Attenzione, caduta satelliti

STS-48 ONBOARD PHOTO-UARS (UPPER ATMOSPHERE RESEARCH SATELLITE) DEPLOYED.

Pezzi di un satellite stanno per precipitare sul Nord Italia, restate chiusi in casa! Questo almeno sembra essere il tono di molti articoli pubblicati in queste ore a proposito di UARS, un satellite americano di osservazione atmosferica.

Come al solito, i nostri quotidiani non hanno perso l’occasione per fare un po’ di allarmismo (Repubblica.it e Affaritaliani.it scrivono all’unisono “È paura nel Nord Italia per tutto quello che potrebbe arrivare dal cielo”, il Corriere questa volta se la cava un po’ meglio scrivendo nell’occhiello “ma non ci dovrebbero essere pericoli: il rischio di incidenti per l’uomo è di 1 su 3.200”). C’è anche chi ironicamente prega che il satellite precipiti in un punto preciso

Come stanno davvero le cose? Nell’allarme c’è un pizzico di verità, ma le cose vanno precisate meglio. Lo fa molto bene nel suo blog Daniele Gasparri, astronomo e divulgatore scientifico.

Prima di tutto, l’Italia è solo uno dei molti paesi su cui potrebbero cadere i frammenti: la proiezione a terra della possibile traiettoria di caduta è una striscia lunga decine di migliaia di chilometri, per la grande maggioranza in altre nazioni. La probabilità che i detriti cadano in Italia è inferiore all’1 per cento.

Poi, la probabilità calcolata della NASA che i detriti cadano su zone abitate è piuttosto bassa, 1 su 3200. Attenzione, questa non è la probabilità che un singolo essere umano sia colpito dai frammenti: questa si ottiene moltiplicando il numero per la popolazione terrestre ed è qualcosa come uno su ventiduemila miliardi.

Si può aggiungere che il rientro in atmosfera di UARS non è dovuto a un imprevisto, ma è una procedura normale alla fine della vita operativa dei satelliti artificiali, che è avvenuta finora centinaia di volte senza incidenti. Anzi, la missione operativa di UARS è durata molto più del previsto (14 anni, dal 1991 al 2005, contro i 3 inizialmente programmati). Una volta terminata la missione, l’orbita di UARS è stata artificialmente ridotta da 575 a 350 km per accelerarne la caduta, che avrebbe impiegato altrimenti vent’anni di più. Una volta che il satellite rientra in atmosfera, però, la sua orbita inizia a essere disturbata dall’attrito e diventa molto imprevedibile: per questo le prime previsioni avevano un’enorme incertezza sia spaziale sia temporale (dunque le previsioni sull’eventuale impatto potranno diventare gradualmente più precise).

Non siete troppo tranquilli? Per chi vuole essere sicuro di non correre rischi, questo sito fornisce previsioni continuamente aggiornate su dove e quando potrebbero precipitare i detriti.

Aggiornamento 24/09/2011 ore 6:00

Il Center for orbital and reentry debris studies ha portato la previsione dell’entrata in atmosfera di UARS alle 05:10 UTC, le 07:10 locali, con un errore di +/- 2 ore. In quell’intervallo di tempo il satellite sorvolerà il Canada e l’Africa, oltre a vaste aree oceaniche, con un rischio remotissimo per la popolazione. I venditori di catastrofi dovranno cercare qualche altro pretesto.

Aggiornamento 28/09/2011 ore 7:00

Come comunicato dalla NASA, il Joint Space Operations Center dell’U.S. Strategic Command ha determinato che il satellite sarebbe rientrato in atmosfera alle 04:00 UTC (06:00 ora estiva italiana), con un errore di +/- 1 minuto, del 24 settembre sopra l’Oceano Pacifico (latitudine 14.1° S, longitudine 170.2° O), nelle vicinanze delle isole Samoa. La Nasa non è a conoscenza di osservazioni visuali del rientro.

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