all’idea di raggiungere una forma fisica smagliante in un batter d’occhi. Perciò quando ci vengono presentati concetti come l’accelerazione del metabolismo o sentiamo termini come detox, di sicuro è meglio diffidare”.
A costo di sconfinare nella filosofia, quest’attrazione per la velocità in ogni campo, anche nell’alimentazione e nel cambiamento del corpo, quanto è figlia di un tempo in cui siamo abituati a ottenere tutto e subito?
“Lascio la risposta a sociologi e psicologi. Limitandomi a condividere la mia personale impressione, che non ha alcun valore scientifico, percepisco in effetti un consumo sempre più veloce delle informazioni. Questo rende molto difficile, come dicevo prima, dedicarsi ad un approfondimento che richieda tempo, per esempio la lettura. Il che predispone ulteriormente alla ricerca di un tipo di informazione sempre più rapido, sintetico, conciso e quindi parziale. Vale anche per i video: quando pubblico sul web un contenuto della durata di 10 minuti, mi sento dire da molte persone che “è troppo lungo”, che non ci si può permettere di guardarlo tutto, che richiede troppo sforzo e troppo tempo. Ma magari poi non ci accorgiamo dell’ammontare di ore che ogni giorno spendiamo complessivamente sui social, e che, volendo, potremmo impiegare in maniera più proficua”.
A proposito di commenti: ha ricevuto critiche feroci, accuse o contestazioni a causa di quanto afferma sulle diete bislacche? Come gestisce queste dinamiche?
“Certamente, già da un paio d’anni, quando ho cominciato a trattare queste tematiche sui social. Con alcuni personaggi sono iniziati subito i contrasti, che naturalmente adesso continuano in seguito alla pubblicazione del libro. In fin dei conti si tratta di affermazioni che non fanno altro che negare le leggi della fisica. Ragion per cui nella maggior parte dei casi è bene evitare di farsi assorbire dalla polemica e di alimentarla. Il più delle volte, infatti, tendo ad ignorare completamente commenti di questo genere. Oppure, in qualche occasione, mi permetto di scherzarci su, lanciando delle “sfide”. Per esempio, siccome tutte queste diete miracolose sembrano poter non tenere conto delle leggi della fisica, appunto, invito chi le propone a recarsi a Stoccolma per reclamare il premio Nobel. Invece continuano a vendere corsi e piani alimentari innovativi, millanterie prodigiose; ma guarda caso nessuno di questi sistemi attira mai le attenzioni della comunità scientifica, né vale riconoscimenti ufficiali. Come mai?”
Spesso attirano, però, le attenzioni di persone a noi care, che non di rado passano da una dieta all’altra, provandole tutte senza ottenere risultati, o peggio danneggiando se stesse. Come ci dobbiamo comportare quando ci rendiamo conto di questo? Come possiamo tentare il dialogo?
“In generale è molto difficile dialogare con qualcuno per invitarlo a ricredersi su un suo comportamento errato o pericoloso. Sono poche le persone disposte ad ammettere di sbagliarsi o, peggio, di essersi fatte fregare. Inoltre, fornire dati, fonti, libri e prove è un approccio che funziona solo con menti razionali, abituate al confronto e aperte alla critica. Nel caso dell’amico o della zia che sperimenta senza successo un percorso alimentare dietro l’altro, possiamo provare a giocare sulla sua fiducia. Se si è già guadagnata in precedenza la stima da parte di quella persona, che vede in noi qualcuno di cui fidarsi, appunto, è bene far leva su questo e sull’empatia. Far capire che teniamo a lei e quindi che la vogliamo aiutare, suggerendo un parere utile, proprio per la sua salute. Rimanendo comunque disponibili a fornire, eventualmente, spiegazioni pratiche e strumenti atti a comprendere il perché del nostro consiglio”.
Foto di Serena Pea
