Christa McAuliffe, il volo interrotto

Mi chiamo Sharon Christa Corrigan, anche se di solito uso il cognome di mio marito, McAuliffe. Sono di origine irlandese da parte di padre, libanese da parte di madre, e faccio l’insegnante in una scuola superiore. Quando avevo quattordici anni ho visto il primo americano andare in orbita intorno alla Terra, John Glenn, e da allora vorrei fare l’astronauta anch’io, ma è una carriera destinata a scienziati e piloti militari. 

Non credo ci siano esseri umani di serie A e di serie B: ho sempre pensato che le persone comuni siano importanti per la storia tanto quanto i re, i politici e i generali, e per questo ho ideato un corso che si intitola “La donna americana”.

27 agosto 1984. Anche la NASA ha deciso di mandare una persona comune nello spazio, come se mi avesse sentito, e sceglierà proprio un insegnante per sottolineare l’importanza degli educatori nella nostra società. È la mia grande occasione. Il programma si chiama “Teacher in Space” (Insegnante nello spazio). Viene lanciato un concorso pubblico e decido di provare anch’io, ma ci sono ben 11.000 partecipanti.

Siamo nel giugno del 1985. Degli 11.000 partecipanti iniziali ne sono stati selezionati 114 e incredibilmente ci sono anch’io. Ci hanno convocati a Washington, DC, dove una commissione sceglierà i 10 finalisti. Inizio a sperare che il mio sogno si avveri, ma soltanto uno dei 114 andrà nello spazio. 

Siamo a luglio 1985. Mi hanno scelta tra i 10 finalisti. Non sto più nella pelle. Faremo una settimana di esami medici e di lezioni al Johnson Space Center di Houston, poi una commissione di esperti della NASA sceglierà il candidato principale e il candidato di riserva.

19 luglio 1985. Sono stata scelta come candidato principale! Ho fatto un’ottima impressione alla NASA. Dicono che sia il mio entusiasmo contagioso che ha fatto la differenza rispetto agli altri candidati. Prenderò un anno di aspettativa, pagato dalla NASA, per prepararmi alla missione.

28 gennaio 1986. Sono in rampa di lancio a Cape Canaveral, pronta a partire. Una volta in orbita sullo Space Shuttle il mio compito sarà quello di “payload specialist” (esperta di strumenti scientifici) e dovrò condurre esperimenti di cromatografia, idroponica, magnetismo e dinamica. Racconterò la mia avventura in un diario, come facevano i pionieri del vecchio West. Ma soprattutto dovrò tenere due lezioni in diretta televisiva dallo spazio, a milioni di ragazzi degli Stati Uniti. Sarò la prima insegnante spaziale. Non vedo l’ora di cominciare. È il giorno più felice della mia vita.

Il 28 gennaio 1986 lo Space Shuttle Challenger esplose 73 secondi dopo il lancio, a causa della rottura di una guarnizione. Tutti i sette componenti dell’equipaggio morirono, compresa S. Christa Corrigan McAuliffe. Hanno preso il suo nome circa 40 scuole, un asteroide e due crateri, uno sulla Luna e uno su Venere. Il programma “Teacher in Space” fu cancellato nel 1990 e sostituito nel 1998 dall’Educator Astronaut Project.

Immagine in evidenza: By NASA – NASA Human Space Flight Gallery (image link), Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=299737

Andrea Ferrero

Ingegnere, lavora presso un’importante azienda aerospaziale italiana. Ha partecipato al progetto di moduli abitati della Stazione Spaziale Internazionale e di satelliti per osservazione terrestre. È coordinatore nazionale del CICAP.

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