Madonne, telepredicatori, profeti: tutti pazzi per il coronavirus

“Grande è la confusione sotto il cielo. La situazione è eccellente”.

Si potrebbe prendere a prestito questa celebre frase attribuita a Mao Zedong per descrivere il pensiero dei tanti predicatori dell’apocalisse che gongolano oggi di fronte al dramma della pandemia per rispolverare i loro teoremi catastrofisti. Un’epoca d’oro per chi annuncia tragedie e disastri, tant’è che persino la sedicente sensitiva Sylvia Browne, morta nel 2013, ha potuto prendersi la sua rivincita post mortem vedendo il suo libro Profezie. Che cosa ci riserva il futuro (2004) ristampato in tempi record da Mondadori in forza di un’unica succinta “profezia” azzeccata, che oggi spopola sul web e della quale ci eravamo occupati con un articolo ad hoc.

Negli Stati Uniti e in molte altre parti del mondo l’epidemia di coronavirus sta dando lavoro ai tanti telepredicatori del Protestantesimo evangelicale (oggi in buona parte passati su YouTube) che annunciano l’imminente fine del mondo attraverso i passi dell’Apocalisse giovannea.

Gerald Flurry, rappresentante della Grace Communion International, una chiesa della Carolina del Nord fondata nel 1934 dal radiotelepredicatore Herbert W. Armstrong, nota per le sue continue previsioni sulla fine del mondo (Armstrong, morto nel 1986, aveva previsto la Terza guerra mondiale e la seconda venuta del Cristo per il 1975), non ha dubbi: “Queste malattie peggioreranno”. L’epidemia è infatti il quarto cavaliere dell’Apocalisse neotestamentaria, Morte, giunto “per sterminare con la spada, con la fame, con la peste e con le fiere della terra”.

Un altro pastore evangelico americano. Paul Begley, che tiene settimanalmente una rubrica dal titolo “Coming Apocalypse” (“L’apocalisse imminente”) su un’emittente locale, ha organizzato un grande evento nell’Indiana per il 1° maggio, in cui dovrebbe discutere di prossimi terremoti, di eruzioni vulcaniche, uragani, incendi collegati a una possibile influenza del pianeta X o Nibiru; per questo, ci ha tenuto a rassicurare i suoi fedeli: Dio gli ha garantito che l’epidemia passerà presto, e che questo è solo il primo segno delle tribolazioni imminenti, tema tipico della parte più fondamentalista dell’avventismo protestante. L’evento, comunque, potrebbe non tenersi, dato il lockdown predisposto negli Stati Uniti, ma la pagina Evenbrite precisa che il biglietto da 69 dollari “non è rimborsabile”.

Il pastore Steven Andrew, a capo della American Christian Denomination (ACD), cui possono aderire senza particolari vincoli cristiani di ogni confessione, com’è tipico del Protestantesimo evangelicale (e che si richiama a una mitica fede “pura” dei Padri pellegrini fondatori delle colonie americane), autore di un libro dal titolo Jesus Makes America Great, ha chiesto un mese di pentimento per i peccati della comunità LGBT, per proteggere gli Stati Uniti dalle malattie “come il coronavirus”. Secondo Andrew, “Dio proteggerà gli Usa dal pericolo quando il paese si pentirà degli LGBT, dei falsi dei, dell’aborto e di altri peccati”. Nel frattempo, chiede di raccogliere circa sei milioni di dollari per promuovere gli obiettivi della sua chiesa.

Il telepredicatore  di area pentecostale Andrew Wommack, di Colorado Springs, che nell’agosto 2019 aveva dichiarato di aver riportato in vita un bambino morto grazie alle preghiere, irritato per aver dovuto cancellare i raduni dei suoi fedeli a causa del lockdown, ha dichiarato che evidentemente le persone non hanno abbastanza fede in Gesù, perché solo le persone con poca fede verrebbero infettate dal virus.

Alla bella età di 90 anni, il re dei televangelisti, il pastore Pat Robertson, influente consigliere dei repubblicani dai tempi di Ronald Reagan, non è invece troppo preoccupato. Dopo aver predetto con sicurezza la fine del mondo per il 1982, uno tsunami sulla costa ovest degli Stati Uniti per il 2006 e un attacco terroristico di tipo nucleare per il 2007, si è limitato a raccomandare in televisione una dieta sana perché “l’80% di coloro che hanno un fegato sano” è immune dal coronavirus. Non è un caso che la Christian Broadcasting Network, la rete di Robertson, stia pubblicizzando un libro intitolato Build a Better Gut  (Costruire un fegato migliore) che promuove diete detox.

In Italia e negli altri paesi cattolici sono invece le presunte profezie mariane a tenere banco. Sui social in questi giorni impazzano quelle della Madonna di Anguera, che comunicherebbe dal 1987 con il veggente brasiliano Pedro Regis, che vive nella cittadina da cui prendono il nome le sue esperienze mistiche, attraverso scrittura automatica; tali esperienza, mai prese in alcuna considerazione dalla Santa Sede, trovano comunque popolarità non solo online, ma anche in alcune nicchie conservatrici del clero cattolico, come mostrano alcune testimonianze sul blog dell’ex vaticanista Aldo Maria Valli, da alcuni anni convertitosi a bandiera del cattolicesimo anti-bergogliano più reazionario.

La Madonna di Anguera, nei suoi oltre cinquemila messaggi, non è mai avara di profezie apocalittiche. Un video in italiano con oltre 25.000 visualizzazioni postato lo scorso 30 gennaio e promosso dal “Canale Ufficiale Madonna di Anguera”, riassume alcuni messaggi ricollegabili all’epidemia:

Sappiate che una famosa città resterà deserta, un’epidemia allontanerà da essa molti dei suoi abitanti e gli altri moriranno. (9 agosto 2005);

L’umanità porterà una croce pesante a causa dell’epidemia… Da Karachi verrà una grande sofferenza. (14 novembre 2005: Karachi, capitale del Pakistan, risulta peraltro relativamente poco colpita dal virus);

Gli uomini si sono uniti e hanno preparato in laboratorio la distruzione. (24 febbraio 2005);

In laboratorio è stata preparata l’arma della grande distruzione. (13 settembre 2005, ma i responsabili sarebbero “gli uomini con la barba”, allusione evidente ai fondamentalisti islamici);

Un’epidemia si diffonderà in tante nazioni. (10 gennaio 2006):

Gli uomini hanno preparato il virus della morte, non ci saranno barriere per contenere la sua avanzata… il Kenya avrà bisogno di aiuto. (25 ottobre 2005; in Kenya sono registrati a oggi poche decine di casi);

Gli uomini saranno contaminati e milioni di cadaveri saranno sparsi per ogni dove. (12 agosto 2006).

Come se non bastasse, una pagina Facebook di ispirazione cattolica (“Io sono la vite e voi i tralci”, con oltre 14.000 followers) condivide anche un “falso” messaggio della Madonna di Anguera del 24 gennaio 2020 – il sito “ufficiale” non riporta nessun messaggio in quella data – in cui l’apparizione avrebbe anche lanciato un esplicito messaggio anti-vaccini:

È un virus prodotto in laboratorio, come altri che verranno prodotti, per uccidere milioni di persone. Poi inventeranno una vaccinazione mondiale velenosa per ucciderne ancora di più a cui sarete obbligati a sottoporvi.

Altre profezie mariane di tono apocalittico sono comunque più recenti. È il caso della Madonna di Trevignano Romano, apparizione anch’essa mai presa in alcuna considerazione della Santa Sede. In questa cittadina di cinquemila abitanti sita nei pressi della capitale, la signora Gisella e il signor Gianni, di ritorno nel 2016 da un pellegrinaggio a Medjugorje con una statuina-ricordo della Madonna, riferiscono da allora di lacrimazioni di sangue dalla statua, mentre il 3 di ogni mese la signora Gisella (ospite nel 2018 anche di una puntata di La vita in diretta su Rai1) riceve apparizioni mariane Il sito MeteoWeb, pur specificando la sua “vocazione scientifica”, non può fare a meno di riportare alcuni di questi messaggi collegandoli all’epidemia in corso, “certi che la religione, sempre scrupolosamente messa in secondo piano rispetto alle indicazioni fornite da medici e scienziati, può diventare un supporto morale e una faro in mezzo al buio per molti”. Da ciò apprendiamo che il 18 giugno 2016 la Madonna avrebbe dichiarato: “Su Roma cadrà la pestilenza, la miseria e il vaiolo, che darà morte e disperazione”, che il 10 ottobre 2016 avrebbe chiesto di pregare “affinché si possa debellare una malattia per la quale non ci sarà cura”, fino al 28 settembre 2019: “Pregate per la Cina perché da lì arriveranno le nuove malattie, tutto già pronto per influenzare l’aria da batteri sconosciuti”, con uno scivolone grossolano sulla differenza elementare tra batteri e virus.

Padre Livio Fanzaga, il celebre predicatore di Radio Maria, l’apocalisse l’annuncia da anni. L’apocalisse è incominciata (2019) è il titolo di uno dei suoi ultimi libri ma anche della trasmissione da lui curata sull’ascoltatissima emittente radiofonica ultra-cattolica. Fedelissimo della Madonna di Medjugorje, dei cui messaggi è attento esegeta, sempre pronto a scorgere segni che annuncino l’imminente fine dei tempi, non ha dubbi sul senso dell’epidemia in corso: “La natura è ormai ostile a noi e con il coronavirus abbiamo aperto gli occhi, perché è arrivato in un momento propizio, basta ascoltare il messaggio della Madonna di Medjugorje dato a Ivan il 17 settembre, nel quale afferma che si sta realizzando il periodo di Satana”. Non è, questa, una novità. Proprio sul sito di Radio Maria è possibile scoprire che è dal 2011 che la Madonna di Medjugorje parla del “periodo di Satana”, dichiarazione che a suo tempo padre Livio collegò alla celebre profezia sul 2012.

La pandemia sarebbe dunque un “segno dei cieli” del tipo di quelli elencati nell’Apocalisse, o più ottimisticamente un avvertimento per la deriva anticristica del mondo. Non è un caso, secondo padre Livio, che il virus provenga dalla Cina dell’ateismo di stato e delle continue persecuzioni religiose. A peggiorare la situazione, nei giorni scorsi si è diffusa la notizia che la Madonna di Medjugorje, apparsa alla veggente Mirjana Dragičević Soldo eccezionalmente al chiuso della sua abitazione a causa della quarantena (anche il sito di pellegrinaggio, come quello di Lourdes, è stato chiuso al pubblico), avrebbe annunciato che d’ora in avanti le comparirà non più il 2 di ogni mese, ma una sola volta l’anno, il 18 marzo (giorno del compleanno della veggente). Già nel 1987 la Madonna di Medjugorje aveva diradato le sue apparizioni, da quotidiane a mensili; secondo padre Livio, se si contano gli anni dal 1987 a oggi ne sono passati 33: numero certo non casuale, visto che coincide con quelli che la tradizione assegna alla vita di Gesù. Comunque, ad altri tre veggenti la Madonna di Medjugorje continua ad apparire quotidianamente.

Radio Spada, sito web della galassia cattolica tradizionalista, ferocemente in opposizione al pontificato “modernista” di Francesco ma anche critico nei confronti del pietismo mariano di Medjugorje (di cui non riconosce la veridicità), fa notare come Wuhan, epicentro dell’epidemia in Cina, fu anche la città in cui, nel 1958, furono consacrati i primi due vescovi cattolici cinesi riconosciuti dal governo comunista di Pechino, in opposizione alla Santa Sede, che subito li scomunicò. Il dubbio seminato dai redattori del sito è che “la pandemia sia un segno dei tempi”, contro le più recenti aperture del Vaticano nei confronti di Pechino (“questa vergogna del pontificato bergogliano”).

A loro e a tutti gli altri ha replicato indirettamente lo stesso papa Francesco, che già in un Angelus del febbraio 2016 aveva precisato che “Dio non permette le tragedie per punire le colpe”, commentando in un’omelia dello scorso 25 febbraio l’idea che Dio manderebbe il male come castigo:

Che idea di Dio ci siamo fatti? Siamo proprio convinti che Dio sia così, o quella non è piuttosto una nostra proiezione, un dio fatto a nostra immagine e somiglianza?

Per il teologo gesuita Antonio Spadaro, direttore della Civiltà Cattolica e tra le voci più ascoltate nell’entourage papale, il pontificato di Bergoglio va palesemente in controtendenza rispetto “alla macchina narrativa dei millenarismi settari che preparano all’apocalisse e allo «scontro finale»”, attraverso “una sistematica contro-narrazione rispetto alla narrativa della paura”. Che invece continua a dilagare nei circoli fondamentalisti sia protestanti sia cattolici, sempre pronti a predicare una fine dei tempi che da duemila anni tarda ad arrivare.

Roberto Paura

Dottore di ricerca in Fisica, con specializzazione in comunicazione della scienza, è giornalista scientifico e culturale per diverse testate, ha lavorato alla Città della Scienza di Napoli ed è stato borsista dell'INFN. Dal 2013 è presidente dell'Italian Institute for the Future. Dal 2019 è coordinatore del CICAP Campania.

2 pensieri riguardo “Madonne, telepredicatori, profeti: tutti pazzi per il coronavirus

  • 1 Aprile 2020 in 10:05
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    Il problema è che questa gente vota.

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  • 2 Aprile 2020 in 08:30
    Permalink

    Caro Roberto, anche se hai ridicolizzato alcuni dei miei Profeti preferiti, devo comunque dichiarare che in questa corsa a dividere il Mondo in criminali negazionisti (irresponsabili e propagatori di virus tramite passeggiate al parco assolutamente non necessarie; addirittura con veicoli di contagio come i bambini!) ed eroi che combattono una battaglia disperata, senza mezzi profilattici, contro un killer seriale più potente di tutto l’ arsenale farmacoterapico mondiale, quasi tutto il CICAP si è mosso in una ottica di ragionevolezza, conservando una merce divenuta rarissima: i nervi saldi. Avete continuato a fare il Vostro mestiere, rivelando errori scientifici, estrapolazioni troppo allargate di dati pur veri, predizioni sovrastimate a posteriori. Spesso avete usato un Humor che, col passare dei giorni, sembrava diventato, sui social, un alleato del Covid da estirpare. Da Piero Angela, che ha dimostrato, almeno agli inizi (ma dopo c’ era da passare per terroristi) una lucidità ben superiore a persone tanto più giovani di lui nei riguardi delle chiusure tombali di negozi e fabbriche, a Salvo Di Grazia, che si è sforzato di informare attenendosi ai fatti ed evitando di schierarsi politicamente, a Massimo Polidoro, che ha cercato e cerca di parlare di un dopo e di un inevitabile sconfitta del virus. Unica eccezione Roberto Burioni, che, forse in buona fede di fronte ai tanti sottovalutatori della prima ora, ha contribuito a incrementare psicosi e rimedi peggiori del male. Carina, Se la volete riascoltare col senno di poi, la trasmissione Melog di Nicoletti ( altro Vostro amico) del 27 gennaio, tuttora riascoltabile sul sito di Radio 24: Nicoletti lo invitò per tranquillizzare, ma il nostro Roberto fu più allarmista dei video fake sui social che parlavano di Apocalisse. Quello che oggi è diventato il Lock Down fu caldamente consigliato da Burioni e subito accettato dall’ Italia e poi, a cascata, da quasi tutti i paesi del Mondo, man mano che l’ influenza approdava, facendo cessare, per incanto, le prese in giro verso i Cinesi prima e gli Italiani subito dopo. Ma devo ringraziare anche Burioni, stando, almeno a quello che i mie occhi vedono: i Fiorentini stanno osservando una Quaresima come non la facevano dai tempi del Savonarola! Il che è di grande conforto per noi credenzoni verso Madonne e veggenti.

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