UFO e asciugacapelli: perché quegli strani segni sulla pelle dei testimoni?

di Mick West (tratto dal vol. 46, n. 6 del novembre-dicembre 2022 di Skeptical Inquirer – traduzione di Giuseppe Stilo, revisione di Fara Di Maio. Originale inglese disponibile qui).

Mi accorsi del fenomeno dei segni a forma di mirino grazie a un’intervista rilasciata da Garry Nolan, uno scienziato dell’Università di Stanford che raccontava dell’avvistamento di un UFO che – misteriosamente – non compariva nelle fotografie che erano state scattate nel tentativo di riprenderlo.

Colpito, mi misi a verificare il caso, scoprendo una presentazione fatta da un ufologo che è leggenda, Jacques Vallée (Vallée 2020). Riguardava la vicenda dell’UFO che “spariva”, ma ad attrarmi fu un’altra cosa. Otto mesi prima dell’avvistamento, la testimone aveva scoperto uno strano segno sull’anca. Era simile all’immagine che vediamo qui accanto, alla fig. 1.

Figura 1: il tipo di segno presentato da Vallée.

Veniva descritto come qualcosa di simile a un “mirino” – sebbene ce ne fosse soltanto una parte. Nella presentazione di Vallée, la slide successiva mostrava una serie di segni simili che, a quanto pare, era stata scoperta da altre persone (nella maggior parte dei casi donne) in varie zone del mondo. Somigliavano tutti a qualcosa di simile a un mirino, con due o più cerchi concentrici e una serie di linee che s’irradiavano dal centro. Lo vedete nella fig. 2.

Figura 2: le varianti più caratteristiche dei segni a forma di mirino.

A quel punto iniziai a leggere i commenti in calce al video. Ce n’era uno che faceva notare che la forma dei segni ricordava la parte anteriore di un asciugacapelli. “Eccoci!”, pensai nel mettere in pausa il video: ecco di cosa si tratta! Semplicemente, Vallée aveva trascurato la più chiara e semplice delle spiegazioni. Il segno sulla donna della presentazione di Vallée somiglia davvero a una bruciatura superficiale risalente a qualche giorno prima.

Sia quell’immagine, sia le altre, somigliavano assai da vicino alle griglie frontali di vari tipi di asciugacapelli. Mi misi allora a fare qualche ricerca. Cercai su Google “ustioni da asciugacapelli”, trovando un articolo uscito sull’International Journal of Legal Medicine che presentava un’immagine del tutto simile. Condivisi la cosa su Twitter insieme a un commento, forse impertinente, sul fatto che Vallée scambiava delle bruciature da phon per messaggi provenienti da burloni interdimensionali (si noti che Vallée ipotizza sul serio che dei burloni interdimensionali siano la causa di una serie di fenomeni).

Ma non finisce qui!

Guardai tutto il video, che durava più di un’ora. Rimasi sorpreso nel sentire Vallée che, pochi minuti dopo aver sostenuto che i segni erano un mistero, prendeva in considerazione l’ipotesi dell’asciugacapelli: 

Guardate l’estremità dell’asciugacapelli: somiglia [ai segni]… forse la donna si è bruciata con l’asciugacapelli. Beh, se provate a farlo, certo, vi brucerete. Ma non sembra la stessa cosa. D’accordo, vi procurerete un’ustione. Ma non è uguale, malgrado in certi casi le dimensioni siano in pratica le stesse della griglia posta nella parte frontale dell’asciugacapelli. Ma il disegno non è lo stesso. 

Dunque, Vallée era consapevole del fatto che gli schemi coincidono con quelli degli asciugacapelli, ma negava il fatto sulla base di due obiezioni: “non coincidono con i segni” e “lo schema non è sempre lo stesso”.

Scavai un po’ più a fondo usando il mio attrezzo preferito: il crowdsourcing. Molte mani (e molti sguardi), messi insieme, rendono lievi i compiti, soprattutto quando si tratta di reperire qualcosa. Vallée aveva affermato: “abbiamo dei casi da ogni parte del mondo!” Ma dove sono questi casi? Aprii dunque un thread su Metabunk.org, chiedendo su internet (West 2022). In questo modo, svolgendo la ricerca in inglese vennero alla luce alcuni esempi, ma la svolta arrivò passando al francese. In questo modo approdammo a un forum di discussione vecchio stile che si chiama Touraine insolite: Mystères & Étranges

La Touraine è un dipartimento francese: il sito è dedicato agli aspetti locali del “misterioso, dell’ufologia e del paranormale” (Mikerynos 2013). In un modo o nell’altro è diventato un punto di riferimento per le Étranges traces circulaires cutanées (“strane tracce cutanee circolari”). Un singolo thread (e il database che lo accompagna) documentano più di 250 casi compresi fra il 2013 e il 2022. Spesso i casi erano illustrati da foto e da resoconti fatti dai “marchiati”.

Asciugacapelli? Non!

I primi casi non facevano cenno ad asciugacapelli. Tuttavia, visto che si tratta di una spiegazione del tutto ovvia, ben presto emerse. I casi successivi paventavano la cosa, oppure esprimevano il sospetto che in qualche modo i phon fossero coinvolti nella questione. Poi arrivammo al caso n. 69, nel quale si raccontava che al risveglio chi scriveva il post aveva scoperto i segni su una spalla senza riuscire a capire di che cosa potesse trattarsi. Tre giorni dopo, però, scrisse di aver capito “con certezza” che la causa era l’asciugacapelli. 

A quel punto il sito modificò il questionario. Da quel momento si cominciò a chiedere: 1) se la persona utilizzava un phon; 2) di che modello era; 3) se ne aveva una foto. Sebbene la maggior parte delle persone rispondesse di esser proprietaria di un phon, in pochissimi risposero alle due domande successive. Ma alcuni lo fecero, e parte di loro si rese conto che i segni erano dovuti agli asciugacapelli.

Purtroppo, persino in questi casi, l’amministratore del sito comunicava con le persone e cercava di convincerle che la cosa era improbabile, e definiva la loro una réaction sécurisante, sarebbe a dire una reazione volta a far sentir meglio la persona ma che non era corretta. Era sottolineato il fatto che le persone non si ricordassero di aver sentito dolore e pure che altre persone recavano su di sé dei segni simili. Nessuna delle due cose, come constatai in seguito, sono obiezioni valide. 

L’ora degli esperimenti

L’ipotesi degli asciugacapelli sembrava assai solida. I segni erano simili alle griglie frontali dei phon, e alcune persone che li avevano notati avevano concluso che erano davvero dovuti ad asciugacapelli. Tuttavia, nella maggior parte dei casi questa ipotesi o non era presa in considerazione, oppure era stata respinta, sostenendo che avrebbero dovuto ricordarsi di una bruciatura tanto dolorosa. 

Ma era davvero così? Non potendo fare un esperimento su ampia scala (e doloroso!), mi venne in mente un esperimento un po’ più sicuro. Presi una termocoppia a forma di bastone per misurare la temperatura delle griglie ponendola un po’ dentro l’asciugacapelli. Vidi la temperatura salire rapidamente sino a 75 °C, dove si stabilizzò. Non mi sembrava troppo calda, quindi afferrai la termocoppia schiacciando la punta riscaldata contro la pelle del mio braccio.

Provai dolore per un attimo, sparito in un secondo, come quello che si potrebbe avere toccando del cibo caldo che esce da un microonde. In un primo momento la pelle sembrava intatta, ma dopo qualche minuto ecco apparire una rossore con la forma della termocoppia, cioè una breve riga sul braccio. Osservai il segno e lo fotografai ogni giorno. Dopo due settimane era ancora visibile. Appariva dello stesso colore di molti dei segni del database. 

Ciò dimostra che è del tutto possibile bruciarsi senza causarsi troppo dolore. La pelle non presenterà nessun danno, nemmeno a un controllo. Il segno della bruciatura, indolore, comparirà un po’ dopo, magari dopo essersi vestiti. Potrebbe non venir notato per ore, o addirittura per giorni. A quel punto, è facile che un evento privo di consequenzialità come questo possa esser già stato dimenticato, soprattutto quando c’è un sacco di altre cose che capitano.

Scienza e phon

Che cosa ci vuole perché si produca una bruciatura di questo tipo? Insieme alla temperatura occorre una serie di altri fattori. Il principale è la conduttività termica della pelle (in sostanza, quanto essa è secca e spessa). Tuttavia, la zona di pericolo per ustioni di primo grado (superficiali) inizia intorno ai 70 °C, cioè, intorno a quelle alla quale si trovavano il mio asciugacapelli e la termocoppia. Dunque, probabilmente la mia piccola bruciatura era rappresentativa di molte, effettive bruciature da asciugacapelli.

Esaminai le griglie poste davanti ai phon. Una delle obiezioni di Vallée era che “non si tratta sempre dello stesso schema”. Però, naturalmente c’è una gran quantità di griglie diverse davanti agli asciugacapelli. C’è un numero variabile di cerchi e di raggiere, combinati in modo diverso fra loro, e dunque c’è da aspettarsi che i disegni siano differenti.

In più, notai che spesso le griglie sono leggermente bombate.  Le zone della pelle in cui venivano trovati i segni spesso erano arrotondate. Una superficie curva e rigida che viene in contatto con una superficie curva e morbida potrebbe produrre una vasta gamma di segni di contatto – a volte soltanto il centro, a volte metà dello schema, altre soltanto il bordo. A quel punto posi un tampone per inchiostro sulla griglia del mio asciugacapelli e lo schiacciai rapidamente e in vari modi contro una gamba. 

In questo modo ottenni parecchi segni provenienti tutti dallo stesso asciugacapelli ma dall’aspetto assai diverso fra loro (figura 3).

Figura 3. Segni creati con l’uso dell’asciugacapelli e dell’inchiostro. 

Se il phon quadra

La peculiarità del caso UFO di Vallée, almeno nel modo in cui l’aveva presentato, in parte ruotava sulla presenza di questo precedente segno sul corpo della persona. Per fortuna, costei lo aveva inserito anche nel database francese e aveva risposto al questionario. Alla domanda sull’utilizzo di un phon aveva risposto oui; il modello era “Silvercrest (Lidle)” [dovrebbe essere LIDL, non Lidle, ma così nell’originale, NdT]. Non ne aveva una foto, ma fu facile reperire in rete un Lidle “Silvercrest” e ottenere un’immagine della griglia frontale. Vi sovrapposi la foto del suo segno, e la coincidenza risultò perfetta.

Dunque, la sua sembrava un’ustione superficiale (com’era la mia bruciatura quasi-indolore) che sembrava essersi prodotta pochi giorni prima, coincidente in modo esatto con un contatto parziale fra la pelle e un asciugacapelli che calzava con la descrizione di quello da lei posseduto. La spiegazione di gran lunga più plausibile è che, semplicemente, la donna non ricordasse di essersi bruciata. Probabilmente il segno non mostra niente di strano e non è comunque collegato al successivo avvistamento UFO.

Condivisi via email i miei risultati con Vallée e Nolan, alla ricerca di commenti per questo articolo. Vallée mi rispose dicendo che concordava con la mia interpretazione per questo caso specifico e che in realtà aveva fatto ricerche simili nel passato. Risultava a lui, come a me, che molti dei segni somigliavano a bruciature da phon, e che per alcuni era stato dimostrato senz’altro che erano dovute ad asciugacapelli. Nolan rispose che avevano fatto ricerche simili almeno otto anni prima.

Tutto ciò lascia una domanda ovvia: perché Vallée in una presentazione del 2020 usava ancora questo segno come un qualcosa collegato a un caso UFO, e perché sembrava trattare con leggerezza l’ipotesi dell’asciugacapelli nella successiva discussione? 

Vallée dichiarò di aver “cancellato alcuni casi dalla base di dati”, ma anche di esser riluttante a smentire in modo aperto i singoli casi, ritenendo che la cosa “potrebbe scoraggiare i testimoni in buona fede di casi più complessi dal farsi avanti”. Espresse poi anche la preoccupazione che l’invalidazione del “segno” potesse spingere il pubblico dello Skeptical Inquirer ad usarla come una scusa per invalidare anche la foto UFO ad esso legata.  Replicai che il testimone restava anonimo, e che è improbabile che la platea alla quale lo Skeptical fa riferimento possa comunque dare particolare peso a una foto ufologica. 

Questo scambio è il riflesso delle nostre differenti filosofie e un problema concernente la comunicazione. Io preferisco indagare i singoli casi e, se possibile, spiegarli. Anche Vallée esamina i casi, ma preferisce tenere riservate le spiegazioni, perché per lui ciò che conta è il quadro generale. 

Come molti altri membri della comunità ufologica, anche lui considera il debunking di un singolo caso come un attacco ad argomentazioni di portata più vasta. Non è questo il mio intento. A volte un asciugacapelli è soltanto un asciugacapelli, ma questo non significa per forza che la Terra non sia visitata dagli alieni. Si tratta di una questione diversa.

Nota: tutte le immagini di questo articolo sono simulate.

Bibliografia

2 thoughts on “UFO e asciugacapelli: perché quegli strani segni sulla pelle dei testimoni?

  • 3 Gennaio 2023 in 10:50
    Permalink

    Caro Paolo, permettimi, oltre di farTi gli Auguri di Buon Anno, di consigliarTi di guardare le prove portate da West, Nickell e altri “demolition men” della Vostra squadra, particolarmente sulle prolifiche riviste scettiche Americane (noi Italiani abbiamo più senso del ridicolo) con gli stessi occhi con cui guardi le prove che la mia squadra produce a favore del Paranormale. Fai finta, cioè di essere un ricercatore di Bias Cognitivi. E divertiti, perché non vale la pena di piangere.
    https://www.hce.university/blog/bias-cognitivi-ecco-i-200-principali-bias-cognitivi/

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