E.T.? No, luci della città

Il 25 maggio diversi quotidiani (tra i quali Il Giorno e Il Giornale), sulla scia dei tabloid inglesi, hanno dato la notizia di un UFO ripreso da una videocamera installata sulla Stazione Spaziale Internazionale, costituito da quattro luci disposte sul perimetro di un triangolo (nell’immagine in evidenza).

L’ufologo Scott C. Waring, dell’account “YouTube UFO Sightings Daily”, noto per la frequente diffusione di video falsi o improbabili, ha dichiarato con una certa mancanza di understatement: «È un oggetto alieno. Non credo che sia l’aereo TR-3B dell’aviazione americana. Credo che sia al cento per cento alieno. Ed è stato registrato da una telecamera multimilionaria sulla Stazione Spaziale Internazionale. Questo lo rende una prova innegabile, registrata dalla NASA stessa sulla loro diretta streaming.»

Come spesso accade, le cose stanno diversamente da quanto riportato sui tabloid. Il filmato rientrava nell’esperimento High Definition Earth Viewing (HDEV), che consiste nel trasmettere in streaming le riprese di quattro diverse telecamere commerciali ad alta definizione installate sull’esterno del modulo europeo Columbus e puntate verso la Terra, per verificare le loro prestazioni e la loro resistenza all’ostico ambiente spaziale, in vista del loro uso in missioni future. 

Le parole chiave qui sono “puntate verso la Terra”. Lo youtuber brasiliano Apaiss si è preso la briga di verificare che all’ora dell’avvistamento la Stazione Spaziale stava sorvolando il New Jersey, in quel momento coperto da una fitta coltre di nuvole: il triangolo luminoso è costituito con ogni probabilità dalle luci notturne di una città come New York o Philadelphia, smorzate e distorte dalla nuvolosità sovrastante. Non è neanche vero che sia stata usata una telecamera multimilionaria, dal momento che lo scopo dell’esperimento HDEV è proprio verificare la possibilità di abbattere i costi con l’uso di componenti commerciali: nella fattispecie si tratta di una Nikon D4 DSLR, un modello non più in produzione, certamente di ottima qualità, ma dal prezzo dell’ordine delle migliaia di dollari, non dei milioni.

Non è certo la prima volta che vengono avvistati UFO dalla Stazione Spaziale Internazionale: l’episodio più famoso è probabilmente quello del misterioso velivolo “Black Knight”, che era in realtà una coperta termica staccatasi da un modulo, ma era già successo anche che l’illuminazione notturna delle nostre città venisse scambiata per veicoli extraterrestri, come spiega lo stesso Apaiss. Peccato che i giornali italiani che hanno ripreso la notizia non abbiano ritenuto di fornire anche queste informazioni ai propri lettori.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *