L’intramontabile leggenda del Changeling, o del bambino scambiato

Articolo di Stuart Vyse, psicologo, pubblicato in origine il 1° marzo 2018 sul sito della rivista Skeptical Inquirer. La traduzione è di Elena Nava.

Nel marzo 1863, un magistrato di New York svolse un’inchiesta sulla morte di un bambino di tre anni che viveva sulla 83° strada, tra la Undicesima e la Dodicesima Avenue. Come riportato dal New York Times, un inquilino aveva suggerito alla madre del bambino – Mary Nell – che c’erano delle fate nella casa in cui lei viveva. Essendo cresciuta in Irlanda la donna aveva imparato che questa cosa poteva indicare che un bambino della famiglia era stato scambiato con un bambino fatato – il Changeling [1].

Il diavolo sequestra un bambino e lo sostituisce con un Changeling. Dettaglio della “Leggenda di Santo Stefano” di Martino di Bartolomeo, primi anni del XV secolo (Fonte: Wikipedia).

La prova che veniva consigliato di fare in caso di sospetto Changeling era di scaldare la lama di una pala fino a farla diventare ustionante, per poi farci sedere sopra il bambino. Se il bambino vero era stato sostituito da un Changeling, quest’ultimo sarebbe volato via. La signora Nell eseguì questa prova sul suo bambino (il sesso del piccolo non era indicato sull’articolo) all’insaputa del marito, e le ustioni risultanti furono così gravi che il bambino morì una settimana dopo. Il signor Nell testimoniò che «aveva occasionalmente pensato che sua moglie fosse pazza, in quanto si comportava in modo assai strano». Il magistrato decise di trattenere la madre in carcere fino a quando fosse stata chiarita la sua sanità mentale.

Solo pochi altri momenti della vita sono così eccitanti come la nascita di un bambino. L’arrivo di un bambino sano crea la prospettiva di molti anni felici futuri e rappresenta la realizzazione di molti sogni dei genitori. Tuttavia, il parto non è mai stato un passaggio facile. Prima del Ventesimo secolo la morte della madre e del neonato erano comuni, e anche se sopravvivevano al parto, spesso i bambini morivano di altre malattie durante l’infanzia. Due dei quattro figli di Marta Washington, la moglie del primo presidente, arrivarono ai cinque anni di età, e solo uno dei quattro figli di Mary Todd Lincoln, consorte del presidente della Guerra civile con il sud, arrivò ai vent’anni di età. Nonostante la mortalità infantile e materna non sia più un problema significativo come lo era in passato, molti bambini nascono tuttavia ancora con problemi del neurosviluppo e con atipicità che alterano profondamente le aspettative dei loro genitori.

Si dice che la leggenda del Changeling sia di origini pre-cristiane, ma molte delle migliori fonti scritte vengono dal Medioevo. Una prima menzione del fenomeno si ritrova negli scritti di Guglielmo di Auvergne, vescovo di Parigi tra il 1228 e 1249. Secondo Auvergne, i bambini sani venivano scambiati con bambini di demoni (noti anche come Incubi), e questi Changeling presentavano sintomi simili a quelli che oggi potremmo chiamare in generale disturbi della crescita.

Dicono che sono pelle e ossa, che piangono in continuazione e bevono talmente tanto latte che quattro balie non sono sufficienti a nutrirne uno. Sembra che siano rimasti con le loro nutrici per molti anni, e che in seguito siano volati via, o piuttosto che siano scomparsi (citato in Green 2016, 114).

Riferimenti ai bambini rubati si ritrovano in una leggenda diffusa in Inghilterra, Germania e Scandinavia, e sia Martin Lutero (1483-1546), sia i fratelli Grimm hanno riportato casi di Changeling (Ashliman, 1997). La leggenda del Changeling è stata integrata in un credo di confessione luterana, rinforzando così la visione che i Changeling venissero lasciati dal diavolo. In altre versioni del mito popolare al posto del diavolo si menzionavano streghe, fate, elfi, incubi, succubi, troll, spiriti dell’acqua, nani o demoni. I Changeling sono stati descritti anche nel Malleus Maleficarum (il “Martello delle Streghe”), manuale popolare sulla stregoneria, la cui edizione originale del 1486 fu scritta da due frati domenicani, Heinrich Kramer e Jacob Sprenger (1928). Il trattato proponeva lo sterminio delle streghe ed ebbe un profondo effetto sulla caccia alle streghe: portò alla tortura e all’uccisione di un gran numero di donne accusate di stregoneria. Per quasi duecento anni è stato il secondo libro più popolare in Europa dopo la Bibbia (Guiley, 2008).

Il caso dei Changeling è diventato un soggetto piuttosto popolare nell’arte e nella letteratura. Il poeta irlandese W. B. Yeats fa riferimento alla leggenda nella sua poesia del 1889 “Il bambino rubato”, che include il seguente ritornello:

Vieni via, o bambino umano!/Per le acque e il selvaggio/ Con una fata, mano nella mano,/ Perché il mondo è più pieno di lacrime di quanto tu possa immaginare.

Racconti romanzati sui Changeling sono stati scritti dalla scrittrice premio Nobel svedese Selma Lagerlöf (Uomini e Troll, tradotto e pubblicato per Iperborea nel 2018) e dallo scrittore americano contemporaneo Victor LaValle (The Changeling, 2017). I Changeling hanno anche ispirato due film: il primo, del 1980, interpretato da George G. Scott; il secondo, del 2008, candidato all’Oscar, è stato interpretato da Angelina Jolie, con la regia di Clint Eastwood, ed è basato su un caso che aveva avuto grande risonanza alla fine degli anni ’20 del secolo scorso, quello di Christine Collins, il cui figlio di nove anni scomparve a Los Angeles (attenzione: spoiler!). Dopo diversi mesi senza alcun progresso sul caso, la polizia della città californiana annunciò di aver ritrovato Walter (questo il nome del bambino) in Illinois. Il bambino fu riportato a Los Angeles, ma la signora Collins capì subito che quel bambino non era il suo. Lungi dall’essere un rapimento soprannaturale, il Changeling in questione ammise di aver fatto finta di essere Walter Collins, con la speranza di andare a Hollywood e incontrare la star del cinema Tom Mix. Successive indagini condotte sul caso suggerirono che il vero Walter Collins potesse essere stata una delle vittime dei cosiddetti “omicidi nel pollaio di Wineville” (una serie di omicidi compiuti intorno al 1928 da Gordon Northcott, in cui fu rapito e ucciso un certo numero di ragazzi), ma la madre non accettò mai questa spiegazione.

Temi comuni presenti nelle storie dei Changeling

La scrittrice e folklorista Joyce Underwood Munro (1997) ha analizzato molte delle storie tradizionali di Changeling e vi ha identificato una serie di temi comuni. Quello che segue è un breve riassunto di alcune delle caratteristiche che ha scoperto:

Condizioni dei genitori: Nella maggior parte dei casi, i Changeling arrivano in famiglie che, tanto per cominciare, non sono molto felici. Vanno da vedove e vedovi, da madri single e presso altri individui coinvolti in qualche forma di conflitto.

Battesimo e nome del bambino: O bambini non battezzati o senza nome sono più a rischio. I Changeling vengono infatti spesso chiamati “it” (quello).

Lasciare il bambino da solo: Le storie spesso coinvolgono bambini che vengono lasciati da soli, anche solo per poco istanti. La sorveglianza continua è comunemente raccomandata per evitare che il bambino venga scambiato.

I genitori riconoscono lo scambio: Come Christine Colline, tipicamente i genitori riconoscono un cambiamento nel bambino e affermano che non è il loro.

Cambiamenti fisici: Il Changeling è spesso descritto come brutto, deforme, con la pelle raggrinzita e i capelli arruffati pur mantenendo la somiglianza con il bambino originale.

Comportamento: I Changeling piangono in continuazione, non sono mai sazi di cibo e gemono per tutta la notte. I bambini hanno anche un comportamento mutevole: dolci e compiacenti con gli altri quando i genitori non sono intorno.

Il Changeling come capro espiatorio: Molte storie suggeriscono che il Changeling porti una specie di nube oscura nella casa dove va a dimorare. Delusioni e disgrazie vengono imputate al Changeling.

Mancata crescita: Nonostante i Changeling mangino grandi quantità di cibo, non crescono. In alcuni casi, la crescita non avviene per un intero anno.

Consigli da una persona saggia: Spesso i genitori chiedono consigli ad esperti per sapere come comportarsi. Come suggerito da Ashliman (1997), queste azioni danno un senso di responsabilità condivisa a quanto intrapreso dai genitori.

Ingannare il Changeling: In molte storie, ai genitori viene consigliato di indurre il Changeling ad ammettere la propria natura fatata o demoniaca attraverso l’inganno. A volte vengono preparati dei cibi speciali da dare ai bambini; spesso però vengono utilizzate prove orribili, quali gettare il bambino tra le fiamme, bruciarlo con un attizzatoio rovente, metterlo su una piastra rovente, oppure picchiarlo o denutrirlo. In questo senso, la pala rovente usata da Mary Nell non era un’eccezione.

“Incubo” di Henry Fuseli (1781). Un Incubo seduto su una donna dormiente (Fonte: Wikipedia)

Il Changeling tradisce se stesso: Si dice che durante queste prove i bambini si rivelassero molto più grandi della loro età cronologica. In alcune occasioni questa ammissione viene fatta ad un’altra persona e non ai genitori.

Cacciata del Changeling: A volte, nel corso della prova la famiglia si libera del bambino impostore, spiegando che il bambino se ne è andato su per il camino oppure che è stato reclamato dalla madre fatata.

Ritorno o non ritorno del bambino originale: In alcuni casi, l’unico risultato della prova è la scomparsa del Changeling. In altri casi, il bambino originale ritorna, immediatamente o dopo qualche tempo. Infine, in alcuni casi il tentativo di esiliare il Changeling fallisce e la famiglia si adatta positivamente al nuovo arrivato

Prevenzione e trattamento dei Changeling

Poiché la paura dei bambini sequestrati era così dilagante, furono proposte diverse precauzioni per allontanare demoni e troll e per prevenire il furto di un bambino. Nel suo libro Mitologia tedesca del 1835, Jacob Grimm raccomandava che i bambini fossero costantemente sorvegliati: “Le donne che hanno appena partorito non possono andare a dormire fino a quando qualcuno non vada a sorvegliare il bambino. Alle madri che vengono sopraffatte dal sonno vengono spesso appoggiati nelle culle dei Changeling” (citato in Ashliman, 1997). Veniva utilizzate una serie di misure protettive di tipo religioso. I cattolici tendevano ad usare acqua santa, crocifissi e rappresentazioni di santi, mentre i protestanti mettevano spesso la Bibbia o pagine della Bibbia nella culla del bambino. In entrambi i casi, comunque, un bambino non battezzato era considerato a rischio (Ashliman, 1997).

Una volta che un bambino veniva identificato come un Changeling, la diagnosi spesso serviva per giustificare gli orribili trattamenti descritti da Munro (1997). Una delle più famose storie dei fratelli Grimm include molti fra gli elementi descritti da Munro, incluso l’esilio. Le origini di questa procedura risalgono al 1580: quell’anno, una madre che lavorava nel campo di un nobile, appoggiò il bambino di una settimana di vita in mezzo all’erba. Quando tornò per allattarlo, questi bevve latte come non aveva mai visto fare a nessun altro bambino, e per questo si convinse che quello non suo figlio. Su suggerimento del nobile, lo picchiò con un bastone finché non gridò, e a quel punto il diavolo apparve e le restituì il bambino originale (German Legends, 1816, n. 88, citato da Ashliman, 1997). Questo tipo di trattamento non si trovava solo nei libri. I registri dei tribunali europei del XVIII secolo mostrano che molti genitori accusati di abbandono, di omicidio colposo e di negligenza sostenevano che i loro figli erano Changeling lasciati da demoni, da fate o dal diavolo (Froud, 2017).

Spiegazioni mediche del Changeling

È probabile che prima del Diciannovesimo secolo molte condizioni che ora sappiamo essere di origine patologica – e non certo soprannaturale – potevano spingere i genitori a pensare che i loro figli fossero Changeling. Come ricordato sopra, molte storie indicano una condizione che generalmente si riferisce a ritardo della crescita. Questa definizione descrive una condizione generale – ad esempio deficit nella crescita e/o aumento di peso – che può derivare da una serie di disturbi sottostanti, tra i quali intolleranza al latto vaccino, celiachia o malattie infiammatorie intestinali (Marcovitch, 1994; Schwartz, 2000). Il punto, naturalmente, è che la leggenda del Changeling era ampiamente sostenuta in tempi pre-scientifici, quando si pensava che streghe, fate e il diavolo fossero parte attiva della vita quotidiana e la scienza medica non aveva ancora offerto spiegazioni alternative per queste condizioni.

Oltre ai disturbi della crescita, prima dello sviluppo della medicina e della psichiatria moderne, è molto probabile che una serie di disturbi infantili siano stati interpretati come la prova che il bambino era stato rubato e sostituito da qualcuno che gli somigliava. Diversi autori moderni hanno suggerito che, in epoca pre-scientifica, bambini nati con autismo e con altri disturbi del neurosviluppo probabilmente erano considerati dei Changeling (Ashliman, 1997; Wing e Potter, 2002).

Verso la fine del Diciannovesimo secolo la scienza iniziò a fornire spiegazioni non soprannaturali per la mancata crescita dei bambini o per il fatto che le loro condizioni non soddisfacevano le normali aspettative riposte su un bambino sano, facendo così svanire la credenza nei Changelings.

I Changeling di oggi

Una bambina che non guarda la tastiera mentre il suo facilitatore guida la sua mano sui tasti (Fonte: Wikipedia).

Anche se fate, incubi, streghe e demoni giocano un ruolo assai minore di un tempo nel mondo contemporaneo, siamo tutt’altro che liberi dalla credenza nei Changeling. Se non altro, le nostre aspettative sul parto e la genitorialità sono più alte rispetto a quelle delle coppie del Medioevo [2]. Quando i bambini non soddisfano certe aspettative, i genitori a volte trovano un altro demone da incolpare. Il movimento no-vax attribuisce l’autismo all’avida industria farmaceutica sostenuta da un complotto governativo. La maggior parte dei casi di autismo comporta ritardi nello sviluppo che iniziano entro il primo anno di vita, ma una piccola percentuale di bambini autistici mostra una forma regressiva del disturbo caratterizzata da uno sviluppo normale nei primi anni, seguito da un declino. I genitori raccontano che i loro figli sono cambiati e non riescono più a comportarsi come una volta, in certi casi perdendo le abilità linguistiche che avevano acquisito in precedenza (Pickles et al., 2009; Taylor et al., 2002). Alcuni di questi genitori hanno attribuito questa regressione agli effetti tossici dei vaccini, ma la ricerca non supporta questa conclusione. Per esempio, Taylor et al. (2002) non hanno trovato alcun cambiamento nel tasso di autismo regressivo dopo l’introduzione del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (MMR) negli Stati Uniti.

In altre situazioni più recenti, i genitori di bambini con disabilità rifiutano la diagnosi di autismo e sostengono che i loro figli hanno una disabilità fisica e non dello sviluppo. Sono felici di scoprire che con l’aiuto della comunicazione facilitata (FC) o di una variante della FC come il metodo del suggerimento rapido, il livello di funzionamento dei loro figli si manifesta in messaggi digitati su tastiere o battuti su lavagne. Le mani dei bambini possono richiedere la guida di facilitatori verbalmente competenti per far scrivere le frasi, ma il risultato è un linguaggio straordinariamente fluente. Si evita così una condizione devastante.

Sfortunatamente, la ricerca sulla comunicazione facilitata ha mostrato che spesso i facilitatori stanno inconsciamente scrivendo i messaggi e che i bambini non stanno comunicando affatto. È un fenomeno simile a quanto accadeva con la Tavola ouija, lo strumento usato per le comunicazioni medianiche ideato nella seconda metà del XIX secolo.

Metodi moderni di allontanamento della persona

Anche se oggi i bambini autistici sono raramente chiamati con l’appellativo di Changelings, a volte sono comunque soggetti ad allontanamenti che risultano, a loro modo, tanto crudeli quanto quelli praticati nel Medioevo. I genitori di bambini con difficoltà linguistiche che abbracciano la comunicazione facilitata trasformano inconsapevolmente i loro figli in marionette. Inoltre, poiché questi bambini spesso usano la comunicazione facilitata a scuola – e persino nell’istruzione superiore – gli si negano anni di educazione basata sull’evidenza, ossia su quanto potrebbe aiutarli a diventare veramente indipendenti.

Alcuni genitori che pensano che i loro figli siano stati vittime dei vaccini, hanno sottoposto i loro figli alla terapia chelante, una procedura medica invasiva utilizzata per rimuovere i metalli pesanti che questi genitori presumono essere la causa dell’autismo dei figli. Naturalmente, non vi è alcuna evidenza scientifica a supporto dell’efficacia della terapia chelante come trattamento dell’autismo. Anzi, sono stati riportati casi di morte di bambini piccoli con autismo che sono stati sottoposti a questo trattamento, sia negli Stati Uniti, sia in Gran Bretagna (Centers for Disease Control and Prevention, 2006; Woznicki, 2006). La morte legata alla terapia chelante di un bambino autistico nel Regno Unito ha spinto gli editori del British Medical Journal a pubblicare un editoriale che ammonisce contro l’uso di questo trattamento:

È insorta una seria preoccupazione circa l’uso continuo della terapia chelante in bambini con autismo in questo periodo, soprattutto in considerazione degli effetti collaterali della somministrazione; una morte è sopravvenuta a causa di un errore di somministrazione, senza dimenticare che il trattamento comporta anche un costo per le famiglie (Sinha, Silove e Williams 2006).

Per molti di noi il sogno di un bambino sano da amare e coccolare è centrale nella storia della nostra vita. I bambini ci danno significato e scopo, e se tutto va bene, ci offrono la prospettiva di una sorta di immortalità. Sfortunatamente, a volte i nostri bambini non nascono esattamente come avevamo immaginato, e si presentano sfide che non avremmo mai pensato di dover affrontare. Oggi, la consulenza genetica permette di evitare molte condizioni infantili indesiderate, e quando arriva un bambino che non è proprio quello che i genitori speravano, la scienza fornisce una spiegazione naturale – anche se non sempre una cura – per ciò che è capitato alla famiglia. È comprensibile che molti genitori possano avere l’impulso di negare la verità e dire che il loro bambino è un Changeling. Ma la sfida di noi genitori è riconoscere i nostri figli per quello che sono e fare ciò che è necessario per dar loro la migliore vita possibile.

Bibliografia

  • Ashliman, D. L. 1997. “Changelings.” Accessibile al seguente link: http://www.pitt.edu/~dash/changeling.html.
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  • Green, Richard Firth. 2016. Elf Queens and Holy Friars: Fairy Beliefs and the Medieval Church. Philadelphia: University of Pennsylvania Press.
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  • Woznicki, Katrina. 2005. “British Boy Dies After Chelation Therapy for Autism.” Medpage Today. August 26. Accessed February 21, 2018. Available online at https://www.medpagetoday.com/neurology/autism/1616.

Note

[1] “A remarkable case of hallucination. Mother burns child to death.” New York Times, 18 marzo 1863. Accessibile al seguente link: http://www.nytimes.com/1863/03/18/archives/local-intelligence-the-atlantic-telegraph-and-its-prospects.html.

[2] E’ interessante notare che un buon numero di testi suggeriscono che le cure troppo premurose dei genitori possano favorire il fenomeno del Changeling (ad es., Kramer e Sprenger 1928).

Immagine in evidenza: genitori accanto alla culla del figlioletto dormiente, acquaforte, Rembrdandt, 1644.

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