La profezia “a posteriori” sulla morte di Elisabetta II

Volete una reputazione da veggente infallibile? Prendete un vecchio post su Facebook, per esempio uno del 2014 in cui affermavate che

“Il tempo vola, frate”.

Andate sul tasto modifica. Cambiate la frase in

“Elisabetta morirà l’8/09/22… Salvatevi questa data”.

Avrete così la vostra previsione infallibile, datata 2014, da rilanciare con finto stupore.

Se pensate che un trucchetto così banale non possa funzionare, ricredevi. L’ha fatto ieri un 22enne appassionato di illusionismo, guadagnandosi in poche ore 12.000 condivisioni. Lo stesso ha fatto su Twitter un certo @LoganSmith56, sfruttando la funzione di modifica dei post che è attualmente in fase di test e limitata a certi luoghi e utenti.

Certo, su Facebook è estremamente facile andare a guardare la cronologia delle modifiche di un post, e molti l’hanno fatto notare nei commenti… Ma chi ha tempo di leggerli, prima di condividere? Oltretutto, la “profezia” sta circolando ormai anche come screenshot su WhatsApp e su Telegram, da cui non è possibile risalire immediatamente alla cronologia del post.

Lo scherzetto, a suo modo, è un piccolo show di illusionismo, e non è molto diverso da quello che fanno alcuni sedicenti veggenti. Una volta verificato un fatto, basta affermare di averlo previsto, o modificare leggermente una profezia precedente per far credere che fin da subito si aveva in mente proprio quello (l’altra possibilità è quella di preannunciare tante cose diverse e in contrasto tra loro, per poi concentrarsi solo su quelle indovinate).

In questo, l’illusionista israeliano Uri Geller era davvero un mago, sempre pronto ad approfittare di qualsiasi occasione buona per “dimostrare” i suoi presunti poteri (Marco Morocutti lo definisce il “fattore Q“). Un esempio di questa sua capacità è raccontato da Piero Angela nel suo “Viaggio nel mondo del paranormale“. Nell’agosto 1973, Uri Geller fu sottoposto a diversi test presso lo Stanford Research Institute, nella contea di Santa Clara. A volerlo lì erano stati i parapsicologi Russell Targ e Harold Puthoff, pienamente convinti che gli esperimenti messi in atto dal “sensitivo” (lettura di buste chiuse, piegatura di cucchiaini, spostamento di lancette…) fossero frutto di genuini poteri e non di trucchi. Alla scienza serviva una dimostrazione, e loro si sentivano in grado di darla. Nel primo pomeriggio, finita la sessione di test, Geller uscì dall’Istituto, ma poi rientrò per avvisare i presenti: “Non prendete l’aereo, ci sarà un incidente!”. Dopo alcuni minuti di incredulità, a qualcuno venne in mente di telefonare a una radio: c’era davvero stato un incidente verso le 15, sulla linea Chicago-Washington. Non era quella che dovevano prendere i partecipanti all’esperimento, ma era comunque impressionante. Targ e Puthoff si abbracciarono entusiasti, affermando prontamente che si trattava di una testimonianza delle eccezionali doti psichiche di Geller: se agli scettici serviva una prova, ecco, l’avevano avuta.

Venne fuori però che l’incidente era avvenuto alle 15 ora di Washington, cioè le 12 in California, dove si trova lo Standford Institute. In California, quindi, la notizia aveva cominciato a circolare all’ora di pranzo. Geller, uscendo, aveva saputo dell’incidente ed era tornato indietro per fare la “profezia”. La grande forza degli illusionisti non è unicamente la conoscenza di trucchi, ma il modo di presentarli e la capacità di approfittare delle occasioni favorevoli. La profezia sulla regina Elisabetta II può essere letta così: uno spettacolo di illusionismo in diretta globale.

Immagine da Flickr, di Titanic Belfast, licenza CC BY 2.0.

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