Esplode in Francia la psicosi del furgone bianco rapitore

Articolo di Sofia Lincos e Giuseppe Stilo

In queste ultime settimane la leggenda urbana del furgone bianco usato per rapire bambini in Francia è degenerata in qualcosa di pericoloso. Nel mese di marzo ronde improvvisate hanno compiuto aggressioni e danneggiato veicoli in diverse aree del nord a causa di una vera e propria epidemia di “visioni” e di voci sulla presenza sul territorio di bande di criminali – in realtà inesistenti.

Nel corso del 2018 questa storia, che in Italia – in varie versioni – ha almeno 30 anni, era ricomparsa ad ondate. Se n’erano occupati sia Query Online, sia, in due occasioni (qui e qui), il “Centro per la Raccolta delle Voci e Leggende Contemporanee” (CeRaVoLC).

In Francia la voce, ripresa con forza già dai primi di quest’anno, è letteralmente esplosa nella prima decade di marzo. La situazione è precipitata sul serio nel corso della serata di sabato 16 a causa di un grave episodio verificatosi a Colombes, nel dipartimento dell’Alta Senna.

Due uomini che viaggiavano a bordo di un furgoncino bianco sono stati bloccati da una ventina di giovani che li hanno presi per potenziali rapitori di bambini, tirati fuori dall’abitacolo e presi a pugni. Il loro mezzo è stato dato alle fiamme, Polizia e Vigili del fuoco sopraggiunti nel frattempo colpiti da una sassaiola. I malcapitati sono stati medicati in ospedale.

La ricostruzione della dinamica dei fatti ci giunge da Le Parisien. La voce che stava circolando nella zona subito prima dell’esplosione dei disordini riguardava un furgoncino che si aggirava fra Colombes e Nanterre per rapire bambini. Un diciottenne – sentito per questo al Commissariato di Colombes – a quanto pare aveva raccontato che un uomo aveva ammiccato verso di lui da un’auto e che vicino alla vettura c’era un furgoncino bianco. La cosa l’aveva spaventato. Poco dopo, nel quartiere di Grèves la banda di giovani attaccava i due uomini, evidentemente identificati con i mostruosi rapitori.  

Venerdì 22 il servizio CheckNews.fr del quotidiano Libération, visto il precipitare della situazione ha pubblicato un ottimo lavoro di fact checking con il quale, fra le altre cose, ricostruisce parecchi aspetti degli ultimi dieci anni di circolazione della leggenda del furgone bianco in Francia.  

Lunedì 25 la Prefettura di Polizia di Parigi, alla cui giurisdizione è sottoposto anche il dipartimento dell’Alta Senna, preoccupata per la piega presa dagli eventi, ha emesso un comunicato diramato anche via Twitter per invitare con fermezza a non cadere trappola delle voci che circolano.

François Leger, funzionario di polizia, dirigente territoriale del servizio di sicurezza di prossimità per il dipartimento dell’Alta Senna, parlando con Le Parisien ha ricostruito la fase di crescita della voce nella zona di sua competenza. Ecco un passaggio dell’intervista fattagli da Le Parisien:

La cosa è cominciata l’8 marzo al commissariato di Noisy-le-Sec. Alcune persone vengono a segnalare un furgoncino bianco sospetto i cui occupanti cercano di rapire i bambini. Poi si parlerà anche di traffico d’organi. I denuncianti ci forniscono il numero di targa, orari e zone di passaggio. Dopo verifiche con le camere di videosorveglianza, la faccenda risulta una sciocchezza. Il proprietario del furgone abita nella Seine-et-Marne, non è un ladro di bambini e non appartiene alla comunità rom.  

Alcuni minatori hanno dichiarato anche loro di esser stati testimoni di tentativi di rapimenti di bimbi. Le indagini hanno dimostrato che mentivano. Lo hanno ammesso loro stessi. Pensavamo che la voce si fosse spenta eppure è rinata in un modo inspiegabile.

Sarebbe a dire?

Lunedì (il 25 marzo, N. d. R.) abbiamo appreso che nella zona di Clichy-Montfermeil voci insistenti annunciavano per quella sera spedizioni punitive contro la comunità rom. Per prima cosa abbiamo chiesto al capo della circoscrizione di smentire. Da parte loro, i consiglieri hanno fatto lo stesso. Niente da fare: un rom è stato preso a pugni. Fermiamo cinque persone. Ma i disordini si propagano ad altri comuni come Noisy-le-Sec, Aubervilliers e Bondy. A Bobigny dodici persone sono state fermate mentre cercavano di attaccare campi rom. Fra loro, sei padri di bambini arrivati da Chelles, nella Senne-et-Marne, per unirsi agli altri.

Come si spiega questo fenomeno?

Ho 61 anni, 35 di carriera. Non ho mai visto prima una cosa del genere. 

Le aggressioni contro rom avvenute nel dipartimento della Senna-Saint-Denis, in specie a Bobigny e a Clichy-sus-Bois sono descritte ulteriormente in questo articolo. Da notare anche qui un particolare inquietante: i nuovi disordini erano stati preceduti da un comunicato del Commissariato di Clichy-sus-Bois che cercava di contrastare il dilagare delle voci. In seguito alle violenze, martedì 26, gruppi di rom di nazionalità rumena hanno montato la guardia al loro insediamento di Bobigny nel timore di nuovi attacchi.

Il 26 anche Aurore van De Winkel,  studiosa belga di voci e leggende contemporanee, è intervenuta sul sito di Le Monde e lo stesso ha fatto in maniera più ampia il giorno dopo per Le Dauphiné.

Van De Winkel descrive la voce del furgoncino bianco come una miscela di tre leggende urbane ben note: quella dei rapimenti di bambini da parte di pedofili, quella tradizionale dei rapimenti di ragazze per la tratta delle bianche e quella dei furti d’organi.

Secondo lei la novità è rappresentata proprio dal furgone, che a suo avviso è comparso negli anni ‘90. Quel genere di veicolo si presta bene al sospetto che all’interno si possano celare turpi segreti e, in più, a un furgone bianco sono state legate, in quello stesso decennio, varie storie di cronaca nera che hanno avuto per teatro la Francia.

L’elemento xenofobico, ad ogni modo, per van De Winkel è oggi diventato prevalente sia nel caso francese sia nei suoi analoghi correnti in altri paesi, ad esempio in Russia.

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