Scienza e fantascienza: intervista a Silvio Sosio

Silvio Sosio è uno dei personaggi più importanti della fantascienza italiana, curatore della rivista Robot, fondatore dell’associazione e casa editrice Delos Books e direttore responsabile del portale fantascienza.com (che con Alessandro Muré mantiene su Query Online la rubrica settimanale “Fanta-scienza”). Lo abbiamo intervistato sui rapporti tra scienza, fantascienza e pseudoscienza.

Sappiamo che sei un simpatizzante del CICAP. Secondo te gli amanti della fantascienza sono più “scettici” della media del pubblico sul paranormale e sulle pseudoscienze?

Per la mia esperienza personale, può capitare che ci siano “fan” delle pseudoscienze che leggono fantascienza, ma in generale gli appassionati di fantascienza sono decisamente schierati con gli scettici. Uno dei punti cardine della fantascienza è la verosimiglianza scientifica; in generale noi fantascientifici siamo convinti che sia probabile che esista vita e intelligenza su altri pianeti, se vuoi non aspettiamo l’ora di vedere un’astronave aliena che scende sulla Terra. In molti romanzi si teorizza l’esistenza di telepatia e altri poteri vari. Tutto deve però essere corredato da una sua coerenza interna. L’appassionato di fantascienza sa distinguere bene tra l’ipotesi di un romanzo e la realtà.

Si dice a volte che la differenza tra la fantascienza e il fantasy è che nel primo caso non c’è spazio per la magia. Sei d’accordo? Se sì, vuol dire qualcosa sulla nostra società secondo te il fatto che rispetto a qualche decennio fa il fantasy sia diventato molto più popolare della fantascienza?

“Una tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia” diceva Clarke. Il punto a mio avviso non è quello. Anche il fantasy deve avere una sua coerenza, altrimenti diventa una buffonata; e c’è una quantità di libri che potrebbero essere ascritti, a pieno titolo, all’uno o all’altro genere (pensiamo per esempio a Game of Thrones). Certamente, la fantascienza di solito cerca la verosimiglianza scientifica, mentre all’estremo opposto la fantasy più fiabesca abbonda di deus ex machina magici.

In generale però possiamo anche dire che la fantascienza tende più spesso a occuparsi del mondo che ci circonda, ad analizzarlo e a commentarlo, estrapolandolo o usando metafore, cosa che nel fantasy accade di rado. Al di là dell’andamento delle mode, che può essere o mano casuale, la mia impressione è che l’uomo – e soprattutto il ragazzo – di oggi più che guardare al futuro con curiosità o con paura eviti proprio di prenderlo in considerazione. Cerca quindi più la fuga che la speculazione.

Condividi l’idea di Isaac Asimov che la fantascienza abbia spesso ispirato la scienza?

Assolutamente sì. Ci sono numerose testimonianze di scienziati, tecnologi o astronauti che lo provano. Moltissime persone sono cresciute leggendo di viaggi nello spazio o di robot e sono state stimolate a cercare di realizzare quei sogni di quando erano ragazzi. Purtroppo le nuove generazioni non leggono più fantascienza, preferiscono il fantasy. Quando cresceranno anziché scienziati ci troveremo una generazione di maghi e allevatori di draghi.

Una domanda che non ti avranno mai fatto: come vedi il futuro della fantascienza?

Risponderò in modo molto ottimista: può solo migliorare.

Scherzi a parte: mi auguro che la fantascienza conosca un nuovo momento di popolarità. Anche perché questo vorrebbe dire che la gente ricomincia a interessarsi del suo futuro, delle sfide che le nuove tecnologie ci pongono ogni giorno e che cambieranno la nostra vita sempre più rapidamente. Se questo avverrà, tornerà anche la fantascienza. Ma potrebbe anche accadere il contrario: la fantascienza potrebbe tornare di moda per altri motivi e in qualche modo riaccendere le coscienze.

Quali sono i prossimi progetti di Delos Books e di Fantascienza.com?

Come casa editrice stiamo passando attraverso una fase di transizione. Ci stiamo in parte ritirando dalle librerie, dove la crisi ha reso quasi impossibile la sopravvivenza per i piccoli editori, e stiamo investendo sempre di più nel settore degli ebook. A ottobre scorso abbiamo lanciato una linea di ebook dedicati ai racconti e ai racconti seriali, chiamata Bus Stop – libri che puoi leggere in un viaggio sui mezzi pubblici – che sta riscuotendo un enorme interesse: ne abbiamo pubblicati già oltre duecento, di tutti i generi, dalla fantascienza al romance, dal romanzo storico al giallo sherlockiano. Fantascienza.com l’anno prossimo entrerà nel ventesimo anno di pubblicazioni, probabilmente per allora ci saranno grosse novità, ma è prematuro parlarne.

Quali autori e quali romanzi consigli ai lettori del CICAP?

Tra i classici certamente Asimov o Clarke, scrittori scienziati. Tra i più recenti certamente Charles Stross, che spesso affronta il tema della singolarità tecnologica, o Ted Chiang, autore che ha vinto più premi dei racconti che ha scritto. Come titolo carino in particolare propongo La voce dall’aldilà di Connie Willis, che parla dello spirito del famoso scettico Henry Louis Mencken che collabora con l’equivalente di un emissario CICAP per smascherare una medium.

Fotografia di Roberto Quaglia tratta dall’Eurocon 2007.

5 pensieri riguardo “Scienza e fantascienza: intervista a Silvio Sosio

  • 8 Maggio 2014 in 18:34
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    @lorem ipsum: come non posso affermare che un Farmaco sia efficace (più del placebo) o più efficace di un altro se non ho trials clinici a supporto, altrettanto non posso affermare che i Lettori di Fantascienza siano in prevalenza Scettici (e non Scettici qualunque, ma Scettici consapevoli e militanti come gli iscritti al CICAP) se non ho almeno delle ricerche di Marketing pubblicate.

  • 5 Maggio 2014 in 15:48
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    Aldo, come farmacista sei più che titolato a sapere, per dire, se nella tua farmacia si venda di più l’omeopatico o il convenzionale, l’Arnica o il Lasonil, l’Oscillococcinum o la Clorexidina. I trial clinici servono a sapere quale sia il più efficace. Sono cose diverse.

  • 5 Maggio 2014 in 14:39
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    “Come editore da tempo nel settore conoscerà pur il gusto dei suoi clienti. Non gli servono studi o statistiche.
    Se l’ortolano vende più patate che carote, vuol dire che i suoi clienti gradiscono di più le patate…”
    Caro Starcruiser, se Voi del CICAP accettate ragionamenti di questo tipo, mi spieghi perchè rompete tanto i gialloni ai Farmacisti (come me) e ai Medici che vendono e prescrivono Farmaci Omeopatici? Conosceremo anche noi sia i gusti dei nostri clienti sia i risultati dei Farmaci che vendiamo. A che ci servono gli studi scientifici, in doppio cieco, policentrici e contro placebo, per giunta, che costano tantissimo?

  • 5 Maggio 2014 in 07:53
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     “in generale gli appassionati di fantascienza sono decisamente schierati con gli scettici.”
    Non “gli appassionati di fantascienza sono decisamente schierati con gli scettici”.
    Come editore da tempo nel settore conoscerà pur il gusto dei suoi clienti. Non gli servono studi o statistiche.
    Se l’ortolano vende più patate che carote, vuol dire che i suoi clienti gradiscono di più le patate… che bisogno ha di pagare un consulente per studi di settore? Al massimo potrebbe fare una ricerca se ai suoi clienti interessano anche le barbabietole…
    Che il fantsy tira più della SF è ormai evidente da anni. Ormai trovo libri di Sf solo alle svendite, mentre le librerie traboccano di fantasy. D’altra parte il pubblico preferisce la Sf cinematografica, più fast. Orribilmente più fast.

  • 4 Maggio 2014 in 20:32
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    Cominciamo ad utilizzare gli strumenti normali dello Scettico dicendo che frasi come “in generale gli appassionati di fantascienza sono decisamente schierati con gli scettici.” Sono pure opinioni se non supportate da studi statistici worldwide ripetuti per anni da organismi indipendenti specializzati nei sondaggi di opinione o nelle ricerche di Marketing. Ma se vogliamo restare, come è giusto, nel piacere della lettura, c’è chi ha studiato le trame di Fantascienza sulla Religione (doppia Fantascienza, direbbe qualche maligno)
    http://danielebarbieri.wordpress.com/2013/05/14/religione-e-fantascienza/

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