Cosa c’è dietro la presunta profezia sul terremoto a Pozzuoli?

Lei si chiama Luciane Johansson e si definisce, in un video su Youtube, “evangelista, missionaria, pastora”. Di lei sappiamo che è brasiliana e che da alcuni mesi vive in Italia, probabilmente a Pozzuoli, nel napoletano, o negli immediati dintorni. Ha una bella voce con cui canta nei cori gospel di quello che viene definito “ministério de lovour”, “ministero di lode”, che tra i protestanti pentecostali e i cattolici carismatici indica il culto attraverso il canto e la musica; un’industria fiorente in Brasile, dove le migliori “ministre” possono vantare anche contratti discografici con giganti come EMI o Sony Music. E in effetti Luciane Johansson ha al suo attivo alcuni album di questo tipo, come si può scoprire da una veloce ricerca in Rete della sua discografia: musiche cantate nelle chiese evangeliche e che puntano alla predicazione e alla conversione.

Ma non sono le canzoni di Luciane ad averle assicurato una certa popolarità nelle ultime settimane: si tratta invece di un altro video su Youtube, di tono ben diverso, nel quale annuncia – grazie alla traduzione in italiano offerta da una sua seguace – di aver ricevuto in sogno una rivelazione di Dio relativa a un prossimo, devastante terremoto che distruggerà tre grandi città. Non sappiamo quali siano le altre due, ma Luciane sottolinea fin dal titolo del video che una di queste è Pozzuoli. In sogno ha visto una distesa di sabbia e pietre bianche, verosimilmente la Solfatara, che non conosceva finché non si è trasferita a Pozzuoli; e ha visto un terremoto inghiottire l’intera città. Tutto questo accadrà in una data precisa: il prossimo 28 aprile. Nel video, Luciane chiede da un lato di pregare, perché “un buco di trecento metri può diventare un buco di trenta metri, e uno di trenta può diventare un buco di tre metri” grazie alla preghiera; ma invita anche a lasciare quanto prima la città, non attendere l’ultimo giorno quando si verificherà il caos totale. Non importa, dice, quello che affermano la Prefettura o il Governo: Dio è sopra di loro e lui le ha parlato e le ha chiesto di fungere da tramite perché la sua rivelazione sia resa nota a tutti. Lo ha fatto attraverso di lei, donna nera e straniera, perché Dio parla sempre con gli ultimi.

Non è chiaro se Luciane abbia lasciato la città dove risiede in un albergo, ma una settimana fa è apparso un suo video in cui tiene una predicazione in quella che dovrebbe essere una chiesa evangelica italiana (dato che è con lei la stessa interprete del video della profezia), e sembra piuttosto tranquilla.

Nel frattempo, il video ha ottenuto oltre 50mila visualizzazioni e scatenato numerosi commenti in Rete. Solo lo scorso 21 aprile un’ennesima scossa di terremoto, intorno a 1,7 Richter, si è fatta sentire a Pozzuoli, dove le scosse sono frequenti e molto superficiali: gli abitanti ci sono abituati, ma i timori legati a una possibile eruzione dei Campi Flegrei, il più pericoloso “supervulcano” attivo del pianeta, non fanno dormire sogni tranquilli a nessuno, nemmeno ai vulcanologi. Dal 2012 l’allerta è stata innalzata a “gialla”. La ripresa dei fenomeni di sollevamento del suolo, analoghi a quelli che provocarono il drammatico fenomeno del bradisismo tra gli anni Settanta e Ottanta e portarono all’abbandono della città vecchia, e l’apertura di nuove fumarole nella zona di Agnano, hanno spinto gli esperti a innalzare il livello di rischio. La comunità scientifica internazionale dibatte se il rischio di eruzione sia davvero vicino e concreto, mentre l’area vulcanica della Solfatara, in cui lo scorso anno un’intera famiglia ha perso la vita sprofondando in un cratere, è tenuta sotto stretta osservazione. Non c’è da stupirsi, quindi, che basti una semplice voce per scatenare il panico in un’area densamente affollata dove l’evacuazione degli abitanti, anche considerando l’ultimo piano preparato dalla Protezione civile, rischia di rivelarsi impresa ardua.

La Solfatara a Pozzuoli, parte dell’area vulcanica dei Campi Flegrei.

La missionaria brasiliana soffia sul fuoco e fissa anche una data, pur ammettendo che le preghiere potrebbero far slittare la catastrofe più in là.

Luciane non è tuttavia l’unica profetessa di sventura ad annunciare terremoti in Italia: su Youtube hanno ottenuto qualche richiamo anche i video, tradotti in italiano, del kenyano David Edward Owour, sedicente “scienziato di professione” poi convertitosi alla telepredicazione. Owour, che ha fondato il “Ministero di Ravvedimento e Santità” e una radio privata (“Jesus is Lord”), sembra da un po’ di tempo avercela con l’Italia, con la corruzione tanto della Chiesa cattolica che delle chiese pentecostali e ha profetizzato un grande terremoto da qualche parte in Italia prima o poi, cosa che purtroppo, più che una profezia, assomiglia alla logica conclusione di qualsiasi sismologo. Sito, video e radio di Owour sono tradotti ora in italiano.

Come mai tutta questa attenzione, da parte dei nostri connazionali, per un fenomeno finora limitato perlopiù all’America e all’Africa? A quanto sembra, il pentecostalismo ha iniziato a diffondersi proprio nell’area flegrea, dove si trova Pozzuoli. Si tratta in prevalenza di chiese neo-protestanti di tipo “etnico”, che di solito difficilmente vedono l’adesione di italiani. Un reportage di The Post Internazionale di un paio d’anni fa ha analizzato il fenomeno nella città di Castel Volturno, dove si contano oltre quaranta chiese evangeliche. In tutta la regione del resto la presenza pentecostale, ossia di chiese sorte dal ramo principale del Protestantesimo agli inizi del XX secolo, è fortissima, in specie di quelle più classiche, quelle che aderiscono alle “Assemblee di Dio in Italia” (ADI). Castel Volturno, la cui popolazione nera perlopiù non censita è pressoché pari a quella autoctona (circa 20mila persone) e in maggioranza impegnata in diverse forme di lavoro sommerso, è diventata terra di proselitismo delle nuove chiese evangeliche, che un po’ in tutto il mondo stanno soppiantando il Protestantesimo tradizionale, quello sorto cinquecento anni fa con Martin Lutero e gli altri Riformatori centro-europei.

Una situazione pressoché analoga a quella, più studiata, delle favelas brasiliane. Le crescenti disuguaglianze economiche in Brasile spiegano il crollo verticale del cattolicesimo nel paese: tra il 1965 e il 2005 la percentuale di popolazione che si dichiarava cattolica è scesa dal 90 al 65%, poi al 60% nel 2014 e al 50% nel 2016. Di contro, gli evangelici sono oggi circa 25 milioni e hanno potuto eleggere decine di parlamentari schierati su posizioni conservatrici (anche Owour, nelle sue predicazioni, tuona contro l’omosessualità e i costumi disinibiti degli italiani). Ben diversamente dal dogmatismo astratto della Chiesa, la cui distanza dalla gente comune è ancora più accentuata dalla lontananza geografica da Roma, per i pentecostali basta saper leggere la Bibbia per poter dichiararsi pastori e l’espressione della fede è affidata a cerimonie sincretiche dove c’è spazio per i balli e i canti locali. I pastori evangelici hanno anche meno remore a difendere il loro potere spirituale dichiarando di poter guarire i malanni semplicemente pregando, di poter allontanare gli spiriti maligni toccando una persona, o di poter profetizzare il futuro. Il profetismo e la predicazione attraverso i nuovi media è una componente caratteristica dei nuovi movimenti pentecostali e dei cristiani cosiddetti “rinati”.

È su questo piano che va letto quindi il tentativo di penetrazione di questi culti in Italia, terreno tradizionalmente poco fertile dell’evangelismo, ma che può contare sul proselitismo delle fasce più deboli solitamente composte da immigrati di provenienza africana. Su Youtube diverse persone hanno chiesto di poter incontrare Luciane e non c’è dubbio che le sue ultime apparizioni nelle chiese evangeliche locali siano state seguite più del solito: profetizzare catastrofi è da sempre uno strumento usato dai movimenti fondamentalisti per conquistare consenso e per Luciane, che si definisce missionaria, evidentemente ogni mezzo è buono se serve a convertire nuovi fedeli.

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