Aspettando Elenin

Gli astrofili guardano a lei con entusiasmo; gli appassionati di misteri, invece, ne parlano con autentico terrore. Stiamo parlando di Elenin, anzi di C/2010 X1: una cometa non periodica, che passerà vicina alla Terra il 16 ottobre 2011. La scoperta risale allo scorso 10 dicembre, quando è stata identificata da un astronomo dilettante russo, grazie al telescopio robotico dell’International Scientific Optical Network (New Mexico).

Sembra strano che questa cometa stia attirando così tanta attenzione, mentre la sua “sorella” 2009 P1 Garradd (un’altra cometa che dovrebbe avvicinarsi a noi intorno al 23 dicembre 2011, e che dovrebbe essere brillante quanto Elenin) rimane sconosciuta ai più. L’interesse per Elenin è iniziato a partire dal febbraio 2011, quando un’anonima signora (qualificatasi come “un’ex dipendente della Casa Bianca”) telefonò a un programma radiofonico statunitense annunciando immani disastri: a suo dire la cometa avrebbe provocato uno spostamento dei poli magnetici (previsto per il 15 marzo), ci sarebbero stati milioni di vittime, e una cospirazione avrebbe nascosto la verità. Alex Jones, il conduttore, lasciò immediatamente cadere il discorso, ma ormai la bomba mediatica era esplosa. Da allora Elenin è entrata a far parte di teorie apocalittiche e complottiste; è stata associata alla bufala del pianeta Nibiru, è stata definita (erroneamente) come una nana rossa, e c’è stato addirittura chi l’ha accusata di aver causato gli ultimi terremoti in Cile e Giappone.

Per non parlare della voce secondo cui “Elenin” sarebbe un acronimo per “Extinction Level Event – Nibiru Is Near”. Molto più banalmente, il nome è legato al nome del suo scopritore, Leonid Elenin: che, a differenza di quanto sostengono alcuni complottisti, è una persona realmente esistente, e che gestisce anche un suo blog. Ecco che cosa ne pensa David Morrison, Astrobiology Senior Scientist della Nasa:

Questo non solo è sbagliato, ma è assurdo. Pensano davvero che se qualcuno volesse tenere segreta questa cometa avrebbe usato un codice così ovvio, per dirci che era sul punto di colpire la Terra? Davvero pazzesco!

Ma Elenin è davvero un pericolo per la Terra? No. Per capirlo basta guardare i dati orbitali, disponibili sul sito della Nasa, e confermati da astronomi di tutto il mondo.

La cometa si sta avvicinando alla velocità (relativa) di 86.000 km/h; il 10 settembre raggiungerà il perielio (cioè la distanza minima dal Sole), mentre il 16 ottobre sarà nel punto di minore distanza dalla Terra. In quell’occasione di troverà a 34 milioni di chilometri da noi (per fare un confronto, la Luna si trova mediamente a 380.000 chilometri dalla Terra). Niente paura, comunque: in passato abbiamo avuto comete che sono passate ben più vicine, come la Hyakutake del 1996, la Schwassmann-Wachmann del 2006, o la IRAS-Araki-Alcock del 1983. Infine Elenin riprenderà ad allontanarsi da noi, e con tutta probabilità non la rivedremo mai più.

Ma questa cometa potrebbe influenzare in qualche modo la Terra? Gli astrofisici lo escludono categoricamente: non solo è troppo distante da noi, è anche troppo piccola per fare alcun danno. Il suo diametro è dell’ordine dei 10 km, e la sua massa circa un miliardesimo di quella terrestre. Spiega David Morrison:

Inutile dirlo, non ci accorgeremo nemmeno della minuscola spinta gravitazionale di Elenin. Nonostante questi semplici fatti, alcuni siti web (come godlikeproductions) si stanno lanciando in speculazioni sfrenate sul fatto che Elenin colpirà la Terra, o disturberà la sua orbita, o causerà maree, o interagirà con il nostro campo magnetico. Queste affermazioni sono pura fantasia.

Nessun effetto rilevabile, dunque, sulla nostra orbita; né sul nostro campo magnetico, dal momento che le comete non ne posseggono uno proprio. E se questo è vero per la data di maggior prossimità alla Terra, lo è ancora di più per il 15 marzo, data in cui, secondo i video catastrofisti diffusi su YouTube, Sole e cometa avrebbero dovuto trovarsi in opposizione rispetto alla Terra, ovvero a un’angolazione prossima ai 180°. In realtà, coloro che avevano previsto un allineamento per il 15 marzo sono stati probabilmente tratti in inganno. L’astronomo Ian Musgrave ha spiegato sul suo blog l’origine di questo errore:

Infine, il video afferma che gli “allineamenti” fra Elenin, Terra e Sole si sono verificati il 27 febbraio 2010 e l’11-15 marzo 2011. Gli “allineamenti” sono stati apparentemente determinati a occhio tramite il JPL orbit widget (che dice esplicitamente di non usare l’interfaccia per questo scopo). […] Io ho usato SkyMap con i dati orbitali più recenti. E’ saltato fuori che la cometa è stata allineata con la Terra il 27 marzo 2010 (data in nessun modo prossima a quella del terremoto del Cile), e che sarà semplicemente vicina all’allineamento il 5 maggio 2011 (prima della data di maggior avvicinamento del 16 ottobre 2011; e, di nuovo, in nessun modo prossima a quella del terremoto giapponese). Nessun allineamento, nessun terremoto da spiegare.

Ancor meno probabile è l’ipotesi secondo cui Elenin potrebbe portarci nuovi virus e batteri. E’ vero che le comete possono avere al loro interno molecole organiche (le analisi spettroscopiche ne hanno trovato traccia, per esempio, nel nucleo di Hale-Bopp); ma l’ipotesi secondo cui possano esserci anche degli organismi complessi come batteri è ancora tutta da dimostrare. E anche se fosse vero, nessun batterio potrebbe vivere nella coda o sulla superficie della cometa, esposto al vento solare e alle brusche variazioni di temperatura; al massimo potrebbe vivere all’interno, incapace di scappare dal nucleo, se non in caso di impatto. Ipotesi già esclusa in partenza, come abbiamo spiegato.

L’unica cosa che in effetti potrebbe accadere è che la cometa si lasci dietro un po’ della sua coda, formata da polveri e gas (sicuramente non parti solide del nucleo, visto che Elenin passa troppo distante dal Sole per essere frammentata).

Ma se anche il nostro pianeta passasse attraverso la scia di polveri e gas lasciata indietro da Elenin, non ci sarebbe alcun problema: si tratta di un’esperienza che alla Terra è già accaduta molte volte, senza conseguenze apocalittiche. Anzi: ogni anno, intorno al 12 agosto, passiamo attraverso i residui di una cometa, la Swift-Tuttle. Sì, avete indovinato: si tratta dello sciame delle Perseidi, i cui effetti danno origine allo splendido spettacolo delle “lacrime di San Lorenzo”.

Le paure di coloro che stanno diffondendo in questi giorni autentiche bufale, come quelle secondo cui il presidente russo Medvedev avrebbe allertato le forze armate in vista di una catastrofe, oppure Stati Uniti e Norvegia starebbero costruendo dei bunker per salvarsi dall’impatto, sono del tutto infondate.

Insomma, l’unica incognita di Elenin rimane la sua visibilità. A ottobre sarà abbastanza vicina per poter essere ammirata con un binocolo, e se saremo fortunati anche a occhio nudo. Per adesso gli astrofili incrociano le dita; e sperano in uno spettacolo memorabile, che riesca a incantare anche i più menagramo.

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