La Ballerina che capisce il nostro cervello dominante: un falso mito sul web

Articolo di Immacolata Cascella e di Sebastiano Costa

A chiunque abbia un account social o anche solo agli appassionati di riviste, giochi ed app online sarà capitato sicuramente di incappare in frasi tipo: “Vuoi testare la tua intelligenza?” o ancora “L’immagine che scegli rivela la tua personalità”. Siamo letteralmente bombardati da “esperti” in tv o sul web che ci propinano metodi che sarebbero in grado di rivelare caratteristiche personali o che misurerebbero il nostro quoziente intellettivo. In mezzo a questa infinita varietà di avvisi e messaggi persuasivi e fantasiosi è facile imbattersi anche in sistemi che sarebbero in grado di allenare entrambi gli emisferi del nostro cervello, basandosi sul falso mito che le persone utilizzino maggiormente un lato del cervello: la parte sinistra, quella più “razionale” e la destra, associata a una personalità creativa. Su questo principio è facile trovare video, immagini e meme che enfatizzino come ci siano alcune persone nelle quali una parte del cervello domini sull’altra e che rimarchino che per avere successo nella vita sia fondamentale sviluppare entrambi gli emisferi [1].

Un video che circola da diversi anni su internet e che viene periodicamente condiviso dagli utenti in rete fa riferimento ad un “Right Brain–Left Brain test”, che permetterebbe di scoprire se a prevalere, in ognuno di noi, sia la parte razionale, quindi l’emisfero sinistro o quella creativa, cioè l’emisfero destro. Ma in cosa consiste questo test? Allo spettatore viene mostrata una ballerina in bianco e nero che compie una piroetta e gli viene chiesto se stia muovendo in senso orario o antiorario. La ballerina gira all’infinito sempre nella stessa direzione, ma ad alcuni sembra che stia ruotando in senso orario ed altri in senso antiorario. Tali differenze, secondo gli autori del video, sarebbero spiegate dal fatto che ogni individuo ha una parte dominante del cervello: se la si vede voltare in senso orario predomina l’emisfero sinistro delle razionalità, mentre se si percepisce il movimento della ballerina come antiorario è predominante l’emisfero destro e quindi la creatività.

 

Questa interpretazione è assolutamente falsa e priva di fondamento. The spinning dancer, o ballerina girevole, non è né un test della personalità né un test di intelligenza, ma è una semplice illusione ottica bistabile creata dal web designer giapponese Nobuyuki Kayahara nel 2003 con il nome di Silhouette Illusion. È quindi un’immagine ambigua, che non avendo segnali di profondità, in base al punto di vista, da alcuni viene vista girare sulla gamba destra e da altri sulla gamba sinistra.

 

Immagine tratta da Troje & McAdam (2010), pag. 145. (4)

 

Le illusioni sono delle false interpretazioni di stimoli esterni in contrasto con le caratteristiche degli oggetti. Sono quindi delle percezioni anomale dovute a stimoli sensoriali in competizione tra loro, in quanto di uno stesso stimolo si potrebbero avere differenti interpretazioni valide. Queste percezioni insolite non riescono ad essere interpretate dal nostro cervello nello stesso momento, in quanto l’interpretazione di una potrebbe interferire con la piena percezione dell’altra [2]. L’immagine della ballerina girevole non sta oggettivamente “girando” in una direzione o nell’altra, ma è una figura bidimensionale che si muove in modo speculare rispetto al piano dell’immagine [3]. Tuttavia, il nostro cervello, non avendo indizi adeguati e ritrovandosi in una condizione di ambiguità, tende ad interpretare arbitrariamente lo stimolo, utilizzando la soluzione migliore e più semplice. In questo caso, la familiarità con la forma ed il movimento di un corpo umano tendono a suggerire una probabile struttura tridimensionale e la nostra mente tende a risolvere l’ambiguità dell’immagine interpretandola come una rotazione che può essere duplice. Nell’immagine, infatti, a causa dell’assenza di linee che indicano i contorni delle varie parti del corpo è possibile interpretare la gamba che appoggia a terra sia come quella destra con una rotazione in senso antiorario, che come quella sinistra con una rotazione in senso orario [3].

 

 

La popolarità di questa immagine ha portato alcuni studiosi ad approfondirne il funzionamento notando che la maggior parte delle persone tendono ad interpretare il movimento della ballerina in senso orario [3, 4]. Questa preferenza non è dovuta ad una fantasiosa dominanza degli emisferi, ma dalla maggiore tendenza di guardare gli oggetti da una prospettiva dall’alto verso il basso piuttosto che dal basso verso l’alto. Infatti, immaginando di guardare la ballerina dall’alto risulterà più probabile percepire un moto in senso orario, dal basso viceversa. E una volta scelto questo adattamento, l’illusione è completa. A tal proposito, studi sulla percezione hanno osservato che di fronte a stimoli ambigui, la maggior parte di noi tenderà a percepirle come se le stessimo osservando dall’alto e, per questo motivo che nella maggior parte dei casi ci sembrerà che la ballerina stia girando in senso orario [5, 6, 7; citati da Troje, 2016].

Dunque, risulta chiaro che questa immagine non possa in alcun modo verificare la dominanza di razionalità o emotività nelle persone, ma allo stesso modo è anche assolutamente privo di fondamento il concetto che si possa avere una parte dominante del cervello [8, 9, 10]. Quello del Right–Left Brain è un falso mito che ormai da tempo dilaga nella cosiddetta “psicologia popolare”, che molto probabilmente ha tratto origine negli anni Sessanta, quando Sperry, studiando pazienti epilettici, individuò quali aree del cervello sono coinvolte nel linguaggio e in altre capacità [1, 11]. Nello specifico, Sperry e colleghi [12, 13, 14], videro cosa accadeva nei pazienti che, a causa di una grave forma di epilessia, venivano privati del corpo calloso e quindi, quando gli emisferi non erano più in grado di comunicare tra di loro. Se si proiettava un’immagine nella parte destra del campo visivo, controllata dall’emisfero sinistro, i pazienti erano in grado di descrivere ciò che avevano visto, mentre, se veniva proiettata a sinistra, non erano in grado di nominarlo ma solo di indicare un oggetto simile a quello visto. Inoltre, osservarono che l’emisfero destro poteva controllare solo la mano sinistra e quello sinistro solo la mano destra. Dunque, scoprirono che il cervello risulta strutturato in due parti differenti collegate dal corpo calloso, ognuna con una propria specializzazione.

Gli studi di Sperry hanno dato un contributo molto importante per la comprensione del funzionamento del cervello, ma, cavalcando la popolarità di questo filone di studi, diversi autori iniziarono a proporre suggestive guide e manuali divulgativi che nulla avevano a che fare con i risultati scientifici sul tema, ma che divennero estremamente popolari al largo pubblico. Nonostante la totale assenza di prove scientifiche, best-sellers come il The Psychology of Consciousness di Robert Ornstein [15] ed il Drawing on the Right Side of the Brain di Betty Edward [16] riuscirono ben presto ad attirare i lettori non esperti grazie alla loro accattivante filosofia che suggeriva come sbloccare la componente creativa dell’emisfero destro mettendola in netta contrapposizione con la parte fredda e razionale dell’emisfero sinistro [9]. L’inconsistenza di questa concettualizzazione è stata più volte dimostrata da numerosi studi in campo neuropsicologico. Nel 2013, ad esempio, Nielsen e colleghi [17] hanno esaminato l’attività degli emisferi destro e sinistro di oltre 1.000 partecipanti, usando uno scanner MRI (imaging a risonanza magnetica), mostrando che non esiste un lato dominante, ma che ogni emisfero è specializzato in funzioni differenti ed è strettamente connesso all’altro emisfero, con il quale si scambia informazioni attraverso fasci di neuroni [18]. Per esempio, l’elaborazione del linguaggio avviene maggiormente nell’emisfero sinistro negli aspetti che riguardano la grammatica e la pronuncia, mentre l’intonazione viene elaborata attraverso una attivazione maggiore di aree del cervello con sede nell’emisfero destro [19]. Questo esempio sottolinea come i due emisferi siano dunque complementari e che è solo attraverso l’integrazione delle innumerevoli informazioni provenienti da tutte le varie aree del cervello coinvolte che è possibile svolgere le complesse funzioni della mente [20].

Esistono molte credenze e molti miti riguardo le nostre funzioni mentali e non solo. Il fatto che siano tanto diffuse non vuol dire che siano vere, ma molto spesso ci è comodo credervi per trovare una mera spiegazione di quanto ci circonda. Fortunatamente esistono discipline come le neuroscienze e la psicologia che permettono di dimostrare il falso di queste dicerie con studi ed evidenze scientifiche. Quindi attenti a ciò che vedete, non tutto è come sembra!

NOTE
[1] Jarrett, C. (2015). Great myths of the brain. John Wiley & Sons.
[2] Shapiro, A. G., & Todorovic, D. (Eds.). (2016). The Oxford compendium of visual illusions. Oxford University Press.
[3] Troje, N. F. (2016). The Kayahara silhouette illusion. In A. G. Shapiro & D. Todorović (Eds.), The Oxford compendium of visual illusions (p. 582–585). Oxford University Press.
[4] Troje, N. F., & McAdam, M. (2010). The viewing- from- above bias and the silhouette illusion. i- Perception, 1, 143– 148.
[5] Orbach, J., Ehrlich, D., & Helen, A. H. (1963). Reversability of the Necker cube: I. An examination of the concept of “satiation of orientation.” Perceptual and Motor Skills, 17(2), 439– 458. https://doi.org/10.2466/pms.1963.17.2.439.
[6] Sundareswara, R., & Schrater, P. R. (2008). Perceptual multi-stability predicted by search model for Bayesian decisions. Journal of Vision, 8(5), 12, 11– 19. https://doi.org/10.1167/8.5.12
[7] Washburn, M., Mallay, H., & Naylor, A. (1931). The influence of the size of an outline cube on the fluctuations of its perspective. The American Journal of Psychology, 43(3), 484– 489. https://doi.org/10.2307/1414619.
[8] Corballis, M. C. (1999) Are we in our right minds? In S. Della Sala (Eds.), Mind myths (p. 26-42). John Wiley & Sons.
[9] Corballis, M. C. (2007). The dual-brain myth. In S. Della Sala (Eds.), Tall tales on the brain (p. 291-313). Oxford University Press.
[10] Corballis, M. C. (2014). Left brain, right brain: facts and fantasies. PLoS Biol, 12(1), e1001767. https://doi.org/10.1371/journal.pbio.1001767.
[11] Lilienfeld, S. O., Lynn, S. J., Ruscio, J., & Beyerstein, B. L. (2011). 50 great myths of popular psychology: Shattering widespread misconceptions about human behavior. John Wiley & Sons.
[12] Gazzaniga, M. S., Bogen, J. E., & Sperry, R. W. (1967). Dyspraxia following division of the cerebral commissures. Archives of Neurology, 16, 606-612. https://doi.org/10.1001/archneur.1967.00470240044005.
[13] Gazzaniga, M. S. (1998). The split brain revisited. Scientific american, 279(1), 50-55. https://doi.org/10.1038/scientificamerican0798-50.
[14] Sperry, R. W. (1982). Some effects of disconnecting the cerebral hemispheres. Science, 217, 1223-1226. https://doi.org/10.1126/science.7112125.
[15] Ornstein, R. E. (1972). The psychology of consciousness. Penguin.
[16] Edwards, B. (1979). The New Drawing on the Right Side of the Brain. Penguin Putnam
[17] Nielsen, J. A., Zielinski, B. A., Ferguson, M. A., Lainhart, J. E., & Anderson, J. S. (2013). An evaluation of the left-brain vs. right-brain hypothesis with resting state functional connectivity magnetic resonance imaging. PloS One, 8(8), e71275. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0071275.
[18] Bear, M. F., Connors, B. W., & Paradiso, M. A. (2016). Neuroscienze: Esplorando il cervello. Edra.
[19] Beeman, M. J., & Chiarello, C. (1998). Complementary right- and left-hemisphere language comprehension. Current Directions in Psychological Science, 7(1), 2–8. https://doi.org/10.1111/1467-8721.ep11521805.
[20] Pinel, J. P. (2009). Biopsychology. Pearson education.

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3 thoughts on “La Ballerina che capisce il nostro cervello dominante: un falso mito sul web

  • 19 Aprile 2021 in 16:49
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    Grazie dell’articolo, è un mito purtroppo duro a morire.

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  • 20 Aprile 2021 in 13:10
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    Una volta le chiamavamo tutte: “Illusioni ottiche”. Il mio dubbio è proprio di base: possiamo realmente illuderci di capire come funziona il nostro cervello studiando le eccezioni e non le regole?

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  • 22 Aprile 2021 in 14:40
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    Premetto che è la prima volta che ne sento parlare, però io l’ho vista cominciare a girare in senso antiorario, e dopo un po’ cambiare e girare in senso orario.
    Cosa dedurranno gli “esperti” a proposito del mio cervello?!?

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