3 Giugno 2026
Il trillo del diavolo

Non bevete quella bevanda! Gli Accept e la strage di Jonestown

di Ennio Legrottaglie

Nell’ormai lontano 2017 la band tedesca degli Accept, attiva fin dal 1968 e passata attraverso diversi cambi di formazione, stop e riprese delle attività, dà alle stampe il suo quindicesimo album, “The rise of Chaos”.

I teutonici sono stati degli innovatori nel genere metal, essendo tra i primi a portare nel genere rock elementi quali riff “affilati”, batteria martellante e in generale una aggressività e brutalità musicale allora inediti. Non stupisce quindi che, a distanza di più di trent’anni dalle origini e in un contesto musicale abituato a ben altri temi, decidano di affrontare nella quarta traccia dell’album un fatto di cronaca che a cavallo tra gli anni ‘70 e ‘80 del Novecento face molto scalpore: il suicidio di massa di Jonestown.

Le premesse

Jim Jones, il fondatore della setta religiosa al centro della canzone e dei tragici eventi, proveniva da una famiglia povera e problematica dell’Indiana. Fin da giovane si appassionò alla religione: negli anni ’50 si legò al movimento pentecostale della “Latter Rain” e al mondo dei guaritori evangelici e nel 1955 fondò il suo primo movimento religioso.

Seguirono una cooperativa agricola, e poi una “comune” nella quale raccoglieva poveri e diseredati ai quali proponeva una commistione di insegnamenti di Gesù e dottrina comunista. Già in quel periodo emersero alcune accuse di comportamenti coercitivi e abusi nei confronti dei propri adepti. Anche per questo si trasferì in California e mutò il nome della sua chiesa in “Tempio del Popolo” (“People’s Temple”) ampliando la propria rete di conoscenze arrivando ad entrare nelle grazie di alcuni politici.

Riuscì anche a farsi aiutare dal sindaco di San Francisco George Moscone al quale aveva offerto appoggio durante la campagna elettorale nel 1975 venne nominato capo della “San Francisco Housing Authority Commission” che si occupava tra le altre cose della assegnazione di alloggi per i bisognosi.

Col tempo però le cose peggiorarono, le denunce aumentarono e le testimonianze dei fuoriusciti dalla sua congregazione allarmarono molti parenti degli aderenti, e non solo. La stampa e alcuni politici si interessarono a Jones e alla People’s Temple, e ciò non fece che aumentare il suo livello di sospetto e paranoia: anche il suo predicare si spostò verso toni sempre più apocalittici e millenaristi.

Temendo possibili indagini o “raid” governativi, la leadership del Temple decise di predisporre piani di emergenza per trasferirsi all’estero. Tra le opzioni valutate si cercavano paesi con politiche favorevoli, scarsa estradizione e un contesto percepito come compatibile con un progetto “socialista”. La Guyana (ex colonia britannica di lingua inglese, con un governo di recente costituzione orientamento socialista) risultò l’opzione più adatta.

Dopo aver comprato alcuni terreni e costruito le abitazioni per creare il primo nucleo di quella che avrebbe dovuto essere una nuova società utopica, un “Paradiso socialista”, dal 1974 iniziarono i trasferimenti dei seguaci in quella che veniva chiamata “Jonestown”.

Ben presto si rivelò essere tutt’altro che un nuovo Paradiso, bensì un vero inferno in Terra dal quale era molto difficile fuggire, sia per la presenza di una sorta di polizia interna che reprimeva il dissenso, che per il fatto di essere nel bel mezzo della giungla, con scarse possibilità di sopravvivenza in caso di fuga. Nonostante ciò, alcune notizie trapelavano all’esterno, ed è per questo che il 14 novembre 1978 il membro della Camera degli Stati Uniti Leo Ryan, amico del padre di uno dei membri del Tempio che era morto in circostanze misteriose, organizzò una visita in Guyana per verificare la situazione. Della spedizione facevano parte ufficiali governativi statunitensi, giornalisti e tecnici audio/video oltre ad alcuni parenti di seguaci di Jones.

La missione, nonostante i rozzi tentativi di Jones e dei suoi più stretti collaboratori di presentare una comunità coesa e armoniosa, diede il colpo di grazia alla traballante facciata di normalità, e spinse alcuni fedeli a chiedere l’aiuto di Ryan per fuggire da quella situazione pericolosa e insostenibile.

La canzone degli Accept si apre con la disperata fuga attraverso la giungla di uno dei fedeli che racconta come la promessa dell’utopia fosse stata presto tradita da quello che viene definito come un pazzo che addestra al suicidio chi ha scelto di seguirlo.

Running through the jungle
Way back in ’78
Here’s the story of the people’s temple
And my great escape
Communing with a madman
The promise of utopia
White nights, suicide drills
Shades of things to come.
Scappando attraverso la giungla
Tornando al 1978
Questa è la storia del Tempio del Popolo
E della mia grande fuga
Vivere insieme a un pazzo
Le promesse di una utopia
Notti insonni, incitazioni al suicidio
Ombre di quello che sarebbe successo.

Gli eventi precipitarono il 18 novembre, quando alcuni membri del Tempio fuggirono coi propri mezzi, mentre Ryan e la delegazione, conclusa frettolosamente la visita, raggiunsero l’aeroporto vicino per rientrare negli Stati Uniti, dopo aver noleggiato un secondo aereo per trasportare anche alcuni dei fuoriusciti. All’aeroporto ci fu una sparatoria durante la quale alcuni fedeli collaboratori, che si erano infiltrati tra i fuggitivi, di Jones uccisero il senatore e alcuni membri della delegazione.

Nel frattempo a Jonestown il leader, ormai convinto che la situazione non fosse più recuperabile e che presto ci sarebbe stato un intervento governativo che avrebbe messo fine al suo esperimento politico-religioso, decise che era giunto il momento di organizzare il sacrificio finale per liberare se stesso e tutti i membri del Tempio.

Fece mescolare una bevanda al sapore di uva, il Flavour Aid, a cui vennero aggiunti Valium, idrato di cloro, cianuro e un farmaco antistaminico che può aver anche effetti sul sistema nervoso, se preso ad alto dosaggio.

He said
We’re gonna mix it up
Add the cyanide
Then we’ll drink it up
You’re gonna feel so fine
Lui disse
Lo mescoleremo
Aggiungeremo il cianuro
Dopodichè lo berremo
Vi sentirete così bene

Nella seconda strofa il racconto prosegue, pur con alcune imprecisioni:

The day of disaster struck
The murders did begin
His sheep drank it willingly
While mothers force fed their kin
33 escaped this hell
Some would call it fate
That’s how I lived to tell the tale
About the day he mixed the grape
Il giorno che il disastro arrivo
Gli omicidi ebbero inizio
Le sue pecore lo bevevano accondiscendenti
Mentre le madri lo somministravano a forza ai propri figli
Trentatrè scapparono da questo inferno
Qualcuno lo chiamerà destino
Io sono sopravvissuto per raccontare
Del giorno in cui mescolarono il succo d’uva

Quando tutto fu pronto i presenti vennero avviati in fila per bere il composto: chi si rifiutava o tentava di scappare veniva ucciso a colpi di arma da fuoco o balestra dai membri della “polizia interna”, e i genitori stessi somministravano ai propri figli la bevanda mortale.

Tutto ciò avveniva mentre Jones teneva un delirante sermone, di cui è rimasta una una parte in una traccia audio registrata, nel quale esortava a compiere il suicidio rivoluzionario per combattere il capitalismo ed evitare che i bambini venissero presi dal Governo degli Stati Uniti per essere cresciuti come fascisti.

Nella canzone si dice che in 33 fuggirono: secondo quanto riportato in un sito dedicato al “Peoples Temple” dalla Università di San Diego, invece, vengono accreditati almeno 87 sopravvissuti

Nel ritornello si esorta a non bere “l’acqua santa”, come veniva chiamato il composto mortale: nella canzone viene chiamato “Koolaid” , come una bevanda aromatizzata abbastanza famosa negli Stati Uniti. In realtà, come detto prima, ciò che venne fatto bere ai seguaci della setta era un altro marchio, la “Flavour Aid”: nei report ufficiali si vedono chiaramente alcuni cartoni col marchio raffigurato. Questa confusione però è rimasta, e ormai nell’immaginario collettivo è rimasta impressa la marca più famosa.

La canzone si chiude con un riferimento alle vittime e alla sorte del fondatore:

Most of the congregation
900 dead
Jones found his own way out
A bullet to the head
La maggior parte dei seguaci
In 900 morirono
Jones trovo la sua via d’uscita
Con un proiettile in testa

I morti accertati, dopo le prime stime iniziali che parlavano di circa 500 cadaveri, furono 909, e tra loro vi era Jim Jones, che fu trovato con una ferita da arma da fuoco alla tempia, autoinflitta.

L’espressione “Don’t drink the Koolaid” infatti, a partire da pochi mesi successivi alla strage venne usata in un primo momento relativamente ad eventi legati a morte e suicidio, mentre successivamente mutò significato e si usò in situazioni nelle quali una persona o un gruppo seguono un leader ciecamente, senza badare alle conseguenze. Nel corso degli anni ‘80 pian piano mutò di significato, tanto ad arrivare ad avere una connotazione meno negativa, come si può leggere sul Cambridge Dictionary:

To do or accept someone’s ideas or suggestions willingly or without asking questions
Fare qualcosa o accettare le idee o i suggerimenti di qualcuno di buon grado o senza fare domande

Ed è proprio questa attitudine che ha dato l’ispirazione a Wolf Hoffmann, cantante e leader degli Accpet, per scrivere questa canzone. Come si può sentire durante una intervista di presentazione del disco Wolf dice:

“‘Koolaid’ è una nota bevanda aromatizzata, che venne miscelata con cianuro dal leader di un culto che l’ha fatto bere alla sua congregazione, uomini, donne e bambini per farli arrivare in paradiso. Da allora la frase ‘bere il Kool-Aid’ si riferisce a una persona o a un gruppo che detiene una credenza, un argomento o una filosofia senza alcun esame critico. Il fatto che la gente creda a tutto ciò che le viene venduto mi ha intrigato per tutta la vita. Per me, che sono sempre critico e attento, è la chiave di ogni decisione che si prende. Questo è il messaggio principale!”

Purtroppo anche a proposito di questo evento sono nate teorie del complotto. Secondo alcuni questo non fu un suicidio rituale di massa ma una strage operata dagli Stati Uniti per coprire esperimenti di controllo mentale: qui viene tracciata una rapida rassegna delle varie interpretazioni sulle cause del suicidio, da quelle più scientifiche e razionali, a quelle appunto più cospirative. Si evinche che, addirittura, a un certo punto le teorie del complotto riguardo il suicidio di massa nella Guyana come popolarità erano dietro solo a quelle su Pearl Harbour e l’omicidio Kennedy.

Questa è una delle varie opere artistiche, oltre a documentari, film e podcast dedicati a quello che è stato uno dei peggiori massacri della storia moderna ad opera di seguaci di una “setta”.

A distanza di quattro decenni negli Stati Uniti è molto in voga una espressione al limite dello scherzoso per indicare chi “se le beve tutte”: non molti sanno quale è la tragica origine di questo modo di dire, e la canzone del gruppo tedesco è un modo per portare un po’ di consapevolezza e render giustizia alle vittime di questo orrendo crimine.

Koolaid

TESTO ORIGINALE TRADUZIONE
Running through the jungle
Way back in ’78
Here’s the story of the people’s temple
And my great escape
Communing with a madman
The promise of utopia
White nights, suicide drills
Shades of things to come
He said
We’re gonna mix it up
Add the cyanide
Then we’ll drink it up
You’re gonna feel so fine
I said
Don’t drink the Koolaid
Don’t taste the holy water
Don’t drink the Koolaid
No matter what the preacher
what the preacher says
The day of disaster struck
The murders did begin
His sheep drank it willingly
While mothers force fed their kin
33 escaped this hell
Some would call it fate
That’s how I lived to tell the tale
About the day he mixed the grape
He said
We’re gonna mix it up
Add the cyanide
You better drink it up
You’re gonna get so high
Don’t drink the Koolaid
Don’t taste the holy water
Don’t drink the Koolaid
No matter what the preacher says
Don’t drink the Koolaid
Don’t you down the holy water
Don’t drink the Koolaid
Don’t believe a word he says
Most of the congregation
900 dead
Jones found his own way out
A bullet to the head
Don’t drink the Koolaid
Don’t taste the holy water
Don’t drink the Koolaid
No matter what the preacher says
Don’t drink the Koolaid
I won’t down the holy water
Don’t drink the Koolaid
No matter what the preacher
what the preacher says
Scappando attraverso la giungla
Tornando al 1978
Questa è la storia del Tempio del Popolo
E della mia grande fuga
Vivere insieme a un pazzo
Le promesse di una utopia
Notti insonni, incitazioni al suicidio
Ombre di quello che sarebbe successo
Lui disse
Lo mescoleremo
Aggiungeremo il cianuro
Dopodichè lo berremo
Vi sentirete così bene
Io dissi
Non bevete il Koolaid
Non bevete l’Acqua Santa
Non bevete il Koolaid
Non importa quel che dice il santone
quel che dice il santone
Il giorno che il disastro arrivo
Gli omicidi ebbero inizio
Le sue pecore lo bevevano accondiscendenti
Mentre le madri lo somministravano a forza ai propri figli
Trentatrè scapparono da questo inferno
Qualcuno lo chiamerà destino
Io sono sopravvissuto per raccontare
Del giorno in cui mescolorarono il succo d’uva
Lui disse
Lo mescoleremo
Aggiungeremo il cianuro
Dopodichè lo berremo
Vi sentirete così bene
Non bevete il Koolaid
Non bevete l’Acqua Santa
Non bevete il Koolaid
Non importa quel che dice il santone
quel che dice il santone
Non bevete il Koolaid
Non bevete l’Acqua Santa
Non bevete il Koolaid
Non importa quel che dice il santone
quel che dice il santone
La maggior parde dei seguaci
In 900 morirono
Jones trovo la sua via d’uscita
Con un proiettile in testa
Non bevete il Koolaid
Non bevete l’Acqua Santa
Non bevete il Koolaid
Non importa quel che dice il santone
quel che dice il santone
Non bevete il Koolaid
Non bevete l’Acqua Santa
Non bevete il Koolaid
Non importa quel che dice il santone
quel che dice il santone

Immagine di apertura da Wikimedia Commons, © The Jonestown Institute, http://jonestown.sdsu.edu/