Torna il Darwin Day

Il 12 febbraio è una ricorrenza speciale per il mondo della scienza. Si celebra il “compleanno” del padre di una tra le teorie scientifiche più importanti e innovative, che costituisce le fondamenta del grande edificio della biologia: si tratta di Charles Darwin, il cui nome è legato alla teoria dell’evoluzione. Darwin nasceva a Shrewsbury, nel Regno Unito, proprio il 12 febbraio del 1809 e già poco tempo dopo la morte del grande naturalista britannico si scelse questa data per celebrarne l’opera e le scoperte scientifiche.

Nel tempo le attività del Darwin Day si sono diffuse in molte nazioni, tra cui l’Italia, e sono l’occasione per ricordare l’importanza centrale della teoria dell’evoluzione, che ha risposto, nel modo ancor oggi considerato più rigoroso dalla scienza, a domande antiche quanto il mondo. Da dove vengono gli esseri viventi che popolano la terra? Qual è il loro rapporto con l’ambiente che costituisce la loro casa? Tutte le specie – ci ha insegnato Darwin – hanno un’origine comune e il meccanismo principale che ha permesso di dar vita a quelle che il naturalista britannico definiva «infinite forme bellissime» a partire dagli organismi più semplici è la “selezione naturale”.

In estrema semplificazione, secondo Darwin, gli organismi si evolvono per effetto di mutazioni che compaiono del tutto casualmente e che vengono mantenute nel momento in cui rappresentano una caratteristica vantaggiosa in rapporto all’ambiente nel quale l’organismo vive. Questo “vantaggio evolutivo” consente a chi lo porta di avere una maggiore probabilità di arrivare all’età adulta e di riprodursi, trasmettendo i propri caratteri alle generazioni successive. Naturalmente, come sempre nella scienza, il discorso è molto più complesso: i fattori e i meccanismi in gioco sono molti. E non dobbiamo avere l’ingenuità di pensare che la teoria dell’evoluzione sia stata definita in tutti i suoi dettagli dallo stesso Darwin. L’edificio della scienza è frutto del lavoro collettivo di molti scienziati e questo vale anche per la teoria dell’evoluzione, nella quale molti aspetti anche fondamentali sono stati definiti nel corso del tempo. Le scoperte di Darwin non perdono, però, di attualità e continuano a ricevere numerose conferme, dai più svariati settori delle scienze della vita.

Oggi l’evoluzione ci aiuta a capire tantissimi fenomeni: è la chiave per comprendere il comportamento umano, ma ci insegna anche a prevedere le conseguenze di una malattia delle piante. I possibili esempi sono virtualmente infiniti. Tra questi, paradossalmente, proprio la tendenza tipicamente umana a rifiutare questa teoria e le sue conclusioni.

Darwin ci ha insegnato che la molla dell’evoluzione è il puro e semplice caso, ma la nostra mente – plasmata in questa maniera proprio dall’evoluzione – non riesce ad accettarlo e cade nell’errore di immaginare una volontà esterna che determina il cambiamento e l’agire degli esseri viventi. È il cosiddetto errore del “finalismo”, che fa tanto arrabbiare gli evoluzionisti, perché lascia intendere l’esistenza di uno scopo che si celerebbe dietro il meccanismo evolutivo. Ma perché istintivamente la pensiamo così? Lo facciamo perché cogliere nessi causa-effetto è un meccanismo importante, che nella nostra storia evolutiva ci ha salvato la vita tante volte, per esempio facendoci intuire la presenza di un predatore da una serie di rami spezzati nell’ambiente circostante. Ma a forza di cogliere nessi causali finiamo con l’esserne ingannati… e col non credere a quello che Darwin ci ha insegnato.

Il Darwin Day è un’importante occasione per fare il punto sulle nostre conoscenze. «I Darwin Day, molto diffusi in Italia, non sono celebrazioni rituali di un santino, ma un bel pretesto per raccontare le ultime scoperte sulla grande storia dell’evoluzione partendo dalle intuizioni di Darwin», ricorda Telmo Pievani, filosofo e storico della biologia, esperto di teoria dell’evoluzione e attivamente impegnato nell’organizzazione del Darwin Day sul territorio nazionale. «Tutto cominciò quando qualcuno propose di eliminare l’insegnamento di Darwin dalle scuole italiane: da allora non abbiamo mai smesso di organizzare i Darwin Day!», conclude Pievani.

Questo è l’elenco delle iniziative sparse nel territorio nazionale: vi invitiamo a trovare quella più vicina a voi per celebrare degnamente un giorno così importante.

Elenco iniziative (la lista continuamente aggiornata è su PikaiaIl portale dell’evoluzione)

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