Dalla Luna alla Terra. Mitologia e realtà degli influssi lunari

Marta Erba, Gianluca Ranzini, Daniele Venturoli
Dalla Luna alla Terra. Mitologia e realtà degli influssi lunari
Prefazione di Piero Bianucci,
Bollati Boringhieri, Torino, 2010.
pp. 218, Euro 18,00

Meteorologia, clima, piante, animali e anche esseri umani subiscono l’influsso lunare, secondo tradizioni talmente radicate da essere giunte da un passato lontano fino ai nostri giorni. Per indagare se vi siano fondamenti scientifici a credenze che abbracciano ambiti così differenti, hanno unito forze e competenze Marta Erba, giornalista specializzata in medicina e neuroscienze; Gianluca Ranzini, giornalista con solidi studi di astrofisica, tra i responsabili del Civico Planetario Ulrico Hoepli di Milano negli ultimi vent’anni; Daniele Venturoli, ricercatore di biofisica all’Università di Lund.

Gli autori accompagnano il lettore in un’affascinante percorso dalle incisioni del paleolitico superiore, oltre 25.000 anni fa, al più recente film della saga di Twilight, intitolato New Moon. In ogni tappa la Luna e i suoi effetti sono analizzati da vari punti di vista, con un’impressionante ricerca bibliografica, le cui fonti sono citate in note a piè di pagina, e una meritevole attenzione alle culture da tutto il mondo. Scopriamo così che il monte Sinai prende il nome dal dio babilonese Sin, rara divinità lunare di sesso maschile. Romolo donò all’urbe che aveva fondato un calendario costruito sulle fasi lunari simile a quello usato ancora oggi dagli Inuit in Groenlandia. Il lato oscuro della Luna ha ispirato sia le musiche espressioniste di Schönberg che quelle psichedeliche dei Pink Floyd.

Quando affrontano i grandi interrogativi, cioè se davvero le fasi lunari influenzano l’umore, la nascita dei bambini, la semina e il raccolto, l’imbottigliamento del vino e così via, gli autori (tre come le dee della mitologia greca classica legate alla Luna: Selene, Artemide, Ecate) prendono in contropiede chi si aspetta di leggere che ovviamente è tutto falso. Certo, a Fano le nascite sembrano legate al plenilunio, in North Carolina no: al di là di simili palesi contraddizioni, rigorose analisi e metanalisi statistiche confermano che non esiste alcuna correlazione significativa. Certo, la più macroscopica influenza lunare, cioè l’interazione mareale che agisce sulle acque e, in entità minore, anche sulla superficie e sull’atmosfera della Terra, non può influire direttamente sugli organismi viventi, troppo piccoli di dimensioni per subire effetti apprezzabili. Però…

Nella parte centrale del libro è introdotta la cronobiologia, disciplina scientifica che studia come gli esseri viventi reagiscono al passare del tempo. Per esempio, l’alternanza sonno/veglia e le variazioni metaboliche cicliche sono processi regolati da orologi biologici interni, determinati a livello genetico. Ma i tempi della fioritura di piante della stessa specie dipendono dalla località: questo e altri casi mostrano che hanno una valenza cronobiologica anche stimoli esterni, compresa la luce lunare. Troppo debole per la fotosintesi, la sua variazione periodica dovuta al ciclo delle fasi può essere stata adottata nel corso dell’evoluzione, da diversi organismi e in modi diversi, come fattore per mantenere sincrono il proprio orologio biologico interno.

Se è noto che le piante sono sensibili alla luce, stupisce sapere che la regione del cervello dei mammiferi che segna il tempo interno, il nucleo soprachiasmatico, presenti proprietà simili a quelle delle retina. Questo fa pensare a una «forte relazione filogenetica tra ritmi circadiani e fotorecettori» (p. 116), suggerendo «un legame tra la presenza o l’assenza della Luna [in cielo] e il comportamento di diversi organismi viventi» che fornisce una possibile base scientifica per «giustificare, almeno in parte, le antiche prescrizioni del calendario lunare agricolo» (p. 157).

Detto che i bioritmi nulla c’entrano con i ritmi circadiani, i bambini continuano a nascere indipendentemente dalla Luna piena e, sorpresa!, il ciclo femminile non è legato a quello lunare, il libro di Erba, Ranzini e Venturoli, ben lungi da uccidere il chiaro di Luna come invitava Marinetti, ci mette ancora una volta di fronte alle «infinite forme bellissime e meravigliose» della natura. Il testo, nonostante inevitabili tecnicismi, rappresenta infatti un’interessante introduzione alla cronobiologia, mostrando raffinati meccanismi biologici di autoregolazione che sembrano non del tutto slegati da maree e fasi. Una lettura consigliata nell’Anno Internazionale della Biodiversità 2010, non solo nelle notti di Luna crescente.

di Andrea Bernagozzi

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