Il futuro secondo Internet

Internet è la coscienza collettiva dell’umanità, e quindi sa tutto; compreso il nostro futuro. E’ questa l’idea alla base del Web Bot Project, ideato dagli informatici e appassionati di mistero Clif High e George Ure. Nato nel 1997 come strumento per anticipare gli andamenti della borsa, il progetto è diventato noto per le sue profezie in altri campi. Fra quelle indovinate vengono citate gli attacchi dell’11 settembre, i danni dell’uragano Katrina, lo tsunami del 2004 ed il disastro dello Space Shuttle Columbia. E nella lista delle previsioni future c’è anche un imminente lancio di missili annunciato per il 14 dicembre 2010, che secondo i seguaci della sensitiva bulgara Baba Vanga confermerebbe lo scoppio della terza guerra mondiale, anticipata dalla veggente.

Ma come funziona il Web Bot Project? Il meccanismo esatto non è conosciuto: gli autori hanno preferito tenerlo segreto, forse per poter vendere le loro previsioni via web senza preoccuparsi dell’eventuale concorrenza. Si sa comunque che il “web bot” si muoverebbe su internet come uno “spider” (i bot usati nei motori di ricerca), andando però a cercare una serie di 300.000 parole considerate “emotivamente significative”. A giudicare dalle previsioni, si tratta di termini che hanno a che fare con guerre, terrorismo, alieni, calamità naturali, incidenti aerei o marittimi e crolli di borsa.

Una volta individuate queste parole chiave, il bot leggerebbe il testo che le precede e le segue, elaborandone il significato e scoprendone la collocazione temporale (e qui sarebbe molto utile conoscere l’algoritmo, perché il contesto in cui si trovano le parole chiave può variarne molto il significato, inoltre elaborare la semantica di un testo è ancora un problema in gran parte da risolvere). Successivamente, sulla base dei risultati, verrebbero formulate le previsioni per il futuro.

Ma quanto è affidabile un simile procedimento? Più che andare a scavare nell’inconscio collettivo della gente, come pomposamente affermato dai due autori, i web bot sembrano piuttosto raccogliere chiacchiere da bar; e solo quelle in lingua inglese, oltretutto. Il che potrebbe comunque essere interessante (ma tutto da verificare) nel caso dell’andamento dell’economia, che si basa in parte anche sulla fiducia dei consumatori; ma nel caso di eventi come terremoti ed uragani diventerebbe pura fantascienza.
E infatti i web bot vantano una lunga serie di previsioni non avveratesi: dal grande terremoto che avrebbe dovuto devastare la costa occidentale degli Stati Uniti o Vancouver intorno al 12 dicembre 2008, al bombardamento dell’Iran da parte di Israele previsto per il 2009; dalla scoperta di un “non terrestre” in Sud America, al collasso finanziario annunciato per il 5-14 novembre 2010.

In Italia il progetto web bot ebbe una certa popolarità nel novembre 2009, quando la sua previsione di un’eclatante rivelazione da parte di Obama a proposito di forme di vita aliene venne riportata anche da alcuni telegiornali nazionali; inutile dire che non ci fu nessuna rivelazione in proposito.

Anche andando a leggere le profezie indovinate, comunque, si trova una genericità estrema, che può adattarsi a situazioni completamente diverse. Emblematico è il caso dello Space Shuttle Columbia: in questo caso il web bot aveva annunciato un “incidente marittimo”, ma la previsione venne comunque considerata azzeccata, anche se avrebbe potuto riferirsi ad almeno altri tre incidenti navali avvenuti nel corso del 2003. Anche nel caso dell’11 settembre si parlava di un generico “evento catastrofico” che sarebbe dovuto avvenire nei 60-90 giorni successivi al giugno 2001.

Che dire, quindi, delle previsioni riguardanti la terza guerra mondiale? Alcuni seguaci di Baba Vanga affermano che i web bot confermano le profezie della veggente. Ma in realtà non confermano proprio nulla; anzi, quelle previsioni sono state probabilmente elaborate proprio sulla base dei vari siti web che parlano della sensitiva bulgara. In giro per la rete si trovano anche altre profezie che annunciano per questo periodo la fine del mondo. Continuate a seguirci: nei prossimi giorni proseguiremo il nostro viaggio tra i profeti di sventura.

Per questa prima puntata possiamo concludere che, nonostante Clif High e George Ure si definiscano “i monaci del tempo”, il loro sistema è inaffidabile: la “psicostoria” di asimoviana memoria, insomma, è ancora lontana.

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