Tempi duri per l’omeopatia

Si mette male per le aziende che producono rimedi omeopatici. Dopo le class action dell’anno scorso negli Stati Uniti, è ora la volta del Canada. La filiale canadese del Center for Inquiry (CFI) ha recentemente annunciato di aver fornito il proprio sostegno scientifico per l’assistenza ad una causa collettiva da 30 milioni di dollari contro due rivenditori canadesi, accusati di aver violato le leggi di protezione dei consumatori per aver venduto un prodotto omeopatico privo di efficacia, l’Oscillococcinum, che viene venduto (anche qua da noi) come rimedio per i sintomi dell’influenza.

Sul banco degli imputati ci sono due grandi rivenditori di rimedi omeopatici: Shoppers Drug Mart e Boiron Canada, incolpati di aver venduto e promosso questo prodotto. Dall’altra parte uno studio legale specializzato in class action, Roy, Elliott, O’Connor e il CFI Canada.

Ma non solo. Leggiamo dal comunicato del CFI:

Il CFI e il Committee for Skeptical Inquiry, hanno recentemente inoltrato una petizione alla Food and Drug Administration (l’Agenzia americana per la sicurezza alimentare e dei medicinali) in cui viene richiesto che i medicinali da banco omeopatici vengano sottoposti alle stesse regole e rispondano agli stessi standard d’efficacia dei medicinali convenzionali.

Sebbene la FDA abbia l’autorità di prescrivere test di efficacia per i medicinali omeopatici, fino ad oggi ha rifiutato di farlo. [Traduzione di Giulia Frattini]

E voi, che cosa ne pensate?

142 pensieri riguardo “Tempi duri per l’omeopatia

  • 7 Giugno 2012 in 00:22
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    caro Dr Aldo Grano, grazie delle tue scuse, sei un vero signore…… ti chiedo scusa anch’io perchè non è che io sia stato morbido con te…….. Dico solo una cosa: ognuno di noi ha le proprie convinzioni…. ebbene…. se le tenga strette…… le usi a fin di bene e chiuso il dicorso. Almeno per me… Grazie ancora caro farmacista…… purtroppo questo è il limite dello scrivere senza guardarsi sulle pupille… Un grosso abbraccio e tante buone cose. Dr martino

  • 5 Giugno 2012 in 11:33
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    Caro Dr. Martino, mi dispiace di averTi offeso e Ti chiedo scusa: Ti avevo scambiato per un’ altra persona. Una spiegazione anche sulla mia pessima battuta, incapace di far ridere altri che me: ogni Farmacista che abbia superato i 50 anni ha da raccontare ai più giovani colleghi qualche aneddoto della serie: “una volta una signora mi disse che le supposte che le aveva prescritto il medico erano troppo grosse: erano ovuli vaginali!” Oppure: “una volta una cliente usò le capsule di antibiotico avanzate dopo un ascesso dentale per via vaginale, perché le venne una cistite; e venne a domandarmi…” Ti dirò che ho sempre pensato si trattasse di leggende metropolitane, alimentate anche da uno spirito goliardico decisamente maschilista, poichè i protagonisti  erano in maggioranza assoluta donne. Ebbene, quest’ anno, una donna straniera, poco colta e non in grado di leggere il foglietto illustrativo italiano, mi chiese se il Gynocanesten compresse vaginali, che le avevo dato la settimana prima per una candidosi, si prendeva per bocca. Al che mi resi conto che la parola “compresse” poteva trarre in inganno e che la forma stessa del medicamento non ne indicava automaticamente la via di introduzione. E mi resi conto che noi Farmacisti non dobbiamo aver timore di spiegare tutto. Quando Tu hai dato tutti quei consigli al primo intervento, non avendo capito chi eri, la battuta mi è uscita in automatico. Spero Tu voglia accettare le mie scuse e l’ invito di Query a non insistere nella polemica.

  • 4 Giugno 2012 in 15:09
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    Certo è che il signor Aldo grano non mi ha mai risposto , tranne con una brutta ironia.
    O ha terminato le ferie, o è un mega super presuntuoso, o si è fatto convincere della inconsistenza dell’omeopatia… sì dai….. mi convinco che il farmacista Aldo grano si sia finalmente convinto, anche dal grande Paolopez.. dai luk che abbiamo convinto un’altra persona. Ciao

  • 4 Giugno 2012 in 14:56
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    Grazie caro Luck, condivido tutto, purtroppo ci credono in tanti e sembrerebbe assurdo…..non lo è, proprio perchè esistono sfilze di medici che, se seri, mai li capirò, sfilze di farmacisti  (questi li capisco in pieno), tv e radio che ovviamente applicano il “sistema bandiera al vento”  per direzionarsi dove si direziona la gente). Nessuno si documenta ma si lascia convincere…è normale ai giorni nostri, dove ci si siede sul water correndo, è meno impegnativo .. o no?… ci si affida ad un professionista??!!!!(senza andare oltre)         Il mio cruccio è che gli effetti collaterali sono il grande danno della vera farmacopea allogenica, e nessuno che assume l’omeopatia PONDERA MAI IL RAPPORTO RISCHIO/BENEFICIO di un farmaco. Tutti si lasciano trascinare dall’assenza di effetti collaterali, dall’assenza della molecola chimica… mentre si lasciano convincere serenamente che gli effetti terapeutici superiori al placebo esistono…… che delusione quella di riuscire a convertire idee ( e penso sudando) solo del 20 % come nel suo  caso…. Io ne sto convincendo molti perchè mostro e spiego (essendo medico che valuta attentamente rischi/ benefici e metto come primo dogma: primo non nuocere……..Questo è corretto e medicina seria……. e poi…. pensiamoci un attimo:  con l’omeopatia si nuoce eccome (viste le polmoniti trattate con omeopatia per 10 gg, oppure otiti perforate. E’ su queste persone, su questi genitori che io vado giù di brutto perchè quale momento migliore se non questo!!!!L’OMEOPATIA è UNO SCANDALO e ho spiegato sopra che può e deve accontentarsi di una piccola nicchia nei trattamenti. MAI COME TERAPIA PRINCIPALE….MAI E POI MAI.. DAI MIEI PICCOLI NUMERI DI 10 ANNI DI LAVORO HO CAPITO GRANDI COSE SULL’ ASSURDITA’ SPIRITOSA/MALINCONICA OMEOPATIA. tanti saluti Luck e grazie. Niente di cui ho scritto è generalizzabile, sia chiaro… e poi ripeto per n volte che ognuno faccia ciò che vuole

  • 4 Giugno 2012 in 13:41
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    Ma stai scherzando? 30 milioni di fatturato all’anno,il mio medico lo consiglia, e’ in tutte le farmacie e’ alla radio e in tv. Questo e’ quello che mi sento rispondere dagli amici miei piu’ cari .Pero’ DR.MARTINO le do una buona notizia, io non sono dottore,ma su 8 amici due li ho convinti si sono semplicemente informati . Per gli altri e’ sempre valido il milione di dollari di JAMES RANDI e basta guardare da quanto tempo e’ li per capire che non c’e’ traccia di molecola. Saluti DR.MARTINO.

  • 2 Giugno 2012 in 22:10
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    dr aldo grano, si è messo il gynocanesten cpr vaginali a dimora nelle narici per mezz’ora? e’ guarito di candida? scusi dr farmacista tuttologo  ma il suo modo di comportarsi da super cafone, senza mai rispondere a chi non le da’ soddisfazioni, mi irrita da morire.  MA COME SI FA A DARE SODDISFAZIONE ALL’OMEOPATIA!

    E’ UNA DELLE MEDICINE ALTERNATIVE ATTUALI PIù IN CLAUSURA NEGLI ESPERIMENTI (PER LORO COLPA).
    E’ UNA DELLE MEDICINE ALTERNATIVE CHE NON FUNZIONA PER DEFINIZIONE E PER NUMEROSI STUDI DEL PASSATO ANDATI MALE.

    E’ SOLO IL PLACEBO CHE FUNZIONA, NON L’OMEOPATIA…. L’OMEOPATIA QUINDI, NON FUNZIONA MA SPREME I PORTAFOGLI PER NIENTE….ECCOME SE LI SPREME.. IO SONO  SINCERAMENTE CONVINTO DELLE MIE IDEE BASATE SU ESPERIENZE DI PICCOLI NUMERI (PER CARITà).  nON HOINTERESSE PERCHè DAREI VOLENTIERI FARMACI OMEOPATICI PER FAR GUARIRE PERSONE, MA SICCOME NON HO ALCUN CONFLITTO D’INTERESSE, USO SOLO FARMACI CHE CURANO SINTOMI E MALATTIE, QUELLO CHE NON FA ASSOLUTAMENTE L’OMEOPATIA. CONCLUDO POI SEMPRE DICENDO CHE OGNI PROFESSIONISTA FACCIA COME VUOLE….. NON SULLA PELLE DEGLI ALTRI PERO’. LA COSCIENZA DEVE PREVALERE IN QUESTO CASO VISTO CHE LA SCIENZA NELL’OMEOPATIA NON ESISTE.    DR MARTINO

  • 2 Giugno 2012 in 21:44
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    GRANDE SILVIA

  • 2 Giugno 2012 in 21:42
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    mi sa che ilDr Aldo grano ha finito le ferie oppure è talmente presuntuoso che non si degna di rispondere ad un medico, totalmente contrario all’inutile terapia omeopatica, tranne in rari casi da me accennati sopra.
    Può essere benissimo una teoria giusta. Saluti a tutti i cari personaggi che  dialogano in modo bidirezionale.
    L’OMEOPATIA NON FUNZIONA , NON SERVE A NIENTE..DIMOSTRATO MILLE VOLTE. E’ SOLO ACQUA PLOSE CHE COSTA MOLTO DI PIU’. CIAO A TUTTI. DR MARTINO
     
     

  • 31 Maggio 2012 in 09:38
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  • 31 Maggio 2012 in 08:39
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    Volevo scusarmi con il dr grano se in qualche frase posso essere stato scortese con lui. A volte capita quando i pareri sono opposti ma non si deve mai mancare di rispetto a nessuno.
    Non era nelle mie intenzioni di certo e non sono il tipo,  ma nel fervore della benedetta questione omeopatia, essendo io totalmente discordante con tale specifica branca di medicina alternativa, ho esagerato con qualche parola credo. Di questo mi scuso nuovamente e saluto tutti e validi personaggi che hanno reso grande questo forum, compreso il dr grano. Di certo l’omeopatia in questo forum non ha perso valore. Forti pensieri l’hanno centralizzata. Purtroppo per me

  • 30 Maggio 2012 in 20:36
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    Caro Dr Aldo Grano, tutto questo forum è stato veramente interessante per l’omeopatia. Lei è stato fantastico nel promuovere con tentativi ottimi l’omeopatia,  ha provato almeno.
    Paolopez è stato fantastico nel capire, leggere e ragionare, arrivando alla conclusione su principi dell’omeopatia e le diluizioni fino ad arrivare all’acqua…ecc.. Non si possono fare studi  in randomized double blind pechè voi curate le persone in modo olistico ( ed è giusto), però mancano studi seri. Studi che vadano oltre alla personalizzazione della tp che, ovviamente, va effettuata anche con l’allopatia o fitoterapia. Tutto ciò però dopo una forte alleanza di fiducia e terapeutica fra medico e paziente; senza di esse non esistono tp efficaci. Le terapie vanno sempre concordate, o quasi sempre.
    Hofmann è un grande perchè ha controbattuto le tue ironie poco gentili verso noi scettici (io mi sento scientifico più che scettico, San Tommaso, e nessun mio paziente ha trovato giovamento dall’omeopatia, forse solo per il mal di gola, SINTOMO MOLTO SERIO).
    Chi fa ironia sulle persone o professionisti del mestiere che manifestano dubbi sull’omeopatia è un individuo che molto probabilmente ha lui stesso forti dubbi o poche soluzioni e quindi si difende con povere armi… non dimenticherò la tua squallida ironia, grano, sulle supposte di gynocanesten  vaginali da non assumere per bocca. Ironia di bassissima leva pronunciata di solito da persone insicure della loro vita.
    CONCLUDO PONENDO UN ESEMPIO CONCRETO.
    PER ASSURDO, TOGLIAMO TUTTI I FARMACI ALLOPATICI, IN OSPEDALE, IN FARMACIA, IN INDIA, IN AFRICA, NEL MONDO E CURIAMO TUTTE LE PERSONE AMMALATE E QUELLE FOREMENTE AMMALATE  SOLO CON L’OMEOPATIA…
    TU PENSI, Grano, CHE GUARISCANO? SE DICI DI Sì, SCUSA, SENZA VOLERTI INSULTARE, DICO SERENAMENTE CHE SEI UN FOLLE VERSO LE COMUNITA’.
    ESEMPIO PRATICO CON DOMANDA ALLA QUALE, A QUESTO PUNTO,  CHIEDO DI RISPONDE AL dr GRANO:         AD  HAITI, DOPO IL TERREMOTO,  CONTRO IL VIBRIONE DEL COLERA, SE TU FOSSI STATO Lì, A PARTE CHE NON SEI UN MEDICO MA UN FARMACISTA, AVRESTI DATO IL BACTRIM FORTE (COTRIMOSSAZOLO  CHE E’ SULFAMETOSSAZOLO+ TRIMETROPIN 160+800 X 2) + IDRATAZIONE A GO GO OPPURE UN FARMACO OMEOPATICO?
    SAI, TU PENSI IN PRIMIS ALL’OMEOPATIA COME RISOLUZIONE DEI PROBLEMI  IN PERSONE CON MALATTIE O DISAGI PIù O MENO GRAVI, MA NON PENSI AI FARMACI COME SOLUZIONE DI ALTRIMENTI MORTI SICURE.
    CONCLUSIONE:

    USARE OMEOPATIA, PERCHè SFRUTTA IL SOLO EFFETTO PLACEBO ( FINO A CHE NON VENGA DIMOSTRATO CHE FUNZIONI PIU’ DI ESSO) SOLO NEI LATTANTI PER EFFETTO PLACEBO VERSO LE MADRI.
    USARLA COME TERAPIA SUPPLEMENTARE A QUALSIASI ALTRA MEDICINA TRADIZIONALE,  COMPRESA LA FITOTERAPIA, COME SUPPORTO IN CHI CI CREDE…… CREDERE IN QUALCOSA  E’ UNA GRANDE MEDICINA.
    POI STOP DR ALDO GRANO….. NON SI DILUNGHI OLTRE PER FAVORE PERCHè HA STANCATO CON LE SUE OLISTICHE  CONVINZIONI DI BASSA LEVA. I SOLDI CHE GUADAGNA CON L’OMEOPATIA POTREBBE IN PICCOLA PARTE DONARLI AI POPOLI DEL MONDO CHE HANNO BISOGNO DI TERAPIE SERIE…. NON CERTO L’OMEOPATIA… ANCHE IL POVERO GIORNALISTA SCRITTORE TIZIANO TERZANI E’ ARRIVATO A QUESTA CONCLUSIONE DOPO AVERLE PROVATE TUTTE NEL MONDO.
    MA LEI, GRANO, CON TUTTO QUELLO CHE HA SCRITTO IN QUESTI GIORNI, ERA IN FERIE O NON HA NIENTE DA FARE TUTTO IL GIORNO?
    MEDICO MARTINO, SALUTI A TUTTI QUELLI DI BUON SENSO. CIAO CIAO CIAO E SCUSATE SE SONO STATO ARROGANTE.

  • 30 Maggio 2012 in 17:03
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    Bene, grazie a tutti per l’ attenzione. Abbiamo parlato di Omeopatia mentre la terra trema. Confesso che mi piacerebbe parlare di terremoti ora, mentre ce n’è uno importante in corso e in una zona raramente colpita del nostro Paese. Abbiamo parlato di terremoti “pronosticati” e mai verificati. Immagino che i sensitivi cui prestò il blog Luca non abbiano sentito neanche questo in anticipo. E neppure io avevo trovato, nei giorni precedenti, Profezie che parlassero di un terremoto proprio in Emilia.

  • 30 Maggio 2012 in 07:02
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    Aldo Grano: Caro Hofman, Ti vedo un po’ nervosetto. Io ho seganlato due importanti effetti collaterali (cosa leggermente diversa dall’ intossicazione) ma non dovuti ad arsenico. Usa almeno l’ attenzione di Paolo Pezzuoli, prima di accusarmi di poca serietà e poca capacità di comprensione.
    —————————

    Aldo Grano, un vero rigiratore di frittate.
    Il più grande.

  • 29 Maggio 2012 in 17:52
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    Quanto alla dermatite da contatto con Rhus, il motivo principale per il quale è stata segnalata dall’ Osservatorio, è che l’ idea che non solo i Farmaci Omeopatici, ma anche quelli Fitoterapici, gli Integratori Alimentari, i Farmaci Ayurvedici, i Farmaci della Medicina Tradizionale Cinese, i prodotti così detti Naturali, non abbiano effetti collaterali è troppo diffusa e decisamente erronea. Se guardate la sezione apposita dell’ osservatorio, trovate decine di links che rimandano ad effetti collaterali segnalati, anche letali. Per l’ Omeopatia ce n’ è pochi di segnalati, perché sull’ idea che sia “acqua fresca” e che, quindi, non abbia effetti collaterali, ci campano sia i nemici dell’ Omeopatia, sia Società come la Boiron, che fanno una pubblicità abbastanza esplicita (ecco, su questa pubblicità mendace, ovvero che i Farmaci Omeopatici non abbiano effetti collaterali, io dico che la class action sarebbe meritata: ma Voi non la fate perché non Vi conviene). Cosicché i Medici e i Farmacisti non sono obbligati a segnalare gli effetti indesiderati dei Farmaci Omeopatici e non li segnalano. La maggior parte si risolve da sola, ma ci sono e anche molto fastidiosi. Per fortuna, negli ultimi decenni,  comincia a esserci una letteratura discreta. Lo scopo dell’ Osservatorio, comunque, era di allertare i Medici e gli altri operatori sanitari e, tramite loro o Internet, i pazienti. Quindi hai ragione, Paolo, quando dici che la dermatite è prodotta da una tintura madre che è detta omeopatica perché preparata secondo i canoni di una Farmacopea Omeopatica, ma in realtà è un prodotto, sia per uso interno che esterno, che ha quantità ponderali di medicamento, quindi è utilizzato in terapia come qualunque Farmaco. Quello che c’è da osservare, ma che non puoi sapere non essendo un operatore del settore, è che i prodotti per uso esterno di norma provocano dermatiti circoscritte alla zona di contatto, quando provocano, con l’ uso, una reazione cutanea. Oppure, in casi rari, lo schock anafilattico. E’ assai raro che la dermatite causata da un preparato utilizzato per uso esterno copra una vasta superficie corporea. Mentre ciò è comune se provocata da un farmaco introdotto per via orale. In questo caso è ipotizzabile che la sensibilizzazione su una vasta area del corpo, tipica dei prodotti assunti per via orale, sia stata provocata dal quasi concomitante utilizzo di Rhus T. a diluizioni omeopatiche per via orale. La diluizione non è specificata, normalmente il Rhus in granuli per allergie, o dermatiti, o anche eritemi solari, si usa alle diluizioni basse, ma sempre dalla 7CH alla 9CH.

  • 29 Maggio 2012 in 14:59
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    Caro Paolo, Ti ringrazio per aver guardato anche i due casi clinici sugli effetti collaterali. Attento, però, a sostenere che una Diluizione D3, in questo caso, è inferiore a 1 su10.000, e, quindi, non Omeopatica. Prima di tutto, come l’ altra volta, dimentichi che la prima diluizione decimale Omeopatica si ottiene da una tintura madre che è già 1a 10. E della parte di pianta intera, (la radice essiccata e triturata di Mandragora Officinarum, in questo caso) non dei principi attivi!!! Se andiamo poi sul dosaggio, leggi sulla stessa pubblicazione:
    “Una soluzione del gambo per uso omeopatico (D1) è costituita da circa 0,3 mg/ml di questi alcaloidi. Ad ogni modo, per le iniezioni, la soluzione del gambo viene diluita fino a 100.000 volte (D6).”. Tali alcaloidi hanno una dose minima efficace, farmacologicamente parlando, tra 0,5 e 2 mg su una persona di 70 kg circa. Diluiti alla D3, ovvero di altre cento volte, diventano 0,003 mg ovvero 3 milionesimi di grammo. Quindi, se hanno efficacia come antidolorifici, questo è spiegabile solo con i principi dell’ Omeopatia, non con quelli della Farmacologia normale. Ovviamente, invece, hai ragione nel dire che, anche in quantità così minima, potrebbero teoricamente produrre, specie per iniezioni sottocutanee, reazioni allergiche anche importanti.
    L’ altra cosa “strana” e non facilmente spiegabile, in questo lavoro, è l’ assenza di reazioni allergiche per una potenza (diluizione) inferiore di 10 volte, una D2, su un campione di soggetti portati a sviluppare reazioni allergiche, i cosiddetti soggetti atopici. E’ probabile che la paziente abbia sviluppato allergia a forza di ricevere iniezioni sottocutanee per un tempo prolungato. La diluizione D3 è senzaltro inferiore come Potenza Omeopatica alla D6, ma ovviamente è superiore come “potenza” allergenica. Questo può spiegare l’ errore di chi ha steso l’ articolo, che hai giustamente rilevato. Ricorda però che tra la scrittura di un articolo e la sua pubblicazione ci sono passaggi tra più di una persona.
    Altra cosa da notare è che il passaggio ad una Potenza Omeopatica inferiore, potenzialmente più allergenica, è stata dettata nel medico dal tentativo di ottenere effetti analgesici più potenti, che sono agonisti all’ effetto della Mandragora, non antagonisti. E quindi avrebbero dovuto aumentare diminuendo la Potenza.Ma anche alla D6 le iniezioni erano efficaci.

  • 29 Maggio 2012 in 13:50
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    Caro Hofman, Ti vedo un po’ nervosetto. Io ho seganlato due importanti effetti collaterali (cosa leggermente diversa dall’ intossicazione) ma non dovuti ad arsenico. Usa almeno l’ attenzione di Paolo Pezzuoli, prima di accusarmi di poca serietà e poca capacità di comprensione.

  • 29 Maggio 2012 in 13:46
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    Per terminare il discorso sul suicidio tramite Arsenicum Album 5CH, Vi linko un lavoro in cui è stato usato proprio come antidoto all’ avvelenamento da Arsenico, alla diluizione di 30CH.
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17628642
    Per chi volesse un commento dettagliato in Italiano, da parte di un Omeopata, Leonello Milani, è disponibile su Internet la rivista intera, La Medicina Biologica, n1 2010 (gennaio-Marzo) nelle Lettere al Direttore. Interessanti foto, con una diluizione alla 200CH

  • 29 Maggio 2012 in 08:51
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    Alla luce degli ultimi interventi, ed avendo visto le due segnalazioni relative agli effetti collaterali di alcuni farmaci omeopatici, come proposto da Aldo Grano (segnalati alla fine di questo link: http://www.farmacovigilanza.org/fitovigilanza/efficacia/1106-01.asp), evidenzio che, molto spesso, vengano definiti omeopatici prodotti che non lo sono, o per lo meno che, essendo alle prime diluzioni decimali, non rientrano nel discorso su cui tanto ci si accanisce, cioé sul fatto che, non essendovi più tracce del principio attivo, i meccanismi di azione debbano essere altri (memoria dell’acqua, ecc.).
    Nella prima delle segnalazioni citate (shock anafilattico da iniezione sottocutanea di Mandragora D3) si può leggere: “La terapia consisteva in iniezioni sottocute di 0,3 ml di mandragora D6 (2 volte/settimana), successivamente aumentata in dose e potenza fino a D3”. Ma come, “aumentata”? La potenza D3 è inferiore a D6, anzi la D3, ai sensi del D.Lgs. 219/2006 non è considerabile omeopatica (diluizione minima richiesta 1/10.000).
    Nella seconda segnalazione (dermatite da contatto) si cita il caso di una persona che da oltre 10 anni cura un herpes mediante il Rhus toxicodendron. Avendo applicato sulla pelle direttamente la tintura madre di questo prodotto, si evidenziarono effetti collaterali. Tintura madre: cioé nessuna diluizione. Successivamente furono fatti altri test con varie sostanze (ad esempio balsamo del Perù al 25%) che mostrarono ulteriori effetti collaterali negativi. Ma cosa c’entra l’omeopatia? Nulla, ribadisco che per “omeopatici” non si possono intendere le sostanze base dell’omeopatia, vegetali, animali o minerali che siano, ma solo i prodotti che ne risultano dal trattamento classico: diluizioni e succussioni. Se la diluizione non c’è, o è bassa, gli effetti ci possono essere. Possiamo anche parlare di ultradiluizioni, ma è un campo diverso dall’omeopatia. Non è un caso quindi che i due efetti collaterali citati non siano attribuibili a prodotti omeopatici.
    Io sono convinto che buona parte della fiducia che si ripone nell’omeopatia è legata all’esperienza di utilizzo di farmaci definiti tali ma in realtà poco diluiti, e che in certi casi possono funzionare. E’ del tutto evidente che chi produce omeopatici ha interesse a diffondere questo tipo di prodotti: funzionano ed hanno un costo di produzione inferiore (meno diluizioni, meno succussioni). Così facendo si diffonde la fiducia, in generale, verso tutto il campo omeopatico. Una ottima strategia di marketing, nulla da dire.Ma i dubbi restano, anzi crescono.
     
     

  • 29 Maggio 2012 in 07:26
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    Intendevo: Il “vero” farmaco OMEOPATICO è acqua fresca…

  • 29 Maggio 2012 in 07:24
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    In sostanza, per quanto la cosa le dia fastidio, il “vero” farmaco è – fino a prova contraria – acqua fresca. 

    Per smentire questa semplice considerazione, peraltro del tutto coerente con l’analisi chimica del prodotto omeopatico, non ha senso utilizzare aneddoti e impressioni personali e men che meno ha senso confondere le acque facendo riferimento a farmaci definiti omeopatici che però contengonono principio attivo e quindi, ovviamente non sono acqua fresca (e come tali possono avere effetti vari).

    L’uomo di scienza rimane aperto ad ogni ipotesi, ma questa ipotesi deve avere evidenze scientifiche riconosciute. Che l’omeopatia non ha. Punto (paranoiche ipotesi complottistiche a parte, s’intende).  

  • 29 Maggio 2012 in 06:32
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    Nei miei post, non sto parlando del suicidio omeopatico, ma vedo che hai difficoltà di comprensione abbastanza pronunciate.

    Cerco di essere ancora più schematico e ti segnalo prima l’argomento di cui parlo.
    Argomento 1: IL FATTO CHE TU CREDA CHE IL FAMACO OMEOPATICO TI FACCIA ABORTIRE IL RAFFREDDORE NON VUOL DIRE NIENTE. 
    Infatti, anche mia madre (essendo convinta che l’aspirina serva per curare il raffreddore, perché così la gente crede comunemente), crede di avere sperimentato che, se la prende all’inizio del raffreddore, questo le passa.
    Peccato che questo fenomeno non abbia riscontro scientifico e sia smentito dal fatto che invece lei prende normalmente i suoi raffredori (un paio per invernata).

    Argomento 2: HAI CREDUTO DI DIMOSTRARE LE “POTENZIALITA'” DEI FARMACI OMEOPATICI, SEGNALANDO L’ARTICOLO CHE PARLA DELLE PERSONE CHE SI SONO INTOSSICATE CON IL FARMACO OMEOPATICO A BASE DI ARSENICO. 
    Peccato che quei farmaci, benché definiti omeopatici, contenessero effettivamente arsenico rilevabile chimicamente. Quindi non hai dimostrato nulla, se non poca serietà e/o poca capacità di comprensione. Quella, in abbondanza.

  • 28 Maggio 2012 in 21:12
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    Caro Hoffmann, faccio un ultimo esempio, ma se non capisci manco questo, ci rinuncio: non ci si può suicidare con l’ Arsenicum Album alla 5 CH perché i veleni, in Omeopatia, vengono usati per curare, non per uccidere.  Inscenare un suicidio Omeopatico con un veleno a dosi omeopatiche è uguale a inscenare un Harakiri spalmandosi il Cicatrene Pomata sull’ Ombelico o masticando una compressa di Digestivo Antonetto: si usa, per sventrarsi, un prodotto che serve a curare lo stomaco (Digestivo Antonetto) o le ferite (Cicatrene Pomata).

  • 28 Maggio 2012 in 20:54
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    La mia mamma (verso la quale evidentemente posso nutrire solo sentimenti d’affetto) è stata citata come prova di come l’attenzione selettiva distorca la realtà sia di chi ingenuamente e ingiustamente “crede” che una data sostanza abbia il potere di guarire il suo raffreddore (che in realtà lei si becca regolarmente almeno due volte all’anno, con il naso che le cola – letteralmente -come un rubinetto).

    Infine, è ovvio che quando parliamo di farmaci omeopatici in questa sede, parliamo di farmaci in cui non è chimicamente rinvenibile il principio attivo. 
    Non parliamo di farmaci definiti omeopatici ma che in realtà contengono il principio attivo. E’ chiaro che questi possono avvelenare e – perché no?- in linea di principio potrebbero perfino curare. 

    E’ assurdo che sia necessario spiegarle questa differenza, ma questo spiega tante cose sul suo modo di affrontare le questioni. Mi attiverò personalmente per far istituire il Nobel per la Farmacia e farglielo assegnare, per aver scoperto che, se un farmaco viene definito omeopatico ma contiene effettivamente arsenico, può essere tossico.
    Grazie di esistere.

  • 28 Maggio 2012 in 19:31
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    Scusa Hoffmann, se i Tuoi amici aspiranti suicidi volevano farlo sul serio, perché non han preso QUEI farmaci Omeopatici, anziché l’ Arsenicum Album alla 5 CH? Quanto all’ Aspirina, chiaramente non ho statistiche (e di norma non viene affatto consigliata per il raffreddore, se non in associazione con altri farmaci dall’ effetto simile all’ efedrina e/o ad antistaminici) ma molti la usano per il raffreddore e per loro va bene. Ho dei clienti e dei parenti affezionati all’ Aspirina come decongestionante nasale, Tua mamma non è una rarità. E’ sempre un analgesico/antipiretico/antiinfiammatorio (anche se Wewee non è riuscito a dimostrarmelo in base alal letteratura che ha trovato) e quindi può curare diversi sintomi delle riniti virali o allergiche comuni. Non mi sembra però che nessuno protesti perché non vi sono abbastanza prove che funzioni. Anche suicidarsi con l’ Aspirina, comunque, non è facilissimo. Una intera confezione da 20 compresse da 500 mg, se ingerita, normalmente non uccide un giovane sano, salvo che per soffocamento, se la ingerisce intera compreso il foglietto illustrativo. E’ per questi motivi che me l’ hai citata come esempio simile all’ Arsenucum Album 5 CH granuli?

  • 28 Maggio 2012 in 18:27
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    Poiché vedo che il mio post è automaticamente finito sotto moderazione sicuramente perché conteneva dei link, lo ripropongo senza link (altrimenti rischia di essere sbloccato per la lettura troppo tardi).

    Riguardo al raffreddore, anche mia madre è convinta di avere sperimentato che, se prende l’aspirina all’inizio del raffreddore, questo abortisce. Peccato che non mi risulti che sia stato provato che l’aspirina abbia quest’effetto e tra l’altro su di me non lo ha.
    Peccato inoltre che mia madre abbia regolarmente i suoi raffreddori durante l’inverno, nonostante ogni volta prenda l’aspirina all’inizio.
    E’ evidente che lei nota le volte in cui il raffreddore sembra abortire perché leggero (e attribuisce il fatto all’aspirina) e non fa caso alle volte in cui questo non accade.
    E’ lo stesso principio che mantiene in vita i farmaci omeopatici e gli ingenui che ne fanno uso. 
    In all three cases … arsenic concentrations in samples of the homeopatic medication were alevated.
    Quindi, di cosa stiamo parlando, se il farmaco omeopatico, in realtà, l’arsenico lo conteneva?
     E, per di più, ad alte dosi!
    Ora, se lei ha linkato quella pagina cosciente di ciò che c’è scritto, non è stato onesto.
    Se invece non ha capito le implicazioni di quella frase… no comment.
    Comunque tutto quadra. 

  • 28 Maggio 2012 in 18:11
    Permalink

    Mi è saltata anche una parola all’inizio: Riguardo al raffreddore, anche mia madre è convinta di avere sperimentato che, se prende L’ASPIRINA all’inizio del raffreddore, questo abortisce.

  • 28 Maggio 2012 in 18:10
    Permalink

    Non so come mai il link con la citazione sia stato ripetuto 4 volte. Ne chiedo scusa a chi legge.

  • 28 Maggio 2012 in 16:41
    Permalink

    Caro Hofmann, sei Tu che Ti prendi troppo sul serio. I buontemponi che hanno inscenato un suicidio omeopatico ingerendo un flacone ( se era della Boiron sono 72 minuscoli granuli circa) di Arsenicum Album 5 CH intendevano solo fare uno show propagandistico, fidando sul senso dell’ umorismo almeno dei loro compagni di strada, tra i quali dovrebbe esserci anche chi si firma qui Hofmann. Se vuoi, comunque, che sia serio, sappi che l’ Arsenicum Album (triossido di arsenico) è un veleno tossico sia per l’ apparato gastrointestinale, sia per il sistema nervoso. E come tutti i veleni usati in Omeopatia, lo si usa come curativo di mali che, come sintomi, assomigliano all’ avvelenamento suo proprio. A diluizioni molto elevate lo si usa per terapie psicosomatiche di chi ha la diatesi Arsenicum. Io lo uso e lo consiglio, alla 5 CH, per i raffreddori che partono col sintomo della secchezza delle coane. Su di me è molto efficace: se comincio a usarlo appena arrivano questi sintomi, 5 granuli ogni ora e il giorno dopo il raffreddore è abortito. Quindi se vi volete veramente far male con un rimedio omeopatico, dovete usare, al limite,  un prodotto che fa bene , ad esempio una vitamina, a diluizioni molto elevate, magari 18 LM, e prenderne 6-7 goccie al giorno per un lungo periodo. Coi veleni fate proprio il contrario, rischiate di star meglio. Come curiosità, comunque, beccati questi casi clinici di intossicazione da Arsenico a dosi omeopatiche:( ma è stato usato impropriamente, a diluizioni troppo basse e non era il triossido)
    http://informahealthcare.com/doi/abs/10.1081/CLT-120026518

  • 28 Maggio 2012 in 15:42
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    Quando non si sa come e cosa rispondere, si fa gli spiritosi e si crede di aver risolto il problema.

  • 26 Maggio 2012 in 20:02
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    Il suicidio omeopatico è stato messo in scena dagli Scettici, che, ovviamente, non l’ hanno fatto bene. Dovevate ingerire almeno 15 confezioni di Arsenicum Album ciascuno, a una diluizione di 200 CH (non la 5 CH come avete fatto) quelle della UNDA, che contengono il doppio di granuli rispeto a quelle della Bopiron e costano il doppio e, soprattutto, essere almeno in 60.000. Avremmo fatto un buon fatturato! Così come l’ avete fatto, brutti allezziti che non siete altro, non c’ abbiamo guadagnato una pialla!

  • 26 Maggio 2012 in 17:26
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    E il suicidio omoeopatico?ricordi?stanno tutti bene Aldo. sara’ mica che gli scettici sono immuni?

  • 25 Maggio 2012 in 14:51
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    @Aldo Grano

    Abbiamo entrambi espresso le nostre idee, in maniera, mi sembra, chiara e comprensibile, per cui non ho niente di particolare da ribattere, se non, sinteticamente, su 2 argomenti. Non glisso affatto sulla terapia individualizzata, tutt’altro! Anzi ti dico che, pur non credendoci affatto, mi sembra un po’ meno implausibile delle altre metodologie. Ho solo detto che per propria natura non si presta facilmente a indagine in doppio cieco randomizzato. Il che quadra con il fatto che molti omeopati e molti pazienti non diano credito ai lavori ed alle statistiche ma si basino sulla propria esperienza personale. E’ un approccio al mondo che io non condivido, è molto diverso dalla mia mentalità.
    Inoltre: “a maggiore diluizione corrisponde  maggiore efficacia” non vuol dire che la relazione è lineare, ci mancherebbe! Vuol dire che se la diluzione aumenta, anche l’efficacia aumenta (magari pochissimo, magari resta quasi uguale, ma di certo non diminuisce).
    Per quanto riguarda studi paralleli all’omeopatia (basse diluizioni): mi sembra tutto un altro discorso, solo apparentemente simile. L’omeopatia ha una base filosofica ben precisa, che la differenzia dal resto:  intendo l’omeopatia classica, poi so che ce ne sono tante varianti, anche le tue teorie mi sembrano talvolta differenti.
    L’ultima cosa che dico è che se io fossi convinto che l’omeopatia funzionasse, sarei anche convinto che i meccanismi su cui si basa siano tali da aprire nuove e meravigliose frontiere in chimica, fisica, ecc. ecc.e di certo non mi limiterei a produrre pillole per il raffreddore, ma mi dedicherei ompletamentea a studiare questi fenomeni.

    Saluti a tutti!

  • 25 Maggio 2012 in 13:10
    Permalink

    Si, come “MISTERO ITALIA 1″non dovrebbe avere effetti collaterali, ma a me piglia una” SGRIGNA RIDENS DA CONTATTO VISIVO “che non vi dico……………….

  • 25 Maggio 2012 in 12:55
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    POST SCRIPTUM
    Caro Paolo, quando ho linkato indirettamente il lavoro di P. Bellavite tramite Farmacovigilanza, speravo che Tu o qualcun altro guardasse i links sottostanti, perché due rimandano a due importanti effetti collaterali da Farmaci Omeopatici, uno schock anafilattico (!) e una dermatite da contatto. Ora se ci fosse il nulla dentro il Farmaco Omeopatico, effetti collaterali di questa gravità non dovrebbero essercene. Tu cosa ne pensi?

  • 24 Maggio 2012 in 12:44
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    L’ angolo del Burlesque:
    Caro Luk, confessa! Da bambino Ti piaceva tanto Mozart, e avresti voluto ascoltarlo, vero? Ma i Tuoi Ti costringevano ad ascoltare gli Squallor!

  • 24 Maggio 2012 in 12:36
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    Appendice: finora l’ enciclopedia migliore on-line da me trovata sui lavori degni di maggior attenzione in Omeopatia è di una dottoressa americana:
    http://drnancymalik.wordpress.com/
    Mi sembra che la maggior parte dei lavori citati, se non tutti, sia scaricabile liberamente.

  • 24 Maggio 2012 in 12:30
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    TERZO POST
    In sostanza Tu concludi dicendo che, se dopo 200 anni, non possiamo che portare 3-4 Farmaci al nostro attivo, “peggio di così non poteva andare”. Io Ti ricordo che questo thread nasce dal grido di vittoria di Query contro l’ Oscillococcinum, Farmaco da Voi considerato inesistente dalla nascita e senza alcun lavoro scientifico che ne documenti l’ efficacia. Ora è proprio uno dei 4 Farmaci che ha forti evidenze di studio clinico a suo favore. E non solo porta il nome commerciale di un batterio che non si è mai trovato, ma ha una diluizione che è il nulla del nulla del nulla. Io Ti ho indicato il link di Bellavite soprattutto per questo.
    L’ altra credenza diffusa nella Vostra tribù, che è nata da uno dei post e dalla Tua domanda, è che noi non si possa produrre lavori in randomized double blind. Ed è questa la seconda motivazione per cui Ti ho linkato la metaanalisi del Bellavite. Ora non Ti voglio costringere a leggerli tutti, ma magari, esaminando i numerosi titoli che Bellavite produce, trovane qualche altro da giudicare, magari scrivendo alla rivista e costringendola a scusarsi. Questa sì, sarebbe una vera vittoria Tua e del CICAP.
    Per il resto so che non Ti bastano 83 studi a sdoganare l’ Omeopatia. Ma attento: se ammetti che almeno un solo Farmaco ha forti evidenze a suo favore, non puoi già mai più sostenere che l’ Omeopatia, tutta l’ Omeopatia, come dite Voi, non funzioni. Dopo questo esame puoi dire, al massimo: le evidenze non sono abbastanza forti, occorrono altri lavori che riproducano gli stessi risultati.

  • 24 Maggio 2012 in 12:12
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    SECONDO POST
    “Consideriamo ora i lavori ad evidenza scientifica buona: oltre alle terapie individualizzate, solo 3 prodotti dimostrano una certa efficacia. Mi chiedo come mai non siano state fatte sperimentazioni massicce sugli stessi, visto che sono gli unici tre ad offrire qualche speranza: gli autori infatti dichiarano che “risulta ancora necessaria ulteriore ricerca per poter raggiungere delle conclusioni definitive circa l’uso di tali medicinali in specifici settori della clinica”.
    Prima considerazione: Per Te lavori in doppio cieco randomizzati contro placebo offrono “qualche” speranza? Mi spiace, in Farmacologia aprono senza dubbio la strada a ulteriori ricerche e alla fase di sperimentazione clinica policentrica sull’ uomo, se si tratta di Farmaci nuovi. Se l’ industria Farmaceutica Multinazionale non ci si butta è per i motivi che i Complottisti, spesso a ragione, ma spesso senza poter fornire prove, elencano. Questa, però, è una prova. Che interesse ho, io, Novartis, che mi rivolgo a un mercato di 500 miliardi di Dollari, di cui me ne sono già aggiudicato quasi il 10%, a finanziare ricerche verso un mercato da meno di un miliardo di Dollari? Difatti una delle battaglie che la Comunità Scientifico Terapeutica Omeopatica sta lanciando in tutto il Mondo, in questo momento, è convincere gli Stati che gli conviene (economicamente) finanziare la ricerca in Omeopatia. Io Ti confesso di non essere entusiasta: l’ Omeopatia va bene anche nei periodi di ricchezza, e va bene perché funziona quanto l’ Allopatia, non va bene solo nei periodi di crisi per risparmiar soldi. Si rischia di portar acqua al mulino Vostro.
    Inoltre Tu sembri voler glissare sulle “terapie individualizzate” che sono quelle più aderenti ai canoni di Hahnemann. Questa tecnica si chiama: scegliere solo l’ uvetta e i canditi nel panettone. So che a Te non piace, e neanche a Sivia, a Luca e alla maggioranza di Voi, ma se guardate con attenzione almeno i titoli degli 83 lavori selezionati da Paolo Bellavite Vi trovate di fronte a lavori sia su Farmaci Unicisti che Pluralisti che Complessisti, in doppio cieco e randomizzati, verso numerose patologie. ma Voi continuerete  a sostenere non solo che non abbiamo prove, ma che ci rifiutiamo di aderire ai canoni scientifici della Ricerca Clinica, basandoci sulle lodi dei nostri pazienti che, con fortuna sfacciata, continuiamo a guarire utilizzando l’ ipnosi.

  • 24 Maggio 2012 in 11:46
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    PRIMO POST
    Caro Paolo, comincio col verificare queste Tue affermazioni: 
     ”  Il totale degli articoli esaminati è quindi pari a 80 (e non 86 come riportato nella  traduzione italiana dell’abstract, né 83 come riportato nell’abstract originale all’inizio dell’articolo). R. : Gli articoli sono 83, non 80 né 86, almeno stando alla mia conta. Quindi come riporta l’ articolo originale. Forse il Tuo errore è dovuto al fatto che alcuni lavori nella tabella dedicata alle allergie respiratorie sono accorpati in una sola casella.
    II Affermazione: “Crollo del pilastro fondamentale omeopatico, che dice che a maggiore diluizione corrisponde  maggiore efficacia”.
    Tale affermazione è basata sulla legge degli Infinitesimi proposta da Hahnemann. Anche Hahnemann non la intendeva certo in modalità lineare, aritmetica. Ovvero, nel caso in oggetto, se fosse come i nemici dell’ Omeopatia si ostinano a interpretarla (perché gli conviene) bisognerebbe che una diluizione 6DH avesse una efficacia nella terapia dell’ asma di cento volte superiore a quella 4 DH(magari, se si trattasse di tempi, curando gli ammalati in un tempo cento volte inferiore alla diluizione 4DH.) Ora le relazioni lineari non esistono nemmeno tra i Farmaci allopatici: 50 grammi di Aspirina non abbassano la febbre cento volte più velocemente dei 500 milligrammi normalmente utilizzati, né abbassano la febbre 100 volte di più, né provocano cento volte di più di lesioni gastriche, tanto per stare nell’ effetto indesiderato più noto e comune. Ma in questo caso l’ effetto del farmaco non è antagonista, ma agonista al normale effetto terapeutico. Se la diluizione minore ha avuto effetto maggiore, è una conferma anche correttamente teorica di quello che vediamo in Omeopatia: quando usiamo un farmaco a diluizioni omeopatiche per ottenere gli stessi effetti che otterremmo col farmaco allopatico (es. la Galphimia glauca , che ha effetti terapeutici sulla oculorinite allergica anche in dosi fitoterapiche) bisogna usare diluizioni basse. Se la terapia è correttamente formulata le diluizioni basse agiscono prima e meglio.
    III Affermazione: “Successivamente si è passati alla diluizione 4X (che è un modo diverso di scrivere 4D) che significa una parte su 10.000 (cioè 1.000 volte più concentrata rispetto al primo caso). E qui i risultati si vedono più che bene. Logica conseguenza: se le diluizioni sono minori, e ben al di sotto del numero di Avogadro, il rimedio è più efficace (teoria da sempre sostenuta da noi scettici). ”
    Questo è un completamento del Tuo ragionamento precedente, che potrei così sintetizzare: L’ Omeopatia agisce solo se ci sono abbastanza molecole, quindi, da questi lavori si dedurrebbe che agisce solo a diluizioni decimali. Prima di tutto, quando dici che una diluizione 4DH è una diluizione 1:10.000 del principio attivo, sbagli di dieci volte, perché non tieni conto del fatto che di norma, e nel caso della Galphimia Glauca è così, la prima diluizione si effettua su una tintura madre nella quale l’ estratto della pianta è già diluito uno a 10. Quindi siamo di fronte a una diluizione di 1 a 100.000! Ma di che cosa? E qui la differenza di studi e di pratica fra un Ingegniere che si cimenta in Farmacologia e un Farmacista salta all’ occhio: l’ estratto idroalcolico di una parte di pianta, per quanto titolato a norma di Farmacopea, non contiene mai la stessa quantità di principi attivi, a differenza di un prodotto di sintesi chimica o di un estratto di principi attivi preparato per successivi passaggi con controllo analitico di ogni passaggio. Nota: non sappiamo ancora quali siano i principi attivi responsabili della azione antiallergica della Galphimia Glauca! Quindi non siamo riusciti ancora non solo a sintetizzarli, ma nemmeno a isolarli dalla pianta. Torniamo alle quantità: nella tintura madre di partenza abbiamo un decimo non dei principi attivi, ma dell’ estratto intero di pianta. Se poi andiamo a vedere a che dosi una tintura madre di Galphimia G. è efficace nell’ uomo per curare l’oculorinite allergica, scopriamo che lo è a 300 mg per chilo di peso corporeo. La Boiron, per la tintura madre di Galphimia, consiglia di assumerne 40 goccie tre volte al giorno, ovvero 12 goccie circa di estratto idroalcolico, ovvero una decina di grammi. Ora Tu mi puoi contare anche “miliardi di molecole” in 5 granuli 4 DH di Galphimia G., ma, per quanto riguarda le dosi terapeutiche efficaci, la quantità è a livello di zero. Eppur funziona! Ti consiglierei di soffermarTi molto sul Tuo ragionamento, riflettendoci profondamente: non solo non fai crollare uno dei pilastri dell’ Omeopatia, ma, senza renderTene conto, Ti suicidi, perché annulli il pilastro (è uno solo) dell’ attacco degli Scettici all’ Omeopatia: Voi scettici sostenete che l’ Omeopatia non fa nulla perché non contiene nulla. E se fa qualcosa, lo fa perché nella diluizione c’è ancora qualcosa. Ma quanto c’è? A certe diluizioni e a certi pesi solo gli ormoni possono avere un qualche effetto. Non certo la Galphimia G. : c’è tutto un campo parallelo all’ Omeopatia dove si studiano gli effetti delle ultra diluizioni in vitro su colture cellulari, per verificare se un farmaco, ad esempio un citostatico, abbia efficacia ultra diluito anche  non seguendo i canoni di diluizione  dell’ Omeopatia. E si prova a vedere se ha effetti anche quando non viene dinamizzato. I risultati di molti di questi studi indurrebbero a iniziare una valutazione clinica sull’ uomo: oltre a un costo minore della materia prima utilizzata, gli effetti collaterali sarebbero infinitamente minori. La rivista più nota del settore è: International Journal of High Dilution Research.
    Ma c’è ancora una strana Tua dimenticanza da verificare: Ti dimentichi il terzo lavoro di Wiesenauer, il n. 75, dove la Galphimia G. viene usata alla diluizione di 2CH (!) e dà buoni risultati contro placebo. Perché Ti è sfuggito?

     

  • 23 Maggio 2012 in 13:14
    Permalink

    @ Paolopez: Complimenti per le stupende ricerche che sta facendo e per i risultati.Qiundi Sig. Paolo,il milione di dollari di James Randi, e’ piu sicuro che in banca?Cordiali saluti.

  • 23 Maggio 2012 in 06:17
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    Riposto la prima parte, con un solo link. Spero che il problema si risolva. Mi scuso per l’inconveniente. Ma perché devo sempre cliccare “invia commento” due volte?
     
    pima parte
     

    Buongiorno, ho esaminato il documento linkato da Aldo Grano a supporto dell’efficacia dell’omeopatia, che si trova all’indirizzo

    farmacovigilanza.org/fitovigilanza/efficacia/1106-01.asp

    E’ un abstract, in italiano, relativo ad una lavoro di Bellavite ed altri pubblicato su “Frontiers of Bioscience”, il cui titolo è “Advances in homeopathy and immunology: a review of clinical research”..

    L’articolo completo, di 27 pagine, è scaricabile dal sito del dott. Bellavite:

    Non è uno uno studio su casi clinici, ma una analisi di  circa 80 articoli scientifici pubblicati dal 1978 al 2010. sulla base dei risultati di questi studi, e dell’attendibilità degli stessi, gli autori si propongono una valutazione complessiva delle terapie omeopatiche.

    Gli articoli sono stati riportati in 3 tabelle, legate a diverse patologie.

    Riassumo di seguito il contenuto delle tabelle, evidenziando alcuni parametri a mio parere significativi.

    La tabella 1, relativa ad infezioni delle vie aeree superiori e casi otorinolaringoiatrici, esamina 36 articoli. Gli stessi si riferiscono a sperimentazioni in doppio cieco randomizzato in 14 casi.
    Gl esisti sono dichiarati positivi in 12 casi, di cui 4 in doppio cieco.
    (Chiarisco, per questa tabella e per le successive)  che “esito dichiarato positivo” non è un dato omogeneo: in certi casi il confronto è stato fatto fra farmaco omeopatico e farmaco tradizionale, in altri casi vi è il palcebo, in diversi casi vi è la annotazione “uncontrollated”, ecc.

    La tabella 2, relativa ad allergie respiratorie, esamina 28 articoli. Gli stessi si riferiscono a sperimentazioni in doppio cieco randomizzato in 17 casi.
    Gl esisti sono dichiarati positivi in 18 casi, di cui 10 in doppio cieco.

    La tabella 3, relativa a problemi artro reumatici 16 articoli. Gli stessi si riferiscono a sperimentazioni in doppio cieco randomizzato in 9 casi.
    Gl esisti sono dichiarati positivi in 8 casi, di cui 3 in doppio cieco.

    La tabella 3, relativa a problemi artro reumatici 16 articoli. Gli stessi si riferiscono a sperimentazioni in doppio cieco randomizzato in 9 casi.
    Gl esisti sono dichiarati positivi in 8 casi, di cui 3 in doppio cieco.

    Il totale degli articoli esaminati è quindi pari a 80 (e non 86 come riportato nella traduzione italiana dell’abstract, né 83 come riportato nell’abstract originale all’inizio dell’articolo.

    Si può notare che sono state esaminate metodologie diverse, quali omeopatia individualizzata e rimedi specifici e complessi.

    A seguito della valutazione di questi studi viene pubblicata la tabella 4, che li divide in 4  livelli di evidenza.
    Evidenza scientifica “forte”,
    Evidenza scientifica “buona”,
    Evidenza “non chiara o contraddittoria”,
    Evidenza scientifica “negativa”.

    Si può notare che questa tabella si riferisce a 66 studi, di cui solo 49 presenti nella precedenti tabelle. Evidentemente gli autori li hanno modificati in funzione della loro attendibilità.

    I risultati sono i seguenti:

    Studi con evidenza forte: 6
    Studi con evidenza buona: 31
    Studi con evidenza non chiara o contradditoria: 25
    Studi con evidenza negativa: 4

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