Antologia dell’inconsueto: Integrazione e oblio in Flaiano

Un marziano a Roma è il titolo di diverse opere: un film per la televisione andato in onda su Rai Uno nel 1983, una commedia che vedeva come protagonista e regista Vittorio Gassman (1922-2000) rappresentata a Milano nel 1960 con esiti disastrosi e del racconto di Ennio Flaiano (1910-1972) da cui entrambe sono tratte.

Il nostro focus sarà sul racconto che in questa forma è contenuto nel libro Diario Notturno del 1956 (nel 1947 Flaiano aveva vinto il Premio Strega con Tempo di uccidere). Flaiano era un giornalista, scriveva per il cinema, scrisse con Federico Fellini (1920-1993) La Dolce vita ed era uno scrittore particolarmente dotato nella satira e nel commentare la società del boom economico. Possiamo considerarlo l’altra faccia di Pier Paolo Pasolini (1922-1975): se questo scriveva della povera gente, Flaiano scriveva dei benestanti, degli arricchiti, e lo faceva senza pietà.

Anche Un marziano a Roma parla di questo improvviso, incipiente benessere che ha preso l’Italia e che porta a sciupare qualsiasi meraviglia, persino l’atterraggio di un marziano a Villa Borghese. Sotto moltissimi racconti di fantascienza si nasconde una riflessione sul reale e il racconto di Flaiano ne è un esempio perfetto.

Il marziano Kunt è  una sorta di biondo svedese, educato e informato sui “fatti” della terra. Diverso dall’idea che si è imposta in seguito, quella di umanoidi grigi (o verdi), Kunt è così perché incarna il progresso che viene da nord, ed è tecnologico e gentile (ci toglie la fatica di lavare i panni al fiume con la lavatrice e riunisce la famiglia davanti alla televisione). Sul discorso della fisicità degli alieni si è incentrato l’ultimo convegno annuale del CISU (Centro Italiano Studi Ufologici), che è la fonte primaria per chiunque cerchi informazioni serie sull’ufologia in Italia: lo spunto principale del convegno era proprio il racconto di Flaiano.

Il nostro caso è quello di un marziano buono, e negli anni ’50 non è un fatto scontato. Molti racconti e libri di fantascienza mostravano una versione aliena di quelli che al tempo erano considerati i nemici: solitamente i sovietici. La guerra fredda trovava il suo sfogo nella narrativa. L’effetto in Flaiano è straniante, perché la Roma descritta non è solo resa autentica dai luoghi, ma anche dai nomi di persone reali che Flaiano incontra per strada – ad esempio un Fellini scombussolato e pestato dalla folla che passa su cose e persone per vedere l’extraterrestre.

La critica riguarda la capitale: come in La dolce vita (1960) è quello il terreno su cui ipocrisia e superficialità si muovono, ma potremmo spostare l’ago della bilancia e fare dei romani il simbolo dell’intera umanità. Dopo qualche giorno ,attorno all’astronave si aprono chioschi per i turisti, alcuni credono che il velivolo faccia miracoli (tanto che un tizio vorrebbe creare un appalto per il commercio delle candele in loco)…

Questa volta possiamo offrirvi solo parte del testo , poiché l’opera è ancora coperta dal diritto d’autore, ma vi proponiamo una deliziosa lettura da ascoltare del 18 novembre 2020 disponibile su Youtube grazie all’Accademia Italiana del Flauto. La meraviglia è nelle piccole cose.

 

 

Un marziano a Roma

12 ottobre

Oggi un marziano è sceso con la sua aeronave a Villa Borghese, nel prato del galoppatoio. Cercherò di mantenere, scrivendo queste note, la calma che ho interamente perduta all’annunzio dell’incredibile evento, di reprimere l’ansia che subito mi ha spinto nelle strade, per mescolarmi alla folla. Tutta la popolazione della periferia si è riversata al centro della città e ostacola ogni traffico. Debbo dire che la gioia, la curiosità è mista in tutti ad una speranza che poteva sembrare assurda ieri e che di ora in ora si va invece facendo più viva. La speranza «che tutto cambierà». Roma ha preso subito l’aspetto sbracato e casalingo delle grandi occasioni.
Già a piazza Fiume non ci si muove più: Ia folla pressata, ondeggiante, aspetta, canta, grida, improvvisa danze Ho visto i primi ubriachi. l tetti degli autobus (fermi questi nelle strade come navi sorprese dall’inverno in un mare glaciale) brulicano di giovani e di bambini che urlano agitando grandi bandiere sporche. I negozi hanno abbassato le saracinesche.
Verso le sette ho incontrato pallido, sconvolto dall’emozione il mio amico Fellini. Egli si trovava al Pincio quando l’aeronave è discesa e sulle prime ha creduto si trattasse di un’allucinazione. Quando ha visto gente accorrere urlando e ha sentito dalla aeronave gridare secchi ordini in un italiano un po’ freddo e scolastico, Fellini ha capito. Travolto subito dalla folla, e calpestato, si è risvegliato senza scarpe, la giacca a pezzi. Ha girato per la villa come un ebete, a piedi nudi, cercando di trovare un’uscita qualsiasi. Io ero la prima persona amica che incontrava. Ha pianto abbracciandomi, scosso da un’emozione che ben presto si è comunicata anche a me.
Mi ha descritto poi l’aeronave: un disco di enormi dimensioni, giallo e lucente come un sole. E il fruscio indimenticabile, il fruscio di un foulard di seta, al momento di calarsi al suolo! E il silenzio che ha seguito quel momento! In quel breve attimo ha sentito che un nuovo periodo stava iniziando per l’umanità. Le prospettive sono – mi dice – immense e imperscrutabili. Forse tutto: la religione e le leggi, l’arte e la nostra vita stessa, ci apparirà tra qualche tempo illogico e povero. Se il solitario viaggiatore sceso dall’aeronave è veramente
– e oramai, dopo il comunicato ufficiale, sarebbe sciocco dubitarne – l’ambasciatore di un altro pianeta dove tutto si conosce del nostro, questo è il segno che altrove «le cose sono più semplici». Il fatto che il marziano sia venuto solo dimostra che egli possiede mezzi a noi sconosciuti per difendersi; e argomenti tali da mutare radicalmente il nostro sistema di vita e la nostra concezione del mondo.
Al Policlinico, dove lo accompagno per farsi medicare le ferite ai piedi, incontro tra i contusi Giovannino Russo e Carletto MazzareIla. Il primo ha perso gli occhiali e non mi riconosce, il secondo ha perso le scarpe e non lo riconosco. Sono ancora stravolti dalle emozioni. Prima che la folla si scatenasse nel suo entusiasmo, hanno fatto in tempo a vedere il marziano! Dunque, è vero! La loro ironia (credevano in una mistificazione pubblicitaria) è caduta di colpo quando hanno visto scendere il biondo navigatore dall’apparecchio. Russo lo descrive come un uomo alto, di portamento nobile, un po’ malinconico. Veste comunemente, come potrebbe vestire uno svedese – ha soggiunto Mazzarella. Ha parlato in perfetto italiano. Due donne sono svenute quando egli è passato, sorridente, tra i cordoni della polizia, per raggiungere l’auto del Prefetto. Nessuno ha osato avvicinarglisi troppo. Solo un bambino è corso verso di lui. La scena che è seguita ha strappato grida e la-crime ai presenti. ll marziano ha parlato al bambino, dolcemente, carezzandolo. Niente altro. Sorrideva ed era stanco.
Mazzarella è particolarmente entusiasta del marziano. Egli ne deduce che le marziane sono certo migliori delle spagnole e forse anche delle americane. Spera che il marziano abbia portato con sé i testi poetici della letteratura marziana.

13 ottobre

Il marziano è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica, ieri notte. Verso le due via Veneto brulicava di folla come in una mattinata domenicale. Si formavano capannelli attorno ai fortunati che hanno visto da vicino il marziano. Le impressioni sono tutte favorevolissime. Sembra che il marziano conosca molto bene la nostra situazione economica, sociale, politica. È un uomo di maniere semplici ma compitissime. Non dà molte spiegazioni e non ne chiede nessuna. Quando gli hanno chiesto perché avesse scelto proprio Roma per la sua visita ha sorriso finemente. Sembra anche che si tratterrà a Roma molto tempo, forse sei mesi. Verso le due e mezzo ho incontrato Mario Pannunzio con il solito gruppo del «Mondo». Si parlava del marziano ma con un certo scetticismo, che mi ha stupito. «Non si hanno ancora notizie ufficiali» ha detto Sandro De Feo «il comunicato è stato smentito». Al che Pannunzio ha soggiunto: «Non ci credo nemmeno se lo vedo».
Alle tre sono uscite le edizioni straordinarie, vietate sino allora dalla Questura per motivi di ordine pubblico. Il marziano si chiama Kunt. Ha propositi pacifici benché altre aeronavi, a suo dire, incrocino nella stratosfera. Il viaggio da Marte alla Terra non dura più di tre giorni. Sulle conversazioni in corso tra il marziano e le autorità non si hanno indiscrezioni. Questo è tutto. Tornando a casa mi sono fermato a leggere un manifesto di un partito, pieno di offese per un altro. Tutte mi è sembrato di colpo ridicolo. Ho sentito il bisogno di urlare. Credo al marziano e credo soprattutto alla sua buona fede! Ero sconvolto. E chi incontro? Il vecchietto che guarda le automobili in via Sicilia, quello che ha il berretto con la scritta Journaux suisses. Gli ho dato tutto il denaro che avevo in tasca, non molto, gli ho baciato le mani, scongiurandolo, cristianamente, di perdonarmi.

14 ottobre

Le autorità hanno fatto recintare l’aeronave, che si potrà d’ora in poi vedere dietro pagamento di una tassa a favore di certe opere assistenziali cattoliche. Il marziano ha dato la sua approvazione. La tassa è stata fissata in lire cento, per permettere anche alle persone meno abbienti di vedere l’aeronave. Tuttavia i mutilati di guerra, i funzionari del ministero degli interni, i giornalisti con tessera possono entrare gratis. Gli enalisti, le scuole e le comitive possono ottenere uno sconto.

Immagine in evidenza: pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=607295

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