Complottismo ed estremismo: il caso della bimba francese rapita

Articolo di Sofia Lincos e di Giuseppe Stilo

Il rapimento della piccola Mia Montemaggi ha rappresentato per la Francia della primavera 2021 un po’ quello che qualche mese prima era stato l’assalto al Congresso per gli Stati Uniti: un momento di shock collettivo in cui il Paese si è scoperto impreparato, avendo sottovalutato troppo a lungo il rischio che movimenti complottisti di estrema destra (ma in realtà, in senso più ampio, anti-sistema) mettessero in atto violenze assai gravi. È stato un punto di svolta per politici, giornalisti, segmenti della società: quelle teorie sul web, dai contorni così sopra le righe e troppo improbabili per esser credute dai più, possono farsi davvero movimento collettivo violento, eversione, terrorismo. 

Perciò, vale la pena di conoscere il caso di questa bambina francese: per provare a capire come le tesi di QAnon e le idee cospirazioniste veicolate da quel “contenitore” – tipicamente americane, fin dalle loro origini – possano crescere e prosperare in un altro Paese, sfruttando tensioni politiche e aree di consenso al complottismo di solito ben radicate da anni.

Il rapimento di Mia

Tutto inizia nelle prime settimane di gennaio 2021. Mia Montemaggi ha otto anni. I suoi genitori hanno appena divorziato. La sua custodia viene in un primo momento assegnata alla madre, Lola Montemaggi, ma poi la bambina viene affidata ai nonni, che l’avevano già cresciuta nei primi cinque anni di vita: preoccupa il fatto che la madre abbia venduto casa e mobili per acquistare un camper che le permetterà di vivere “fuori dai radar della società”. Vuole portare con sé la figlia, non mandarla a scuola e non farla vaccinare. Il tribunale sentenzia invece che Mia vivrà con i nonni materni. 

La donna non accetta la decisione. Martedì 13 aprile, Mia scompare dal paese in cui si trova, nel dipartimento dei Vosgi, nell’est del Paese. Il quadro diventa subito abbastanza chiaro: è probabile che a prelevare la bambina sia stata la madre. Dopo cinque giorni, la minore viene scoperta, insieme alla madre, in un casa occupata di Sainte-Croix, nel cantone francofono svizzero di Vaud. La madre è arrestata, e insieme a lei sono incriminante per complicità nel rapimento cinque persone. 

Non si tratta di un rapimento qualunque. La madre vuole vivere ai margini della società, e, informa Le Parisien

gli accusati hanno “un profilo prossimo all’ambiente del survivalism e prossimo a tesi dell’ultradestra…. [Erano] seguiti dalla Direzione generale della sicurezza interna a causa della loro appartenenza [a questo ambiente e perché] giudicati potenzialmente pericolosi. 

L’episodio è certo molto grave già di per sé: rende chiaro che l’influenza del complottismo così diffuso negli Stati Uniti può condurre a conseguenze assai concrete persino in un luogo appartato della Francia. Ma non è tutto qui. Secondo le accuse (accuse che, naturalmente, andranno provate in un tribunale), la complessa organizzazione del rapimento e dell’occultamento della bambina sarebbe stato facilitato da un finanziamento di tremila euro proveniente da un complottista francese, oggi trasferitosi in Estremo Oriente. 

Il 20 aprile contro di lui la giustizia francese ha spiccato un mandato di cattura internazionale. Raggiunto dalla stampa, costui non ha negato di aver sostenuto l’azione dei rapitori, ma ne ha rivendicato la legittimità in questi termini:

Non si tratta di un rapimento, ma della restituzione di una bambina a sua mamma, dietro sua richiesta. La gente è inquieta per i tanti allontanamenti illegittimi dalle famiglie. Ci sono migliaia di allontanamenti illegittimi. 

In Francia, con le gravi tensioni sociali dovute alla pandemia, l’antivaccinismo e le idee cospirazioniste che vi ruotano attorno sono diventate una tempesta. Pochi mesi prima di questo rapimento, l’11 novembre 2020 su Vimeo è stato pubblicato uno pseudo-documentario di tre ore, Hold-Up: retour sur un chaos, diretto da Pierre Barnérias, che in maniera elaborata non solo sostiene che il Covid-19 sia un’invenzione, ma che l’intero sistema sanitario francese  sia al servizio di un piano di controllo più ampio della popolazione. Proprio nei giorni in cui, come vedremo fra poco, il dramma del rapimento di Mia vedeva i suoi sviluppi più clamorosi, uno dei principali testimonial di Hold-Up, l’ex docente universitario di chimica farmacologica, Jean-Bernard Fourtillan, leader dell’antivaccinismo francese, scopritore per rivelazione divina di un ormone che chiama “valentonina” e incredulo sul Covid-19, è posto agli arresti domiciliari per non aver rispettato gli obblighi cui la magistratura lo aveva sottoposto in precedenza (non ultimo, quello di sottoporsi a cure psichiatriche).

Quello che ci interessa di più, tuttavia, è ragionare sulla figura del complottista che la giustizia francese ha collegato al rapimento di Mia Montemaggi. Risponde al nome di Rémy Daillet-Wiedemann,

Daillet-Wiedemann: dal centrismo, al populismo… 

Nato nel 1965, Daillet-Wiedemann apparve sulla scena pubblica presentandosi come un moderato. Quando, nel 2007, nasce un nuovo partito centrista, il Mouvement Démocrate, capeggiato da François Bayrou, che si schiera nel Parlamento europeo con i Democratici europei, lui ne diventa un militante nel dipartimento dell’Alta Garonna, grazie anche al fatto che suo padre era già stato un politico di qualche fama. Secondo le testimonianze di chi ne ha condiviso quel periodo, Daillet-Wiedemann adattava assai bene discorsi e toni rispetto ai suoi interlocutori. Ma le preoccupazioni, per i suoi compagni di partito, presto diventeranno ben altre, come ha spiegato un’ottima inchiesta del sito francese StreetPress. Racconta di esser stato un volontario nelle guerra balcaniche degli anni ‘90 a fianco dei croati, intraprende azioni clamorose per impedire la chiusura di un’impresa locale (passa il tempo in pieno inverno in auto davanti alla fabbrica lanciando l’idea di condurre degli “scioperi del freddo”). Mano a mano che i comportamenti istrionici si moltiplicano, il suo partito ne prenderà le distanze. Sarà espulso nel marzo 2010. 

A quel punto, intraprenderà una carriera di influencer via rete, inventandosi coach per le attività commerciali e promotore di corsi di storia per bambini, presentati su un’emittente di estrema destra, TV Libertés: qui si intravedono le prime tracce del passaggio all’universo complottista: adotta uno pseudonimo anglofono, “Max Montgomery”, e, soprattutto, si fa promotore di iniziative e metodi per l’istruzione parentale, un ambito assai complesso e contraddittorio, nel quale a volte albergano (anche) idee anti-scienza, novax e tendenze cospirazioniste. Scrive un libro in cui consiglia, contro la scuola pubblica, metodi per evitare test, vaccinazioni e ispezioni dei funzionari pubblici che devono verificare che l’istruzione impartita sia conforme a quella prevista dai programmi ministeriali. Le stesse associazioni che intendono sostenere questa forma di scolarizzazione lo tengono a distanza, preoccupate dall’immagine delle loro idee che può trasmettere. Lui però ormai ha fatto il salto della barricata. È un militante di un mondo alternativo a quello che ritiene oppressivo, mostruoso ed occulto.

…sino alle esortazioni a un colpo di stato

La svolta giungerà nel 2014: si avvicina a un gruppo cattolico ultra-tradizionalista, “Civitas”, e costruisce un sito, avviato nel 2015, nel quale comincerà a proporre idee apertamente complottiste e un vero e proprio rovesciamento violento dell’ordine politico francese, sul quale però non figura col suo nome. Daillet-Wiedemann si scoprirà in modo definitivo solo nel 2020. A ottobre lancia dalla Malaysia, dove ormai vive da anni con la moglie (ha otto figli) un programma golpista che comprende, oltre a un processo per tutti i ministri dei governi succedutisi dal 1981, ossia dalla salita alla presidenza del socialista François Mitterrand, visto come il responsabile della fine della civiltà francese, anche la cancellazione delle multe per violazioni del codice stradale, della lotta all’evasione fiscale, lo smantellamento degli autovelox, ecc. Scorriamone parte nel testo originale:

Sospensione immediata di tutte le irrorazioni fatte per via aerea o in altro modo; la diffusione di prodotti non naturali è considerata avvelenamento di massa, d’ora in poi severamente vietato e punibile con la massima pena.

Interruzione di qualsiasi installazione della rete 5G. Ogni tentativo sarà considerato come nell’art. precedente.

Sospensione dell’attività, fino a nuovo avviso e ad eccezione delle forze dell’ordine, di tutte le istituzioni, Ministeri, Camere, Ordini, Consigli, Agenzie, Uffici, Osservatori, ossia di qualsiasi organizzazione statale o parastatale… 

Sospensione di tutte le attività di organizzazioni statali o parastatali, in particolare di quelle di pubblica autorità o sorveglianza, polizia e militari o meno, clandestine o aperte, salvo che per quanto riguarda il mantenimento dell’ordine pubblico strettamente inteso… sospensione di tutti i voli militari fino a nuovo avviso.

Divieto di qualsiasi vaccinazione di massa e ripristino del principio di responsabilità delle imprese farmaceutiche.

Annullamento di qualsiasi multa (comprese di quelle elevate durante le ultime manifestazioni popolari non sindacali, esclusi gli atti di saccheggio e di aggressione […]

Sospensione dell’imposta diretta, fino a nuovo avviso.

Recesso dai trattati di Lisbona, Maastricht e Schengen e ripristino delle frontiere.

Esenzione fiscale totale e massiccia deregolamentazione con effetto immediato per i mestieri legati alla natura (agricoltura, orticoltura, pesca) […]

Esenzione fiscale totale e deregolamentazione dei lavori a reddito precario.

Ripristino delle libertà pubbliche e private. Soppressione delle leggi contro la libertà d’opinione e emendamento costituzionale a favore della libertà di espressione, liberazione dei prigionieri politici, amnistia totale e massimo risarcimento, riabilitazione dei ricercatori e/o degli operatori dell’informazione perseguitati per il loro lavoro e per le loro espressioni scritte o orali; perseguimento e condanna dei loro persecutori, compresi i giudici.

Distruzione di tutti gli autovelox […]

Immediata messa in stato d’accusa di tutti i ministri, segretari di Stato o consiglieri vari che hanno partecipato agli ultimi governi dal 1981, sequestro dei loro beni in attesa del loro processo.

Sospensione e messa in stato di accusa di qualsiasi giudice appartenente a organizzazioni segrete massoniche o antinazionali, in attesa del giudizio e del sequestro generale dei beni,

Licenziamento di qualsiasi agente di polizia che abbia commesso violenze o effettuato arresti abusivi su manifestanti negli ultimi cinque anni e loro processo […] 

Volantino di Pierre PoujadeDi là dalle parti che lasciano a bocca aperta (non ultima, c’è pure la richiesta del ristabilimento della monarchia, il leitmotiv dei reazionari francesi dalla Rivoluzione del 1789 per almeno un secolo) e gli accenni di antisemitismo presenti in altri punti del programma, in realtà, Daillet-Wiedemann fa appello a sentimenti ben presenti nella Francia profonda, quella del successo del Front National di Jean-Marie Le Pen, ma ancora prima, negli anni ‘50, delle idee populiste di un politico oggi dimenticato ma ancora assai ricordato in Francia: Pierre Poujade, uno degli inventori del populismo, del qualunquismo contemporaneo e della lotta al “bolscevismo fiscale” e alle regole pubbliche, avvertite come insopportabili, asfissianti e inapplicabili. Oggi, questi sono fra i principali serbatoi di audience e di base sociale per il complottismo francese (ma di questi serbatoi ce ne sono anche, pur se meno consistenti, di segno politico opposto).

Il richiamo a una serie di militanti dell’estrema destra francese come figure esemplari, al mito del controllo dell’informazione da parte della “cabala” che governa il mondo, e, forse ancora di più, l’idea – mutuata dal movimento QAnon – che i bambini siano costantemente sottoposti alla minaccia di essere portati via alle loro famiglie segnano il percorso degli anni più recenti di quest’uomo, ormai diventato una delle figure di punta del complottismo francese. Inutile dire che, negli ultimi tempi, la misinformazione anti-vaccini ha occupato il centro degli interventi di Daillet. 

I suoi video più recenti, visti centinaia di migliaia di volte, sono stati rimossi da Youtube, anche perché invitavano senza mezzi termini ex-militari e persone di ogni tipo ad unirsi a lui per preparare un’azione “decisiva” contro Macron e i politici francesi. Come visto, sarà abolito l’aborto e i matrimoni gay, messa fuori legge la Massoneria, abolite le tasse e le multe e saranno smantellate tutte le antenne 5G, ecc… Già 10.300 militanti sono pronti, dichiarava a fine 2020 dalla Malaysia, per mettere in atto il “rovesciamento” necessario. 

A parte la vicenda clamorosa del rapimento della bambina, le cui responsabilità spetta alla magistratura francese accertare, non certo a noi, le cronache recenti ci hanno consegnato però un altro episodio preoccupante che ci deve far analizzare in maniera più decisa il potenziale di pericolosità sociale che anche in Europa alcuni complottisti possiedono. Il 25 novembre 2020, un uomo con precedente diagnosi di disturbo bipolare ha attaccato una stazione della Gendarmeria a Dax, nel dipartimento delle Landes, mandando l’auto a cozzare contro l’ingresso della caserma. L’uomo era assai inquieto perché temeva che Donald Trump non fosse rieletto alla presidenza degli Stati Uniti (aveva scritto allo sconfitto offrendogli consigli al riguardo), ma, soprattutto, da un anno aveva uno scambio fitto di email proprio con Daillet-Wiedemann. Condannato a diciotto mesi di carcere con la condizionale, deve ora sottoporsi a trattamento psichiatrico. 

Lungi da noi stabilire un rapporto di causa-effetto fra questo episodio tragico e i contatti postali con Daillet-Wiedemann, ma ormai il tempo in cui le credenze dei complottisti si potevano ritenere soltanto opinioni curiose, estreme, marginali e poco altro è tramontato. 

L’età dell’innocenza, purtroppo, pare essersi conclusa definitivamente nel delirio dell’attacco al Congresso americano del 6 gennaio 2021 e, per l’Europa, in episodi come il rapimento di Mia e nella diffusione crescente che almeno alcuni temi complottisti dal contenuto disturbante presentano. 

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