24 Febbraio 2024
Approfondimenti

Scienza (e pseudoscienza) dell’invecchiamento

di Harriet A. Hall 

(Questo articolo è stato pubblicato su Skeptical Inquirer, vol. 46, n.1, gennaio-febbraio 2022. Traduzione di Fara Di Maio).

Alcuni animali, come le idre e qualche medusa, sembrano capaci di vivere per sempre, mentre noi umani siamo destinati alla morte. La longevità è un qualcosa di desiderabile, ma l’invecchiamento, col suo lento processo di deterioramento, no. L’udito diminuisce (metà di coloro che hanno più di 75 anni ha una perdita uditiva invalidante), così come la vista (a 80 anni, il 70% degli americani bianchi ha la cataratta). I riflessi sono più lenti, il tempo di reazione aumenta. La forza declina e la densità ossea diminuisce. La pelle si assottiglia e i lividi si formano più facilmente. Si sviluppano le rughe, i capelli diventano grigi e poi bianchi. L’altezza cala tra i due e i sette centimetri. Il rischio di demenza aumenta progressivamente, colpendo il 19% delle persone tra i 75 e gli 84 anni e quasi metà di quelle oltre gli 85. Numerose malattie come il diabete, il cancro e le patologie cardiovascolari diventano più comuni. Se vivono abbastanza a lungo, quasi tutti i maschi sviluppano il cancro alla prostata, anche se la maggior parte di loro morirà con esso piuttosto che a causa di esso.

Mio fratello dice che “la vecchiaia è molto sopravvalutata”. Gran parte di noi vuole vivere il più a lungo possibile ma evitare il deterioramento, per cui è normale che abbondino i rimedi contro l’invecchiamento. Purtroppo, la maggior parte di essi non sono altro che false speranze, montature e rimedi da ciarlatani. Le conseguenze dell’invecchiamento non sono, tuttavia, tutte negative: gli anziani hanno grande esperienza di vita, più conoscenza generale e più saggezza. E dicono di essere più felici.

La durata massima della vita umana 

Le cosiddette zone blu, o Blue Zones, sono luoghi nel mondo dove si dice che le persone vivano più a lungo che altrove. Includono la Sardegna, Okinawa, Loma Linda (California), la penisola di Nicoya in Costa Rica e Icaria (Grecia). La prima zona blu è stata individuata dal dottor Michel Poulain e alcuni suoi colleghi nel 2004 (1), mentre il concetto è stato popolarizzato da Dan Buettner, autore di libri che promuovono una “dieta Blue Zone”. Tuttavia, i resoconti di casi di longevità sono spesso contestabili a causa di carenze nei registri anagrafici e di confusioni con genitori o nonni con lo stesso nome.

Il record per la vita più lunga mai accertata appartiene alla francese Jeanne Calment, morta nel 1997 all’età di 122 anni. Era sorda e cieca (aveva rifiutato l’operazione di cataratta) ma rimase mentalmente lucida. Beneficiò di una transazione immobiliare che sembrava un buon affare, ma si rivelò pessima per la controparte. Come riferisce Wikipedia, «Nel 1965, all’età di 90 anni e senza più eredi, Calment cedette la nuda proprietà del suo appartamento al notaio André-François Raffray in cambio dell’usufrutto e di un reddito mensile di 2500 franchi fino alla morte. Raffray morì nel 1995, e a quel punto Calment aveva ricevuto da lui più del doppio del valore dell’appartamento, e la sua famiglia dovette continuare a pagare».

A cosa attribuisce la propria longevità chi vive molto a lungo? Tutti offrono una spiegazione, ma raramente è la stessa. Alcune teorie sembrano plausibili, ma parecchie sono sciocchezze fantasiose e potrebbero anche essere dannose, come per esempio mangiare uova crude ogni giorno. Qual era il segreto di Calment? Lei attribuiva la sua longevità a una dieta ricca di olio d’oliva, ma era dovuta più probabilmente a buoni geni e alla fortuna. Proveniva da una famiglia longeva. Fumava e beveva alcolici, ma con molta parsimonia. Nei suoi ultimi anni, era alta circa un metro e quaranta e pesava una quarantina di chili.

Le cause dell’invecchiamento 

La ricerca non è riuscita a trovare un indicatore uniforme dell’invecchiamento. Il processo appare diverso in individui diversi: è vario, caotico e soggettivo. Probabilmente non c’è una causa unica, ma ne sono state proposte molte: deterioramento del collagene, luce ultravioletta, ossidazione, infiammazione, resistenza all’insulina, glicazione, radicali liberi, accumulo di errori di copiatura del DNA, accorciamento dei telomeri, accumulo di prodotti di scarto, perdita di eterocromatina, e molte altre. Sospetto che molti di questi fattori contribuiscano al processo interagendo tra loro.

L’inventore e saggista Ray Kurzweil crede che la scienza scoprirà presto la chiave dell’immortalità ed è convinto di poter vivere per sempre se riuscirà a rimanere in vita fino a quel momento. Prende ottimisticamente 250 pillole di integratori al giorno, riceve iniezioni endovenose settimanali, usa l’agopuntura e le erbe cinesi e fa altre cose che pensa possano aiutarlo, ma il suo approccio non è altro che speranza e speculazione.

La speranza dei telomeri 

I telomeri sono sequenze ripetute di nucleotidi che si trovano alla fine di un cromosoma. Una delle ipotesi più promettenti per il prolungamento la vita è basata sull’osservazione che i telomeri si accorciano con l’età. La speranza è che, prevenendo questo accorciamento, si riesca a allungare la vita di un essere umano.

Nei vertebrati, la sequenza dei telomeri è TTAGGG, ripetuta centinaia o addirittura migliaia di volte. Proteggono la fine del filamento di DNA allo stesso modo in cui il rinforzo rigido in fondo a un laccio da scarpe impedisce che questo si disfi. Quando le cellule si dividono, il DNA viene copiato, ma la copia non si estende accuratamente fino alla fine del telomero. Pertanto, a ogni copia il telomero diventa più corto. Il numero di volte che una cellula può dividersi è limitato; è chiamato “limite di Hayflick” e si aggira tra le 40 e le 60 repliche per le cellule umane in coltura in laboratorio. Presumibilmente, quando i telomeri diventano troppo corti la cellula non può più dividersi e muore. È stato dimostrato che l’accorciamento dei telomeri è correlato all’invecchiamento e alle malattie legate all’età. La teoria è che se potessimo prevenire l’accorciamento dei telomeri riusciremmo a sconfiggere l’invecchiamento. L’enzima allunga efficacemente i telomeri, e molti prodotti contro l’invecchiamento promettono di aumentare i livelli di telomerasi.

Tutto ciò può suonare convincente, ma la realtà è più complicata. La misurazione accurata della lunghezza dei telomeri è problematica. L’accorciamento dei telomeri potrebbe accompagnare l’invecchiamento ma non esserne la causa. E non è un fenomeno universale: in alcuni animali con l’età i telomeri si allungano. Aumentare la telomerasi, inoltre, potrebbe non essere una buona idea perché potrebbe facilitare lo sviluppo di tumori. I trattamenti mirati all’allungamento dei telomeri non hanno dimostrato di prevenire l’invecchiamento. C’è una specie di pipistrelli i cui telomeri non si accorciano con l’età (2). Vivono molto più a lungo delle altre specie di pipistrelli e sono più resistenti alle malattie. Non esprimono la telomerasi. Gli scienziati li stanno studiando, sperando che la loro ricerca possa suggerire un modo per affrontare l’invecchiamento umano.

Approcci anti-invecchiamento 

È stato dimostrato che una severa restrizione calorica prolunga la vita e migliora la salute in molti animali. Tuttavia, gli studi sui primati hanno avuto risultati contrastanti, e non ci sono dati disponibili per gli esseri umani. Stiamo parlando di una restrizione calorica drastica – una dieta che poche persone sarebbero in grado o disposte a seguire a lungo termine. Tuttavia, è noto che il digiuno intermittente possa migliorare i sintomi dell’asma e ridurre il rischio di Alzheimer e Parkinson, e il digiuno prima della chemioterapia sembra portare a meno effetti collaterali e una migliore risposta alle cure.

È stato dimostrato anche che la rapamicina aumenta la durata della vita negli animali e riduce molti dei segni dell’invecchiamento, ma comporta seri rischi. Conosciuta anche come sirolimus, la rapamicina è un composto originariamente scoperto nel batterio Streptomyces hygroscopicus dell’Isola di Pasqua. È un farmaco immunosoppressore che inibisce l’attivazione delle cellule T e B e ha molti usi clinici, in particolare per prevenire il rigetto dei trapianti di rene, in cui fino al 20% dei pazienti sviluppa effetti avversi, che vanno da edema e pressione alta a infezioni, linfoma e altri tumori maligni.

Il resveratrolo (che si trova nel vino rosso) ha aumentato la sopravvivenza di topi obesi nutriti con una dieta ipercalorica. Alcuni speravano che il resveratrolo avrebbe permesso alle persone di esagerare impunemente nel mangiare, ma gli studi clinici sugli esseri umani sono stati deludenti. La dose giornaliera efficace nei topi corrisponderebbe in un essere umano a 35 bottiglie di vino. Metformina, aspirina, caffè, alcool assunto con moderazione, curcumina, ibuprofene e altre sostanze hanno mostrato risultati positivi in alcuni studi, ma gli effetti non erano abbastanza marcati da giustificare la loro raccomandazione a tutti.

Esempi di rimedi fasulli 

Negli Stati Uniti i prodotti che rivendicano benefici anti invecchiamento abbondano. Eccone alcuni. Il Serovital contiene cinque aminoacidi (lisina, arginina oxo-prolina, N-acetil cisteina e L-glutamina) e un’erba in polvere, l’erba gatta giapponese. C’è chi sostiene che aumenti i livelli dell’ormone umano della crescita (hGH) di uno stupefacente 682 per cento, ma l’affermazione si basa su un singolo studio su soli 16 soggetti. Anche se la sostanza aumentasse davvero i livelli di hGH non c’è alcuna prova di benefici clinici e nessuna evidenza che l’hGH rallenti l’invecchiamento. 

I sostenitori del farmaco affermano che «aumentare i livelli di hGH nel sangue può ridurre il grasso corporeo, sviluppare i muscoli, migliorare la vita sessuale, la qualità del sonno, la vista e la memoria, ripristinare la crescita e il colore dei capelli, rafforzare il sistema immunitario, normalizzare lo zucchero nel sangue,  aumentare l’energia e portare indietro l’orologio biologico del corpo». Questo non è vero, e l’aumento dei livelli di hGH può essere pericoloso. Gli effetti collaterali nocivi includono un aumento del rischio di tumori e malattie cardiovascolari. Alti livelli di hGH possono anche accelerare il processo di invecchiamento. Secondo Quackwatch, «i cosiddetti rilasciatori dell’ormone della crescita» dovrebbero essere considerati una truffa(3).

L’azienda che vende il Product B sostiene che «quasi tutte le malattie conosciute possono essere attribuite all’accorciamento dei telomeri», e Product B dovrebbe invertire l’accorciamento dei telomeri. Si tratta di una miscela di quattro vitamine e di una miscela brevettata di una trentina di prodotti a base di erbe, come cardo, erba caprina, ginseng e tè verde. La maggior parte di queste sostanze non ha mai dimostrato di attivare la telomerasi. In effetti, molti degli ingredienti sono noti per il potere di inibire la telomerasi.

PatchMD vende un prodotto che sostiene di avere proprietà anti invecchiamento grazie alle vitamine A, C, D, B3, B6, B9, e di curcumina, estratto di chiodi di garofano, estratto di radice di zenzero, estratto di uva spina indiana, L-carnitina, CoQ10, resveratrolo, colina, glutatione, NAC e acido alfa-lipoico. Queste sostanze sono combinate in un comodo “Cerotto topico anti invecchiamento” che fornisce i nutrienti attraverso la pelle. I produttori sostengono che gli effetti di tutti questi ingredienti sono supportati dalla scienza, ma è una forzatura in piena regolata, basata principalmente sulle loro proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Tuttavia, almeno è stata offerta una spiegazione (pseudo)scientifica.

Il Vital Stem è pubblicizzato come un miracoloso rimedio antietà. È una miscela di vitamina D, leucina, mirtilli, estratto di foglie di tè verde e L-carnosina. Si suppone che aumenti la produzione di cellule staminali nel corpo. Ma lo fa? E come possiamo saperlo? Come gli altri discutibili rimedi, non è mai stato testato adeguatamente.

Per dimostrare che un prodotto aumenti la longevità sarebbe necessario seguire per molti anni un ampio gruppo di persone che assumano o meno il prodotto per vedere se ci sia davvero una differenza clinicamente significativa. Ciò sarebbe difficilmente realizzabile, se non impossibile: non è stato ancora fatto ed è improbabile che lo sarà. Per dimostrare che un prodotto è efficace contro l’invecchiamento, infatti dovremmo avere un modo per misurare in modo affidabile questi effetti. Quindi dovremmo avere una migliore comprensione di ciò che causa l’invecchiamento e dimostrare, con studio controllato e ben fatto, che il rimedio produce risultati clinici migliori di un placebo.

In conclusione

Benché gli scienziati ci stiano lavorando, un modo affidabile per aumentare la longevità o evitare l’invecchiamento non è ancora stato trovato. La scienza però ci ha mostrato come ridurre il rischio di malattie prevenibili e di morte prematura. Possiamo fare esercizio, smettere di fumare, evitare l’obesità, controllare la pressione sanguigna e i livelli di colesterolo, farci vaccinare e seguire una dieta sana basata in gran parte su vegetali. Uno studio del 2011 (4) ha dimostrato che affrontando sette fattori di rischio (diabete, obesità di mezza età, ipertensione di mezza età, fumo, depressione, basso livello di istruzione e inattività fisica) sarebbe possibile prevenire metà dei casi di Alzheimer.

Jay Olshansky, eminente gerontologo e ricercatore, dice che non esiste una medicina antietà e che il segreto dell’invecchiamento è che non c’è nessun segreto. Il dottor Joe Schwarcz, dell’Office for Science and Society della McGill University, l’ha detto anche meglio: «La scienza dell’antiaging gronda letteralmente di idee strampalate».

 

L’originale di questo articolo è stato pubblicato su Skeptical Inquirer , vol. 46, n.1, gennaio/febbraio 2022. Traduzione di Fara Di Maio. Riproduzione autorizzata, tutti i diritti riservati.  

Harriet A. Hall, MD, scomparsa da poco, è stata im medico dell’Air Force e chirurgo di volo in pensione; ha scritto su medicina pseudoscientifica e sulla cosiddetta medicina alternativa. Ha collaborato regolarmente con Skeptical Inquirer e ha contribuito al blog Science-Based Medicine. Ha scritto il volume Women Aren’t Supposed to Fly: Memoirs of a Female Flight Surgeon ed è stata coautrice del manuale Consumer Health: A Guide to Intelligent Decisions.

Note

Foto di Anna Shvets, da Pexels

2 pensieri riguardo “Scienza (e pseudoscienza) dell’invecchiamento

  • vorrei essere iscritto alla newsletter grazie

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  • Poiché la nuova versione del Blog non accetta commenti, uso la vecchia, per curiosità e perché mi prudono le dita sulla tastiera. L’ articolo che vorrei commentare è: UFO SU KIEV, di oggi 13 febbraio, S.E.O.O. Direi che dobbiamo tutti rassegnarci, ed in primis quelli che agli UFO ci credono, come me, che abbiamo a che fare con “Astronavi” che trasportano “Equipaggi” che non obbediscono alle normali Leggi della Fisica e della Chimica. Quindi, quando decidono di farsi vedere da noi (dobbiamo dedurre, per esclusione, che nella maggior parte del viaggio e/o della visita al Suolo Terrestre non si facciano vedere) è quasi impossibile che lascino sui nostri strumenti di cattura di immagini tracce normali, che possiamo analizzare secondo la nostra esperienza materiale. Un po’ come i Fantasmi e le Divinità, che pure decidono ogni tanto di farsi vedere da qualcuno. Se si pretende di documentarne l’ esistenza con prove fotografiche o cinematografiche, direi che potete, Voi Scettici, dormire sonni tranquilli.

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