17 Maggio 2024
Approfondimenti

Gli spiriti, le sedute medianiche e il delitto Matteotti

di Paolo Cortesi

Il 10 giugno di cento anni fa, nel 1924, il deputato socialista Giacomo Matteotti (1885-1924) fu rapito da cinque fascisti che agivano su mandato o su ispirazione di Mussolini, e assassinato. Una decina di giorni prima, il 30 maggio, aveva chiesto in parlamento che venissero invalidate le elezioni politiche del 6 aprile, nelle quali 

«nessun elettore italiano» denunciò Matteotti in aula «si è trovato libero di decidere con la sua volontà. […] Nessun elettore si è trovato libero di fronte a questo quesito, se cioè egli approvava o non approvava la politica, o per meglio dire, il regime del governo fascista. […] Vi è una milizia armata, composta di cittadini di un solo partito, la quale ha il compito dichiarato di sostenere un determinato governo con la forza, anche se ad esso il consenso mancasse».

Il 16 agosto il cadavere di Matteotti fu rinvenuto a Riano, una ventina di chilometri da Roma, in un bosco detto Quartarella. Prima della scoperta, come accade sempre in questi casi, si diffusero voci incontrollate. Una di queste voleva l’onorevole socialista sepolto in segreto, di notte, in una tomba anonima nel cimitero del Verano. Si disse anche che fosse stato cremato.

E, come accade altrettanto spesso, ci fu chi affermò di avere avuto straordinarie rivelazioni per vie paranormali. Cinque giorni dopo l’aggressione, mentre nessuno si faceva più illusioni sulla vita del deputato, in un circolo spiritistico di Palermo 

«una certa entità (non identificata) avrebbe dato qualche particolare sull’assassinio dell’on. Matteotti».

Ne dette notizia l’avvocato Francesco Zingaropoli (1860-1946) sulla rivista che dirigeva: Mondo occulto, un bimestrale che si pubblicava a Napoli, fondato da Giuseppe Garibaldi Rocco, proprietario della Società Editrice Partenopea. Il periodico aveva per specificazione del titolo: Rivista Iniziatica Esoterico-Spiritica, e dichiarava il suo vasto campo d’indagini: Occultismo, Religioni, Telepatia, Spiritismo, Magia, Medianità e Scienze Affini.

Mondo Occulto fu pubblicato dal 1921 al 1939; riprese le pubblicazioni nel 1946 e nel 1947 cambiò titolo in Rivista di studii iniziatici, continuando fino al 1950.

La seduta medianica avvenne nella casa della signora Diana Legrange. Era questo lo pseudonimo di Laura Coccon Bussolin, che nel suo necrologio (in occasione della morte avvenuta a Roma, il 12 luglio 1937) era definita «nobildonna veneziana, valorosa scrittrice, conferenziera, poetessa, fondatrice e direttrice dell’Alfa di Roma, attività di studi psichici».

L’Associazione Studi Psichici Sperimentali Alfa venne fondata nel 1929 a Palermo, città in cui abitava a quel tempo la Bussolin. Nel 1932, l’associazione cambiò sede (seguì la direttrice nel suo trasferimento a Roma) e nome in Studi Psichici Alfa. Non cambiò la sua missione fondata su uno spiritismo con forte carattere mistico, come vediamo nelle parole della Legrange: 

«Io non dubito punto che la sorgente dell’abbietto materialismo s’inaridirà con le sue colpevoli follie mentre la corrente Spiritualista, abbattendo tutti gli argini, squassando le malsicure dighe, irromperà travolgente dominando imperiosa la marea della pubblica opinione. E la nuova umanità sarà felice!».

La signora pubblicò, a partire dal 1902, alcuni volumetti di poesie spiritualiste: Pallide aurore, In cerca di luce, L’Istria italiana; l’ultima plaquette si intitolava Gl’italici eroi dello Spazio e celebrava in versi la trasvolata oceanica degli idrovolanti di Italo Balbo, del 1930.

La Bussolin spesso mescolava il proprio nome autentico allo pseudonimo: come Laura Legrange Bussolin firmò l’articolo «L’ora feconda di rivelazioni», pubblicato su Mondo Occulto del settembre-ottobre 1933, in cui sottolineava la grandezza morale dei medium

«I soggetti che hanno la facoltà di essere strumenti per entrare in comunicazioni coll’al di là, col piano astrale, sono ricercati particolarmente in quest’epoca in cui gli uomini angosciati, perché sottoposti a durissime prove, attanagliati dal timore di un più pauroso domani, stanno diventando scettici e diffidenti intorno ad ogni forma di religiosità e di misticismo, gettandosi a corsa sfrenata verso i piaceri materiali che la generosa Scienza, fautrice di meraviglie, profonde ad usura».

Dopo aver espresso la solita condanna verso i «dilettanti dello spiritismo, fervidi amici dei tavolini danzanti», la Bussolin affermava che i medium avevano «la missione di far luce fra le tenebre della millenaria ignoranza, di istruire e confortare i sofferenti che ad essi si rivolgono, uomini – come dianzi ho detto – cui più non basta la religiosità dei tempi, uomini assetati di Luce».

La poetessa spiritista metteva in guardia contro i medium incapaci e improvvisati, vittime di «spiriti bassi, frivoli, burloni, presuntuosi, bugiardi». E tuttavia dovette essere proprio uno di questi spiriti bassi che, nel 1924, comunicò le rivelazioni sulla fine di Matteotti, che si dimostrarono tutte inesatte.

Ecco quanto disse lo spirito, nella seduta del 15 giugno 1924, che si tenne «con l’intervento di note e rispettabili persone»:

«Con delle rivoltelle lo hanno ucciso. Quindi l’hanno tagliato a pezzi per diminuire il volume del suo corpo che hanno rinchiuso in una cassetta e l’hanno portato ad Ostia, ove avevano una casa in riva al mare in affitto. Questa villetta è dalla parte destra, un po’ isolata dall’abitato, è di colore rosa con persiane verdi e si compone di un pianterreno e due piani; vi è anche un giardino cinto da una rete. Il proprietario abita a Roma in Via Flaminia. Di là, poi, è stato gettato in alto mare con tutta la cassetta di ferro. Difficilmente il corpo potrà essere ritrovato».

La rivelazione paranormale è completamente sbagliata: il cadavere di Matteotti venne portato a Riano, nel bosco della Quartarella, che si trova a nord di Roma; Ostia è dalla parte opposta, a sud-ovest della capitale. Il deputato socialista non fu ucciso a colpi di pistola ma con un coltello, o un cacciavite, un punteruolo, dentro l’auto in cui era stato caricato a forza.

Il corpo non venne smembrato e non venne chiuso in una cassa metallica da gettare a mare. Il cadavere venne in realtà malamente sepolto in una buca scavata con il cric dell’automobile, così poco profonda che gli animali selvatici del bosco poterono danneggiare parti del corpo.

È curioso notare che la comunicazione medianica dà molte indicazioni dettagliate sulla villetta in cui sarebbe stato portato Matteotti, ma sono indicazioni tutto sommato non fondamentali, perché lo spirito ha affermato che il cadavere non si trovava più lì, ma era stato buttato a mare. Eppure descrive la villetta con la precisione di un’agenzia immobiliare.

Invece lo spirito è reticente su dettagli essenziali per la ricostruzione del delitto e la punizione dei colpevoli: quanti erano gli aggressori? che aspetto avevano? Dato che l’entità dimostrava di sapere tante cose, perché non dava se non i nomi, almeno delle precise descrizioni dei delinquenti? E infine: dov’erano adesso gli assassini? Dove si nascondevano?

Nell’agosto del 1924, Laura Diana Legrange poté verificare di persona che le rivelazioni dello spirito su Matteotti erano false. Eppure continuò ad avere piena fede nello spiritismo e nei medium, dei quali sostenne il diritto ad essere pagati per le loro prestazioni: 

«Questa loro missione di farsi strumento dei complicati fenomeni trascendentali è di massima fatica e dispendio di forza siano medium da effetti fisici siano medium da effetti intellettuali; inoltre la loro opera si richiede con insaziabilità. La dovrebbero prestare gratuitamente?».

E tuttavia, anche pagato, il medium non doveva mai rispondere delle sue rivelazioni: «Il medio dovrebbe sentire la necessità» scriveva Laura Legrange Bussolin «di dichiarare che non può garantire intorno all’esattezza di quanto verrà detto, chiamandosi irresponsabile. In tal modo lagnanze e recriminazioni non ve ne possono essere».

Sì, d’accordo: nessuna lamentela per rivelazioni medianiche sbagliate, incomprensibili, false, assurde. Ma allora a cosa, a chi servono?

Immagine in evidenza: il trasporto della salma di Giacomo Matteotti al cimitero di Riano (Roma), 16 agosto 1924. (Immagine in libero dominio, via Wikimedia Commons).