14 Febbraio 2024
Alieni ma non troppo

UFO su Kyiv?

di Mick West 

(Articolo tratto da Skeptical Inquirer. vol. 47, n. 1, gennaio-febbraio 2023. Traduzione di Giuseppe Stilo, revisione di Fara Di Maio)

Con l’attenzione di ogni ucraino concentrata sulla guerra, può sembrare sorprendente che qualcuno in quel Paese trovi tempo ed energie per altre cose. Per questo, è risultato alquanto inaspettato il preprint di un articolo sugli UFO scritto da tre scienziati e intitolato Unidentified Aerial Phenomena I. Observations of events (Zhilyaev et al 2022), pubblicato il 23 agosto 2022 sul database arXiv. 

I tre scienziati sono membri dell’Accademia Nazionale delle Scienze di Ucraina, un organismo serio e rispettato, fondato più di cento anni fa. Il lavoro da loro presentato, autore principale Boris Zhilyaev, ha provocato una notevole agitazione sia fra gli ufologi sia nello stesso ambito accademico. 

L’articolo si apre così:

La NASA ha creato un team di ricerca per studiare i Fenomeni Aerei non-Identificati (UAP, Unidentified Aerial Phenomena), ossia, le osservazioni di eventi che non possono essere scientificamente identificati come fenomeni naturali già noti. Anche l’Osservatorio astronomico principale dell’Accademia delle Scienze Ucraina ha condotto uno studio indipendente sugli UAP… Secondo i nostri dati, ci sono due tipi di UAP, che in modo convenzionale chiamiamo: (1) Cosmici (Cosmics) e (2) Fantasmi (Phantoms). Rileviamo che i Cosmici siano oggetti luminosi, più brillanti del fondo del cielo. I Fantasmi sono oggetti oscuri, con contrasto che va da parecchie volte fino al 50 per cento. Abbiamo osservato un numero significativo di oggetti la cui natura non è chiara. Sono stati registrati passaggi di velivoli (ships) singoli, in gruppi e in squadra, con moto compreso fra 3 e 15 gradi al secondo… Il contrasto degli oggetti ha reso possibile misurarne la distanza tramite metodi colorimetrici. I Fantasmi sono stati osservati nella troposfera, a distanze sino a 10-12 km. Ne stimiamo le dimensioni fra i 3 e 12 metri e le velocità sino a un massimo di 15 chilometri al secondo. 

Si tratta di affermazioni straordinarie – se vere, stupefacenti – tanto che il mio primo pensiero è stato che l’articolo dovesse essere un falso, magari creato da qualche studente. Di certo dei veri scienziati non avrebbero potuto dichiarare che intere flotte di UFO volavano sull’Ucraina. Fra i media l’articolo non ha ancora suscitato riscontro, ma nella comunità ufologica l’eccitazione è cresciuta rapidamente. Si trattava forse della tanto attesa prova scientifica dell’esistenza degli UFO?

Fantasmi, Cosmici e… Rapidi

Ho letto l’articolo. Sono rimasto sorpreso nel constatarne la scarsità di dettagli, ma in sostanza questi scienziati dicevano che due videocamere, di solito usate per l’osservazione delle meteore, in certi casi avevano catturato per brevi periodi di tempo cose di altro genere passate davanti all’obiettivo. A volte erano scure (i “Fantasmi”) a volte brillanti (i “Cosmici” e i “Rapidi”, o Swifts) e sembravano spostarsi a velocità molto elevata, tanto che gli autori affermavano che solo con esposizioni molto brevi (1/1000 di secondo) e con alta frequenza dei fotogrammi (50 Hz) era possibile vederli. Le definivano una “tecnica speciale d’osservazione” – il primo dei parecchi “segnali d’allarme” che ho colto.

In realtà quelle cifre non hanno nulla di “speciale”, visto che sono le impostazioni di default di milioni di videocamere che operano in condizione di luce diurna. Ogni volta che un iPhone fa un video con luce diurna, usa un tempo d’esposizione fra 1/500 e 1/4000 di secondo e una frequenza dei fotogrammi di 30-60 Hz (fra 25 e 50 Hz in alcune regioni del mondo).

Che cosa c’è di speciale, dunque? Forse la capacità d’ingrandimento? No, perché da alcune immagini ritagliate che mostravano la Luna in condizioni diurne, si deduce che erano poco diverse da quello che puoi ottenere con un iPhone. E questo ci porta a una domanda ovvia: se gli ucraini non stavano facendo niente di speciale, perché nessun altro ha visto questi UFO?  Ne ho dedotto che, forse, qualcosa di speciale ci fosse.

Se somiglia a una mosca… 

Una delle immagini dell’articolo mi sembrava familiare. Era una combinazione di tre fotogrammi che mostrava tre forme scure che attraversavano quella che sembrava una parte ritagliata della foto. Le forme erano quasi del tutto nere o grigio scure, con alcuni pixel più chiari sui lati. Luce e forma variavano da una all’altra, ed erano anche a distanze diseguali fra loro. 

Un’immagine composita di tre fotogrammi presentati come un UFO ma che assomigliano a un insetto vicino alla telecamera.

Nella mia esperienza, buona parte delle competenze che vengono usate nelle indagini UFO segnate dal successo è la semplice capacità di riconoscere le cose. In questo caso, ho riconosciuto in quelle forme qualcosa che avevo già visto molte volte: delle mosche. 

Centinaia di video UFO mostrano un piccolo oggetto scuro che sfreccia attraverso l’obiettivo. La persona che riprende spesso dà per scontato che la cosa sia distante, vicina all’orizzonte, cosa che significherebbe che era grande e veloce. Tuttavia, una comparazione con altri video che, sappiamo per certo, riprendono delle mosche distanti pochi metri o anche solo qualche centimetro dalla videocamera, ci mostra chiaramente che i fenomeni appaiono identici. Una volta che l’hai visto alcune volte, la cosa diventa del tutto ovvia. 

Piccoli o distanti?

Applicando la stessa analisi RGB “colorimetrica” a qualcosa che si sa essere una mosca, si ottiene una curva di contrasto simile che suggerisce un oggetto lontano, ma la mosca è a pochi metri di distanza.

Un problema costante dell’ufologia è determinare se un oggetto è piccolo e vicino o distante. In questo caso, gli ucraini sostenevano di aver risolto la questione usando quella che hanno definito “colorimetria”. Gli autori dell’articolo descrivono questa tecnica in maniera assai vaga, ma in sostanza essa si basa sul fatto che gli oggetti tendono a confondersi con il cielo man mano che sono più lontani. Il problema è che tale tecnica funziona soltanto (e in modo assai approssimativo) se sono noti colore e riflettività (ossia l’albedo) dell’oggetto. 

Gli scienziati davano per scontato che l’oggetto fosse perfettamente nero e perfettamente non riflettente, con albedo pari a zero. Si tratta di una cosa che non accade in natura, dunque la loro stima della distanza era del tutto inattendibile. Ho programmato una versione del tool da loro usato per generare dei profili RGB (ossia, dei grafici dei colori dell’oggetto in relazione al cielo) e ho trovato risultati del tutto simili a quelli di insetti vicini, dotati dello stesso contrasto ridotto malgrado fossero distanti soltanto alcuni metri dalla videocamera.

Un’altra cosa che è saltata fuori riguarda la distanza irregolare fra gli oggetti. Nell’immagine non cambiano di dimensione, dunque la loro distanza non sembra cambiare, cosa che significa o che stavano accelerando o che stavano rallentando. Facendo dei calcoli basati sulla stima della loro distanza ne risultava una forza fisicamente impossibile di 2000 g, ma una distanza ridotta quale sarebbe quella alla quale doveva trovarsi una mosca, la cifra diventa quella perfettamente ragionevole di 4 g. 

Ho messo per iscritto i miei primi risultati pochi giorni dopo che l’articolo era stato pubblicato (West 2022). La reazione della comunità UFO è stata quella che mi aspettavo. Sono stato accusato di aver insultato dei veri scienziati e di essere insensibile per la situazione di grave stress nella quale si trovano. Alcuni si sono detti d’accordo con me, ma molti altri hanno preferito prendere le difese degli scienziati ucraini. 

La mancanza di attenzione da parte dei media ha fatto sì che non accadesse molto. Ho inviato una email agli autori dell’articolo chiedendo un loro commento, ma non ho ottenuto risposta. Nel mese di settembre 2022 un pezzo uscito su Vice ha riacceso l’interesse (Gault 2022) e i soliti sospetti dei tabloid hanno cominciato a scrivere di quanto fossero incredibili le foto. 

L’Accademia ucraina interviene

Mentre seguivo la questione, l’Accademia Nazionale delle Scienze di Ucraina non è rimasta con le mani in mano. Preoccupata per l’attenzione su scala internazionale suscitata dall’articolo, ha organizzato una presentazione tenuta dall’autore principale, Boris Zhilyaev, in modo da dargli la possibilità di spiegarsi. Non ci è riuscito, e ha fornito nient’altro che una versione sconclusionata dell’articolo, senza nessuna informazione ulteriore. In mancanza di riscontri adeguati, l’Accademia ha incaricato due dei suoi scienziati di punta di effettuare una revisione dell’articolo. Queste le conclusioni a cui sono giunti:

L’articolo è pseudoscienza, sia nella forma sia nel contenuto; i suoi metodi sono semplicemente zeppi di imprecisioni, semplificazioni, falsità e aperte manipolazioni. Le sue conclusioni sono del tutto assurde, incongrue e non prestano nessuna attenzione a semplici spiegazioni naturali dei fenomeni osservati. Considerato che in maniera del tutto consapevole gli autori lo hanno fatto passare come un articolo già stampato da una rivista professionale che usa la revisione tra pari, lo considero un inganno e una falsificazione che getta l’ombra della pseudoscienza sull’intera amministrazione. (Veles 2022) 

Arriva il professor Loeb

Alcuni giorni dopo è arrivata un’altra risposta da uno scienziato, l’astrofisico Avi Loeb. Il direttore del Galileo Project ha prodotto un breve articolo in cui sollevava una questione: alla velocità stimata dagli scienziati ucraini (15 km/s) gli oggetti detti “Fantasmi” in sostanza sarebbe stati dei meteoriti, e di conseguenza avrebbero dovuto bruciare:

Ne ho concluso che le velocità e le dimensioni descritte per gli oggetti “fantasma” avrebbero generato bolidi di luminosità ottica rilevabile alle distanze suggerite, e che dunque tali oggetti non sarebbero stati scuri. Tuttavia, se gli oggetti fantasma fossero stati dieci volte più vicini di quanto suggerito, allora il loro moto angolare nel cielo corrisponderebbe a una velocità fisica dieci volte minore, ossia a 1,5 chilometri al secondo e le loro dimensioni trasversali sarebbero così state di 0,3 e 1,2 metri, entrambe caratteristiche di proiettili d’artiglieria (Loeb 2022). 

Questo doppio colpo è stato una delusione per la comunità UFO, in particolar modo per quello inflitto da Loeb, visto che lui è apertissimo alla possibilità che alcuni UFO siano extraterrestri. Dal mio punto di vista, si è trattato di una situazione contrastante. Da una parte Loeb concorda sul fatto che i calcoli delle distanze fatti dagli autori erano del tutto errati. Dall’altra, suggerisce la possibilità che si trattasse di proiettili d’artiglieria e non menziona per niente gli insetti. Gli ho scritto, sottolineando la distanza irregolare. Mi ha risposto dicendo che probabilmente era perché i proiettili si stavano avvicinando (o allontanando) dalla videocamera. 

Gli ho fatto notare che le dimensioni non cambiavano, ma lui ha ritenuto la cosa non rilevante, visto che a suo avviso poteva trattarsi di un effetto della sfocatura o della distorsione atmosferica. Gli ho fatto notare che l’immagine che li mostrava più vicini sembrava più piccola, mentre avrebbe dovuto essere in realtà più grande del 30 per cento. Non si è convinto, e ha insistito che doveva trattarsi di un proiettile distante circa un chilometro e con un moto di 500 m/s. 

Ho indagato ancora, e ho creato uno strumento di calcolo geometrico interattivo che mostra che la velocità minima sarebbe stata ben più di dieci volte superiore al valore da lui indicato, e chiedendogli rispettosamente di considerare l’ipotesi insetti. Purtroppo, Loeb sembra ancora convinto che si trattasse di proiettili d’artiglieria. 

Il calcolatore interattivo creato dall’autore per dimostrare la velocità minima dei “fantasmi”.

Una demarcazione incerta

La ricerca UFO a volte staziona ai confini della pseudoscienza, a volte penetra in profondità in quei territori. Ciò solleva la questione della demarcazione della scienza. Come possiamo sapere se la ricerca si fonda in maniera rigorosa sui principi della scienza o se è più simile alle speranze della pseudoscienza?

Di norma, se ci si trova davanti a un articolo online nel quale si afferma che gli autori hanno osservato degli “squadroni di navi” che volavano a velocità impossibili, si potrebbe assumere che si tratta di pseudoscienza. Ma poi ci si accorge che l’articolo è stato scritto da quelli che risultano essere tre rispettati scienziati di una legittima istituzione di ricerca. Il contenuto è lo stesso, ma riceverà un credito assai maggiore.

E poi arrivo io, uno scettico privo di credenziali. Faccio notare in maniera corretta i punti deboli dello studio, ma siccome sono privo di un PhD, è facile decidere d’ignorarmi. E anche quando altri studiosi dotati di un PhD e la voce di un’intera istituzione accademica rigettano l’articolo, sfortunatamente resta la percezione che sia probabile nella stessa misura che alcune persone pro-UFO ma fornite di PhD abbiano tratto delle conclusioni corrette. Si tratta del problema del “falso bilanciamento”.

Per affrontarlo, dobbiamo superare la semplice comparazione numerica fra quanti ricercatori stanno da una parte di una diatriba e quanti stanno dall’altra, e, invece, trovare modi per presentare l’analisi dell’evidenza, tali da renderla meglio accessibile a chiunque. In questo modo, tutti potranno vedere in maniera più accurata la realtà della situazione. 

Riferimenti

Foto di apertura di Eugene da Unsplash