La strana storia di Hillary Clinton e dei Nefilim

Articolo di Sofia Lincos e Giuseppe Stilo

La notizia sarebbe di quelle bomba, se fosse vera: tra le mail di Hillary Clinton, moglie dell’ex-presidente e candidata alla presidenza sconfitta da Trump nel 2016, pubblicate su Wikileaks, si parlerebbe di Nefilim e della “camera di resurrezione” di Gilgamesh. Lo scoop è circolato in diversi siti ufologici e cospirazionisti, e qualcuno si è spinto ad affermare che gli Stati Uniti avevano fatto scoperte archeologiche straordinarie. In Italia, la vicenda è stata portata alla ribalta da Omega Click, un canale Youtube da oltre 150.000 iscritti. Nel video, pubblicato il 20 ottobre e ripreso anche da alcuni siti ufologici, il protagonista mascherato racconta: 

[…] Stiamo spulciando in modo legale un server che veniva utilizzato dalla signora Clinton e da altri funzionari governativi […] Qui, in un atto ufficiale, direttamente declassificato dal Dipartimento di Stato, leggiamo a pagina 470 di 483: […] “Richiesta di documentazione relative alla camera di resurrezione di Gilgamesh, alla posizione del suo corpo e alla posizione dei Nefilim sepolti”. Cioè, io non so se voi vi rendete conto […]. Gilgamesh è un Dio sumero, i Nefilim biblici sono alieni, sono giganti alieni narrati nella Bibbia […] E quindi il governo sa, le teorie del paleocontatto e tutte le posizioni degli ufologi, se vogliamo, qui trovano una grandissima conferma. Dove sono i documenti, scusate? Perché non vengono declassificati? Perché gira questa roba sui server governativi?

Non resta che andare a cercare il documento in questione e provare a capire quello che davvero stiamo leggendo.

Che cosa dice il documento?

Il file in questione è reperibile a questa pagina, sul sito dedicato al FOIA dal Dipartimento di Stato americano. 

FOIA sta per Freedom of Information Act, l’importantissima legge americana tramite cui si può richiedere alle pubbliche amministrazioni, in virtù della trasparenza e libertà di accesso alle fonti, informazioni e documenti sull’argomento che più vi aggrada. Immaginate di essere uno storico che sta cercando di capire se l’FBI fosse a conoscenza dei Protocolli dei Savi di Sion, e come li considerasse. Potete fare una richiesta specifica e – se ciò che cercate non rientra tra le particolari esenzioni del FOIA – vi verranno rilasciati tutti i documenti in possesso all’FBI che trattano l’argomento (è ciò che è successo, con molte polemiche, ad agosto).

La pagina istituzionale che gestisce queste richieste dispone di un motore di ricerca interno. Tramite di esso, cercando la parola nephilim, si scopre che sì, sul sito del Dipartimento di Stato americano esiste un documento (l’unico) che menziona questo termine. Chi spera di trovare informazioni segretissime declassificati, però, rimarrà deluso: il file in questione si intitola 

“FOIA Log – Cases Received Between 1/1/2018 and 12/31/2018”. 

Detto in altri termini, si tratta dell’elenco di richieste di accesso agli atti arrivate nel corso dell’anno 2018. E qui, a pagina 470, leggiamo: 

F-2019-02110 – Denetra D Senigar

Richiesta di documenti riguardanti la camera di resurrezione di Gilgamesh, l’ubicazione del suo corpo e dei Nefilim sepolti

12/13/2018 – CHIUSO

Dunque, in data 13 dicembre 2018, una certa Denetra Senigar ha domandato, in virtù della possibilità per i cittadini di accedere agli atti pubblici, se il Dipartimento di Stato fosse in possesso di informazioni su questo insolito tema. La richiesta è stata regolarmente presa in esame, le è stato assegnato un numero di protocollo e il procedimento è stato successivamente dichiarato chiuso.

Non è presente, sull’elenco, la risposta del Dipartimento di Stato: potrebbe aver risposto di non essere in possesso di informazioni, o aver mandato alla richiedente qualche documento (non sarebbe impensabile, tra i files delle agenzie governative si trova a volte materiale bizzarro, come la rivistina occultistica Round Robin o il Memo Hottel). 

Ma cosa c’entra Hillary Clinton?

In una parola: niente. 

L’associazione con Hillary Clinton è stata fatta da qualcuno che, andando sul sito del FOIA, ha impostato come chiavi di ricerca “Clinton” e “nephilim” (oppure la stringa, più complessa, “collection=Clinton_Email AND nephilim”). L’intenzione è chiara: chi lo ha fatto, voleva sapere se nel corpus delle e-mail della Clinton si parlasse di Nefilim. Per come è costruito il motore di ricerca, questo tentativo non funziona. In questo modo, saltano fuori invece tutti i documenti che contengono le parole Clinton e Nephilim. L’unico ad averle entrambe, comunque, è il file log di cui sopra.

Copiando il link, rimane nell’indirizzo la stringa di ricerca fatta. Questa è l’unica ragione per cui qualcuno ha pensato ci fosse un collegamento tra quell’elenco di richieste FOIA del 2018 e l’ex candidata alla Casa Bianca. Ma in realtà queste due cose non hanno nulla a che fare l’una con l’altra. 

I più curiosi, comunque, possono andare a spulciare davvero le oltre 30.000 email di Hillary Clinton portate alla luce nell’ambito del cosiddetto emailgate (lo si può fare, ad esempio, tramite il motore di ricerca di Wikileaks). Scoprirebbero che – sorpresa sorpresa – in nessuna di queste si parla di Nefilim o di camere della resurrezione di Gilgamesh.

I Nefilim

Il caso è chiuso. Viene però da chiedersi: perché qualcuno dovrebbe voler cercare informazioni su Gilgamesh, su “camere della resurrezione” e Nefilim nei documenti del Dipartimento di Stato americano? E qui la risposta è più complessa. Ovviamente chiunque può, grazie al FOIA, fare richieste anche sugli argomenti più strampalati, dallo Yeti alla marmellata che si riproduce per partenogenesi (cit): al limite, gli verrà cortesemente risposto che la pubblica amministrazione statunitense non dispone di documenti in proposito. 

La richiesta, però, tradisce un mondo – distorto ma affascinante – fatto di antichi alieni, figure mitologiche molto concrete e di Governi che sanno. Facciamo una piccola digressione, allora. Chi sono i Nefilim?

Il termine compare – e solo in maniera marginale – nella parte ebraica della Bibbia, quella che i cristiani chiamano Antico Testamento. Il riferimento più ampio è nel libro della Genesi, al capitolo 6, versetti 1-8:

Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro delle figlie, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli a loro scelta. Allora il Signore disse: “Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni”. C’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo -, quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi (Traduzione CEI 2008)

Quei giganti – come li traduce la più moderna versione CEI – sono appunto i Nefilim. Ora, l’esegesi biblica si è sbizzarrita fin dall’antichità su queste poche righe: ci sono state (e ci sono) innumerevoli discussioni fra gli studiosi di letteratura semitica sul fatto che possano rappresentare il residuo di tradizioni folkloriche precedenti alla scrittura del libro della Genesi, che è piuttosto tardo, oppure che si facesse riferimento a una particolare categoria di angeli; così come sul fatto che quel Dio è, nell’originale, un plurale, Elohim (termine che peraltro ricorre molte altre volte nella Scrittura).

Quello che interessa noi, invece, è il fatto che i giganti-Nefilim sono stati interpretati, da una certa corrente di scrittori del mistero (tra cui Zecharia Sitchin e Erich von Däniken), in senso del tutto letterale, come alieni discesi sulla Terra. Scrive fra i primi, ad esempio, von Däniken in Erinnerungen an die Zukunft, il suo best seller del 1968 (più noto col titolo inglese Chariots of Gods e da noi come Gli extraterrestri torneranno):

I “giganti” infestano le pagine di quasi tutti i libri antichi. Quindi devono essere esistiti. Che sorta di creature erano, questi “giganti”? Erano i nostri progenitori, che costruirono costruzioni gigantesche e scolpirono senza sosta i monoliti, o erano viaggiatori spaziali tecnicamente evoluti che provenivano da un’altra stella? Una cosa è certa. La Bibbia parla di “giganti” e li descrive come “figli di Dio”, e questi “figli di Dio” si incrociarono con le figlie degli uomini e si moltiplicarono. 

Gilgamesh e Nefilim, tutti insieme appassionatamente

L’interpretazione aliena è basata, evidentemente, su una forzatura: l’idea che testi come la Bibbia possano essere presi in senso letterale, come una cronaca storica di fatti realmente accaduti, uno per uno, quando oggi l’esegesi scientifica spiega senza difficoltà che parte di quei fatti o non sono mai accaduti, oppure sono eventi riletti secondo le chiavi interpretative delle innumerevoli persone che per qualche secolo attesero alla stesura dei libri sacri (poi confluiti nella Bibbia). 

Ma le elucubrazioni di von Däniken si basano anche su libri apocrifi, che in qualche modo compiono un’operazione di “riempimento” di alcuni vuoti narrativi ed esplicativi di testi del canone (come appunto la Genesi). Fra gli scritti che hanno avuto successo tra i sostenitori degli antichi astronauti, in prima linea troviamo il Libro di Enoch (redatto molto molto tardi, quando la quasi totalità dei testi che stavano confluendo nel canone biblico erano stati scritti) e l’assai più recente Libro dei Giganti (che fu reso celebre dalla tradizione manichea, ma una cui prima versione doveva esistere già al tempo in cui fu raccolta la biblioteca di Qumran, intorno al II secolo a. C.) Entrambi sono testi interessantissimi per chi desidera capire quali altri universi teologici avevano accanto a sé gli autori dei testi biblici. 

La cosa più importante da dire al riguardo forse è che, tenendo fuori quelle idee dal canone, questi autori sconfissero la corrente letteraria e teologica che gli studiosi chiamano “enochismo”, appunto dal titolo del Libro di Enoch. Lì, i “figli di Dio” sono angeli caduti che cedettero al desiderio per le donne e per questo motivo si ribellarono a Dio, scendendo nel mondo e insegnando agli uomini conoscenze proibite come la metallurgia e la cosmesi (non pensavate che il fard o l’ombretto fossero doni degli angeli, vero?) 

Ma c’è un passo nel Libro dei Giganti che ha ulteriormente acceso le fantasie di scrittori come Zecharia Sitchin: tra i giganti antidiluviani vengono citati anche Gilgamesh e Humbaba, due protagonisti delle epopee mesopotamiche (ed infatti è proprio in quelle regioni che il Libro dei Giganti prese forma lentamente). Si tratta di un interessante esempio di interpolazione culturale tra il mondo ebraico e quello della Mezzaluna fertile (anche se i due Gilgamesh non sono totalmente sovrapponibili: quello del Libro dei Giganti, per dire, è un antidiluviano, mentre quello della tradizione mesopotamica arriva dopo il diluvio). Eppure, la sua presenza in testi così complicati quanto oscuri, ma riscoperti dalla ricerca letteraria e biblica nel XX secolo, è stata più che sufficiente, per gli amanti del mistero, per balzare a una conclusione netta: Gilgamesh era un Nefilim, alieno o ibrido umano-alieno; le sue leggendarie imprese, sicuramente messe in atto grazie alla sua superiore tecnologia spaziale. E così anche un episodio chiaramente mitologico, come la discesa dell’eroe agli Inferi e successivo ritorno (topos che si ritrova in tantissimi racconti dell’antichità), diventa realizzabile grazie a un’improbabile camera della resurrezione – mentre, dal canto loro, Nephilim e Gilgamesh smettono di essere figure letterarie e assumono consistenza concreta, trasformandosi in alieni realmente esistiti i cui corpi potrebbero essere, da un giorno all’altro, ritrovati.

Ecco, in sostanza, cosa ci racconta quella strana richiesta FOIA: non ciò che il Governo statunitense (o Hillary Clinton) sa, ma uno squarcio su ciò che alcune persone, cittadini americani, pensano che potrebbe sapere. Il che, se ci pensate, è forse altrettanto affascinante.

Immagine: “Angelo caduto”, del pittore simbolista Odilon Redon, 1872

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