La tomba principesca di un guerriero del periodo unno scoperta in Romania

di Agnese Picco

Durante i lavori per la costruzione dell’autostrada A7, tra Ploiești e Buzău, in Romania, è stata trovata una tomba principesca, con un corredo di più di cento gioielli in oro, armi e altri oggetti di prestigio. Secondo le prime osservazioni degli archeologi, la tomba risale al IV-V sec. d.C, quando la regione era dominata dagli Unni.

Solitamente le notizie archeologiche che arrivano a noi, il grande pubblico, sono di due tipologie. Quelle che potremmo chiamare “new studies”, cioè le pubblicazioni uscite su riviste scientifiche spesso dopo mesi o anni di ricerche e studi, e le “breaking news”, cioè le notizie date subito dopo lo scavo dalla stampa generalista, soprattutto nel caso di rinvenimenti importanti. Queste contengono spesso osservazioni preliminari, fatte sul campo, che devono poi essere confermate (o meno) con analisi approfondite e accurate in laboratorio.

La scoperta della tomba in questione appartiene alla seconda categoria. Durante i lavori per la nuova autostrada sono stati trovati, nei mesi scorsi, ben quattro siti archeologici, ora oggetto di scavi scientifici, ma solo la tomba ha calamitato l’attenzione dei media. Visto che la scoperta è avvenuta negli ultimi giorni di dicembre, non è ancora stata pubblicata scientificamente (ci vorrà almeno un anno), quindi tutto quello che sappiamo è contenuto nelle interviste e nei comunicati rilasciati dagli archeologi che hanno lavorato sul campo.

L’archeologo Silviu Ene, referente scientifico del Vasile Pârvan Institute of Archeology a Bucarest, che ha condotto gli scavi, ha fornito alla stampa alcune informazioni sul corredo, cioè sugli oggetti che erano stati sepolti insieme al defunto. Oltre ai già citati cento oggetti placcati in oro e gioielli con pietre preziose, sono stati trovati una spada in ferro con il fodero dorato, un pugnale, mucchi di punte di freccia in ferro (che probabilmente in origine erano inastate) e parti in osso che facevano parte di un arco di legno. Lo scheletro del defunto aveva una maschera d’oro sul volto, e giaceva assieme alla testa e alle gambe del suo cavallo.

La datazione provvisoria è stata possibile proprio grazie all’analisi della forma degli oggetti ritrovati. Non è ancora possibile dare informazioni precise su chi fosse il proprietario della tomba, ad esempio sulla sua provenienza etnica o geografica, ma, vista la ricchezza del corredo e la presenza di armi ricche ed elaborate, si può ipotizzare che si trattasse di un guerriero appartenente a un’élite, sepolto con le sue insegne di prestigio, come afferma Radu Bajenaru, vicedirettore del Vasile Parvan Institute of Archaeology.

Gli archeologi che hanno scoperto e scavato il sito hanno dichiarato: 

“le ricerche sono solo all’inizio, ma basandoci sulle armi, possiamo assumere che il defunto fosse un guerriero, confrontando la cronologia degli oggetti inseriti nell’inventario con le fonti antiche, possiamo assumere che visse sotto il dominio Unno. Non riteniamo che sia possibile dare un inquadramento etnico prima di effettuare esami come quelli degli isotopi di stronzio o archeogenetici.”

I ricercatori affermano che lo scavo è stato condotto in condizioni molto difficili. Il ritrovamento è avvenuto in un periodo piovoso e gli archeologi hanno ritenuto, per garantire la migliore conservazione possibile dei reperti e della tomba, di non poter smettere di scavare fino alla fine. Così, lo scavo è stato portato avanti fino a tarda notte, alla luce delle torce elettriche.

Insomma, non sarà la tomba di Attila, come molti giornali hanno titolato in Italia e all’estero (o almeno, per ora non possiamo saperlo), ma i ricercatori la ritengono una scoperta eccezionale. Il suo studio permetterà infatti di conoscere molte informazioni riguardo al defunto stesso, ma anche alle cerimonie funerarie, gli usi e i costumi e, in generale, alla storia della regione.

Per approfondire

Immagine: dipinto di Eugène Delacroix (1798-1863), da Wikimedia Commons

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