L’uovo venuto dall’eclissi

uovo eclissi 2015

Pensavate forse che macchine fotografiche e telecamere fossero state le uniche a immortalare l’eclissi del 20 marzo? Sbagliato! L’evento è rimasto impresso anche su un insolito supporto: un uovo di gallina. A raccontare l’episodio è Il messaggero, in un articolo che parla di “galline spaziali”:

GUALDO TADINO – Una storia curiosa, a metà fra la chiacchiera del paese e l’evento “paranormale”. Fatto sta che venerdì scorso è spuntato un uovo speciale, con su impressi i raggi del sole. A raccontare la storia è Patrizia Bucari, titolare di un negozio di agricoltura, zootecnia e giardinaggio a Madonna del Gambero. […] Sull’uovo sono disegnati dei raggi, proprio come i raggi di un sole. E venerdì c’era l’eclissi.

La gallina di Gualdo Tadino non è sola: ha una collega a Hinckley, Inghilterra, anche lei influenzata – si dice – dall’evento astronomico. Una novità? Non proprio.

Quella delle uova con l’immagine del sole è una costante del folklore delle eclissi. I precedenti sono molteplici. Nel 2011 un caso simile accadde a Medesano. In seguito all’eclissi di sole del 1999, invece, ci fu una vera e propria epidemia: gusci “segnati” apparvero a Udine, Treviso, Tertenia (OG), Sant’Anna di Montiglio (AL) e Graglia (BI). La stessa cosa accadde nel 1961, con casi a Aqui Terme (AL), Carrara (MS), Vallegioliti (AL) e Bussoleno (TO). Servizi sulle “uova spaziali” apparvero in tutti i telegiornali. Perfino Mike Bongiorno ne volle uno in trasmissione, da mostrare ai suoi spettatori.

L’uovo dell’eclissi più famoso è però quello di Sestino (AR), custodito all’interno dell’Antiquarium Nazionale, che figura in molti elenchi di reperti inspiegabili. Secondo Isabella Della Vecchia, autrice di un libro sugli oggetti misteriosi del nostro Paese, si tratterebbe di una prova della sensibilità degli animali:

Uomini e animali fuggono di fronte a ciò che non conoscono, sfogando l’energia del terrore nella nella corsa, nella ricerca di un rifugio. Una gallina in procinto di deporre un uovo non riuscendo ad abbandonare il proprio nido, avrebbe forse trattenuto l’ansia, convergendola nel fluido del corpo, imprimendo sull’uovo quanto aveva visto o che aveva solo percepito… un sole oscurato. Un fenomeno incredibile, che ci spinge a porci delle domande sull’intelligenza psicosomatica degli animali, perfettamente in grado di comunicare i propri sentimenti.

eclissi 1961

Da “Stampa Sera”, 17-02-1961

Ma basta scavare un po’, per trovare testimonianze ancora più antiche. Un uovo dell’eclissi fu deposto a Chizzola d’Adige, nel 1842; un altro a Colonia, nel 1742; uno a Borgosesia, 1748… Con gli intellettuali dell’epoca che si interrogarono a lungo sul fenomeno, tra accuse di impostura e studi scientifici; ci fu chi diede la colpa alla “forte fantasia della gallina spaventata”, chi al “magnetismo animale” e chi chiamò in causa, non si sa quanto seriamente, addirittura i folletti.

Non mancano gusci “segnati” anche da altri fenomeni astronomici, come la cometa del 1680, o uova con forma simile deposti in assenza di fenomeni celesti particolari (alcune di queste compaiono anche in un libro di Guareschi, interpretate come un’eucarestia circondata da raggi divini; e sarebbe sicuramente interessante sapere se il creatore di Don Camillo si ispirò a qualche reale episodio di cronaca).

In tutti questi casi, l’incisione sul guscio è descritta sempre allo stesso modo: un cerchio circondato da raggi, quasi fosse una corona solare. Testimonianza di un’ipotetica sensibilità artistica del pollame? Non proprio. La spiegazione compare, già nel Settecento, all’interno della Storia naturale dell’enciclopedista francese Buffon:

Se ne sono vedute […] altre che portavano sul loro guscio l’impronta d’un sole, una cometa, d’un ecclissi o di altro simile oggetto che cagionava stupore; […] non si deve attribuire che alle diverse compressioni, ch’essa aveva sofferte ne’ tempi che il suo guscio era per anche abbastanza pieghevole per cedere allo sforzo, e nondimeno abbastanza sodo per conservare l’impressione.

Detto in altre parole: può succedere che l’uovo venga deposto troppo presto, quando il guscio non è ancora del tutto mineralizzato, di conseguenza ancora malleabile. E quello che viene poeticamente interpretato come un sole raggiato non sarà altro che lo “stampo” della cloaca della gallina.

Rimane una domanda: perché uova con questa conformazione appaiono così spesso in concomitanza con le eclissi? Per quanto ci riguarda, possiamo fare due ipotesi.

La prima è di tipo mediatico: un uovo strano è soltanto un uovo strano, un uovo con l’immagine di un’eclissi è una notizia. Uova “anomale” vengono deposte continuamente dalle galline di tutto il mondo, ma solo quando vengono messe in relazione con eventi più o meno sensazionali finiscono all’attenzione del pubblico.

La seconda ipotesi è di tipo fisiologico: è possibile che ci sia davvero un aumento di “gusci solari”, in seguito alle eclissi. Consultando una delle maggiori enciclopedie statunitensi di settore, si viene a sapere che le uova di questo tipo prendono il nome di “flat sided eggs“, e che fra le cause che possono portare una gallina a deporle prima del tempo figurano “rumori improvvisi, spavento, alterazione della luce”. Non è quindi da escludere che galline un po’ più paurose reagiscano così all’oscuramento del sole.

Ma se questo è ragionevole nel caso di eclissi totali, che possono effettivamente scombussolare gli animali, diventa decisamente più improbabile in casi di eclissi parziali o comete. E come sempre vale l‘imperativo categorico di Hyman: non cercare una spiegazione a un fenomeno, se prima non sei sicuro che il fenomeno esista davvero. Prima di spiegare un eventuale aumento di uova “segnate” dalle eclissi, quindi, sarebbe meglio cercare di capire se questo aumento si verifica davvero.

Immagine di apertura: l’uovo di Gualdo Tadino, dal Giornale dell’Umbria

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