La vera storia del demone Zozo

Articolo di Sofia Lincos e di Giuseppe Stilo

Chi è Zozo? Se frequentate siti e forum legati al paranormale, vi sarà già capitato di sentire questo nome: Zozo è una presunta entità demoniaca legata all’uso della tavola Ouija, un essere spaventoso e malvagio che tormenterebbe chi gioca troppo a lungo con planchette e affini. 

L’idea dietro è quasi banale, e vanta una lunga tradizione tra gli oppositori religiosi dello spiritismo: usare una tavola Ouija non sarebbe solo sbagliato, ma anche pericoloso. Non volete davvero correre il rischio di evocare qualche demone, giusto? Le testimonianze su internet seguono tutte, più o meno, lo stesso copione: un gruppo di giovani decide di provare, per divertimento, a inscenare una seduta spiritica; a un certo punto, la planchette comincia a muoversi insistentemente sulle lettere Z e O formando sequenze come ZOZOZOZO, oppure a descrivere degli “otto”… È il segno che lui ha deciso di manifestarsi. Zozo tormenterà i partecipanti all’esperimento, si insinuerà nelle loro menti, cercherà di condurli alla follia o all’omicidio. Un esempio a caso, preso dai tanti siti che ne parlano: 

Zozo è un essere contorto e complesso, con un modo di agire che varia nel tempo e che non rimane quasi mai lo stesso da caso a caso. Spesso, comunque, si dimostra inizialmente cordiale e benevolo, o si presenta talvolta con un nome diverso […] È possibile che appaia nel mezzo di una conversazione con un altro spirito, per interrompere la comunicazione o per entrare in contatto con chi pone domande. A volte potrebbe imitare la voce di un defunto, spacciandosi come un parente o un amico deceduto per ottenere informazioni su possibili vittime o per semplice sadismo. Sembra inoltre che manifesti un atteggiamento misogino, comunicando spesso alle donne il messaggio che “presto moriranno”. Alla richiesta di rivelare il suo vero nome, la planchette comincia ad eseguire strane figure a 8 o a Z invertite, mentre le sue risposte diventano ripetitive. Quello che accade in seguito è spaventoso e misterioso. Molti racconti parlano di omicidi o suicidi, mentre altri testimoniano di casi di possessione, disturbi fisici e mentali, abusi, maledizioni e numerosi altri fenomeni di norma legati a presenze demoniache. Alcuni sostengono che Zozo abbia attaccato direttamente loro oppure che l’abbia fatto con la loro famiglia, come un demone parassita.

…Paura, eh? 

Dai creepypasta ai film

Parliamoci chiaro: le testimonianze di eventi paranormali in seguito all’evocazione di Zozo provengono in genere da post anonimi e da resoconti non verificabili. La maggior parte fa parte della grande famiglia dei creepypasta, quei racconti horror in salsa telematica che diventano a volte virali su internet (vi dicono niente fenomeni recenti come Jonathan Galindo o Siren Head?). Da un punto di vista scettico, questi racconti non hanno nulla che non si possa spiegare in termini di esagerazioni, invenzioni, scherzi, e magari in certi casi anche un bel po’ di autosuggestione e movimenti ideomotori

Nel 2012 il mito si è fatto film per la regia di Scott Di Lalla: è nato così I Am ZoZo, classico horror paranormale che sfrutta alla grande i cliché del genere. La trama? La notte di Halloween, cinque ragazzi decidono di giocare con la tavola Ouija, ma facendolo attireranno la funesta attenzione del demone Zozo. Inutile dire che, nella miglior tradizione di Hollywood, il film si fregia dell’ormai inflazionatissimo basato su una storia vera

Ma il nostro Zozo è protagonista anche di saggi e di libri sul paranormale. Il più famoso è sicuramente The Zozo Phenomenon, a firma di Darren Evans e Rosemary Ellen Guiley. Dalla quarta di copertina:

Per decine di anni, ingenui utilizzatori di tavole spiritiche sono stati disturbati e attaccati da un’entità malevola che chiama se stessa Zozo, il “Re dei re”. Serate di gioco si sono concluse con ansia e paura, con problemi persistenti che vanno da infestazioni a disturbi onirici sino al terrore psichico. Darren Evans è un sopravvissuto del paranormale che ha scoperto Zozo nella maniera più dura – e ha portato al pubblico la sua storia. Persone di ogni parte del mondo hanno risposto con storie simili, e con altre perfino più scioccanti. 

Tanto per rendere la cosa ancora più inquietante, qualcuno ha fatto notare che le cifre 2020 – a ben guardare – appaiono sinistramente simili alle lettere ZOZO. L’anno che stiamo vivendo sarebbe quindi per sua stessa natura sotto il segno di questo demone tormentatore. E allora via alle cabale, ai significati nascosti, alle numerologie occulte.  

Un salto indietro, sino al 1816

Le storie su Zozo rientrano nell’ambito del leggendario contemporaneo, eppure la storia di questo demone sarebbe iniziata nell’Ottocento. Molte fonti contemporanee, infatti, sostengono che nel 1816 questo demone avrebbe tormentato “una giovane donna della Piccardia”, in Francia. Altre, che catalogano le testimonianze come semplici creepypasta, etichettano questa informazione come inventata di sana pianta. Chi ha ragione? In parte, entrambi. 

L’episodio si trova davvero sulle riviste d’epoca, ed è quindi nata decisamente prima dell fuoco d’artificio degli ultimi anni. I dettagli dei resoconti, però, lasciano intendere un intervento decisamente poco soprannaturale. La prima fonte sull’argomento sembra essere una rivista anticlericale parigina, Le diable boiteux (“Il diavolo zoppo”), che se ne occupò alle pp. 63-65 del  suo numero 3 dell’11 aprile 1816. Riassumendo all’estremo: nel marzo 1816, una ragazzina di un paese presso Amiens rimane incinta. Su consiglio di un certo “signor D.”, racconta di essere stata posseduta da tre demoni di nome Mimi, Zozo e Crapoulet. Segue esorcismo da parte di un gesuita: Mimi lascia subito il corpo della fanciulla, Zozo fa più resistenza e scompare in un’esplosione che va a rompere i vetri delle finestre, mentre Crapoulet si rifugia nelle zone più intime della ragazza e da lì non si schioda. Il racconto si conclude con la confessione della ragazza a un esponente delle autorità, “di buon senso e spirito acuto”, e con il ricovero della giovane in un ospizio. Ma è il tono ironico del salace aneddoto a colpire e a lasciare pochi dubbi sul contesto in cui la storia nacque:

È da poco accaduto a Teilly, un borgo a tre leghe da Amiens, un fatto che – credo – nessuno potrebbe dirmi indegno di essere riferito. Il fatto è accaduto nel mese di marzo dell’anno sedicesimo del secolo diciannove – insisto sulla data per non indurre la posterità in errore. Una ragazzina di nome Bet… Si era accorta di un ingrossamento che era destinato a far nascere un fondatissimo sospetto, tanto che si fece consigliare da un certo signor D. un mezzo per togliersi dall’imbarazzo… il quale si suppone in paese avesse dei buoni motivi per far cambiare idea all’opinione pubblica. 

La ragazzina Bet… pretendeva di essere stata posseduta da tre diavoletti, chiamati MIMI, ZOZO e CRAPOULET. Ora, per ciò che riguarda un primo punto, il sottoscritto – a cui tutto l’inferno è conosciuto – dichiara di non aver mai sentito di diavoli MIMI e ZOZO. Quanto a CRAPOULET, non conosco che un ricco ed onesto proprietario di Teilly, il quale potrebbe, a rigore, avere qualche cosa a che fare con la possessione della signorina, d’altro canto anch’ella interessatissima a farlo credere. […]

(La traduzione completa è disponibile nel box in fondo all’articolo)

Due anni dopo, a queste notizie già gustose a sufficienza, in un libro di un altro francese di cui diremo meglio fra poco, lo scrittore Jules Garinet, fu aggiunta quest’ulteriore nota:

Al gesuita S. è stato da allora vietato di esorcizzare, pena l’esser accusato del reato di truffa. 

Tra satira (?) e demonologia

Il successo di Zozo e dei suoi due allegri compagni si deve però ad altri scritti, per lo più francesi, che nel corso dell’Ottocento riproporranno più volte la storia originaria. Il più celebre fu forse il Dictionnaire infernal, uscito nel 1818, opera dello scrittore di occultismo e dell’insolito Jacques Collin de Plancy (1794-1881), che ebbe parecchie e fortunate edizioni (questa è del 1863), diffusissime in molte parti d’Europa. Al contempo, la storia fu riportata per esteso, sia pur con un fraseggio diverso, in un altro testo del 1818, l’Histoire de la sorcellerie en France di Jules Garinet (1797-1877), che abbiamo menzionato poco fa: il volume, pur sorridendo di quella storia, contribuì a farla conoscere in tutto il mondo. Proprio da Garinet, infatti, arrivò a testi inglesi illustri, come il dizionario The King’s English di Henry W. Fowler (1908). La sua fortuna recente è tutta collocata nel mondo anglosassone, quindi fuori dal contesto francofono, un ambiente diverso e ormai lontanissimo da quello originario. 

Difficile dire se alla base della storiella vi fosse qualcosa di vero e se sul serio quella sfortunata adolescente di due secoli fa, per nascondere un rapporto con qualcuno del paese, sia stata indotta a inventarsi i tre improbabili diavoletti maliziosi. O se anche la figura del prete reazionario e retrogrado, in grado soltanto di vedere possessioni ed esorcismi da svolgere, sia anch’esso realtà, o piuttosto satira. Il racconto del Diable boiteux suona forse un po’ troppo letterario per essere vero, e viene incontro fin troppo bene alle tendenze anti-gesuitiche allora diffusissime in Francia (ricordiamo che la Compagnia di Gesù fu anche cacciata dal Paese). 

Che dire, quindi, del nostro racconto? L’episodio del 1816 – anche ammettendone l’autenticità – non sembra davvero una gran testimonianza della forza demoniaca del nostro Zozo (peraltro inferiore a quella del collega Crapoulet). Fossimo in lui non lo avremmo neppure messo nel curriculum. Ed è curioso che questa storia, abbandonati i dettagli più farseschi, venga oggi utilizzata per far paura. Legandolo, per di più, alla tavola Ouija, uno strumento che in realtà inventato soltanto a fine Ottocento (Elijah J. Bond e Charles Kennard la misero in commercio nel 1890) e alle sedute spiritiche (e questo ancor prima dell’avvento dello spiritismo e delle sorelle Fox!)

Possiamo allora solo immaginare come sia nata l’associazione. È possibile che il nome Zozo sia stato scelto a priori dai creatori della creepypasta, magari per l’assonanza con demoni/divinità di tradizione semitica come Beelzebub e Pazuzu (vi ricordate come si chiamava il demone che tormentava la ragazzina de L’Esorcista? Ecco, era proprio Pazuzu…) Ed è possibile allora che solo in un secondo tempo, andando a cercare nelle storie antiche tracce di questo nome, si sia riscoperta la storia dell’indemoniata della Piccardia… Ma attraverso i libri di demonologia inglese, che si erano già lasciati alle spalle gli elementi più naif della storia. 

Da parte nostra, aggiungiamo un ultimo elemento. Mimi, Zozo e Crapoulet sono, in francese, nomi evocativi. Mimi suona come “carezza”, ma sta ad indicare, familiarmente, anche i genitali femminili. Crapoulet richiama un po’ crapulon, cioè “mangione”, ma anche “vizioso, godereccio”. E Zozo? Beh, in gergo è qualcuno un po’ scemotto, un ingenuo. 

Che il terribile e spaventoso demone della Ouija abbia un nome in bilico fra l’affettuoso e il ridicolo, diciamocelo, è un colpo di scena meraviglioso. 

 

BOX: La storia completa

È da poco accaduto a Teilly, un borgo a tre leghe da Amiens, un fatto che – credo – nessuno potrebbe dirmi indegno di essere riferito. Il fatto è accaduto nel mese di marzo dell’anno sedicesimo del secolo diciannove – insisto sulla data per non indurre la posterità in errore. Una ragazzina di nome Bet… Si era accorta di un ingrossamento che era destinato a far nascere un fondatissimo sospetto, tanto che si fece consigliare da un certo M. D. (da leggersi Monsieur D., probabilmente, N.d.A.) un mezzo per togliersi dall’imbarazzo… il quale si suppone in paese avesse dei buoni motivi per far cambiare idea all’opinione pubblica. 

La ragazzina Bet… pretendeva di essere stata posseduta da tre diavoletti, chiamati MIMI, ZOZO e CRAPOULET. Ora, per ciò che riguarda un primo punto, il sottoscritto – a cui tutto l’inferno è conosciuto – dichiara di non aver mai sentito di diavoli MIMI e ZOZO. Quanto a CRAPOULET, non conosco che un ricco ed onesto proprietario di Teilly, il quale potrebbe, a rigore, avere qualche cosa a che fare con la possessione della signorina, d’altro canto anch’ella interessatissima a farlo credere. 

Costei, per non lasciar alcun dubbio sull’esistenza dei tre spiritelli che avevano eletto domicilio presso di lei, ogni giorno correva per strada, o a quattro zampe, in avanti o all’indietro, a volte camminava sulle mani, correndo il rischio di portare i passanti a un’intima confidenza con la sua posizione. MIMI, diceva, la spingeva in avanti, ZOZO la spingeva all’indietro e il furbetto CRAPOULET si divertiva a tenerle le gambe per aria. 

Bisognava ricorrere all’esorcismo, e il signor D. indicò per questa mistica operazione un vecchio figlio di Loyola (un gesuita, N.d.A.) abitante ad Amiens, presso il quale l’indemoniata fu portata. Al giorno e all’ora fissata, tutta la città aspettava l’esito di questa terribile esperienza man mano che l’esorcista procedeva con le formule. Il meno tenace dei diavoletti, MIMI, uscì senza troppo chiasso e senza farsi troppo pregare. ZOZO fece più difficoltà: lottò metro per metro ma, stanato dai suoi ultimi trinceramenti, nel fuggire produsse un’esplosione che ruppe i vetri delle case vicine. 

Quanto a CRAPOULET, non voleva demordere; invano si cercò di stanarlo a colpi di spazzolone sulla schiena. Finì per prender posto  in un luogo così intimo da rendere impossibile scacciarlo, e nel quale probabilmente dimorerà qualche mese ancora. Ad Amiens non si parlava altro che di questo fatto, tanto che l’autorità ha creduto necessario arrestare lo scandalo. Il signor M., dotato di buon senso e di spirito acuto, ha interrogato di persona la pretesa posseduta, scoprendo il male da cui era affetta e l’intrigo di cui era stata strumento. La ragazzina Bet… si trova ora in un ospizio, dal quale uscirà sgravata… 

Da: Le diable boiteux, Parigi, n. 3, 11 aprile 1816, pp. 63-65, disponibile su Gallica.

4 pensieri riguardo “La vera storia del demone Zozo

  • 20 Agosto 2020 in 10:26
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    Il chitarrista deli Led Zeppelin Jimmy Page portava la scritta Zoso ricamata sul vestito di scena e scritta sugli altoparlanti . Non ha mai voluto chiarirne il significato. Ha parlato solo di “una runa”.
    Che c’entri Zozo ?

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    • 22 Agosto 2020 in 07:44
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      Gentile Enrico, un legame con il “nostro” Zozo sembra improbabile. L’uso da parte di Page di quel simbolo è senz’altro precedente alla “rinascita” del nome Zozo, dovuta a film e a creepypasta recenti. Inoltre, si direbbe che quello di Page fosse un simbolo in senso stretto, un pittogramma, e non un insieme di lettere latine da leggere tutte insieme. Lo stile grafico è quello tipico della letteratura europea dei secoli passati dedicata all’evocazione dei demòni, una delle passioni del tempo. Una pagina molto colta e ragionata che contestualizza bene il simbolo ostentato da Page ci pare questa: https://zososymbol.com/. Grazie per lo stimolo!

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  • 20 Agosto 2020 in 13:25
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    Mi ha spiacevolmente sorpreso la scheda su Wikipedia dedicata alle tavolette Ouija. Mi chiedo: se gli Scettici si sono preoccupati di far scrivere su ogni pagina di Wiki dedicata all’ Omeopatia che si tratta di una pseudoscienza e che le cure basate su di essa sono potenzialmente pericolose, in quanto assolutamente inefficaci, come mai non si sono preoccupati di far scrivere su questa scheda che gli Spiriti non sono evocabili in quanto non esistono?

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  • 29 Agosto 2020 in 13:11
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    Vorrei far notare che in crapoulet il suffosso -et suona come il suffisso femminile -ette. Che sia una velata allusione alla “viziosa” fanciulla? Insomma se avessero inventato un nome con suffisso femminile sarebbe stato ben poco credibile (nonostante il tono semi-boccacesco della vicenda), senza contare che non sono molti i demoni femminili (per non dire nessuno nei confini della demonologia cristiana) … e sicuramente non idonei a giustificare indesiderate gravidanze…
    Usando il maschile -et si risolve il problema lasciando l’allusione. Ciò farebbe propendere per l’origine fantasiosa e artefatta della storia, o perlomeno della sua parte soprannaturale.

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