La leggenda del Kiricocho

Articolo di Giorgio Castiglioni, pubblicato originariamente per la per la pagina Facebook della rivista Mah

La nazionale italiana di calcio ha vinto l’Europeo battendo l’Inghilterra nella finale dell’11 luglio 2021. La vittoria è arrivata ai calci di rigori. La sequenza si è conclusa quando il portiere italiano Gianluigi Donnarumma ha parato il rigore calciato da Bukayo Saka. Nel momento in cui Saka stava per tirare il rigore decisivo, Giorgio Chiellini, capitano dell’Italia, ha gridato “Kiricocho” (1). Tale grido, secondo una superstizione calcistica nata in Argentina, dovrebbe portare sfortuna all’avversario.

Secondo la storia che è stata tramandata, Kiricocho (verosimilmente un soprannome, che compare talvolta anche con la grafia Quiricocho) era un tifoso dell’Estudiantes, squadra di La Plata, in Argentina. La sua presenza, però, portava sfortuna alla squadra. Ogni volta che c’era Kiricocho, qualche giocatore si faceva male. Carlos Bilardo, allenatore dell’Estudiantes, pensò che Kiricocho da calamità poteva trasformarsi in un aiuto per la squadra se, invece di stare con loro, fosse andato ad accogliere gli avversari che arrivavano a La Plata portando, così, sfortuna a loro. Con Kiricocho impegnato in questa missione, l’Estudiantes vinse il campionato, perdendo una sola partita in casa, con il Boca Juniors: proprio l’unica volta in cui Kiricocho non era riuscito a portare i suoi saluti alla squadra ospite. C’è qualche variante nel modo in cui vengono riportate le gesta di Kiricocho, a partire dall’anno in cui si sarebbero svolte. Talora sono ambientate alla fine degli anni ’60 (quindi, dato che la vittoria del campionato da parte dell’Estudiantes è uno dei punti fermi, deve riferirsi al torneo del 1967, quando Bilardo era ancora un giocatore e non l’allenatore della squadra). La vicenda è collocata in questo periodo, per esempio, dall’ex calciatore Jorge Valdano (campione del mondo nel 1986 con la nazionale argentina guidata proprio da Bilardo). Altre volte si parla invece del campionato del 1982 (terminato agli inizi del 1983 e vinto dall’Estudiantes con Bilardo come allenatore) (2).

Scherzando su questa storia, un articolo del 2019 del quotidiano sportivo argentino “Olé” diceva che storie come quelle del triangolo delle Bermude o di Atlantide contavano poco: il grande interrogativo era conoscere l’identità di Kiricocho (3). In un’intervista del 2021 per “Olé”, Claudio Gugnali che con l’Estudiantes vinse il campionato del 1982, risponde di aver conosciuto Kiricocho descrivendolo come un ragazzo allora sui vent’anni, magro e simpatico, con una grande passione per la squadra. Gugnali smentisce, però, la storia secondo la quale ogni volta che fosse presente Kiricocho qualche giocatore si faceva male. Quella degli infortuni, dice l’ex giocatore, “è una leggenda metropolitana” (4).

Sulla base di questa leggenda, “Kiricocho” è diventata una sorta di parola magica da pronunciare (o anche scrivere, come vedremo in un caso) per portare sfortuna agli avversari, specialmente in momenti cruciali come i calci di rigore. La superstizione ha anche oltrepassato i confini dell’Argentina.

Joan Capdevila, campione del mondo nel 2010 con la nazionale spagnola, ha riferito che nella finale contro l’Olanda, aveva gridato “Kiricocho” a Arjen Robben che avanzava palla al piede verso la porta spagnola. Capdevila lo aveva sentito dire da Rubén Cousillas, ex portiere argentino, che era un assistente di Manuel Pellegrini, l’allenatore cileno del Villareal, dove il nazionale spagnolo giocava. Per la cronaca, Robben non riuscì a segnare (5).

La semifinale dei mondiali del 2014 tra Argentina e Olanda finì ai calci di rigore. Il giocatore argentino Enzo Pérez, partito titolare e sostituito nel secondo tempo supplementare, ha raccontato che al momento dei rigori aveva lanciato “qualche quiricocho” contro i rigoristi olandesi. L’Olanda sbagliò due rigori su quattro e l’Argentina, mettendo a segno tutti e quattro i rigori tirati si guadagnò la finale, nella quale fu poi sconfitta dalla Germania (6).

Una delle semifinali della Copa Sudamericana del 2014 fu giocata da due squadre argentine, River Plate e Boca Juniors. Il Boca avrebbe potuto passare in vantaggio già nei primi minuti di gioco con un calcio di rigore, ma il portiere Marcelo Barovero parò il tiro di Emmanuel Gigliotti. Leonardo Pisculichi raccontò che al momento del rigore aveva gridato “Kiricocho”. Fu lo stesso Pisculichi a segnare poi il gol della vittoria del River Plate che, sommando lo 0-0 dell’andata e l’1-0 del ritorno, andò in finale (e vinse la coppa) (7).

Le cronache sportive raccontano che nella partita per la Supercopa Argentina del 2019 tra Boca Juniors e Rosario Central, finita ai rigori, l’allenatore del Boca Juniors Gustavo Alfaro aveva nominato Kiricocho a ogni rigore calciato dagli avversari. I giocatori del Rosario Central misero a segno i primi cinque rigori, ma fallirono il sesto, e il Boca Juniors, con sei centri su sei, vinse la coppa (8).

Nella finale per il terzo posto della Copa América, disputata il 6 luglio del 2019, il risultato era di 2-0 per l’Argentina quando l’arbitro assegnò un rigore al Cile. L’attaccante argentino Paulo Dybala pronunciò il fatidico nome, ma il cileno Arturo Vidal spedì il pallone in rete, accorciando le distanze. L’Argentina vinse comunque per 2-1 (9).

Prima di una partita, Israel Damonte, giocatore della squadra argentina del Banfield, era andato a salutare i suoi ex compagni dell’Estudiantes, contro i quali avrebbe giocato. Si accorse poi che qualcuno gli aveva infilato in tasca un biglietto con scritto “Kiricocho”. A vincere la partita fu però il Banfield (10).

Il 9 marzo 2021 si gioca la partita di ritorno degli ottavi della Champions League tra Borussia Dortmund e Sevilla. L’arbitro fischia un rigore a favore del Borussia. Il portiere del Sevilla, il marocchino Yassine Bounou, detto Bono, grida tre volte “Kiricocho” a Erling Haaland, l’attaccante del Borussia che si appresta a tirare il calcio di rigore. Bono para il rigore, ma l’arbitro rileva che il portiere si è mosso in avanti prima che Haaland colpisse il pallone e fa ripetere il tiro. Stavolta l’attaccante norvegese del Borussia Dortmund spedisce il pallone in rete e poi grida a sua volta “Kiricocho” al portiere avversario.

“Non so che cosa gli ho detto”, dirà poi Haaland, “Ho soltanto ripetuto quello che mi aveva detto prima lui. Ma non so neanche cosa significhi” (11).

Note

  • (1) Fabio Licari, Chiello show, “La Gazzetta dello sport”, 14 luglio 2021, p.10.
    (2) Ramiro Scandolo, Kiricocho, “Olé”, 4 maggio 2019, p.18 (in questa versione è lo stesso Kiricocho, stanco di essere definito uno iettatore, che decide di andare dagli avversari a portare sfortuna); Quel buffo tifoso portasfortuna mito in Argentina, “La Gazzetta sportiva”, 8 luglio 2019, p.9 (la vicenda è collocata a “fine anni ’60” e non si parla di infortuni, ma di sconfitte della squadra); ¿Quién fue Kiricocho?, “Olé”, 6 agosto 2019, p.2 (ambientata alla fine degli anni ’60); N. P., A maldição do ‘Kiricocho’ de Bono, “Record”, 11 marzo 2021, p.24; Iacopo Iandiorio, La strana parola porta sfortuna che ha scatenato la lite di Haaland, “La Gazzetta dello sport”, 13 marzo 2021, p.19 (si parla del 1982); Italy skipper: I put spot-kick jinx on Saka, “Daily express”, 14 luglio 2021, p.15 (fa riferimento al 1982); Fabio Licari, Chiello show, 14 luglio 2021, p.10 (Bilardo “lo mandava a seguire le rivali”); Jorge Valdano, Entre la ciencia y Kiricocho, “El País”, 17 luglio 2021, p.36 (parla degli anni ’60).
  • (3) ¿Quién fue Kiricocho?, “Olé”, 6 agosto 2019, p.2.
  • (4) “El fenómeno Kiricocho está instalado”, intervista di Gastón Pestarino a Claudio Gugnali, “Olé”, 12 giugno 2021, p.28.
  • (5) I’m world champion, intervista di Andrew Murray a Joan Capdevila, “FourFourTwo”, luglio 2018, p.73; Sergio Pérez, Cristian, El imperial Yamiq y el ‘Kiricocho’, “El Periódico de Aragón”, 9 marzo 2020, p.33; Iacopo Iandiorio, La strana parola porta sfortuna che ha scatenato la lite di Haaland, “La Gazzetta dello sport”, 13 marzo 2021, p.19.
  • (6) Martin Eula, “Disfruté el partido”, “Olé”, 10 luglio 2014, p.22.
  • (7) ¿Quién fue Kiricocho?, “Olé”, 6 agosto 2019, p.2.
  • (8) Ramiro Scandolo, Kiricocho, “Olé”, 4 maggio 2019, p.18.
  • (9) Filippo Conticello, Juve, che Joya. Dybala riparte dalla leggenda di… Quiricocho, “La Gazzetta sportiva”, 8 luglio 2019, p.9.
  • (10) ¿Quién fue Kiricocho?, “Olé”, 6 agosto 2019, p.2.
  • (11) Iacopo Iandiorio, La strana parola porta sfortuna che ha scatenato la lite di Haaland, “La Gazzetta dello sport”, 13 marzo 2021, p.19. 

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