22 Aprile 2024
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Un passaggio di testimone: il ricordo di Piero Angela al CICAP Fest 2023

di Chiara Siracusa

Ricordare Piero Angela, la sua vita e la sua eredità. Questo l’obiettivo dell’evento che si è svolto, sabato 14 ottobre, nell’aula magna di Palazzo del Bo, a Padova, durante il CICAP Fest 2023.  Massimo Polidoro, segretario nazionale del CICAP, ha moderato gli interventi di alcuni amici e collaboratori storici di Angela: il primo a prendere la parola è stato Silvio Garattini, farmacologo e presidente dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano. Garattini ha sottolineato come la più grande eredità di Angela sia stata l’inclusione della scienza nella cultura italiana e il riconoscimento politico della ricerca come valore economico e sociale: “La ricerca non è una spesa, ma un investimento”. Tuttora ricercatore, il medico continua a battersi per far sì che il dualismo Scienza-Cultura, storicamente presente persino a livello Costituzionale e più quotidianamente anche nelle sezioni editoriali, venga superato a tutti i livelli. A seguire Elisabetta Bernardi, nutrizionista e storica collaboratrice di SuperQuark, ne ha disegnato un ritratto affettuoso, di maestro corretto ed esempio di moralità: “Fare la mia parte è essergli riconoscente e adottare le sue regole nella divulgazione”, dalle riletture scrupolose agli esempi per semplificare la comunicazione, senza dimenticare l’umorismo. 

Lorenzo Pinna, divulgatore e giornalista, coautore di numerosi testi di Angela, ha ripreso il problema di un’informazione scientifica deficitaria in Italia, a cui Piero Angela ha risposto con due strumenti potentissimi come Quark e il CICAP. Lo ha annoverato tra i più grandi intellettuali del secolo, tra i giganti della cultura italiana, non soltanto per la continua opera di investigazione dei più disparati campi della conoscenza, ma anche “per le sue abilità diplomatiche e manageriali, che hanno permesso ai suoi programmi di passare alla RAI in prima serata”. Conditio sine qua non per allargare il più possibile il pubblico, e un’eredità urgente di cui farsi carico, visto che “la deriva naturale della conoscenza spinge verso altre direzioni”. 

È poi intervenuto Paolo Magliocco, giornalista e collaboratore di SuperQuark, definendolo “maestro di democrazia”, per aver concepito il racconto della scienza come un diritto democratico. La posizione politica di Angela non è mai stata esplicita, ma Magliocco ci ha tenuto a riassumerla così: “Se fosse stato un fondatore e parte di un’assemblea costituente, avrebbe messo la conoscenza democratica come diritto fondamentale. Non egualitaria, piuttosto basata comunque sul riconoscimento dei meriti, ma accessibile a tutti”. Specialmente in un contesto, in cui esistevano sì dei programmi di Scienza, ma si rivolgevano ad un pubblico di per sé già interessato. Lui voleva raggiungere tutti, creando una “divulgazione scientifica e popolare”. L’editorialista scientifico de “La Stampa” Piero Bianucci ha completato il ritratto a tutto tondo di Angela, arricchendolo di nuove sfumature. Ha ricordato “il Piero cittadino, filosofo” coinvolto nella costruzione di un paese più civile e razionale. Il suo ultimo impegno infatti è stato quello di esporre i giovani ai valori della legalità, dell’onestà e del metodo scientifico, per formare cittadini consapevoli. 

 

Lorenzo Montali, vicepresidente del CICAP, ha infine ricordato l’opera di informazione e formazione per l’indagine sulle pseudoscienze alla base della missione del CICAP. Formazione sulla quale Angela ha personalmente scommesso, specialmente sui più giovani, ispirandoli con la sua gentilezza potente, umiltà e educazione. Di questa stessa scommessa ha beneficiato il relatore, al quale Massimo Polidoro si è unito. Erano appena dei ragazzi, quando Piero Angela ha riposto in loro piena fiducia per il lavoro del CICAP. Proprio quella fiducia, riconoscono entrambi, li ha spronati a fare del loro meglio. Gratitudine condivisa anche da Elisabetta Bernardi, che ha aggiunto:“Piero leggeva e faceva propria la curiosità e l’amore per la scienza negli occhi dei collaboratori”. Ispirazione ed esposizione, oltre l’insegnamento, spesso invece percepito come punitivo, “Ci ha sempre spronato a spiegare per esempi, ad evitare le ‘parolacce’, come definiva i tecnicismi della scienza”, ha proseguito Bernardi. Utilizzare degli esempi e costituire l’esempio sono i migliori modi per avvicinare più persone all’avventura della conoscenza, fornendo gli strumenti per diventare esploratori autonomi. 

Polidoro ha guidato il flusso dei ricordi dei presenti tramite materiale fotografico e video. In un filmato del 1987 proiettato durante l’evento, è stato lo stesso Piero Angela ad anticipare il “dobbiamo fare la nostra parte”, nel contesto del rispetto dell’ambiente. Una frase divenuta la sua eredità spirituale e , probabilmente, una di quelle che sentiva più come la sua missione, divenuta anche motto della sesta edizione del CICAP Fest.

Durante l’incontro sono stati proiettati anche contributi video del disegnatore Bruno Bozzetto e di Alberto Angela. Quest’ultimo, nel suo intervento, è partito proprio dalla frase, “Facciamo la nostra parte”. “Chi si occupa di informazione e divulgazione – ha ricordato – deve tenere in mente alcuni principi, naturalmente incarnati da Piero: la trasparenza nell’indagine e comunicazione con le relative fonti e responsabilità nel dare il massimo della chiarezza nella divulgazione”. Specialmente in un mondo in cui l’informazione è ormai accessibile tramite il web, che può diventare un’arma a doppio taglio. Questa “nuova forma di editoria”, come l’ha definita lo stesso Angela, è immediata, perché appunto non-mediato, non controllato: “Ciò che ha cercato di trasmettere mio padre è un approccio razionale alla realtà che non viene mai smesso, dalla strada, ai programmi, alle serate con gli amici”.

Così, in un’intensa ora di ricordi,  Polidoro ha spronato i presenti a definire Piero Angela con poche parole. “Irraggiungibile”, o come i giovani amano, “Il Sommo”, appellativo che probabilmente non avrebbe accettato, preferendo magari la declinazione di Magliocco “modestia dell’intelligenza” o la “forza della ragione nei momenti drammatici”, con le parole di Montali. Polidoro stesso ha poi offerto una sintesi significativa associandolo a Leonardo Da Vinci; una figura amata e stimata dallo stesso Angela, che aveva ripreso negli ultimi anni una frase celebre, facendola sua: “Siccome una giornata bene spesa dà lieto dormire, così una vita bene usata dà lieto morire”. “Ben spesa davvero” ha concluso Polidoro, tra i commossi applausi del pubblico.