Una colonna di luce in Argentina

Alcuni giorni fa il Centro Meteo Italiano riportava la notizia di una strana colonna di luce avvistata in Argentina:

Lo hanno visto in decine non riuscendo a capire di cosa si trattasse. E’ il misterioso fascio di luce osservato nelle scorse ore a San Jose, in Argentina. Poco prima dell’avvio di un temporale con pioggia e vento, molte persone sono rimaste incantate nell’osservare lo strano raggio luminoso proveniente da uno ‘squarcio’ tra le nuvole in cielo, allargandosi man mano che si avvicinava a terra.

Se si guardano gli articoli originali, però, le cose sembrano andate diversamente. Stando a quanto scrive il quotidiano argentino Realidad Regional, il raggio non è stato avvistato da decine di persone, ma piuttosto fotografato il 24 ottobre da una donna a San Jose de Feliciano.

Un particolare che non è di poco conto: l’assenza di testimoni diretti sembra puntare verso una soluzione del mistero molto prosaica, quella dell’artefatto fotografico. I sensori dei nostri dispositivi funzionano infatti in maniera abbastanza diversa dai nostri occhi, e non è raro che in fotografia rimanga impresso qualcosa che in realtà non esiste.

In questo caso, in particolare, i “colpevoli” potrebbero essere alcuni tipi di sensori CMOS che compongono molte fotocamere dei cellulari: l’acquisizione dell’immagine da parte loro non avviene infatti tutta in un singolo colpo, ma procede “fetta dopo fetta”, da sinistra verso destra o viceversa (rolling shutter). Questo non ha alcun effetto sulle fotografie di tutti i giorni, ma diventa cruciale quando il soggetto è in forte movimento: a questa pagina è possibile visionare diverse deformazioni provocate da quello che viene definito rolling shutter artifact.

E se durante lo scatto si verifica qualcosa di veloce e rapido, come ad esempio l’apparire e lo scomparire di un lampo? Ecco che in questo caso si avrà una singola “colonna di luce” laddove il sensore sarà arrivato ad acquisire l’immagine. Per contro, le altre “fette” acquisite in assenza del lampo risulteranno più buie, generando in definitiva un’inquietante colonna luminosa all’interno della fotografia.

La tempistica può giocare a favore del mistero: nel 2012 era diventata abbastanza famosa una fotografia scattata ad una piramide Maya a  Chichen Itza (Yucatan), in cui il “raggio” misterioso sembrava provenire direttamente dalla sommità della piramide, alimentando voci e dibattiti sulla fine del mondo.

Sul sito di Metabunk, inoltre, è possibile visionare diversi casi di “colonne luminose” dovute all’acquisizione dei sensori CMOS. Sarà un caso che la maggior parte dei “fasci di luce” compaiano in foto in occasione di temporali?

Immagine da Metabunk

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