Relazioni pericolose tra il vaccino antinfluenzale e il virus SARS-CoV-2?

Articolo di Graziella Morace*

Circola da qualche giorno su YouTube il video di un medico di base di Borgaro Torinese, in cui si sostengono affermazioni non supportate dai fatti sull’interazione tra il vaccino antinfluenzale e il virus SARS-CoV-2 e sul futuro vaccino contro la Covid-19.

In particolare, si sostiene che esista un’interazione negativa tra vaccino antinfluenzale e Covid-19, che sarebbe stata dimostrata dal professor Giulio Tarro e che sarebbe sostenuta da dati del Pentagono, i quali mostrerebbero che il coronavirus verrebbe attivato nell’organismo proprio dal vaccino antinfluenzale. Queste affermazioni girano in rete da diversi mesi, a partire da un articolo di Maurizio Blondet del 19 maggio (1), che a sua volta riprendeva un sito no-vax statunitense. I tanti morti di Bergamo sarebbero la dimostrazione, perché si erano sottoposti tutti alla vaccinazione antinfluenzale e a quella antimeningococcica.

Quest’ultima affermazione è semplicemente falsa. Non tutti i malati di Covid-19, e neppure i deceduti, erano vaccinati. 

Ora, analizziamo i “dati del Pentagono”. Lo studio a cui si fa riferimento, anche se non citato direttamente, è Influenza vaccination and respiratory virus interference among Department of Defense personnel during the 2017–2018 influenza season (2).

Come si vede, si tratta di uno studio basato sui dati della stagione vaccinale 2017-2018, quando il SARS-CoV-2 non era ancora comparso sulla scena; nel testo, infatti, non viene nominato il SARS-CoV-2 ma un generico “Coronavirus”.  Se poi andiamo a leggere le conclusioni della ricerca, noteremo che lo stesso autore avverte che la sua è ancora un’ipotesi e che:

“I risultati complessivi dello studio hanno mostrato poche o nessuna prova a sostegno dell’associazione tra interferenza virale e vaccinazione antinfluenzale… Inoltre, era più probabile non rilevare alcun agente patogeno in coloro che avevano ricevuto il vaccino antinfluenzale e si osservava un rischio ridotto di contrarre l’influenza, rispetto agli individui non vaccinati. Sono necessarie ulteriori ricerche per aiutare a definire l’interferenza virale”.

Lo stesso autore ha anche recentemente commentato l’uso improprio che è stato fatto del suo studio, in particolare in una lettera alla rivista Vaccine (3), osservando che i coronavirus esaminati sono completamente diversi dal SARS-CoV-2, ed in particolare che quelli di cui si è occupato sono in circolazione da mezzo secolo. Il fatto che abbiamo in generale anticorpi contro questi ultimi, mentre non ne abbiamo contro il SARS-CoV-2, rende privo di significato il confronto.

I risultati dello studio non supportano quindi le tesi anti-vax. Anzi, in generale mostrano che il vaccino anti-influenzale protegge, oltre che dall’influenza, anche da altri virus respiratori. L’autore conclude affermando che

i risultati di questo studio non devono essere applicati o interpretati rispetto al Covid-19 in alcun modo.

Anche questa volta, si direbbe che si sia prestato attenzione al titolo degli articoli per sostenere le proprie tesi, senza controllare cosa venga detto nel testo e nelle conclusioni.  Inoltre, in calce all’articolo è riportato un disclaimer che chiarisce che le opinioni espresse sono quelle degli autori e che non rappresentano necessariamente la politica o la posizione ufficiale del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, smentendo così qualsiasi idea di un’associazione con il Pentagono.

Nonostante ciò che viene sostenuto dal video e dagli articoli sull’argomento, la vaccinazione antinfluenzale è raccomandabile quest’anno anche più che nelle stagioni precedenti. Con l’arrivo dell’annuale epidemia di influenza e con milioni di persone che presenteranno sintomatologie simil-influenzali nell’arco di pochi mesi, la necessità di effettuare una diagnosi differenziale per ogni caso sospetto potrebbe rivelarsi estremamente problematica. I pazienti andrebbero trattati come infetti da SARS-CoV-2 fino all’arrivo di un responso diagnostico, e questo comporterebbe un inutile intasamento dei presidi diagnostici e uno spreco di soldi e tempo e rallenterebbe le attività negli ospedali, nelle scuole e nei posti di lavoro. Inoltre i casi gravi di influenza andrebbero a sovraccaricare gli ospedali e le terapie intensive.

È chiaro quindi che la vaccinazione antinfluenzale può rappresentare un buon aiuto per alleggerire la situazione.

Oltre a ciò, non si può escludere il rischio che un’infezione da virus influenzale contemporanea o di poco anteriore ad un’infezione da SARS-CoV-2 possa influire negativamente sulla Covid-19 portando ad un peggioramento del quadro clinico. In effetti vi sono prove che il virus influenzale possa sopprimere il sistema immunitario (4-5). D’altra parte, è ben noto che di tutte le persone che muoiono per influenza, una piccola parte muore per l’influenza in senso stretto: molti sono vittime di coinfezioni con altri microrganismi, probabilmente facilitati proprio dall’indebolimento della risposta immune. Ed ormai esistono studi epidemiologici che mostrano come la vaccinazione anti-influenzale riduca significativamente il numero di contagi, e di morti, per Covid-19 (6), probabilmente proprio per questa ragione.

Passando al vaccino contro il SARS-CoV-2, il video riprende i contenuti di un sito complottista americano (lo stesso a cui fa riferimento Blondet) che sfrutta la pandemia da coronavirus per diffondere le teorie no-vax. Cita al riguardo una certa dottoressa Judy Mikovits, un’ex ricercatrice americana nota per le sue affermazioni mediche screditate, affermando che il virus non sarebbe mai stato isolato e che il vaccino non è costituito da virus attenuato come quello dell’influenza (in realtà i vaccini antinfluenzali sono costituiti tutti da frammenti del virus, tranne uno, quello a spray nasale, che però è pochissimo diffuso), ma da RNA, “i cui frammenti si integrano nel nostro DNA e vanno a trasformarci in organismi transgenici” provocando terribili malattie autoimmuni nei vaccinati.

Anche qui, vediamo cosa c’è di vero. Intanto, sappiamo che allo studio vi sono 193 candidati vaccini, di cui 42 in fase clinica più o meno avanzata, preparati nei modi più diversi: vaccini ad RNA, vaccini a virus ucciso, vaccini costituiti da vettori viali che portano alla superficie proteine del virus, vaccini a subunità virali (7)… già così l’affermazione risulta priva di rilievo, se non addirittura scientificamente faziosa.

In secondo luogo, come funzionano i vaccini a RNA? Dopo l’inoculo, che può avvenire attraverso varie vie (tra cui intramuscolo, intradermico, sottocutaneo), una volta penetrato nella cellula l’RNA rimane nel citoplasma, dove viene tradotto nella proteina immunogena (in questo caso quella della spike), poi viene rapidamente degradato dagli enzimi cellulari. L’RNA del vaccino non raggiunge il nucleo della cellula (non è necessario per il suo funzionamento) e quindi non può in alcun modo modificare il genoma cellulare, rendendoci… “transgenici” (8-9).

Anche se si tratta di una tecnologia nuova, il vaccino ad RNA della ditta Moderna, che è attualmente in sperimentazione su decine di migliaia di persone, è risultato finora sufficientemente ben tollerato e in grado di innescare la produzione di anticorpi neutralizzanti. Sono stati infatti riportati finora solo tre casi di effetti collaterali, che però sono risultati non pericolosi o gravi e sono scomparsi entro un giorno (10). A parte questo, diversi altri vaccini basati su differenti tecnologie sono in fase avanzata e non sappiamo ancora quali saranno quelli che supereranno tutte le fasi della sperimentazione e quanto saranno efficaci, se al 50, al 60 o al 70%.

Possiamo solo essere fiduciosi che i vaccini che saranno approvati dagli enti di controllo statunitensi ed europei, l’FDA e l’EMA, saranno sicuri e affidabili.

Insomma: è quantomeno inopportuno rischiare di spaventare: certi discorsi mettono a grave rischio l’accettazione della futura vaccinazione anti SARS-CoV-2. Una cosa del genere è temibile: andrebbe a scapito della salute di tutti.

Note

  1. Blondet, M. Bergamo e fake. Quanti dei morti hanno ricevuto l’anti-influenzale?
  2. Wolff G.G. Influenza vaccination and respiratory virus interference among Department of Defense personnel during the 2017–2018 influenza season. Vaccine 38: 350-354,2020.
  3. Wolff G.G. Letter to the Editor, Vaccine 2020; 38(30), 4651
  4. Jamieson, AM, Yu, Shuang, Annicelli, CH. Medzhitov, R. Influenza Virus-Induced Glucocorticoids Compromise Innate Host Defense Against a Secondary Bacterial Infection. Cell Host  & Microbe 2010, 7: 103-114.
  5. Kunisaki, KM, Janoff, EN. Influenza in Immunosuppressed Populations: a Review of Infection Frequency, Morbidity, Mortality, and Vaccine Responses. The Lancet Infective Diseases. 2009, 9: 493-504.
  6. Paget J., Caini, S., Cowling B., Esposito S.,  Falsey A.R., Gentile A., Kyncl J., MacIntyre C., Pitman R., Lina B. The impact of influenza vaccination on the COVID-19 pandemic? Evidence and lessons for public health policies. Vaccine 2020; 38(42), 6485+-6486.
  7. Draft landscape of Covid-19 candidate vacines, WHO
  8. RNA vaccines: an introduction, Università di Cambridge
  9. Pardi N, Hogan MJ, Porter FW, Weissman D. mRNA vaccines – a new era in vaccinology. National Reviews Drug Discovery. 2018;17(4):261-279.
  10. Vaccino Covid, gli effetti collaterali durante i test di Moderna e Pfizer, Fanpage 

*Virologa ed esperta di vaccini. Dopo oltre quarant’anni di lavoro come Primo Ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità è ora felicemente in pensione, ma continua ad occuparsi attivamente di argomenti scientifici.

2 pensieri riguardo “Relazioni pericolose tra il vaccino antinfluenzale e il virus SARS-CoV-2?

  • 13 Ottobre 2020 in 18:10
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    Be’, considerando che già ci sono difficoltà a soddisfare le richieste per la antinfluenzale (difficoltà che rivedremo probabilmente per la anti-SARS-CoV-2) almeno non dovremo contenderci le dosi disponibili coi no-vax. 😉 Sempre che siano coerenti fino in fondo.

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  • 16 Ottobre 2020 in 19:20
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    Diversi miei conoscenti hanno rilevato la difficoltà di reperimento del vaccino antinfluenzale: possiamo fare tutta la divulgazione scientifica possibile, ma poi se alla fine non è disponibile, a che serve? Temo anche che lo stesso copione si possa ripetere per il vaccino anti-SARS-CoV-2.
    Spero naturalmente di essere smentito dai fatti.

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