3 Giugno 2026
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L’arte della statistica: incontro con David Spiegelhalter al CICAP Fest 2025

Padova, 15 novembre 2025. Ospite d’onore del CICAP Fest 2025, nella cornice dell’Aula Magna di Palazzo del Bo, è David Spiegelhalter, uno dei più importanti esperti di statistica al mondo e professore emerito all’Università di Cambridge. La sua lectio, dal titolo L’arte della statistica, è introdotta da Sergio Della Sala, professore di “Human Cognitive Neuroscience” presso l’Università di Edimburgo, autore di Perché dimentichiamo (da poco in libreria per Feltrinelli) e Presidente Emerito del CICAP.

Sir David Spiegelhalter ha dedicato la sua carriera a rendere accessibili a tutti i principi della statistica, mostrando come i dati guidino le nostre vite e come una lettura critica sia fondamentale per prendere decisioni informate. Anche nei suoi libri, tradotto in Italia L’arte della statistica (Einaudi; Premio Cosmos 2021), Spiegelhalter ci dimostra che dietro i numeri si nasconde un potente strumento di comprensione del mondo, attraverso la gestione dell’incertezza, considerata non come qualcosa da temere, ma come parte inevitabile e stimolante della vita.

Può sembrare un argomento complesso da affrontare, ma nessun timore: con spirito e britannica ironia Sir David Spiegelhalter ha guidato l’attentissimo pubblico dell’Aula Magna attraverso esempi semplici e divertenti con i quali ha dimostrato che non tutto quel che appare è come sembra. E che la statistica, scienza che governa le decisioni e la vita di ogni giorno, del singolo come della collettività, spesso può condizionare il nostro modo di approcciarci al mondo, perché gli esiti e le risultanze delle ricerche vengono divulgate con criteri non sempre così “affidabili”. Spiegelhalter dimostra come in alcuni casi, per esempio durante la pandemia COVID-19, sia successo che la collettività sia stata portata a credere ogni giorno, a volte ogni ora, in nuove e diverse prospettazioni scientifiche divulgate in modo più o meno affidabile in merito al rapporto rischi/benefici dei vaccini. In quel caso però, in particolare riguardo al vaccino Astrazeneca, l’attenta lettura dei dati effettuata dallo staff del Professor Spiegelhalter ne ha dimostrato l’efficacia proprio nella popolazione più anziana, determinando così le linee guida a livello internazionale.

Spiegelhalter affronta poi un altro tema molto interessante, quello del pregiudizio del “white hat”: pieghiamo la realtà secondo i nostri nobili propositi, pensando che il fine benefico possa giustificare anche una lettura poco rigorosa dei dati scientifici. È successo, per esempio, nel caso della cronaca recente sulla tossicità dell’alcol assunto anche in minima dose, con titoli altisonanti sul rischio di malattie gravi, ma in realtà la lettura dei dati non ha dimostrato che una minima dose di alcol sia gravemente nociva, né che sia, d’altra parte, benefica. Semplicemente non c’è una risposta univoca, può esserci solo un risultato basato su ricerche affidabili. Ed è qui che subentra l’importanza della lettura dei dati, delle ricerche, della scienza: tutto è scientificamente accertato finché non subentra un nuovo studio con delle evidenze successive ed affidabili che può confermare o può anche stravolgere le precedenti risultanze. Su questo principio si basa, del resto, il metodo scientifico che, secondo lo statistico britannico, dovrebbe essere insegnato in tutte le scuole.

E infatti, al di là delle evidenze e delle risultanze scientifiche, ciò che conta è l’affidabilità di quanto viene comunicato e diffuso.

Un altro aspetto fondamentale è, quindi, quello delle regole che dovrebbero seguire le comunicazioni pubbliche in tempi di crisi, laddove è sempre fondamentale indicare, specifica Spiegelhalter: ciò che conosciamo; ciò che non sappiamo; cosa stiamo facendo per scoprire di più; cosa le persone possono fare per stare sicure; quello che sappiamo finora può sempre cambiare. Queste semplici regole dovrebbero essere tenute in gran conto, soprattutto dai politici, che ne sono certamente consapevoli, ma a volte si guardano bene dal comunicare messaggi scientifici quando non sono rassicuranti o quando, appunto, sono incerti. Paradossalmente poi una grossa percentuale della popolazione è più disposta a credere in un messaggio possibilista e che rivela i pro e i contro di una certa situazione che a un messaggio totalmente positivo.

E così torniamo all’incertezza dalla quale siamo partiti e che ci fa tanta paura.

Senza pensare che tutto quello che facciamo generi rischi, anche minimi, e che se dovessimo evitare del tutto il rischio dovremmo paradossalmente evitare di vivere. 

Insomma, impariamo a navigare l’incertezza con maggiore consapevolezza e umiltà intellettuale, ammettendo ciò che non si conosce.

Immagine in evidenza: il professor David Spiegelhalter durante il suo intervento. Foto di Fabrizio Balestrieri.